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Una vita di illusioni: 21 modi in cui inganniamo noi stessi

E' qualcosa che sapevo da anni, ma solo di recente ho realizzato appieno: la stragrande maggioranza delle persone vive una vita piena di illusioni, ovvero crede a cose non vere e/o si racconta storie false ma confortevoli o rassicuranti. Questa potrebbe sembrare un'accusa grave, ma è supportata dagli esperti che studiano il comportamento umano (alcuni articoli: NeuroLaunch, David Boles, Wikipedia).
Ho iniziato a realizzare quanto gli esseri umani mentono a se stessi leggendo il libro "Le bugie con cui viviamo - L'arte di autoingannarsi" di Eduardo Giannetti, più di vent'anni fa. Prima non mi ero reso conto dell'entità del fenomeno; dopo, mi sono sempre più accorto di quanto fosse la norma.

Ci illudiamo perché ne otteniamo qualcosa

Ma perché ci illudiamo così spesso? Di solito consideriamo falsità o menzogne come svantaggi. Ma in realtà tendiamo a illuderci ogni volta che ciò ci porta un tornaconto: ovvero ci guadagniamo qualcosa in termini di tranquillità, sicurezza, autostima, assenza di dubbi o stress, benessere, piacere o felicità.
In particolare, spesso ci illudiamo spinti dall'umano bisogno di avere una buona opinione di noi stessi (anche per associazione, per "luce riflessa"), o dal collegato bisogno di vedersi migliori di ciò che si è (tipico di persone insicure, fragili o con bassa autostima). Di conseguenza per molti diventa facile credere ad illusioni del tipo:
In altri termini, assai spesso respingiamo ogni verità scomoda, inquietante o dolorosa, ed al suo posto crediamo invece in ciò che ci fa sentire bene - anche se è falso. Se ciò suona poco verosimile, ricordiamo che l'evitamento della sofferenza è uno degli istinti più forti in noi. In confronto, la verità è ben poca cosa.

“Ci illudiamo ogni volta
che ciò ci porta un tornaconto”

Tre maniere di illudersi

Ci sono tanti modi di ingannare se stessi, ma direi che possiamo definire tre modalità principali.

A. Illusione inconsapevole

Questa illusione avviene quando la persona crede in qualcosa di falso, senza però rendersene conto. Magari è una bugia che gli hanno raccontato fin da bambino, o che tutti nel suo ambiente credono, e quindi lui non la mette mai in discussione - specialmente se è rassicurante. Oppure è una convinzione che nasce da esperienze personali.
Esempi:
  • Molti secoli fa: "Sole e stelle girano intorno alla Terra", o "La Terra è piatta".
  • Gli esseri umani non sono animali, o sono completamente superiori ad essi.
  • Un razzista che crede che altre etnie, o nazioni, siano inferiori alla propria.
  • Dio esiste e ci ama in modo speciale (o una qualche variante sul tema).
  • Prendere la propria esperienza personale, e trarne conclusioni generali: dopo una delusione sentimentale, "L'amore non esiste"; dopo che un partner ci ha ingannato, "Le donne / Gli uomini sono tutti XYZ"; dopo aver subito una truffa, "Non ci si può fidare di nessuno".
Queste illusioni diventano "abituali", scontate. Superarle richiede un notevole sforzo di volontà e di mettere in discussione le proprie convinzioni, cosa che alla maggioranza non interessa affatto. Anzi, vi si opporrà con forza se qualcuno prova a smontare le loro illusioni; sia perché ci attacchiamo alle nostre convinzioni, sia perché non vogliamo perdere il nostro tornaconto.

B. Illusione semi-consapevole

Questa è un'illusione di cui non siamo completamente convinti, o di cui potremmo dubitare se ci fermassimo a rifletterci sopra onestamente. Ma siccome ci reca un tornaconto, preferiamo tenerci l'illusione ed ignorare la verità, che rimane a livello subliminale (sotto la soglia della consapevolezza).
  • Il detto napoletano "Ogni scarrafone è bello a mamma sua" ci ricorda che, per una madre, ogni figlio è bello anche se assomiglia ad uno scarafaggio (scarrafone). Similmente, quando qualcosa o qualcuno è molto vicino al nostro cuore, tendiamo ad averne un'opinione positiva; che sia un figlio, un partner amato, la propria città o nazione, la squadra del cuore, una propria opera o progetto, ecc.
    ---> Tornaconto: traiamo soddisfazione nell'avere nella nostra vita, o avere creato, siffatta "qualità"; e per riflesso ciò accresce la nostra autostima ("Ho procreato un figlio meraviglioso", "La mia squadra / moglie / auto è la migliore", ecc.).
  • Attaccarsi ad un pregiudizio per noi vantaggioso: in un litigio, convincersi che noi abbiamo ragione e l'altro torto (invece di riconoscere le rispettive responsabilità); per un credente "La mia religione - o il mio Dio - sono quelli 'veri'"; per una femminista "Le donne sono migliori / più virtuose degli uomini".
    ---> Tornaconto: evitiamo dubbi, incertezze, responsabilità o sensi di colpa; ci culliamo nella soddisfazione di sentirci "superiori" ad altri.
  • Dopo aver fatto un acquisto, convincersi di avere compiuto la scelta migliore.
    ---> Tornaconto: evitiamo l'ansia di dubbi tipo "Magari ho sbagliato scelta", o "Avrei potuto scegliere di meglio"... Questo è un fenomeno dimostrato nell'economia comportamentale (behavioral economics).
Da notare che, in tutti questi casi, opera una sorta di auto-convincimento. Sotto sotto, in un angolino della nostra mente, sappiamo che ciò non è vero, o che non ne siamo realmente certi. Ma questo dubbio rimane "nascosto", negato, di modo che l'opinione positiva e rassicurante resti dominante.

C. Inganno esterno

Questa illusione viene generata da una falsità detta da altri, in cui noi crediamo. Per esempio:
  • Una persona affascinante ci fa promesse sentimentali, persino troppo belle per essere vere, e noi ci coinvolgiamo. Ma poi questa persona si rivela essere un uomo che cercava solo sesso, oppure una donna interessata al nostro denaro.
  • Un politico propone un programma a noi favorevole prima delle elezioni, e noi lo votiamo fiduciosi. Ma dopo l'elezione non realizza quanto promesso.
  • La pubblicità ci seduce evocando scenari fascinosi o con promesse improbabili, e noi acquistiamo il prodotto o servizio. Ma la realtà si rivela al di sotto delle aspettative.
In tutti questi casi si potrebbe parlare di inganno, piuttosto che di illusione. Apparentemente le persone ingannate sono in buona fede, e la responsabilità è tutta del mentitore.
Ma se consideriamo bene gli scenari, vediamo che la "vittima" è stata ingenua od ha avuto eccesso di fiducia; di solito perché c'era una prospettiva di tornaconto intrigante. Quindi si può dire che in questo casi la persona ingannata ha "partecipato" all'inganno passivamente, lasciandosi convincere senza opporre dubbi od indagare più a fondo. E' quindi un altro caso in cui scegliamo di "illuderci" perché siamo interessati al tornaconto.

N.B.: Le modalità A e C potrebbero sembrare simili, poiché in entrambi l'illusione proviene dall'esterno. Ma la A nasce da un'illusione collettiva inconsapevole ("Dio è dalla nostra parte!", usata anche dai Nazisti: "Gott mit uns"), mentre la C proviene da un inganno intenzionale (in "Pinocchio", l'Albero degli Zecchini del Gatto e la Volpe).


Le illusioni sono ovunque

Quando diventiamo bravi a riconoscere le illusioni intorno a noi (e di solito ciò richiede aver prima smascherato quelle in cui credevamo), è facile vedere come siano pressoché onnipresenti. Di seguito elenco le principali, esaminando quelle di massa, quelle più diffuse, e quelle più particolari.

  1. Religioni
  2. Ideologie
  3. Utopie
  4. Pubblicità e marketing
  5. Mass media
  6. Social media
  7. Maschere sociali
  8. Avere ragione
  9. Pregiudizi
  10. Illusioni romantiche e sentimentali
  11. Meccanismi di difesa
  12. Dare la colpa agli altri
  13. Pensiero magico
  14. Fortuna o sfortuna
  15. La volpe e l'uva
  16. Money for nothing: troppo bello per essere vero
  17. Dipendenze
  18. Giochi d'azzardo
  19. Complottismi e tendenze paranoidi
  20. Traumi
  21. Illusioni patologiche

1. Religioni

Ogni religione ci offre doni seducenti (la vita eterna, l'amore incondizionato di un essere onnipotente, una giustizia divina...) o ci propone rassicurazioni contro ciò che più ci spaventa (la morte, il nulla, l'assenza di senso...).
Ma nulla di tutto questo è provato; anzi, spesso le religioni si contraddicono, od i fatti le smentiscono. Però questo non smuove i credenti, proprio perché i più credono perché hanno bisogno di credere - non per reale convinzione (p.es. non ho mai conosciuto un cristiano che non fosse terrorizzato dalla morte: il che mostra quanto non credesse davvero alla promessa di vita eterna).

Perché le religioni sono illusorie

Comprendo che questa accusa di illusorietà di ogni religione sia dura da digerire per molti; in fondo miliardi di persone credono in esse. Rammento solo tre fatti:
  • Nessun dio si è mai manifestato pubblicamente, od ha fatto sentire la sua voce - se non in leggende e racconti non verificabili. Un essere onnipotente non dovrebbe avere problemi ad apparire in cielo, o sugli schermi di tutte le TV, per trasmettere un messaggio, confortare i suoi fedeli, o confermare la sua esistenza. Ma non è MAI accaduto.
  • Nel tempo, innumerevoli religioni, credi e culti sono esistiti e poi tramontati: li chiamiamo mitologie. Ancor oggi parliamo degli dei Egizi, Greci e Romani, Aztechi, Celti, ecc. Ma li riteniamo appunto dei miti, non reali. Cosa distingue quei miti dalle religioni attuali? Forse tra un millennio o tra cinque, anche la tua religione sarà considerata mitologia.
  • Ogni religione si ritiene quella "giusta", e considera il proprio dio quello "vero". Ed in genere ogni religione afferma cose diverse, ed adora dei differenti: quindi, contraddicendosi spesso a vicenda, chiaramente non possono essere tutte nel giusto. Inoltre, se una fosse "più giusta e vera" delle altre, nel corso dei millenni sarebbe probabilmente diventata quella dominante; ma ciò non è successo. La conclusione più logica è quindi che siano tutte similmente illusorie.

2. Ideologie

Ideologie, movimenti politici, attivismi (comunismo, nazismo e fascismo, ma anche il femminismo o l'ecologismo degli ultimi 50 anni, o i "woke" ed i MAGA del terzo millennio). Ciò che accomuna buona parte dei partecipanti di tutti questi movimenti è la tendenza a credere più o meno ciecamente alla propria ideologia - anche di fronte ai fatti che la smentiscono - ed a contrastare altrettanto ciecamente le ideologie opposte. E poiché nessuna ideologia è immune da critiche, questo implica una grande dose di illusioni nei suoi partecipanti.

