Perché la monogamia non funziona

Forse l'idea romantica più diffusa è quella della monogamia a vita*. Ovvero che sia del tutto naturale stare insieme allo stesso partner per sempre, trovare in lui (o lei) ogni cosa che cerchiamo, e non provare alcun interesse (specialmente sessuale) per altre persone. A questa idea sono legate convinzioni del tipo:
  • Un unico partner può soddisfare tutti i miei bisogni
  • Potrò essere felice con lui/lei fino alla fine dei miei giorni
  • Quando qualcuno mi ama non proverà interesse per nessun altro
In realtà le relazioni, anche quelle migliori, non funzionano così. La prova più evidente è la quantità di tradimenti (che accadono in oltre metà delle coppie) e di divorzi (in Italia oltre la metà dei matrimoni finisce). Sono numeri troppo elevati per credere che i fallimenti siano dovuti a difetti individuali: è proprio l'idea di monogamia che non funziona (né peraltro ha mai funzionato: tradimenti e separazioni sono sempre esistiti).

* Definizione di monogamia

Quella di cui parlo è la forma più comune di "monogamia romantica" (ovvero quella contemporanea e più frequentemente ritratta nei media): un rapporto esclusivo (affettivamente e sessualmente) con la stessa persona per tutta la vita ("Finché morte non ci separi"), in cui entrambi i partner trovano pieno appagamento nell'altro ("E vissero per sempre felici e contenti").

Perché non funziona

Ma perché la monogamia a vita non può funzionare (tranne forse che in poche fortunate eccezioni)? Per una serie di ragioni:
  • Nessun partner può soddisfare completamente i bisogni dell'altro: ci sarà sempre qualche limite, qualche incomprensione, qualche differenza che separa. E viene naturale cercare altrove quello che ci manca.
  • Si crede che lo stato felice e idilliaco dell'innamoramento possa durare per sempre: ma ogni innamoramento è destinato a finire.
  • Gli esseri umani hanno bisogno di varietà. Provate a pensare di passare tutta la vita mangiando sempre la stessa pietanza, vestiti sempre allo stesso modo, restando sempre nello stesso luogo: vi sentireste a vostro agio e appagati?
  • Non è nel nostro DNA: tra i mammiferi solo il 3% delle specie è monogama. Tra i primati sociali nessuna lo è; e i primati più simili a noi (scimpanzé e bonobo) sono promiscui.
  • In pratica, la fedeltà non è nella nostra natura:
  • Inoltre, col tempo la fedeltà diventa sempre più difficile. Non dipende dall'amare il partner o meno: anche se lo amiamo, dopo un certo periodo (di solito tre anni al massimo) la fedeltà sessuale ci starà stretta. L'uomo sentirà sempre più la voglia di fare sesso con altre donne; la donna si stancherà di fare sesso col proprio partner.
    Da notare che questo accade nella maggioranza delle coppie di lunga data - non illudetevi che "per voi sarà diverso".
Non voglio dire che una vita monogama sia impossibile, ma che non ci viene per nulla naturale; e per riuscirci sono necessari grande impegno, capacità e maturità - nonché una buona dose di fortuna. Insomma, la monogamia a vita non è un istinto innato (come ci viene raccontato), ma una convenzione sociale. E' una bella favola romantica, che però raramente funziona in realtà.

“La monogamia è possibile,
ma non ci viene per nulla naturale”

La monogamia funziona se...

E' facile pensare che la monogamia funzioni solo perché due restano insieme - ma non è così semplice. Per dire che funziona, dev'essere una scelta libera e positiva (non forzata o controvoglia). Vediamo alcuni aspetti importanti.

La monogamia implica la fedeltà

Quando parlo di monogamia, includo il concetto di fedeltà sessuale - senza eccezioni. Se un partner tradisce di nascosto, non è monogamo, è bugiardo. Dire di essere a favore della monogamia e poi tradire, è come dire di essere onesti e poi rubare.

