Dal ragionamento all'irrazionale
Non sto parlando semplicemente di differenza di opinioni: queste sono del tutto naturali, ed avere opinioni anche radicalmente diverse non vuol dire essere irrazionali (a meno che si parli di scienze esatte).Mi riferisco invece a quelle persone che si basano esclusivamente sulle loro emozioni, sulla loro esperienza personale, su pregiudizi, o "Perché me lo sento!". Oppure chi si fissa rigidamente sulle proprie opinioni (che non sa distinguere dai fatti), per cui non è disposto a metterle in discussione, non concepisce la possibilità di essere in errore, e non si smuove di un millimetro nemmeno di fronte a prove contrarie evidenti; e che non di rado attacca ferocemente qualsiasi opinione differisca dalla propria o la smentisca.
Questo tipo di atteggiamento non si può definire "ragionare": tale verbo definisce l'usare le facoltà intellettuali per pensare, riflettere, argomentare con logica e giungere a conclusioni sensate e coerenti. Per fare ciò occorre saper soppesare pro e contro di ogni idea, cercare eventuali falle logiche, considerare anche gli argomenti contrari - e non escludere la possibilità di potersi sbagliare.
"Per ragionare deve esserci indifferente l'avere ragione."
(Maurizio Fogliato)
Se invece parto con un'idea e vi rimango attaccato senza smuovermi di una virgola, respingendo ogni sfumatura o possibilità alternativa... non sto ragionando, sto al più reiterando un mio pregiudizio.
"La maggioranza delle persone crede di pensare, mentre stanno soltanto riorganizzando i loro pregiudizi."
(William James)
Provo ora ad esaminare le differenze tra un pensiero ragionevole ed uno irrazionale.
“Se rimango attaccato a un'idea
senza smuovermi di una virgola,
non sto ragionando”
Posizioni ragionevoli e sensate
In ambito politico, per esempio, è possibile avere opinioni valide e sensate anche da parte di schieramenti opposti: un progressista ed un conservatore avranno spesso opinioni contrastanti, ma ciò non implica necessariamente che uno dei due sia in errore. Dopo tutto, a volte nessuno ha torto o ragione: sono solo punti di vista diversi.- Le idee di pari diritti per tutti, di ridistribuzione della ricchezza, o di un "welfare pubblico" adeguato (tipiche dei progressisti), sono certamente sensate.
- Ma anche i vantaggi del capitalismo, della libera impresa, o di un sistema fiscale non opprimente (tipiche dei conservatori), hanno la loro validità.
Posizioni irrazionali o assurde
Altre posizioni politiche, invece, lasciano esterrefatti e sembrano il prodotto di deliri o allucinazioni, piuttosto che di ragionamenti.Sinistra: la Russia non ha invaso nessuno
A sinistra troviamo persone che difendono ostinatamente la Russia, anche quando ha aggredito militarmente paesi vicini per mantenerne il controllo o espandere la propria sfera di influenza (invasioni principali dopo il 1945: Ungheria nel 1956; Cecoslovacchia nel 1968; Afghanistan nel 1979; Georgia nel 1991 e 2008; Cecenia nel 1994 e 1999; nonché la recente invasione dell'Ucraina nel 2014 e 2022).Costoro giustificano la Russia (arrampicandosi sui vetri) oppure negano fatti storici comprovati. Probabilmente perché l'Unione Sovietica era comunista, e per un "sinistroide" convinto tutto ciò che è "rosso" dev'essere buono e giusto.
Destra: Trump è un grande presidente
A destra vediamo negli USA i seguaci di Donald Trump (cosiddetti "MAGA"), che lo sostengono incondizionatamente anche quando egli: mente spudoratamente, si inventa accuse infondate contro gli avversari, agisce in modo illegale, ignora la Costituzione, applica tariffe che sconvolgono l'economia mondiale e finiscono col danneggiare gli stessi americani, si inimica tutte le nazioni alleate, o scatena una guerra (contro l'Iran nel 2026) senza motivi reali.Nonostante una lunga serie di azioni assurde (che potrebbero giustificare il titolo di "peggior presidente della storia americana"), buona parte del "popolo MAGA" gli rimane comunque fedele ed ostinata nel suo supporto; anche quando subisce nella propria vita gli effetti negativi delle politiche di Trump. Questa forma di fedeltà cieca è paragonabile a quelli di culti religiosi, ed appare completamente irrazionale.