N.B.: Una religione può essere considerata una forma di ideologia, ed entrambe le categorie possono includere membri che tendono al fanatismo.

Dogmi

I dogmi sono principi che vanno creduti ciecamente, senza necessità di prove o discussione: "E' così, non può che essere così, e non è ammissibile discuterne o dubitarne". Sono tipici di religioni o istituzioni politiche (specialmente autoritarie), ma possono essere imposti anche da certe ideologie o individui (solitamente con attitudini rigide e ossessive, e/o con manie di controllo).
Poiché il dogma viene imposto dall'alto e viene preteso il crederci senza dubbi né discussioni, in assenza di prove o dimostrazioni, aderirvi è una forma di illusione: "Credo perché mi dicono di crederci".

3. Utopie

L'utopia è un modello ideale ma solitamente irrealistico, fondato più su fantasie che sui fatti. Infatti la parola, coniata da Tommaso Moro per il suo libro omonimo, significa in greco "luogo che non esiste" ("ou-topos"). Ciò non impedisce agli umani di credere a tali seducenti illusioni, anche in massa: Tutte le utopie si basano su una visione del mondo "come dovrebbe essere", invece di considerare la realtà "come è"; vengono negati o ignorati aspetti basilari della natura umana (come il volere sempre di più, l'aggressività, l'ambizione, la tendenza al possesso o al potere, ecc.), oppure limiti oggettivi (la finitezza delle risorse). Anche queste sono forme di illusione, che contribuiscono al loro fallimento - o al loro diventare distopie opprimenti, come nel caso del Comunismo di Stalin e di Mao.
E' vero che alcune piccole comunità utopiche hanno avuto un certo successo, ma molte altre no; e nessuna utopia su vasta scala è mai riuscita.

4. Pubblicità e marketing

Prima degli anni '60, di solito le pubblicità elencavano fatti concreti. Dopo sono diventate sempre più seduttive ed a contenuto emotivo: non dicono più "Il prodotto X fa Y", ma "Il prodotto X ti farà sentire felice / ti renderà bella o affascinante / ti farà apparire di successo", ecc.
Ovviamente queste promesse sono aleatorie ed irrealistiche. Ma i più ne sono comunque irretiti: sia perché funzionano a livello emotivo (piano su cui abbiamo poco controllo), sia perché in genere ci offrono quello che desideriamo, o quello che vorremo sentirci dire. Ed ecco che quindi noi caschiamo nelle loro illusioni, perché ci piacerebbe tanto che fossero vere. La pubblicità inganna non solo per la sua abilità seduttiva, ma per la "collaborazione" del consumatore.

Moda e firme

In molti casi, abiti e accessori "di moda" o "firmati" non vengono scelti per la loro qualità o estetica, ma principalmente perché l'acquirente trae da essi un senso di "valore", di supporto alla propria autostima (lo stesso avviene con auto prestigiose o tecnologia di alta gamma). In questi casi l'illusione sta nel credere che certi oggetti possano renderci persone "speciali", migliori e più ammirate - ma quella qualità risiede nell'oggetto e non in noi: una nevrotica vestita Dior od un stupido col Rolex, rimangono comunque una nevrotica e uno stupido.
Ovviamente questa illusione viene alimentata dal marketing, che offre un senso di straordinarietà ed esclusività associato ai propri prodotti, in modo da manipolare il desiderio onnipresente di vederci migliori di come siamo. Ma questo impulso è innato e sempre esistito: gioielli ed accessori segno di status si ritrovano in tombe risalenti a migliaia di anni fa.

5. Mass media

I mass media possono essere una poderosa fonte di illusioni. Per esempio nel fornire informazioni di parte, distorte o falsate; oppure nel presentare le notizie in modo da sollecitare le nostre ansie, così da catturare l'attenzione del pubblico (ed i relativi introiti pubblicitari). E noi tendiamo a crederci quando confermano i nostri pregiudizi o paure, senza indagare se sono fondate o meno.
Ma anche ad un livello narrativo più personale ed emotivo. Di seguito un esempio per ciascun genere:
  • La pornografia rappresenta le fantasie erotiche degli uomini. La considero un'illusione nella misura in cui certi uomini la prendono ad esempio, e tendono a credere che così dovrebbe essere la vita reale.
  • Media come i film romantici ed i romanzi d'amore sono progettati apposta per rappresentare i sogni sentimentali delle donne. In questo senso, si possono considerare come una sorta di "pornografia al femminile" (nel senso che entrambi presentano fantasie irreali). Anche qui l'illusione sta nel credere che le storie rappresentino come debba funzionare la vita reale.
Una differenza tra i due tipi di media, è che pochi uomini credono che il porno rappresenti la vita reale (i più disinformati e immaturi), mentre molte donne si aspettano che la loro vita sentimentale dovrebbe funzionare come nei film.

6. Social media

E' noto che sui social media le persone tendono a mostrare una versione di sé, e delle proprie vite, ottimizzate per fare bella figura: insomma fingere una "vita instagrammabile". Ed ovviamente, più vediamo vite mirabolanti nei post altrui, e più ci viene da simulare simili performance noi stessi; oppure in confronto vediamo le nostre vite come inferiori e banali.
Qui l'illusione sta sia in quelli che pubblicano versione "ottimizzate" ed edulcorate (quindi false) della propria esistenza, relazioni incluse; e sia in quelli che le seguono e vogliono crederci, o si sentono sminuiti nel paragone.

7. Maschere sociali

Praticamente nessuno mostra completamente se stesso in ogni situazione. Di solito mostriamo una versione di noi stessi adatta al contesto - e quindi indossiamo una "maschera" diversa in situazioni famigliari, sociali, lavorative o sentimentali. Questa è una forma di adattamento sociale istintiva, che sviluppiamo per essere ben accolti e benvoluti dagli altri o per ottenere altri vantaggi, e di cui i più sono scarsamente consapevoli.
La maschera sociale è un'illusione per il pubblico (che di rado la riconosce), e spesso anche per chi la indossa, se la persona si identifica con il "personaggio" che rappresenta. Per esempio il "perfettino" nasconde i suoi difetti o fallimenti; il "macho" mostra una forza e sicurezza che in realtà non possiede; il "bravo ragazzo (o ragazza)" è sempre disponibile e accondiscendente, ma non si rende conto di farlo per ottenere l'approvazione o l'affetto altrui.

8. Avere ragione

Forse l'illusione più comune e frequente, è quando in una discussione restiamo fermamente convinti di avere ragione e l'altro torto, senza nemmeno considerare la possibilità che potremmo sbagliarci, oppure che entrambi potremmo avere ragione - almeno in parte. Anche se a volte possiamo essere nel giusto, nessuno sa tutto, ha sempre ragione o non sbaglia mai: quindi chi resta fermo in questa convinzione si sta chiaramente illudendo.

9. Pregiudizi

Avere pregiudizi è un altro atteggiamento umano che tocca tutti: al meglio possiamo cercare di riconoscere i propri, mentre chi nega di averne è solitamente immerso in essi. "Pre-giudizio" significa letteralmente giudicare qualcuno o qualcosa prima di averne una reale conoscenza: quindi una illusione di conoscenza o comprensione, basata su informazioni limitate, stereotipi, atteggiamenti difensivi o esperienze personali.
  • "I ricchi / I meridionali / Gli americani... fanno sempre X"
  • "Non ci si può fidare degli Y"
  • "Gli uomini / Le donne... sono tutti Z"
I pregiudizi spesso nascono da proprie esperienze, che però sono statisticamente insignificanti: se ho avuto tre partner e tutti mi hanno tradito, o se mia moglie mi ha lasciato per un altro... su miliardi di persone ciò rappresenta un campione infinitesimo (tipo zero virgola seguito da 7-8 zeri).

10. Illusioni romantiche e sentimentali

L'utopia romantica è l'illusione per cui possa esistere un "partner su misura" con cui vivere un amore perfetto ed eterno, privo di problemi o delusioni. E, più in generale, le tante illusioni sentimentali che la nostra cultura ci trasmette (il vero amore è per sempre; l'amore può tutto; se ami non desideri altri...), e che quasi tutti accolgono acriticamente (perché, di nuovo, è certamente bello crederci - anche quando irreale).

Innamoramento, fedeltà e rassicurazioni

Rimanendo in tema di relazioni sentimentali:
  • In particolare l'innamoramento è illusorio quasi sempre. Quando ci innamoriamo vediamo l'altro non per come è realmente, ma in un modo idealizzato e meraviglioso. Infatti man mano che conosciamo l'altro, l'idealizzazione decade e con essa l'innamoramento - che non dura mai per sempre.
  • La promessa di fedeltà a vita, e l'aspettativa che il partner non ci tradisca mai, sono spesso illusorie. Prima o poi, alla maggioranza delle persone capita di tradire. Eppure i più vivono l'illusione che sia un evento anomalo, che capiti solo ad altri, e che "Lui / Lei non mi tradirebbe mai": un altro caso in cui crediamo a quello che ci piace credere.
  • Spesso cerchiamo nel partner rassicurazioni, anche quando sono improbabili: "Dimmi che sono la più bella", "Che mi ami come non hai mai amato nessun altro/a", "Che nessuno ti ha fatto godere come me", "Che pensi solo a me", "Che non puoi vivere senza di me", "Che non mi lascerai mai"... tutte cose irreali o che non si possono garantire. In pratica chiediamo al partner di illuderci, per arginare le nostre paure e insicurezze.
  • Chi attraversa una serie di delusioni amorose può esserne così ferito da rinunciare alle relazioni. Ma spesso costoro non ammettono di sentirsi "sconfitti", bensì raccontano a se stessi che "Preferisco restare da solo/a".

11. Meccanismi di difesa

Meccanismi di difesa psicologici: questi sono stati definiti da Freud per primo. Si tratta di una serie di strategie inconsapevoli per cui la mente rifiuta la realtà, e si convince invece di inganni od illusioni che le forniscono sollievo o rassicurazione. Tra queste troviamo: la negazione (X non esiste), la rimozione (dimentico X), la proiezione (io non sono X, tu sei X), la repressione (non sento X)...

12. Dare la colpa agli altri

Una forma di illusione diffusa è la tendenza a dare la colpa agli altri dei propri problemi, escludendo la possibilità di avervi contribuito od averne almeno in parte responsabilità:
  • Quando una coppia litiga ciascuno tende ad accusare il partner del problema, e non ammette le proprie mancanze o di aver contribuito al problema stesso.
  • Se non trovo un impiego mi dico "Non c'è lavoro!" invece magari di riconoscere che non offro competenze sufficienti.
  • Il cittadino medio accusa il governo dei problemi del Paese, ma "dimentica" di quanto vi contribuisca egli stesso (magari con l'evasione fiscale o comportamenti poco civili).
In realtà, molto spesso siamo almeno parzialmente responsabili di quello che ci succede; però certo è consolatorio illudersi che la colpa sia sempre altrui.

Vittimismo

Una forma acuta di questo atteggiamento è il vittimismo abituale, ovvero quelli che si piangono addosso e danno sempre e comunque la colpa della propria sofferenza all'esterno, agli altri o al mondo. Cullandosi in questa illusione per cui si sentono sempre "vittime innocenti" (anche quando sono in realtà "carnefici"), non si rendono conto che in tal modo annullano il proprio potere (senza responsabilità non vi è potere), e quindi si rendono incapaci di risolvere i propri problemi.
Quasi sempre costoro rientrano nella categoria di "persone negative".