La monogamia non è temporanea

In questo post parlo della monogamia a vita, o comunque sulla lunga distanza (decine di anni). Sul breve periodo è possibile vivere una monogamia felice, specialmente finché dura l'innamoramento (al massimo due-tre anni). E' nel periodo successivo che diventa difficile.
Chi resta monogamo finché va tutto bene, poi trova un altro partner e ricomincia da capo, e così via, è un "monogamo seriale" - che è una cosa diversa, e lontana dall'ideale del "partner per la vita".

La monogamia prevede la soddisfazione dei partner

Il concetto moderno (romantico) di monogamia include la soddisfazione e la felicità dei partner; nessuno oggi sta in coppia solo per ragioni pratiche (almeno in Occidente). Quindi, non si può dire che la monogamia (o un matrimonio) "funziona" se i partner sono prevalentemente infelici, frustrati, o si detestano.
Le coppie che vengono portate ad esempio di "monogamia che funziona", invece, sono spesso di questo tipo: non stanno insieme per amore o perché sono felici insieme, ma per una serie di altre ragioni (paura della solitudine, mentalità tradizionale, regole religiose, preoccupazione per la condanna sociale, problemi economici, bisogno di sicurezza, ecc.). Dall'esterno questa infelicità potrebbe non essere visibile, ma se vi avvicinate abbastanza la noterete spesso, probabilmente in oltre la metà dei matrimoni di lunga data.

Inoltre, un altro tipo di matrimonio "che dura" è quello in cui uno dei due domina, e l'altro è sottomesso. Nella cultura tradizionale e patriarcale di solito era il marito a comandare, oggi spesso è invece la moglie - ma in queste coppie c'è comunque un partner che comanda, e l'altro che obbedisce. Dubito che in molti accetterebbero a priori una condizione di sottomissione a vita.

“Molte coppie durano
ma sono comunque infelici”

Alcune obiezioni

Come per tutti gli argomenti "scomodi", anche questo solleva una serie di obiezioni e resistenze emotive (ma scollegate dai fatti). L'ultima cosa che le persone vogliono sentirsi dire è una verità scomoda. Esamino quindi alcune tra le obiezioni più comuni.

Il mito della "persona giusta"

Alcuni potrebbero ribattere che la monogamia viene naturale e facile, una volta che si sia trovata la "persona giusta". Purtroppo in realtà anche quello della "persona giusta" (la donna ideale, il principe azzurro) è un mito romantico.
Nessuna persona è mai su misura per noi, né corrisponde a tutti i nostri bisogni e particolarità (a meno che sia un nostro clone). Anche il partner migliore e più compatibile sarà comunque un individuo diverso da me, con le sue esigenze, mancanze e problematiche; anche lui sarà un essere umano imperfetto e fallibile, come tutti. Anche con lui, quindi, si applicheranno i limiti propri della monogamia (anche se magari in misura minore che con altri).

La monogamia non funziona per gli uomini, ma nemmeno per le donne

Alcuni potrebbero pensare che quantomeno per le donne, la monogamia funziona realmente: "E' vero, gli uomini hanno questo desiderio di fare sesso con donne diverse, ma le donne no - loro pensano - le donne sono per la fedeltà e la stabilità affettiva".
Beh, non proprio. Non sul lungo periodo, almeno. E' vero che le donne tendono meno alla promiscuità degli uomini, ma anche loro sentono il bisogno di varietà e tendono a sentirsi annoiate e frustrate sul lungo periodo; per esempio:
  • In genere sono le donne a diminuire o smettere l'attività sessuale nella coppia.
  • Nella maggioranza dei casi sono le donne a scegliere di separarsi o divorziare.
Questo prova che anche le donne, sulla distanza, trovano insoddisfacente una relazione monogamica: in teoria la vogliono, ma poi nei fatti scoprono che gli va stretta. Non bisogna fidarsi di quello che le donne dicono (a parlare siam tutti bravi), bisogna osservare i fatti.