Ragionamento non pervenuto
Queste due posizioni sono a livello di negazione dell'Olocausto, della teoria sulla Terra piatta, o che il nostro pianeta abbia solo 6.000 anni (perché c'è scritto nella Bibbia). In tutti questi casi non c'è traccia di ragionamento, ma solo clamorosa ignoranza, pregiudizi, paranoie o cieca ideologia.Le cause dell'irrazionalità
Spesso non è nemmeno una questione di intelligenza: non di rado ho rilevato tale fissità di pensiero anche in persone chiaramente intelligenti e dotate di buona cultura (anche se è certamente più diffusa tra individui meno dotati e più ignoranti). In realtà credere a questo tipo di convinzioni insensate ed ostinate è parte della natura umana (che è ampiamente irrazionale), e può scaturire da numerose cause; di seguito elenco alcune di quelle che ritengo più comuni.- Stupidità
- Ignoranza
- Essere "marinati" in pregiudizi
- Interessi personali, opportunismo
- Insicurezza e fragilità
- Essere aggrappati ad una ideologia
- Persone traumatizzate
- Complottismo, tendenza paranoide
1. Stupidità
La causa prima di questi atteggiamenti è una scarsa intelligenza: più qualcuno è stupido, meno sarà in grado di sviluppare idee valide, afferrare concetti complessi o capire dove è in errore. Tale persona sarà letteralmente incapace di vedere "oltre il proprio naso", analizzare criticamente le proprie posizioni, od evolvere la propria comprensione del mondo. I suoi pensieri saranno limitati e semplicistici, quindi inadatti ad una realtà complessa.Questo limite è ben rappresentato dall'effetto Dunning-Kruger: questo nota che più una persona è stupida o incompetente, più tenderà a sopravvalutare le proprie capacità; quindi non riuscirà a riconoscere i limiti del proprio pensiero o le falle delle proprie opinioni. In pratica, meno uno capisce e meno si rende conto della propria scarsa comprensione; restando quindi più spesso ancorato alle proprie posizioni. Invece una persona brillante sa solitamente riconoscere i limiti del suo pensiero.
Questo concetto è stato espresso da molti pensatori attraverso i secoli:
"La cosa seccante di questo mondo è che gli imbecilli sono sicuri di sé, mentre le persone intelligenti sono piene di dubbi."
(Bertrand Russell)
Inoltre gli stupidi sono suggestionabili: sono facile preda di manipolatori e affabulatori, come Mussolini, Mao Tse-Tung o Trump.
2. Ignoranza
L'effetto dell'ignoranza è per molti versi simile a quello della stupidità: meno una persona conosce (o capisce), più le sue idee saranno povere, ingenue e limitate, ma egli non sarà in grado di comprenderlo. Meno qualcuno sa, e meno si rende conto di quanto la sua conoscenza sia circoscritta; tenderà quindi a credere di sapere tutto quel che c'è da sapere.Viceversa, più uno impara e più si rende conto della sua ignoranza (ovvero di quante cose ancora non conosce). Questo è il significato della frase attribuita a Socrate: "So di non sapere"; ovvero "Sono consapevole di quanto ancora non conosco - e per questo resto aperto ad imparare".
Inoltre gli ignoranti sono facilmente ingannabili: puoi raccontargli storie incredibili, perché non hanno le conoscenze per distinguere il vero dal falso. Basta fare leva sulle loro emozioni, e li porti dove vuoi (ciò spesso vale anche per gli stupidi).
Ignoranza settoriale
L'ignoranza può anche essere specifica: una persona colta potrebbe comunque sapere poco o nulla di finanza, fisica o biologia, quindi avere opinioni errate a riguardo. Oppure, non avere delle basi di statistica impedisce di capire che la propria esperienza personale, da sola, non prova nulla; o che una correlazione non implica causa.Disinformazione, propaganda
L'ignoranza viene anche creata o alimentata dalla disinformazione, sia involontaria (da parte di altri ignoranti) che intenzionale (da parte di manipolatori), come pure dalla propaganda di parte, che presenta le notizie in modo distorto, ingannevole o del tutto falso. Saper riconoscere l'inaffidabilità di queste fonti richiede una competenza - ed una intelligenza - che a molti manca, per cui ne vengono influenzati.3. Essere "marinati" in pregiudizi
Tutti abbiamo qualche pregiudizio, ma le persone che sono state immerse a lungo in tali influssi ne rimangono segnate e faticano ad uscirne. Più un'idea mi è familiare, più tenderò a considerarla vera a priori ed a difenderla acriticamente.Se per esempio sono stato circondato da idee razziste per tutta l'infanzia, sarà difficile per me metterle in discussione; mi sembreranno semplicemente dei fatti, e le difenderò a priori. Lo stesso vale per chi è stato cresciuto in ambienti fortemente religiosi, o dominati da qualche ideologia.