13. Pensiero magico

Un caso molto comune di illusione è il "pensiero magico", ovvero credere che qualcosa avvenga senza alcuna prova o spiegazione razionale. In questa categoria rientrano:
  • Gli oggetti od i riti "portafortuna" (quadrifogli, amuleti, santini).
  • La scaramanzia o superstizione (toccare ferro, evitare il numero 13).
  • Ricorrere a maghi e fattucchiere, santoni o guaritori, medium od altre figure con presunti poteri "soprannaturali".
  • Ma anche certe forme di "pensiero positivo" ("Se mi immagino ricco mi arriveranno soldi") o la "Legge di Attrazione" (resa famosa dal libro "Il segreto" di Rhonda Byrne).
In tutti questi casi le persone "sognano" di ottenere qualcosa di positivo (o allontanare un evento negativo) semplicemente attraverso parole, pensieri o gesti, che però non hanno nessun nesso causale col risultato; praticamente è un livello di pensiero simile al bambino che crede a Babbo Natale che gli porta i doni.

14. Fortuna o sfortuna

Certe persone che non riescono a realizzare i propri sogni, a fare soldi, o ad avere una vita amorosa appagante, non vogliono ammettere che ciò accade soprattutto a causa di loro mancanze o incapacità. Si convincono invece che sia tutta questione di fortuna o sfortuna (e così facendo si assolvono di ogni responsabilità):
  • "Beato te che hai avuto fortuna"
  • "Nella vita conta solo avere culo"
  • "Sono proprio sfortunato in amore"...

15. La volpe e l'uva

Fare come "La volpe e l'uva" (celebre favola di Esopo) è una classica illusione a cui molti ricorrono: svalutare ciò che si desidera quando non riusciamo ad averlo. Esempi comuni: il povero che si consola pensando che "I ricchi sono tutti malvagi"; la persona lasciata dal partner che si convince "Non era poi un granché".

16. Money for nothing: troppo bello per essere vero

Non pochi coltivano illusioni illogiche, per cui credono di poter avere molto pagando poco o addirittura niente, o sognano che gli possa arrivare la "manna dal cielo" senza fare sforzi:
  • Chi sogna di trovare un lavoro poco impegnativo ma pagato profumatamente, o aspira ad una posizione elevata pur avendo scarse competenze.
  • Chi paga un prodotto a prezzo minimo e si aspetta una elevata qualità.
  • Chi ricerca investimenti a basso rischio ed alto rendimento (mentre il rischio è sempre correlato al rendimento).
  • Chi crede a slogan politici del tipo "Meno tasse e più servizi" (poiché i servizi sono finanziati con le tasse, è una contraddizione in termini).
E, in genere, tutte quelle situazioni che ricordano l'Albero degli Zecchini in "Pinocchio": i guadagni che vengono dal nulla, o quello che sembra troppo bello per essere vero... quasi mai è vero. Ciò non impedisce a molti di crederci.

17. Dipendenze

Chi ha una dipendenza - che sia da sostanze come fumo, alcol o droghe; oppure comportamentale come gioco d'azzardo, sesso o lavoro eccessivo - spesso racconta a se stesso che può controllarsi (cosa che in una dipendenza è falsa), oppure si illude che le conseguenze non siano così gravi:
  • "Posso smettere in qualsiasi momento"
  • "Mio nonno ha sempre fumato ed ha vissuto fino a 90 anni"
  • "Un bicchierino non ha mai ucciso nessuno"...

18. Giochi d'azzardo

Giocare d'azzardo è un comportamento irrazionale, in quanto le probabilità sono a nostro sfavore; farlo sperando di vincere è quindi una forma di illusione, il che però non scoraggia milioni di persone:
  • Il Lotto e Superenalotto sono giochi molto amati nel nostro Paese; peccato che i sogni di vincita siano molto aleatori. Per esempio la sestina del Superenalotto ha una probabilità di 1 su 622.614.630 (0,000 000 0016%); nel Lotto la cinquina ha probabilità di 1 su 43.949.268 (0,000 000 023%).
  • Nelle lotterie le probabilità di vincita sono infinitesimali, cioè prossime a zero: nella Lotteria Italia 2025 si ha probabilità di vincita del premio massimo di 1 su 11.000.000, cioè lo 0,000 000 09%.
  • I giochi proposti da un casinò sono impostati in modo da fornire un reddito al casinò stesso: per cui le probabilità di vincita sono sempre inferiori al 50%.

19. Complottismi e tendenze paranoidi

Complottisti vari, inclusi gli anti-vaccini, e tutti quelli con tendenze paranoidi (ovvero chi crede in minacce, pericoli o malvagi immaginari). Ci sono diverse spiegazioni per questi atteggiamenti, ma ciò che li accomuna tutti è il credere a cose non vere, ovvero ad illusioni. A differenza delle "illusioni positive" esposte nei punti precedenti (che ispirano sollievo, benessere e/o speranza), però, queste sono "illusioni negative" (che alimentano timori ed angosce), che scaturiscono da paure profonde - oltre che da personalità solitamente disturbate.

20. Traumi

Chi ha subìto traumi emotivi, psicologici o sessuali, spesso reagisce creandosi "illusioni protettive" (vedi sopra "Meccanismi di difesa"), ovvero distorsioni della realtà che servono a difendere la propria sanità mentale od evitare eventuali pericoli. Vedi anche "disturbo da stress post traumatico".
  • Una persona che in famiglia è stata amata poco e male, potrebbe convincersi che "Non ho bisogno di nessuno" ed isolarsi.
  • Chi si è sempre sentito criticato e disprezzato, potrebbe prendere ogni osservazione o commento come un attacco personale.
  • Una donna che abbia subìto abusi, potrebbe vedere ogni maschio come un possibile stupratore.
Benché queste illusioni abbiano scopo protettivo, possono creare seri problemi perché portano ad interpretare gli eventi in modo errato e disfunzionale, rendendo queste persone scarsamente capaci di affrontare la realtà.

21. Illusioni patologiche

Infine, ci sono casi di illusioni che appartengono a specifiche patologie:
  • L'ipocondriaco convinto di avere certe malattie.
  • Il paranoico che crede di essere perseguitato da nemici immaginari.
  • L'allucinato che crede di essere un messaggero di Dio o la reincarnazione di un personaggio famoso.
Questi sono però casi più rari e la cui origine sta in uno squilibrio mentale; il mio discorso si riferisce invece ad illusioni che ogni persona comune può coltivare.

Siamo creature irrazionali ed emotive

La maggioranza delle persone considera gli esseri umani - e se stessi - come razionali. Ma tutto ciò che ho elencato finora ci mostra che invece molto spesso ci comportiamo in modi irrazionali. Ci illudiamo di essere razionali perché ci fa sentire "speciali", superiori agli altri animali (a cui in realtà assomigliamo molto), e ci dà l'illusione di saper controllare noi stessi e le nostre vite (cosa spesso non vera). La realtà è che siamo creature emotive molto più che razionali: infatti spesso in noi istinti ed emozioni prevalgono sulla ragione (*).
Ciò è dimostrato non solo dagli esempi elencati e dalla psicologia in generale; ma anche da comportamenti comuni come: alimentazione malsana o sregolata, non riuscire a seguire una dieta (anche a rischio delle propria salute), uso e abuso di sostanze dannose (fumo, alcol, droghe), mettere a rischio una relazione o matrimonio (con flirt o tradimenti), litigi per cause futili, guida ad alta velocità o infrangendo le regole, sport estremi, ecc. Tutte azioni irrazionali; il che non vuol dire "sbagliate", ma mosse da emozioni o istinti piuttosto che dalla ragione.

(*) Questo è spiegabile anche a livello cerebrale: semplificando, nel nostro cervello la parte razionale (neo-corteccia) è "l'ultima arrivata" (in senso evolutivo), e quindi viene spesso prevaricata dalle parti più "antiche": cervello rettile (sede degli istinti) e cervello mammifero (sede delle emozioni).

Illusioni buone e cattive

Con quanto ho scritto non intendo demonizzare le illusioni; a volte ci aiutano a resistere, a stare meglio, o persino a sopravvivere. Per quanto io ritenga le religioni illusorie, per esempio, so bene che per molti credere in "qualcosa di superiore" è benefico. In fondo la vita è dura, per tutti.

"Le illusioni sono illusioni, ma ne abbiamo bisogno per andare avanti."
(Giacomo Leopardi)

Altre volte, però, le nostre illusioni possono renderci ciechi e sordi, paralizzarci, renderci arroganti o impedirci di crescere. Oppure possono renderci preda di impostori o truffatori, che usano la credulità per approfittarsi di noi, manipolarci, farci del male o derubarci.
Con questo post spero quindi di ispirare le persone a diventare consapevoli delle illusioni che hanno effetti negativi sulle loro vite, così da poterle superare ed evitare possibili pericoli.

Meglio coltivare dubbi

Se hai letto fin qua, e non sei d'accordo con quanto ho scritto, va bene; in fondo, anch'io potrei illudermi. :-)
Però ti invito a chiederti: quanto spesso sei disposto a mettere in discussione le tue convinzioni... e quante volte sei invece pronto a giudicare idee diverse dalla tua come errate, ingannevoli, assurde o stupide - e quindi illusorie?
A mio parere, la via per la saggezza - o più modestamente per una mente aperta - passa dal non dare nulla per scontato, e coltivare più dubbi che certezze.

"Le folle non hanno mai provato il desiderio della verità. Chiedono solo illusioni, delle quali non possono fare a meno."
(Sigmund Freud)

"Senza illusioni l'umanità morirebbe di disperazione o di noia."
(Anatole France)

"Il piacere può fondarsi sull'illusione, ma la felicità riposa sulla verità."
(Nicolas de Chamfort)


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Perché credi che il mondo peggiori, ma ti sbagli

Mi trovo spesso a discutere con persone convinte che il mondo vada sempre peggio, o che sia diventato peggiore che in passato. Poiché sono convinto del contrario, ho persino scritto un post dove spiego come il mondo vada sempre meglio (anche se certo con alti e bassi), completo di una lunga carrellata storica che lo dimostra.
Ma in queste discussioni ho notato una cosa: anche quando messi di fronte a fatti e prove concrete, queste persone tendono a rimanere fisse sulle loro convinzioni negative - nonostante queste siano sgradevoli e deprimenti. Quindi mi sono chiesto: "Come mai certe persone si convincono che il mondo vada peggiorando (anche se ciò non è oggettivamente vero), e soprattutto perché restano aggrappate tenacemente a questa convinzione?".


Perché crediamo alle brutte notizie

Partiamo dalla prima parte della domanda: come mai molti tendono a credere alle brutte notizie più che a quelle buone? Ci sono diversi motivi.