Crollo del desiderio femminile e monogamia

Riguardo il crollo del desiderio sessuale femminile nelle relazioni monogame, un articolo del New York Times Magazine ha esaminato varie ricerche scientifiche sull'argomento, rilevando che è proprio la monogamia ad essere una della cause primarie:
  • Per molte donne, la causa del loro malessere sessuale sembra essere la monogamia stessa.
  • Donne e uomini in nuove relazioni riferiscono, in media, una brama più o meno uguale l'una per l'altro. Ma per le donne che sono insieme ai loro partner da uno a quattro anni, inizia un declino - che continua, lasciando il desiderio maschile molto più alto.
  • Nel corso del tempo, le donne che non vivono insieme ai loro partner mantengono il loro desiderio molto più delle donne che [convivono].
  • Alle coppie lesbiche sembra non andar meglio, e forse peggio, nel mantenere l'ardore sessuale reciproco.
  • "L'erotismo richiede distanza" (Esther Perel, autrice di "L'intelligenza erotica").
  • Alla base [dei loro problemi] sembrava esserci una causa comune: si erano tutte stancate del sesso con i loro partner di lunga durata.
  • Studi condotti di recente iniziano a suggerire che l'eros femminile non è minimamente programmato per la fedeltà.
Questo accade anche quando le donne amano il proprio compagno, ed egli non offre alcun motivo ragionevole per questo calo di desiderio. Il calo non è quindi originato da assenza d'amore o da carenze del partner (benché questi fattori possano ovviamente contribuire).

“Sulla distanza, anche le donne
sono frustrate dalla monogamia.”

Per me sarà diverso

Un aspetto curioso della psiche umana, è la tendenza a credere di essere unico e "speciale". In questo caso, di fronte ad una serie di prove e argomenti concreti sulla infondatezza della monogamia, molti potrebbero obiettare "Per me (noi) sarà diverso. Io la farò funzionare. Noi saremo sempre felici insieme".
Purtroppo nella maggior parte dei casi non va così: in realtà siamo tutti simili, e abbiamo problemi simili. Siamo molto più facilmente la regola, non l'eccezione. Credere diversamente, senza ragioni concrete, è una sorta di "pensiero magico".

Uno degli ostacoli è che la volontà o l'amore non bastano:
  • Puoi controllare te stesso, ma non il partner.
  • Puoi decidere le tue azioni, ma non le tue emozioni o i sentimenti (non hai deciso tu di innamorarti, e non sarai tu a decidere quando finirà).
  • Non puoi cambiare la tua biologia (o quella del partner), che non è programmata per la monogamia.
  • Inevitabilmente cambierai, in modi che non sempre puoi prevedere; anche il partner cambierà, in modi che non sempre ti piaceranno (e che non puoi decidere). Potreste ritrovarvi come due estranei, o due persone che si annoiano a morte, o che non si sopportano.
  • Poiché non puoi controllare il partner, né gli eventi esterni, anche se tu sei una di quelle persone per cui la monogamia funziona al 100% (esistono, benché rare), è sempre possibile che sia l'altro a stancarsi e tradire o andarsene. Nella maggior parte delle separazioni, la decisione è unilaterale; l'altro la subisce. Se sei un uomo, questo è ancora più probabile.
Quindi, anche nei rari casi in cui tu sia davvero "speciale", non c'è garanzia che lo sarà anche il tuo partner.