Esistono anche dei meccanismi mentali che "difendono" i nostri pregiudizi, per evitarci di cadere in dissonanza cognitiva (se credo in X, ma incontro prove che X sia falso, proverò disagio perché in me coesisteranno due idee in conflitto). Per esempio il bias di attenzione o il bias di conferma sono meccanismi istintivi per cui la mente nota solo le informazioni che corrispondono a - o confermano - le mie convinzioni.
4. Interessi personali, opportunismo
Tutti si dicono a favore della verità... ma molti fanno un rapido voltafaccia quando la verità li mette a disagio, gli provoca una brutta figura, minaccia i loro interessi economici, o mette in discussione la loro identità (ovvero il senso di "Chi sono io" e "Qual è il mio valore").Costoro quindi negano i fatti o difendono tesi improbabili per evitare conseguenze personali negative, in modo opportunistico; ma specialmente quando la posta in gioco suscita in loro emozioni viscerali - che quindi predominano sulla ragione (ciò è diverso dai mentitori abituali, che sono sempre guidati dall'opportunismo; qui parlo di persone solitamente corrette, ma che di fronte a verità troppo "compromettenti" abbandonano istintivamente la loro morale per proteggersi dalle conseguenze).
"E' difficile far capire qualcosa ad un uomo, quando il suo stipendio dipende dal fatto che non la capisca."
(Upton Sinclair)
Alcune istanze in cui questa motivazione è particolarmente forte (e quindi irragionevole) sono: il bisogno di avere ragione; l'orgoglio, o l'ego; il bisogno di credere in una certa cosa (un ideale, dio, la fede, di far parte dei "buoni" o "giusti"). In queste situazioni perdiamo facilmente l'obiettività, e cadiamo in doppi standard:
"Perché osservi la pagliuzza nell'occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?"
(Vangelo di Matteo 7, 1-29)
Questi atteggiamenti sono spesso collegati all'insicurezza (punto 5), alle ideologie (6) ed ai traumi (7). Più siamo fragili emotivamente (e magari per questo aggrappati a certe idee), e meno saremo capaci di raziocinio.
5. Insicurezza e fragilità
Paradossalmente, più una persona è insicura e più resisterà a cambiare idea o ad ammettere di essere in errore. Questo perché ammettere gli errori od accogliere opinioni diverse ci fa sentire deboli o vulnerabili, e questo spaventa la persona insicura (per contro, una persona davvero forte e sicura di sé ammette più facilmente i suoi sbagli o idee errate, perché la sua autostima non ne viene intaccata).Chi è particolarmente fragile avrà una visione distorta della realtà, perché ne è spaventato e non è in grado di affrontarla. Sarà probabilmente pessimista, sfiduciato, incapace di credere nella bontà delle persone o in un domani migliore, e tenderà al vittimismo. Invece di ammettere la sua fragilità, si nasconderà dietro l'alibi di essere "troppo sensibile", oppure tenderà ad accusare gli altri di essere "cattivi" o di "non capirlo".
Queste persone si attaccano a qualsiasi certezza, anche se falsa o illusoria, perché hanno bisogno di "stampelle" a cui appoggiarsi - e non intendono lasciarle andare.
Più comune tra le donne
Questa tendenza sembra particolarmente diffusa tra le donne, che mediamente soffrono di una maggiore insicurezza. Tale fenomeno è anche confermato dalla psicologa Samantha Rodman Whiten: "Molte donne faticano ad ammettere di avere torto; ciò spesso deriva da una profonda insicurezza e bassa autostima."6. Essere aggrappati ad una ideologia
Quando aderiamo ad una ideologia diventa difficile metterla in discussione, perché diventa parte della propria identità e modo di vedere il mondo. Inoltre, chi abbraccia un'ideologia di solito si convince che la relativa posizione o propaganda sia del tutto corretta, e quelle opposte del tutto errate.Si crea quindi una mentalità manichea "noi contro di loro" (dove "noi" siamo quelli buoni e giusti, e "loro" quelli cattivi e sbagliati). Questa è una forma di pre-giudizio (giudizio a priori) e indica assenza di ragionamento e pensiero critico. Osservo questo fenomeno in tutte le ideologie (e ciò include anche le religioni); tipicamente:
- Per un "sinistroide" il comunismo è sempre dalla parte del giusto ed il capitalismo fonte di tutti i mali.