1. Diamo più peso al negativo

La nostra mente dà molto più peso agli eventi o informazioni negativi, che a quelli positivi. E' lo stesso principio per cui se lo stipendio aumenta di 10 euro ci pare irrilevante, ma se diminuisce di 10 euro ci fa infuriare. Nel nostro cervello, dolore e piacere non hanno lo stesso peso: il primo ha decisamente la priorità.
Questo ha ragioni evoluzionistiche (cioè legate alla sopravvivenza): poiché dare importanza agli eventi dolorosi o rischiosi ci aiuta ad evitare i pericoli, questa tendenza è stata premiata dall'evoluzione. In altre parole, chi si preoccupava del peggio è sopravvissuto di più, quindi questo tratto si è diffuso.

Questo spiega anche perché tendiamo a dimenticare le cose buone nella nostra vita, ma abbiamo sempre presente quello che ci manca. Ciò porta ad una "mentalità di scarsità", per cui ci sentiamo più poveri e svantaggiati di quanto siamo realmente (se non so apprezzare quello che ho, è come se non lo avessi). Lo stesso si applica alla visione del mondo: i più dimenticano i benefici di cui godono, ma si concentrano sugli aspetti negativi.

2. Memoria selettiva

Per una serie di ragioni, di solito le persone hanno un ricordo "edulcorato" del loro passato, o dell'infanzia: ricordano cioè le cose meglio di come realmente fossero, o dimenticando gli elementi negativi. E' per questo che così tanti cadono nella trappola del "Stiamo perdendo i valori" oppure del "Ai miei tempi si stava meglio" : ciò non è quasi mai vero, ma la memoria selettiva lo fa apparire tale.
Per esempio il 50-60enne ricorda i giorni spensierati di quando era ragazzo o il calore familiare... ma dimentica magari le tante privazioni, le volte che i genitori dicevano "Questo non ce lo possiamo permettere", la severità delle punizioni, i bulli che lo angariavano a scuola o durante il militare, senza contare fenomeni di ampia scala come la Guerra Fredda o gli "anni di piombo".
Queste persone, spesso, più che dei tempi passati hanno nostalgia della loro stessa giovinezza ormai perduta.

3. Influsso dei media

Una vecchia regola del giornalismo è che "il sangue fa vendere i giornali" ("If it bleeds, it leads"). Infatti un giornale, o una trasmissione, che enunciasse "Oggi terribile disastro!" avrà certamente più pubblico di uno che dicesse "Oggi tutto bene" - per il motivo esposto al punto 1.
Quindi i media, che come tutte le aziende sono legate al profitto, sono spinti a dare risalto alle notizie negative molto più che a quelle positive. Ne consegue che basarsi sui report dei media ci offre una visione distorta della realtà: se 100 persone sono gentili ed uno solo è un criminale, si parlerà solo di quest'ultimo; facendoci pensare che le persone gentili siano poche o inesistenti.
Se vi pare che io esageri, ecco un articolo che conferma il fenomeno (riferito agli USA, ma il trend è quello ovunque). Per esempio, nel 2023 i morti per omicidio sono stati meno dell'1%... ma lo stesso argomento è stato menzionato dai media nel 42-52% dei casi (primo grafico).

Alcuni esempi concreti di aree in netto miglioramento, ma che i media invece drammatizzano o ignorano:
  • Omicidi: continuano a diminuire da secoli (qui i dati europei per nazione). In Italia erano 70 per 100.000 abitanti nel 1400, 8 nel 1800, 4 nel 1900, oggi sono meno di 0,5.
    Ma non è questa l'impressione che si riceve dai media.
  • "Femminicidi": sono in calo costante (dimezzati dal 1992 al 2022), e sono la minor causa di morte in Italia (meno di 100 l'anno, lo 0,0003% della popolazione femminile).
    Eppure i media ne parlano come se fossero un'emergenza in aumento.
  • Mortalità infantile: fino al 1900, mediamente nel mondo moriva un bambino su due: il 50% (in Italia nel 1700-1800 era superiore al 40%). Provate a immaginarvelo: mettete al mondo quattro figli e ne muoiono due.
    Al 2020, la mortalità infantile mondiale era scesa al 4,3%. Nei paesi più civilizzati è allo 0,3% (un progresso di oltre il 99,5%). In Italia è intorno all'1%. Ma è molto più frequente sentir parlare di "sanità allo sfascio".

Social media

Questo fenomeno è amplificato all'estremo nei social media: il loro uso degli algoritmi, infatti, permette una visualizzazione filtrata delle informazioni per ogni utente. Per cui ogni utilizzatore tenderà a vedere principalmente:
  • Ciò che più lo emoziona (eventi negativi), ed a cui reagisce maggiormente (punto 1).
  • Ciò che il social media stesso ritiene provochi una maggiore permanenza sulla sua piattaforma (quindi maggiori introiti pubblicitari); cioè eventi negativi o che comunque suscitano le sue reazioni emotive (indignazione, rabbia o paura).
Sono questi meccanismi che generano il fenomeno del doom-scrolling, ovvero del continuare a visualizzare "notizie negative su dispositivi digitali", cosa che può provocare "ansia, incertezza, preoccupazione, paura, angoscia, insonnia, disappetenza e anedonia".

Pubblicità

Questo vale anche per la pubblicità: infatti il marketing usa la paura per vendere di più o cose superflue. Una persona spaventata o preoccupata comprerà più medicine, più assicurazioni, più antifurti, porte più blindate, più armi, auto più grandi (SUV), ecc... tutto ciò che la rassicura (anche quando non ne ha realmente bisogno).
La stessa strategia (spaventare per manipolare) è usata da certi politici, specialmente i populisti e l'estrema destra.

Chi cade in questa sorta di circoli viziosi, si convince sempre di più di quanto il mondo vada a rotoli... perché è tutto ciò che assorbe dai media: non una visione completa e bilanciata della realtà, ma una in cui esistono solo drammi e tragedie.

“I media danno risalto
alle notizie negative
molto più che a quelle positive”

4. Siamo più informati

Un motivo per cui il presente sembra peggiore del passato, è che oggi siamo molto più informati: nel senso che solo alcuni decenni fa non si parlava quasi mai di certi argomenti (pedofilia, violenze domestiche...), e raramente venivamo a sapere di tragedie accadute in altre parti del globo. Per esempio nel 1950 la Cina invase il Tibet, ma non ricordo fosse un argomento diffuso quando ero ragazzo (anni '70); invece quando nel 2014 la Russia ha invaso la Crimea, tutti ne hanno parlato.
In quest'epoca ogni evento negativo viene riportato, analizzato ed amplificato (ma non la maggioranza di quelli positivi): la nostra mente è quindi "bombardata" da brutte notizie che arrivano da ogni parte del mondo, aumentando la sensazione che il mondo stesso stia andando a rotoli. In realtà certe eventi sono sempre accaduti (e ciononostante il mondo è andato avanti ed ha continuato a progredire), ma in passato venivano ignorati o sottaciuti.

5. Ignoranza della storia

Non solo tendiamo a dimenticare molte sofferenze del nostro passato personale (punto 2); ma tendiamo anche ad ignorare, o dimenticare, le tragedie del passato, anche quello relativamente recente. Siamo concentrati sulle "news", ma dimentichiamo la Storia: questo porta ovviamente ad una visione distorta dalle emozioni del momento.
Esempio: in questo periodo (agosto 2025) una notizia di grande risalto è la strage di civili nella striscia di Gaza operata dall'esercito israeliano (al momento oltre 60.000 vittime). Questo ha - giustamente - scioccato molti, e può apparire motivo di pessimismo o di perdita di fiducia nell'umanità. Ma solo se ci dimentichiamo di altre tragedie molto più vaste:
  • Durante la Prima Guerra Mondiale (06-11/1916), nella sola Battaglia della Somme vennero uccisi oltre un milione di soldati.
  • Negli anni 1932-1933 le politiche di Stalin portarono intenzionalmente ad una carestia in Ucraina, chiamata Holodomor ("sterminio per fame"), che produsse dai 3,5 ai 5 milioni di vittime.
  • Nei dieci anni della Rivoluzione Culturale cinese promossa da Mao Tse-Tung (1966-76), vennero uccise tra 1 e 20 milioni di persone, dai loro stessi connazionali.

Certamente lo sterminio a Gaza è gravissimo... ma non possiamo considerarlo peggio degli eventi citati. Per cui prenderlo come dimostrazione, come fanno molti, di "decadenza" o "perdita di valori umani", è frutto di pura ignoranza o "miopia storica".
Per chi ha una decente conoscenza della storia, in effetti, è difficile pensare in termini diversi da "in passato andava peggio, e più andiamo indietro nel tempo peggio andava" (come ho mostrato nel post "Il mondo va sempre meglio").

6. Ci aspettiamo un miglioramento continuo

Rispetto a tutti gli altri animali, una particolarità degli esseri umani è volere sempre di più: è grazie a quell'impulso che siamo passati dalle caverne ai grattacieli, o dal carretto al Jumbo Jet in soli tre secoli. Questa mentalità però ci rende incontentabili, e produce almeno due aspettative irrealistiche.

Tutto deve sempre migliorare

Ci aspettiamo che tutto migliori, mentre è ovvio che ogni progresso comporta pro e contro. E siccome diamo più peso al negativo (punto 1), molti si lamentano dell'inquinamento ma "dimenticano" l'utilità del riscaldamento, delle auto o della produzione industriale (che in effetti inquinano, ma di cui non faremmo certo a meno). Magari rimpiangono l'aria pulita di 100 anni fa... ma "dimenticano" il freddo, la fatica e la fame che pativano le persone di quell'epoca. In pratica gli umani vorrebbero "l'uovo e la gallina", il progresso ma senza effetti collaterali.

Tutto deve migliorare in modo costante

Ci aspettiamo che il progresso sia continuo, ma ciò non è realistico. Non accettiamo che sia del tutto naturale fare due passi avanti ed uno indietro.
  • Per esempio le condizioni economiche delle famiglie occidentali hanno continuato a migliorare dopo il 1950, ma si sono per certi versi stabilizzate negli ultimi 10-20 anni. Ciò è normale: l'economia è ciclica, e nessun economista si aspetterebbe una crescita perenne. Però molte persone vivono una interruzione, od anche solo un rallentamento, come se fosse un peggioramento.
    Per esempio si sente dire "Il potere d'acquisto dei salari in Italia è fermo a 10 - o 20 - anni fa!", il che indica stabilità, non calo; ma suscita comunque indignazione.
  • Oppure: nel campo farmaceutico si sono fatti enormi progressi, ma naturalmente non vengono inventate cure miracolose ogni anno. Quindi se per esempio certi tumori continuano a mietere vittime, molti lo vivono come un regresso: "Come mai la scienza non fa nulla?!?", ignorando che le cure sono assai migliori di 50 anni fa (ma comunque non infallibili).
  • O, ancora: quando avviene un effettivo peggioramento della situazione (una crisi economica, una nuova guerra, un governo fallimentare...), invece di vederla come un periodo transitorio, spesso lo interpretiamo come una prova di decadenza generale: "La crisi ci butterà tutti su lastrico!", "Arriva la terza guerra mondiale!", "Il Paese ormai è in rovina!", "Le persone sono impazzite"...
Di nuovo, ci si dimentica che l'umanità ha sempre vissuto tragedie e cataclismi, ha sempre attraversato alti e bassi, così come ha sempre superato, prima o poi, ogni crisi.