Le conseguenze della monogamia

Le conseguenze per chi continua a crederci sono pesanti, sia per la persona che per la relazione. Quando si è convinti che la monogamia a vita debba funzionare sempre e comunque:
  • Ci si sente spinti a fare scelte contrarie al proprio sentire, alla propria verità interiore. Si fatica a vivere appieno il momento, ad apprezzare i partner per quel che sono. Per esempio:
    • se stiamo bene qualcuno ma non c'è quella "perfezione romantica" in cui crediamo, pensiamo di doverlo lasciare - anche se lo amiamo - per cercare "quello giusto";
    • se abbiamo avuto molte relazioni (anche felici), ci sentiamo sbagliati o sfortunati per non aver ancora incontrato il "partner definitivo", e in ansia per trovarlo il prima possibile - invece di goderci quello che stiamo vivendo;
    • se ci piacciono due persone diverse, crediamo di doverne per forza scegliere una.
  • Si coltivano aspettative elevate e irreali verso il partner e la relazione - che verranno prima o poi deluse.
  • Si avanzano verso il partner pretese che l'altro non può o non si sente di soddisfare; e nessuno reagisce bene quando sente che si pretende da lui. Invece di riconoscere che si pretende troppo, si accusa il partner di non essere all'altezza dell'ideale romantico, che "Non ama abbastanza".
  • Si pone una responsabilità schiacciante sulle spalle del partner, che sente l'obbligo di rendere l'altro sempre felice e soddisfatto - anche quando non è in suo potere.
  • Viene alimentata una mentalità di possesso e controllo, che vede il partner come una proprietà da poter gestire e a cui poter dire cosa fare o non fare. La coppia monogama viene vissuta come una specie di "isola" separata dal mondo: l'altro non viene visto come un essere autonomo e indipendente, ma come una "estensione di sé" la cui libertà appare minacciosa e da scoraggiare.
  • Il fatto che la coppia monogamica sia chiusa (non si può coltivare intimità con altri, tutta la felicità relazionale va trovata al suo interno) alimenta ansia, tensione e paure: "Se finisce perderò tutto", "Se l'altro non mi ama più sarò perduto", "Non posso sbagliare perché c'è troppo in gioco", ecc. Molti perdono le loro amicizie quando entrano in coppia (magari per la gelosia dell'altro); si sentono quindi isolati e dipendenti dal partner. Questo è un clima negativo e soffocante, non positivo e costruttivo.
  • Col tempo, aspettative e pretese deluse generano inevitabilmente frustrazione e risentimento: questi corrodono ulteriormente la relazione.
  • Si rischia di non apprezzare più il partner e quello che fa di positivo, concentrandosi invece sulle sue mancanze, sul suo venir meno all'ideale.
Alla fine, le coppie che rimangono rigidamente ancorate all'ideale monogamo rischiano di cadere in un vortice di accuse reciproche, e di amarezza per le delusioni. Non sono capaci di perdonarsi per errori e limiti personali (del tutto umani), ma invece pretendono dall'altro un amore "eroico" da romanzo rosa.

“La monogamia alimenta
aspettative, pretese e controllo”

La monogamia non ha mai funzionato

Va anche detto che la monogamia (per come la intendiamo oggi) non ha mai funzionato realmente: fuori dai romanzi e dalle poesie, le coppie che si sono amate felicemente tutta la vita sono sempre state rare. Ci sono sempre stati amanti e tradimenti, infelicità familiare e separazioni. In generale, in passato le coppie duravano a lungo non per amore o perché fossero felici, ma per esigenze pratiche, di sopravvivenza (vedi per esempio il libro "Storia del matrimonio").

Perché una volta i matrimoni duravano

In passato il matrimonio durava anche perché non ci si aspettava di trovarvi soddisfazione sessuale o emotiva: lui lavorava tutto il giorno, lei badava a casa e figli, e tutto sommato la vita era questa. Se lui non tornava a casa ubriaco e non la picchiava, se lei gli faceva trovare la casa in ordine e la cena sul tavolo, erano già contenti. Inoltre, sopravvivere da soli era molto dura.
Al giorno d'oggi molti matrimoni (o coppie) si disfano semplicemente perché uno dei due si sente insoddisfatto o limitato: si aspettava di trovare nella relazione la completa felicità (magari di mantenere quella del periodo iniziale), e quando questo non accade decide di cercare quella felicità altrove. Le aspettative sono elevatissime e irreali.

“Ci sono sempre stati
amanti e tradimenti,
infelicità familiare e separazioni”

Chi fa funzionare la monogamia

Ho detto che alcune persone riescono ad avere relazioni monogame felici: ma quante sono, e perché? E soprattutto, puoi essere fra costoro? Probabilmente no, e forse è meglio così.

A seconda delle ricerche, la percentuale di coppie monogame a lungo termine realmente appagate (non solo in apparenza) risulta tra il 5 e il 15%. Secondo gli studi, la maggior di queste persone hanno caratteristiche simili:
  • Hanno una libido scarsa
  • Sono persone "noiose" e di poche pretese, a cui piace vivere una vita "noiosa"
  • Sono attratte da persone altrettanto "noiose", di poche pretese e con libido scarsa
Tutto considerato, non c'è da stupirsi che siano proprio queste le persone che riescono a far funzionare la monogamia: non hanno problemi con la scarsità di sesso, la monotonia, l'abitudine e la mancanza di novità che mandano in crisi la maggior parte delle coppie.