“Gli esseri umani
hanno la particolarità
di volere sempre di più”

Ragioni particolari o personali

L'elenco sopra - composto da motivi che valgono per ogni essere umano o per una maggioranza - rende più chiaro perché molti rimangano aggrappati ad una visione emotivamente pessimista, anche di fronte a prove contrarie. Ma ci sono categorie di persone ancora più risolute nel negare con forza qualsiasi interpretazione positiva della realtà, per possibili motivi personali che ora proverò ad esaminare.

Confrontare il presente con una utopia

Molti sostengono che "Il mondo fa schifo" perché lo confrontano, magari senza rendersene conto, con una loro visione idealizzata di come il mondo dovrebbe essere. Ovviamente il mondo reale, così come gli esseri umani reali, potranno solo fare una pessima figura rispetto al "mondo perfetto" o all'essere umano "come dovrebbe essere"!
Ogni confronto del genere sarà inevitabilmente fallimentare, perché il mondo non è fatto per renderci felici (e mai lo è stato), e gli esseri umani per loro natura sono imperfetti, fallibili e spesso egoisti o stupidi.
In questo caso l'errore non sta nell'ignoranza o disinformazione, quanto nel non saper distinguere tra utopia immaginaria (per quanto auspicabile) e mera realtà. Costoro sembrano attendere - o pretendere - un mondo in cui nessuno soffra più, nessun delitto e nessuna ingiustizia avvengano, e tutti vivano in fraterna armonia: un sogno fantastico quanto irrealizzabile.

Confrontare il presente con un passato ideale mai esistito

Similmente al caso precedente, alcuni confrontano il presente con un passato ideale od ottimale che non è mai realmente esistito, ma che loro immaginano comunque:
  • Ingenui idealisti, che credono possa esistere, o sia già esistita, una "Età d'Oro".
  • Persone religiose, che credono ad una possibile società ideale basata sulla loro fede, come per i cristiani il "Regno dei Cieli".
  • Femministe, che si convincono come secoli fa la Terra fosse dominata da un "matriarcato" benevolo (a dispetto dell'assenza di prove storiche fondate; "il matriarcato inteso come governo delle donne non è mai esistito").
  • Persino alcuni seguaci di certe aree politiche (specialmente di sinistra, ma non solo), hanno un ricordo alquanto distorto di certi periodi, che quindi rimpiangono con nostalgia: così abbiamo non pochi "sinistroidi" che ricordano l'URSS come un luogo in cui vigeva giustizia sociale e diritti umani (!), così come "destroidi" convinti che Mussolini abbia fatto del bene all'Italia (!!!).

Le ragioni per cui certi individui credono a simili idee in assenza di prove, o addirittura in contrasto con ogni fonte storica, sono da ricercare nella psiche di ciascuno. Certo è che con tali persone ogni ragionamento razionale è vano, in quanto le loro convinzioni sono basate su fantasie e non sulla realtà.

“Alcuni confrontano il presente
con un passato ideale
che non è mai esistito”

Confondere il personale col generale

Spesso prendiamo le difficoltà personali come se fossero prova di un problema generale:
  • Se mi ritrovo disoccupato allora "L'economia sta andando a rotoli"...
  • Se un uomo viene tradito allora "Le donne sono tutte baldracche"...
  • Se una donna non trova una relazione stabile allora "Oggi gli uomini non vogliono impegnarsi"...
  • Se mi rifilano una fregatura allora "Non ci si può più fidare di nessuno"...
  • Se un medico sbaglia una diagnosi allora "Oggi i dottori sono tutti incapaci"...
Immagino che le frasi di cui sopra le abbiate sentite tutti. Ma è davvero così? O, piuttosto, molto spesso il problema riguarda solo noi, od un gruppo ristretto di persone, o magari è stato un colpo di sfortuna...?

Sembra che certe persone trovino insopportabile ammettere che quanto gli accade magari dipende da loro errori (invece che da un problema comune) e quindi, di nuovo, preferiscono dare la colpa al mondo...
O gli piace pensare che tutti siano messi male come loro, perché l'idea che altri stiano molto meglio li fa rodere di invidia...
Oppure cadono in una sorta di "egocentrismo cognitivo", per cui non sanno più distinguere fra loro stessi ed il resto del mondo, o non concepiscono che altri possano vivere in situazioni ben diverse e - non sia mai! - ben migliori della loro...

Pessimismo come proiezione e negazione

Infine, per alcuni il motivo del loro pessimismo è una proiezione verso l'esterno del loro disagio interno. Queste persone soffrono di un profondo malessere interiore: sono depresse, disadattate, disperate, spesso isolate ed incapaci di affrontare efficacemente la realtà, o di trovare soddisfazione in essa. Poiché loro si sentono in modo orribile, ne deriva che il mondo debba essere un posto orribile; come potrebbe essere un bel posto, se loro stanno così male?
Inoltre coltivano una mentalità vittimistica e, proiettando la propria condizione negativa sul mondo, negano di averne responsabilità: invece di ammettere, realisticamente, "La mia vita fa schifo perché ho una serie di gravi problemi", si consolano convincendosi che "La mia vita fa schifo perché il mondo fa schifo: quindi è colpa sua e non mia".
Queste persone faticano ad ammettere che altri possano vivere felici; perché questo implica che il problema sia dentro di loro, non fuori.

Questo vale anche per coloro che insistono a dire che "là fuori" è pieno di persone malvagie od orribili. Di solito queste persone hanno subìto gravi traumi, ma invece di riconoscerli e prendersene cura li proiettano all'esterno. Così, invece di ammettere "Mi hanno fatto cose terribili (ed ora devo farci qualcosa)", si convincono che "Il mondo è pieno di persone terribili".

Non è una novità

L'illusione del "Un tempo si stava meglio", "Una volta c'erano più valori", "Prima le persone erano migliori" sembra essere una costante della nostra specie, non un fenomeno recente: infatti ne vediamo esempi in tutte le epoche, tramite gli aforismi. Un esempio celebre è Cicerone, che ancora prima di Cristo si lamentava della decadenza nella sua epoca dicendo "O tempora o mores!", ovvero "Che tempi, che costumi!".

Possiamo quindi concludere che è tipico dell'essere umano lamentarsi del presente, dimenticando i problemi del passato ed anzi idealizzando i tempi che furono (che di solito erano peggio di come li ricordiamo). In più, alcune persone particolarmente sofferenti o problematiche si attaccano a questo tipo di convinzioni, perché trovano in esse giustificazioni alla loro sofferenza e/o alibi per scaricarne all'esterno la responsabilità.
Quindi la prossima volta che sentirete qualcuno affermare che "Il mondo va sempre peggio...", potete ricordavi che quasi sicuramente non è vero, e quindi mantenere ottimismo e speranza nel futuro - che aiutano a vivere meglio.

"La mente è come Velcro per le esperienze negative, e Teflon per quelle positive."
(Rick Hanson, psicologo)

"La nostra paura del peggio è più forte del nostro desiderio del meglio."
(Elio Vittorini)

"La persona che non è in pace con se stessa, sarà in guerra con il mondo intero."
(Mohandas K. Gandhi)


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Uomini e donne sono diversi per natura

Nonostante le differenze tra i due sessi siano comprovate da numerose ricerche scientifiche, molti continuano a credere all'idea che uomini e donne siano sostanzialmente uguali, e che eventuali diversità siano dovute esclusivamente agli influssi culturali (e quindi modificabili). Questo è ampiamente errato e fuorviante, come mostrerò nel corso del post.
Non a caso, uno dei libri di maggior successo nell'ambito delle relazioni sentimentali è proprio "Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere" di John Gray (info nella Bibliografia). L'autore spiega che "uomini e donne hanno due diversi modi di pensare, di parlare, di amare", e come queste differenze rendano difficili il capirsi e lo stare bene insieme; ma, una volta comprese, aiutino invece a far sentire l'altro amato ed accolto. Il libro è molto apprezzato (4,6 stelle su Amazon) ed ha aiutato numerose coppie.

Naturalmente le differenze non esistono solo tra i due generi, ma anche fra tutti gli individui: in fondo siamo tutti diversi. E' quindi sempre bene considerare la diversità altrui rispetto a se stessi.
Poiché però sono le differenze tra i sessi a generare molti dei problemi che incontriamo, in questo post mi concentrerò su di esse.

L'importanza di capire l'altro

Perché è importante riconoscere queste differenze? Perché altrimenti non ci si capisce, si entra in conflitto, e le relazioni stentano o falliscono. In effetti, gran parte dei problemi di relazione nascono proprio dal non comprendersi a vicenda - inclusi i molti modi in cui l'altro è diverso da me. Come puoi andare d'accordo con qualcuno che non comprendi?

Se non capisco che il sesso opposto può essere anche molto diverso da me, cadrò nel "solito errore" di pensare che gli altri mi assomigliano (un errore così comune che vi hanno dedicato un libro: "The usual error" - "Il solito errore"; recensioni in inglese): quindi mi aspetterò che gli altri siano come me, abbiano gli stessi gusti e gli stessi desideri, e vogliano le stesse cose che voglio io. Perciò succederanno disastri, tipo:
  • Un ragazzo metterà la mano sul sedere di una ragazza sconosciuta, perché per lui è un gesto simpatico, e a lui farebbe piacere.
  • Una ragazza farà la ritrosa verso un ragazzo, anche se le piace, perché a lei viene naturale o le hanno insegnato così; e non capirà perché lui - che lo vive come espressione di freddezza e indifferenza - si allontanerà.
  • Un uomo invierà ad una donna appena conosciuta online foto del suo pene (le temute "dick pics"), perché a lui piace vedere i genitali femminili, e sarebbe felice se lei facesse altrettanto.
  • Quando una donna ha bisogno di condividere un problema, si aspetterà che il partner la ascolti come farebbe una sua amica; lui invece cercherà di trovare soluzioni e proporre consigli.
    Quindi lei si sentirà non ascoltata e non compresa, e lui non capirà perché i suoi sforzi non vengono apprezzati.
Situazioni come queste accadono quando le persone non hanno idea che l'altro sesso sia profondamente diverso - e nessuno gliel'ha spiegato.
Non è questione di rispetto - come invece molti attivisti pensano - ma di ignoranza: se io non so come sei tu, proverò a rispettarti a modo mio, che magari non funziona per te. Per rispettarti a modo tuo, ho bisogno di capire come sei tu, incluso la tua unicità e diversità da me. Invece la propaganda del "Siamo tutti uguali" confonde solo le idee.

“Come puoi andare d'accordo
con qualcuno
che non comprendi?”


Differenze tra uomini e donne

Va premesso che le differenze esposte di seguito sono generalizzazioni, per cui sono vere nella maggior parte dei casi ma non sempre (stiamo parlando di esseri umani, in fondo, non di ingranaggi).

Sesso e personalità

Vale anche la pena ricordare che il sesso biologico (maschio oppure femmina) è altra cosa dalla personalità, che può avere tratti sia mascolini che femminili in entrambi i sessi. Esiste quindi una minoranza di uomini con personalità più femminile e donne con personalità più mascolina (in questi casi le differenze di cui parlo possono risultare invertite, ma costoro sono un'eccezione e non la regola).

  1. Differenze psicologiche e comportamentali
  2. Differenze nella comunicazione
  3. Differenze nella sessualità e nelle relazioni / sentimenti
  4. Differenze fisiche

1. Differenze psicologiche e comportamentali

  • Gli uomini sono più razionali e logici. Le donne sono più emotive.
    L'uomo spiega il suo punto di vista attraverso le idee e i fatti. La donna lo spiega attraverso le emozioni e ciò che sente (motivo per cui spesso i due sessi non si capiscono).
  • Il pensiero e i discorsi maschili si concentrano principalmente sull'azione e sugli oggetti ("Ho fatto, voglio fare, facciamo..."). Il pensiero e i discorsi femminili sulle emozioni e sui sentimenti ("Mi sento, mi ha fatto sentire, vorrei sentirmi...").
  • Non a caso, mediamente i maschi mostrano una maggiore tendenza attiva (entrano in azione, corrono rischi, cercano soluzioni), mentre le femmine una più passiva (esitano, riflettono e aspettano). Questa differenza attiva/passiva accade anche nella seduzione e ricerca di partner.
    Naturalmente questo poi dipende molto dalla personalità individuale.
  • Fin dall'infanzia, i maschi sono più interessati agli oggetti. Le femmine sono più interessate alle persone. Questa preferenza si estende alla vita professionale: questo studio conferma che "gli uomini preferiscono lavorare con le cose e le donne preferiscono lavorare con le persone". Anche nei test di intelligenza, emerge che i maschi hanno migliori capacità pratiche e le femmine migliori capacità sociali.
    Questa differenza si applica sia agli studi che al lavoro: la maggioranza dei maschi predilige materie tecniche o pratiche (p.es economia e commercio o ingegneria; tra l'altro, questo è uno dei motivi per cui gli uomini tendono a guadagnare di più: scelgono professioni più tecniche e meglio remunerate). La maggioranza delle femmine materie umanistiche o che includono il rapporto con le persone (p.es. insegnante o infermiera).
  • Il testosterone è un ormone che influenza il desiderio sessuale, regola la produzione di sperma, promuove la formazione di muscoli, aumenta l'energia. A livello psicologico influenza l'aggressività e la competitività.
    Esso è presente in entrambi i sessi, ma con livelli molto diversi: 265-920 nanogrammi/decilitro negli uomini, ma solo 15-70 ng/dL nelle donne. Questo spiega, tra le altre cose, perché gli uomini siano mediamente molto più interessati al sesso, più aggressivi e competitivi delle donne.
  • I maschi tendono ad essere più aggressivi e intraprendenti, più portati a correre rischi. Le femmine sono meno aggressive, prendono meno l'iniziativa e corrono meno rischi.
    Questa tendenza maschile produce sia comportamenti dannosi che utili: un maschio ha più probabilità di essere violento o commettere reati, ma anche di diventare imprenditore, esplorare nuove frontiere o creare nuove invenzioni (tutte attività che richiedono iniziativa, intraprendenza e scarsa avversione al rischio).

2. Differenze nella comunicazione

Uomini e donne non si capiscono anche perché spesso comunicano in modi diversi:
  • Gli uomini comunicano in modo diretto, logico e fattuale. Le donne in modo indiretto, analogico e allusivo; e non di rado dicendo cose diverse da ciò che pensano (aspettandosi che gli altri, o il partner, indovinino ciò che vogliono, senza dirlo apertamente).
    La frase "Gliel'ho fatto capire" è tipicamente femminile; in inglese le donne spesso si lamentano che "Gli uomini dovrebbero arrivarci da soli" ("Men should get it").
  • Gli uomini parlano principalmente di fatti o informazioni. Le donne parlano principalmente di emozioni e sentimenti.
  • In buona parte dei casi, gli uomini parlano per cercare soluzioni e risolvere problemi (il focus è sui fatti). Le donne invece parlano per condividere emozioni e sentirsi accolte (il focus è sul sentire).
  • Gli uomini faticano a capire quando una donna è interessata a loro, o meno; spesso scambiano la gentilezza per interesse. Le donne invece capiscono più facilmente quando un uomo è interessato (in parte anche perché gli uomini sono più diretti ed espliciti).

3. Differenze nella sessualità e nelle relazioni / sentimenti

Uomini e donne hanno differenti criteri di scelta dei partner; questa ricerca (condotta su 10.000 persone di 37 culture diverse) conferma quanto queste differenze siano innate:
  • Anche nei paesi che promuovono l'uguaglianza di genere, le preferenze di accoppiamento sono diverse. Ciò respinge l'idea comune che uomini e donne siano identici nella loro psicologia di base.
  • I due sessi differiscono in modo sorprendente nelle loro preferenze di partner - e questo vale sia in culture egalitarie (Svezia, Norvegia) che in culture tradizionali (Iran).
  • Quello che vogliamo in un compagno è legato più al nostro genere che alle nostre esperienze e preferenze individuali. I ricercatori hanno potuto dedurre il sesso di una persona con un'accuratezza del 92%, solo basandosi su ciò che cercava in un partner.
Uomini e donne hanno quindi strategie di accoppiamento diverse a livello istintivo, a causa del diverso apparato riproduttivo, ciascuna volta a massimizzare il proprio successo evolutivo (trasmettere i propri geni). In estrema sintesi:
  • I maschi tendono a una strategia "quantitativa": inseminare più femmine possibile (specialmente giovani e belle). Poiché un maschio può fecondare infinite femmine, la sua strategia punta ai "grandi numeri".
    Le scelte di accoppiamento sono basate principalmente sull'aspetto fisico ("Shopping for genes").
  • Le femmine tendono a una strategia "qualitativa": scegliere un solo partner dotato delle migliori qualità (sia come geni che come risorse). Poiché una femmina ha l'onere della gravidanza, la sua strategia si concentra sulla cura e sulle risorse per la prole.
    Le scelte di accoppiamento sono basate sia sull'aspetto fisico che sulle risorse offerte dal partner, o dal suo potenziale ("Shopping for genes and resources").
Naturalmente questi istinti vengono poi mediati dall'educazione ricevuta e dalla cultura in cui viviamo, nonché dalle inclinazioni personali. Ciononostante, queste strategie - plasmate dall'evoluzione - guidano i nostri comportamenti, anche quando non abbiamo alcuna intenzione di procreare; e spiegano anche buona parte dei comportamenti di seguito.

  • Gli uomini farebbero sesso con la maggior parte delle donne che incontrano (se ne avessero l'opportunità). Invece le donne sono molto più selettive, e sono interessate a fare sesso solo con una minoranza di uomini.
  • Gli uomini reagiscono alla nudità femminile con entusiasmo e in modo impersonale (non importa di chi sia, basta che sia un minimo piacente). Le donne reagiscono alla nudità maschile con fastidio o repulsione, a meno che le coinvolga personalmente (l'uomo amato o qualcuno da cui sono attratte).
  • Gli uomini sono generalmente affascinati dalla promiscuità (vedi p.es. nella pornografia, e nell'idea della poligamia o di un'orgia). Le donne sono generalmente disgustate dalla promiscuità.
  • E' noto che gli uomini sono assai sensibili all'aspetto femminile. Ma anche per le donne la bellezza maschile conta; la differenza è che, oltre alla bellezza, per le donne sono importanti anche altri fattori.
    Per gran parte degli uomini, intelligenza e personalità della donna sono secondari rispetto alla bellezza. Invece le donne vogliono un uomo che abbia tutto: bellezza, intelligenza, personalità, talenti, denaro o potere (poi magari si accontentano, ma il loro sogno è quello).
  • Nelle relazioni sentimentali, gli uomini danno importanza primaria al sesso. Le donne danno maggiore importanza all'essere amate e ricevere attenzione.
  • Il sogno della maggior parte degli uomini (specialmente giovani) è avere un "harem": tante donne diverse con cui fare sesso. Il sogno di quasi tutte le donne è un amore da favola ed eterno (il Principe Azzurro).
  • Certi uomini pagano per fare sesso. Certe donne si fanno pagare per fare sesso. L'inverso accade molto più di rado.

4. Differenze fisiche

Le differenze fisiche tra uomo e donna sono evidenti, ma non accade solo tra noi umani. Le diversità tra maschi e femmine sono presenti nella maggior parte delle specie, e così diffuse che esiste un termine scientifico per il fenomeno: dimorfismo sessuale.
Anche se alcune differenze possono apparire scontate, altre non lo sono, e possono essere più influenti di quanto crediamo.

  • Apparato riproduttivo - La differenza non sta solo nella capacità di procreare o meno. L'apparato riproduttivo femminile comporta anche fenomeni come il ciclo mestruale, nonché variazioni ormonali che influenzano fortemente la psiche e il comportamento. In alcuni casi queste variazioni possono indurre gravi malesseri e persino comportamenti criminali.
    Inoltre condiziona certe scelte personali: per esempio, le donne sono meno disponibili a fare sesso anche perché temono una gravidanza.
  • Sistema endocrino - E' noto che gli ormoni influenzano la percezione, l'umore e il comportamento, nonché molti processi fisiologici. Quindi anche le differenze nel sistema endocrino (ghiandole) maschile o femminile, produrranno differenze negli individui dei due generi.
  • Cervello - Anche se la questione è dibattuta (spesso per motivi ideologici piuttosto che scientifici), svariate ricerche rilevano differenze tra il cervello maschile e femminile (sia di umani che animali). Ci sono diverse differenze psicologiche e di abilità tra uomini e donne. E' quindi lecito concludere che ci siano differenze caratteriali e di comportamento innate.
  • Forza fisica - Che gli uomini siano mediamente più forti delle donne fisicamente è indubitabile. Quello che molti non sanno, però, è quanto grande sia questa differenza: le donne hanno una forza del 60-70% rispetto a quella maschile nelle gambe, ma solo del 50-60% nel torso. Quindi nelle attività che coinvolgono i muscoli superiori gli uomini hanno un vantaggio quasi doppio.
    Ecco perché negli sport esistono categorie maschili e femminili: se competessero insieme, le donne perderebbero quasi sempre. Anche quando una squadra di donne professioniste compete contro una di uomini adolescenti o dilettanti, quest'ultima di solito vince. La differenza di forza, potenza e velocità è schiacciante.
  • I due sessi accumulano grasso in modo diverso - Gli uomini soprattutto sulla pancia, mentre le donne specialmente su cosce e glutei. Inoltre, le donne accumulano più grasso corporeo e sono soggette alla cellulite (80-90%) molto più degli uomini (10%). Anche se queste differenze sono più che altro estetiche, sono un'ulteriore riprova di diversità tra i generi che non c'entra nulla con la cultura.
  • Salute e malattie - Anche per i motivi sopra elencati (ma non solo), esistono innumerevoli differenze in ambito sanitario tra i due generi: certe malattie colpiscono solo (o in proporzione maggiore) maschi oppure femmine; la reazione a certi farmaci è diversa; le donne vivono più a lungo; anche nella salute mentale vi sono problematiche differenti (p.es. gli uomini sviluppano più dipendenze, le donne più depressione).