Perché crediamo alla monogamia

Ma se tutti questi fatti ne smentiscono la validità, come mai così tanta gente crede nella monogamia? Le ragioni principali sono abbastanza semplici:
  • Crediamo in quello che ci piace e/o ci rassicura: il sogno, la favola, la promessa di un futuro lieto e stabile. La vita reale è incerta e complicata, e per contrasto andiamo alla ricerca di certezze.
  • Quando tutti dicono una cosa, crediamo che quella cosa sia vera. Gli esseri umani sono soggetti all'effetto gregge, per cui tendono a seguire la massa anche quando l'evidenza suggerisce il contrario.
  • L'influsso dei media: articoli, libri, e specialmente canzoni e film, ci raccontano quanto l'amore sia meraviglioso e smuova le montagne. Abbondano le storie di coppie che "vivono per sempre felici e contente", in stile Disney (specialmente nei prodotti destinati al pubblico femminile).
    Quei film e canzoni, però, non parlano quasi mai di quello che succede in seguito; le commedie romantiche si fermano alla fase dell'idillio, allo "stato nascente" in cui la vita appare straordinaria e tutto sembra possibile. Ma è quando si vive insieme per un certo periodo che il partner smette di sembrare un principe o una fata, e invece scopriamo un essere umano con tutti i suoi limiti e difetti.

Avviso ai maschi ottimisti

Se dopo aver letto tutto questo sei ancora convinto che il matrimonio faccia per te, e che comunque valga la pena di provarci, ti faccio i miei migliori auguri. :-)
Ma se sei un uomo, ti suggerisco anche di considerare questi fattori:
  • In caso di divorzio probabilmente pagherai alla tua ex-moglie gli alimenti, magari per il resto della tua vita - che tu te lo possa permettere o no.
  • Se ci sono dei figli, oltre a pagare il loro mantenimento (anche ben oltre la maggiore età) non è detto che tu riesca a vederli. I figli sono quasi sempre affidati alla madre, e se lei vuole può benissimo tagliarti fuori dalla loro vita (magari per vendetta) raccontando bugie al giudice.
  • Se avete acquistato casa insieme, o persino se è di tua proprietà, in presenza di figli perderai la casa (almeno fino alla loro maggior età e indipendenza). Ma anche in assenza di figli, potrebbe venire assegnata alla donna in quanto "parte debole".
  • La maggior parte dei divorzi è voluta dalla donna: anche se tu non vorrai mai separarti, è probabile che lei lo vorrà. La tua compagna potrebbe essere un'eccezione, ma le probabilità sono a tuo sfavore.
Insomma, una donna che si sposa non corre rischi: anche se il matrimonio finisse male, la legge è praticamente sempre dalla sua parte. Per l'uomo invece i rischi sono elevati. Pensaci se lei insiste per farsi sposare: a lei conviene comunque, a te mica tanto.

“Il matrimonio
conviene alla donna,
all'uomo molto meno”

Le alternative alla monogamia

Quindi, se la monogamia a vita assomiglia ad una utopia irrealistica, cosa possiamo fare? Le alternative possibili e realistiche sono due:
  1. Si sceglie uno stile di vita monogamo, consapevoli però delle notevoli difficoltà che comporta, e prevedendo uno spazio di tolleranza e perdono per eventuali "cedimenti" del partner (incertezze, desideri esterni alla coppia, sbandate, tradimenti) - invece di pretendere una perfezione sovrumana.
  2. Oppure si riconosce che la monogamia potrebbe non fare per noi, che è troppo restrittiva e non adeguata alla nostra natura, e si decide di sperimentare qualche forma di non-monogamia per vedere se è adatta a noi.
La prima appare come la soluzione più praticabile per la maggioranza delle persone, specialmente quelle con mentalità tradizionale o più bisognose di sicurezze. La seconda è invece adatta a chi ha una mentalità più "avventurosa", curiosa e indipendente.


Ho tratto alcune idee ed informazioni dagli scritti del blogger BlackDragon. In particolare da questo documento PDF e da questo post.

"Si dovrebbe essere sempre innamorati. Ecco perché non bisognerebbe mai sposarsi!"
(Oscar Wilde)


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