La cultura è secondaria

Motivare queste differenze con la cultura è fallace, in quanto le differenze sopra riportate sono pressoché universalmente valide in tutta l'umanità e nelle varie culture (anche se alcune magari in gradi minori o maggiori, e su questo la cultura può avere un influsso).
Le differenze di comportamento sono motivate in primo luogo da impulsi innati e istintivi, in genere per ragioni evoluzionistiche. La loro natura innata e profonda li rende poco modificabili dalla cultura e dall'educazione. Cultura ed educazione hanno spesso un forte impatto sugli individui, ma resta il fatto che le differenze innate esistono e fanno parte della natura profonda delle persone; per cui non possono essere cancellate ma, al più, modificate.

Il dibattito sull'influsso innato oppure culturale nel comportamento ("Nature vs Nurture") è antico e mai sopito. Molti si convincono che tutto sia determinato da geni ed istinti; altri - al contrario - credono che ogni attitudine sia plasmata dalla cultura (tali posizioni sono forse dovute al fatto che una spiegazione semplice è più rassicurante di una complessa).
La posizione più ragionevole - a mio avviso - è quella che considera l'importanza di entrambi, e di come i fattori innati e culturali interagiscano fra di loro.

Spiegazione evoluzionistica

La spiegazione più probabile per queste differenze viene dall'evoluzione: nel corso di milioni di anni, maschi e femmine hanno sviluppato comportamenti diversi per ottimizzare i ruoli di ciascuno, e garantire così maggiori probabilità di sopravvivere e riprodursi:
  • Le femmine hanno dovuto occuparsi della prole, restando in gruppo nel villaggio: sviluppando così migliori capacità relazionali, comunicative e di intuizione (per capire le necessità dell'infante), minore attitudine al rischio (che avrebbe messo in pericolo anche i piccoli), maggiore tendenza stanziale.
  • I maschi hanno dovuto sia proteggere femmine e cuccioli, che procurare loro il cibo: quindi hanno sviluppato maggiore forza fisica (per caccia e difesa), più aggressività e più tendenza al rischio (per affrontare i pericoli), maggiore capacità di movimento e orientamento (dovendo spostarsi a lungo).
Anche oggi che questi ruoli sono molto meno necessari, le differenze permangono: sia a livello fisico (maggiore forza e dimensioni nei maschi) che caratteriale (per esempio: maggiore aggressività, intraprendenza ed orientamento spaziale nei maschi; migliore intelligenza emozionale e capacità di cura delle persone nelle femmine). La cultura è un fattore secondario (per quanto importante), perché queste differenze sono iscritte nel nostro DNA: per selezione naturale, chi non era all'altezza di quei ruoli non si sarebbe riprodotto.

“Nel corso di milioni di anni,
maschi e femmine hanno sviluppato
comportamenti diversi”

Questi sono i fatti, e sono tutto intorno a noi

Ma non sto parlando solo di teoria e ricerche: se ci guardiamo intorno e osserviamo il comportamento di uomini e donne reali (in un campione abbastanza ampio), nella maggioranza dei casi osserveremo proprio le differenze sopra elencate. Magari non tutti le ammetteranno apertamente, ma risulteranno dai loro comportamenti; poiché non sempre le persone sono sincere, infatti, non bisogna basarsi su ciò che dicono di sé, ma sulle loro azioni.
Basta banalmente osservare comportamenti onnipresenti (incluso nella maggior parte delle culture), come:
  • I maschi sono molto più interessati alla tecnologia (macchine, computer) o agli sport. Le donne sono molto più interessate ad abbigliamento ed accessori (scarpe, borse) o alla cosmesi.
  • Una giornata passata a fare shopping è per molti uomini una sofferenza o una perdita di tempo. Per le donne è una delizia.
  • Nella maggior parte dei casi, il tempo speso per vestirsi e prepararsi dagli uomini è nettamente inferiore al tempo speso dalle donne.
  • Di fronte alla prospettiva di sesso occasionale con uno sconosciuto, la maggior parte degli uomini è interessata od entusiasta. La totalità delle donne è indifferente o disgustata.
  • Per l'uomo medio il matrimonio può essere un evento importante, oppure qualcosa per cui non ha alcun interesse. Per la donna media il matrimonio ha spesso un'importanza esistenziale, o è addirittura qualcosa attorno a cui ruota la sua vita.
  • Se qualcuno entra in una stanza con un infante, gli uomini manifestano un interesse blando o assente. Le donne vanno in brodo di giuggiole.
Negare questi fatti è negare l'evidenza (anche se, di nuovo, possono esserci alcune eccezioni). Di solito chi respinge queste differenze di genere non si basa sull'osservazione delle persone reali, ma sulle sue teorie astratte e idealizzate; sul mondo "come dovrebbe essere", non com'è realmente.

Perché si negano queste differenze

Ci sono una serie di motivazioni che spiegano l'attaccamento spesso viscerale all'idea del "siamo tutti uguali" - al punto di negare persino l'evidenza. Una singola persona può ricadere in una o più di queste categorie.

Idealisti (*)

Costoro sono talmente aggrappati al loro ideale, da negare qualsiasi fatto loro presentato. L'ideale viene anteposto alla realtà, e diventa un "totem" impossibile da mettere in discussione (un po' come la fede per un credente).
(*) Questa categoria include buona parte degli attivisti per qualche causa, molte persone di sinistra, i cosiddetti "woke", i "Social Justice Warrior" (SJW), e molte femministe (vedi sotto).

Personalità fragili e insicure

Per persone di questo tipo, la realtà è spesso troppo complessa e inquietante. Poiché non sono in grado di affrontarla, spesso si inventano delle spiegazioni o dei "fatti alternativi", più semplici e rassicuranti, che li confortano. Di fronte al caos delle relazioni uomo-donna, per costoro credere che "Siamo tutti uguali", "Abbiamo tutti lo stesso valore" o "Tutti meritiamo di essere amati" sono ideali rassicuranti - per quanto utopici.
  • Inoltre, credere che le differenze uomo-donna (e le conseguenti problematiche) siano interamente originate dalla cultura, fornisce l'illusione rassicurante che esse possano essere risolte (se cambiamo la cultura, il problema può sparire).
  • Invece ammettere che certe differenze siano innate significa accettare che certi problemi restano inevitabili (uomini e donne saranno sempre diversi, se è nella loro natura), cosa che per una personalità fragile può risultare così ansiogeno da essere inaccettabile (vedi le reazioni viscerali di certe persone su questo argomento).

Persone immature

Similmente, una persona che non è maturata a sufficienza non è in grado di comprendere le numerose complessità del mondo reale; la sua mente non è abbastanza sofisticata. Per cui si attaccherà a spiegazioni semplici, che è in grado di comprendere (anche se infondate).

Femministe (*)

Riconoscere le differenze di cui parlo vuol dire ammettere che ci sono comportamenti e preferenze maschili e femminili, quindi ogni genere ha le sue ragioni. Ma per il femminismo, che nella maggior parte dei casi opera ad esclusivo vantaggio delle donne (a dispetto di quanto afferma in teoria), questo non è accettabile. Invece, sostenendo la teoria del "Siamo tutti uguali", c'è un solo modello che deve valere per tutti, ed è quello femminile: i bisogni, i desideri ed i problemi delle donne. Per tali femministe, l'uomo dovrebbe essere come una donna.
Secondo questa visione "unificata", se un uomo non vi rientra, magari perché:
  1. dà più importanza al sesso che all'amore;
  2. fa uso di pornografia;
  3. o non ha interesse a sposarsi...
(cioè non corrisponde a preferenze e bisogni femminili), allora non è semplicemente la sua natura maschile, ma è sbagliato lui. Se "Uomini e donne sono uguali", non ci sono due possibili posizioni: ogni deviazione dal modello è un errore da condannare o una anomalia da correggere. Nei casi sopra citati, l'uomo verrà definito come: 1."sesso-dipendente", 2. depravato, 3. incapace di impegnarsi (invece di riconoscere semplicemente che gli uomini spesso "funzionano così").
(*) (non vale per tutte, ma direi per una buona parte).

Queste categorie possono sviluppare una mentalità di "pensiero unico" di stampo vagamente fascista, per cui ogni pensiero o comportamento diverso o divergente è inammissibile, e va censurato o stroncato (vedi le reazioni aggressive di attivisti o femministe quando le loro ideologie vengono messe in discussione).

Sapere è potere

Come detto all'inizio, ignorare queste differenze produce molte difficoltà sia alle persone che nelle relazioni. Sarebbe auspicabile che venissero insegnate e spiegate, magari all'interno di un valido programma di educazione sentimentale e sessuale; ma questo sembra una conquista sociale ancora lontana.

Nel frattempo, possiamo ricordare che "Sapere è potere": più comprendiamo gli altri ed il sesso opposto, più saremo in grado di relazionarci in modo positivo e costruttivo. Se le nostre relazioni non funzionano, dare la colpa all'esterno è inutile. E' molto più utile renderci conto di quali sono i nostri limiti (inclusa l'ignoranza), e provare a superarli.
Diffidando anche da quelli che cercano di semplificare tutto (specialmente materie complesse come l'animo umano), o che insistono su come la loro visione del mondo sia l'unica possibile o accettabile.

Maschile e femminile sono complementari - non nemici

Quando si parla di differenze di genere, emerge spesso una mentalità competitiva o antagonistica (specialmente se ci sono di mezzo ideologie, come quelle tradizionaliste o femministe):
  • "Gli uomini sono migliori, le donne sono inferiori."
  • "Le donne sono buone e amorevoli, gli uomini sono cattivi e violenti."
Trovo queste mentalità miopi e dannose. In realtà uomini e donne - e più ancora la psiche (*) maschile e femminile - sono complementari: esprimono il loro meglio quando collaborano in maniera sinergica e si completano a vicenda.
Questo post non vuole quindi stimolare dibattiti sterili su quale genere sia meglio, ma piuttosto evidenziare come queste differenze siano un arricchimento quando cooperano insieme - proprio come accade in un matrimonio armonioso.

(*) In greco antico "psyché" indica l'anima; qui intesa come energia psichica, archetipi maschile e femminile presenti in ognuno.

"Gli uomini si sono sempre occupati del potere sulle cose, le donne del potere sulle persone."
(Giorgio Gaber)

"Gli uomini fanno le leggi, le donne i costumi."
(J.A.H. de Guibert)

"Le donne hanno bisogno di una ragione per fare sesso. Gli uomini hanno bisogno solo di un posto."
(Billy Crystal)


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20 cose che avrei voluto sapere a 20 anni: relazioni

L'età e le esperienze ci insegnano e ci inducono a crescere - o almeno si spera. Quante volte, però, ci troviamo a scoprire qualcosa di importante, e rimpiangere di non averlo saputo prima? Quante scelte migliori da fare, quanti errori avremmo potuto evitare, se avessimo saputo certe cose da giovani!
In questo post ho raccolto 20 concetti importanti, che possono fare la differenza nella qualità della vita di ciascuno. Sia che li leggiate a 20, 30 o 40 anni, presumo ci sarà qualche punto che ancora non vi era noto o chiaro, e che magari potrà aiutarvi a fare scelte più proficue e trarre più soddisfazione dalla vostra vita.
Come si dice, "Sapere è potere". Mentre l'ignoranza ci porta facilmente a fare disastri. Quindi vi auguro più conoscenza, più potere e - di conseguenza - maggiore felicità.

I 20 concetti sono divisi in due post: il primo è di argomento generale (post precedente), mentre il secondo è dedicato a relazioni e sentimenti (questo post).

Cose che avrei voluto sapere sulla vita

  1. Amare e accettare se stessi è la cosa più importante
  2. Investi su te stesso
  3. Sei responsabile di (quasi) tutto quello che accade nella tua vita
  4. Non prendere decisioni importanti basandoti sulle emozioni
  5. Le persone ti giudicheranno qualunque cosa tu faccia
  6. Non puoi piacere a tutti
  7. Non puoi controllare gli altri
  8. Gli esseri umani sono seriamente limitati
  9. E' sempre un buon momento per investire
  10. La gratitudine è essenziale per essere felice
  11. Tutto nella vita è impermanente
  12. La vita non è equa

Cose che avrei voluto sapere su relazioni e sentimenti

  1. Falsità romantiche sulle relazioni
  2. Innamoramento e amore non sono la stessa cosa
  3. L'attrazione può ingannarci. Non c'è equità o giustizia in amore
  4. La scelta dei partner è basata su attrazione e bisogni
  5. Cosa cercano le donne in un partner
  6. Che tipo di uomo attrae le donne
  7. Alle donne il sesso piace, ma sono meno disponibili a farlo
  8. Vivere la sessualità in modo libero e positivo


Cose che avrei voluto sapere su relazioni e sentimenti

N.B.: Alcune delle cose che scrivo sulle relazioni possono apparire ciniche, oppure andare contro tutto quello che avete sentito finora. Io però non chiedo mai di credermi sulla parola: invece guardatevi intorno, osservate i fatti, e giudicate voi se quello che dico corrisponde alla realtà o meno.
Sono un po' come Galileo che dice "La Terra non è al centro dell'universo": anche se tutti dicono il contrario... magari invece è vero. Invece di seguire il gregge, badate ai fatti e pensate con la vostra testa.

13. Falsità romantiche sulle relazioni

Ci vengono raccontate un sacco di falsità sulle relazioni e sull'amore; per esempio che:
Queste bugie possono essere consolatorie, ma sono anche ingannevoli e fuorvianti. Chi le segue coltiva illusioni che poi vengono deluse, e non comprende il motivo dei suoi fallimenti. Anzi, continua a ripetere le stesse strategie errate.

---> Man mano che mi sono reso conto delle varie falsità sull'amore, ho smesso di attuare comportamenti disfunzionali ed ho imparato quello che realmente può favorire relazioni positive. Sognare è bello, ma ingannare se stessi porta a disastri; bisogna saper fare i conti con la realtà. Nei punti successivi espongo alcuni concetti base delle relazioni, di cui raramente si parla.

14. Innamoramento e amore non sono la stessa cosa

Il romanticismo nei media (film, canzoni, romanzi rosa...) equipara l'innamoramento all'amore, ma in realtà innamoramento e amore sono due cose diverse:
  • l'innamoramento è una fase iniziale estatica ma spesso illusoria;
  • mentre l'amore vero e proprio è un sentimento meno viscerale ma più profondo.
Inoltre l'innamoramento termina sempre, invece l'amore autentico può anche durare a lungo. L'amore vero e proprio è diverso dall'amore romantico che ci raccontano i media.

---> Se li confondiamo, rischiamo di impegnarci basandoci solo sull'innamoramento, salvo poi pentirci quando questo passa (pensiamo ad un matrimonio affrettato che si rivela infelice). Oppure di concludere che "l'amore è finito" quando l'innamoramento si sia spento, invece di vederlo come un cambiamento naturale.
Quando invece abbiamo chiara la differenza, possiamo goderci comunque l'entusiasmo dell'innamoramento, senza però farci troppo affidamento. Ed essere consapevoli che, una volta passato, dovremo verificare se alla base c'era un amore solido, oppure era solo un'infatuazione passeggera.
Inoltre non vedremo il naturale calo del desiderio reciproco come un segno che il partner "non mi ama più", ma come un cambiamento che non dipende dal grado di affezione. Saremo insomma più in grado di distinguere tra istinto e sentimento.

15. L'attrazione può ingannarci. Non c'è equità o giustizia in amore

Quando proviamo una forte attrazione per qualcuno, lo prendiamo come un segno: che quella persona è giusta per noi, che saremmo felici con lei, addirittura che sia destino stare insieme. Purtroppo invece l'attrazione non garantisce nulla: né che siamo compatibili, né il grado di intesa, né che il sesso sia appagante; e nemmeno di essere corrisposti. Per questo dico che può ingannarci: può farci credere cose che non esistono.
In questo è simile alla bellezza: anche la bellezza ci incanta e ci fa sognare, ci promette felicità, ma in realtà è una aspettativa illusoria. Avere vicino una persona bellissima che però ci maltratti, ci inganni o ci tradisca, può renderci la vita un inferno.

L'inaffidabilità dell'attrazione è uno dei motivi per cui è così comune amare senza essere ricambiati. In amore non esiste equità né giustizia: una persona può piacerci da impazzire, sembrare perfetta per noi, e possiamo anche amarla con tutto il cuore... ma questo non implica affatto che quella persona apprezzi o ci ricambi, né esclude che un giorno possa deluderci gravemente. Le emozioni ignorano la logica e la morale.
Inoltre, l'attrazione (e spesso anche i sentimenti) non seguono la morale: non vieni voluto perché sei una brava persona, ma solo se hai sufficienti qualità attrattive. Le relazioni si sviluppano in una sorta di "mercato relazionale", dove ciascuno ha più o meno successo in base a quello che può offrire.

---> Finché non ho compreso questa possibilità di essere accecato dall'attrazione che provavo, mi sono fatto spesso male correndo dietro a donne che non mi volevano; oppure sforzandomi di stare insieme a persone che mi attraevano ma con cui non ero compatibile a livello di personalità. Adesso apprezzo l'emozione dell'attrazione, ma non la seguo più ciecamente. E se una donna mi rifiuta, anche se mi piace molto, riconosco che è un segno che non siamo compatibili e vado oltre, senza più perdere tempo.

16. La scelta dei partner è basata su attrazione e bisogni

Scegliamo i partner principalmente in base all'attrazione fisica / erotica (una pulsione che ha una base evolutiva) e a quanto soddisfano i nostri bisogni, non per amore. L'amore semmai accade dopo, è una conseguenza a posteriori. Oppure chiamiamo "amore" le nostre varie emozioni (passione, bisogno, dipendenza...).

---> Averlo chiaro serve per non confondere le infatuazioni (frequenti specialmente in gioventù) con qualcosa di più profondo. E per non disperarsi dietro a persone che non sono poi così meravigliose o straordinarie (ma nelle emozioni del momento ci sembrano tali): passata la fase dell'innamoramento, spesso ci chiediamo cosa ci trovavamo di tanto speciale. Questo è particolarmente importante quando vogliamo qualcuno ma non siamo ricambiati.

17. Cosa cercano le donne in un partner

Capire cosa vogliono davvero le donne è difficile: un po' perché spesso non lo sanno nemmeno loro, un po' perché di rado lo dichiarano apertamente. Anzi, sovente dicono cose diverse da quelle che pensano, oppure danno consigli sentimentali slegati dalla realtà e controproducenti.
Cosa vogliono le donne da un uomo: in generale possiamo dire che per le donne l'aspetto è primario (similmente ai maschi), che sono molto più selettive degli uomini, e che vorrebbero un uomo con tutte le qualità e migliore di loro stesse (ipergamia).

18. Che tipo di uomo attrae le donne

Anche sapere cosa attrae ed eccita le donne non è facile, perché quasi mai te lo vengono a dire. Anzi a volte negano l'evidenza.
Generalmente le donne sono attratte dai "maschi Alfa" (forti, sicuri di sé, dominanti), mentre non provano attrazione verso i "bravi ragazzi" (sempre disponibili e accondiscendenti) o verso i "maschi Beta" (deboli, timorosi, sottomessi).
Questo contrasta con molto di quello che ci viene detto, specialmente che "più ami e più verrai amato": spesso, anzi, più si è devoti e amorevoli verso qualcuno, e meno quel qualcuno ci considera. Inoltre le donne sono meno interessate all'amore di quanto viene detto.

---> Questo punto - e il precedente - aiutano gli uomini ad avere una visione più pragmatica ed efficace nell'approcciarsi alle donne. Meno basate su favole romantiche idealizzate, e più sul comportamento reale femminile. Senza queste informazioni, molti uomini passano il periodo tra l'adolescenza e i 30 anni correndo dietro alle donne senza risultati, e senza capire dove sbaglino.

19. Alle donne il sesso piace, ma sono meno disponibili a farlo

Le donne godono della sessualità come gli uomini - ed anche di più (possono avere orgasmi multipli e di vario tipo). Però sono meno disponibili a fare sesso per una serie di motivi. Per cui a volte dicono "No" anche quando pensano "Forse", e dicono "Forse" quando intendono "Sì" (per esempio per paura di essere giudicate, o per "testare" le intenzioni dell'uomo).
Quindi non si può prendere alla lettera quello che una donna afferma, ma si devono cogliere i segnali e interpretarli. Le donne si aspettano che gli uomini capiscano le loro allusioni e i sottintesi, e che prendano l'iniziativa anche quando non è chiaro se lei è interessata. Se lui aspetta da lei un "Sì" chiaro e inequivocabile, rischia di aspettare tutta la vita.

N.B.: Questa realtà si scontra con il principio femminista per cui "No significa No". Certamente quando una donna esprime un rifiuto chiaro e netto, va rispettata. Il problema è quando, come accade di frequente, i "No" e i "Forse" sono strategie seduttive che non corrispondono alle vere intenzioni: lì ci vorrebbe la telepatia, e si rischia sempre di fraintendere.

20. Vivere la sessualità in modo libero e positivo

Si sente spesso dire che viviamo in tempi sessualmente liberi ma, in realtà, la sessualità è soggetta ad attacchi, moralismi e giudizi negativi. Pur essendo io cresciuto negli anni '70 (un'epoca definita di "liberazione sessuale"), ricordo bene che anche allora giudizi ed inibizioni erano comuni.
Purtroppo questi moralismi portano molte persone a giudicarsi, reprimersi e soffrire inutilmente. Tutt'oggi sono frequenti atteggiamenti negativi come:
---> Naturalmente ci possono essere comportamenti sessuali esagerati o poco sani (come per qualsiasi attività), ma la soluzione non sta certo nel moralismo o nella repressione. Piuttosto, la soluzione è in una educazione sessuale integrale che aiuti le persone a comprendere, accettare e godere del sesso in modo sereno e positivo.

"E' strano quante cose bisogna sapere, prima di sapere quanto poco si sa."
(Winston Churchill)

"La tragedia della vita è che diventiamo vecchi troppo presto e saggi troppo tardi."
(Benjamin Franklin)

"C'è un solo bene, il sapere, e un solo male, l'ignoranza."
(Socrate)


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