- Per una femminista le donne sono sempre vittime e i maschi sempre aggressori.
- Per un credente il proprio dio è l'unico autentico e le altre religioni sono blasfeme, ecc.
- Si veda la "cancel culture" tipica della sinistra illiberale: eliminare dal discorso pubblico ogni voce differente dalla propria, rimozione di simboli - anche storici - ritenuti inaccettabili.
- Nei movimenti populisti, come i MAGA di Trump, chi si oppone viene squalificato con accuse infondate, oppure lo si definisce un "nemico del popolo" (tattica usata anche nelle dittature).
- Il femminismo tende a squalificare o zittire ogni voce critica o contraria al movimento, spesso con l'accusa di "misoginia" (in pratica equiparando ogni voce di dissenso con "odiare le donne").
7. Persone traumatizzate
Chi ha subìto traumi emotivi o fisici (specialmente nell'infanzia), spesso rimane influenzato nella sua capacità di ragionare, e tenderà ad avere una visione del mondo distorta dalle sue emozioni o paure profonde. Chi ha una "ferita della fiducia" crederà che non ci si può fidare di nessuno; chi ha perso un figlio durante una rapina crederà che il crimine è in aumento (mentre è vero il contrario); una donna che è stata abusata vedrà tutti gli uomini come potenzialmente violenti, ecc.N.B.: Chi ha subito traumi è facile che ricada anche nel caso successivo (punto 8), oppure nei due precedenti (5 e 6).
8. Complottismo, tendenza paranoide
L'attaccamento particolarmente ostinato ed irrazionale alle convinzioni è evidente nelle persone complottiste o con tendenze paranoidi (entrambi presentano diffidenza anomala ed immaginano minacce o pericoli inesistenti). Costoro sono visceralmente convinti di essere vittima di situazioni avverse o di persone malvagie; qualsiasi tentativo di dissuaderli con ragionamenti e fatti viene visto come una minaccia, e come dimostrazione che loro sono in possesso di informazioni "segrete" che gli altri ignorano.Di solito queste persone sono una piccola minoranza, ma in certe situazioni una convinzione di questo tipo si estende ad una parte notevole della popolazione (magari alimentata da fonti interessate). A posteriori si fatica a credere che le masse abbiano abbracciato simili posizioni, eppure ciò accade ciclicamente. Si veda:
- L'antisemitismo nella Germania nazista che condusse all'Olocausto.
- Il maccartismo nell'America anni '50 e la paranoia anti-comunista.
- Il medico Andrew Wakefield che nel 1998 divulgò una correlazione (falsa) tra vaccino MPR e l'autismo (in cui tuttora molti credono).
- Nel 2020 la pandemia di Covid-19 che suscitò teorie complottiste di massa.
Non malattie mentali, ma deficit comuni
Nell'elenco precedente non considero le malattie mentali vere e proprie: è ovvio che una persona afflitta da esse sarà irragionevole ed incapace di un pensiero lucido.Quello a cui ho cercato di dare una spiegazione è la domanda "Come fa una persona (relativamente) normale e sana di mente a pensare in modo così erroneo, od a restare aggrappata a convinzioni così poco sensate?". In sintesi, direi che la risposta risiede in deficit comuni nella psiche umana, che portano specifiche paure, fragilità o bisogni di sicurezza a predominare sulla ragione; quando questo succede, istinti protettivi ed emozioni negative prevalgono ed offuscano la lucidità.
Siamo creature irrazionali
In conclusione, gli esseri umani sono più irrazionali di quanto crediamo. Se le nostre emozioni tirano da una parte e la ragione dall'altra, nella maggioranza dei casi saranno le emozioni a prevalere.E questo può accadere a chiunque (me compreso). Quelli convinti di esserne esenti, sono spesso i più inclini a cascarci. Invece di credersi "superiori" e immuni, è più costruttivo coltivare i dubbi, mettersi in discussione, confrontare i dati da più fonti, e soprattutto essere disposti a notare quando questi atteggiamenti potrebbero essere attivi in noi. E' proprio quando sei completamente sicuro di qualcosa... che è il caso di provare a vederla da un angolo diverso.
Le convinzioni irrazionali sono impermeabili ai fatti
Quando qualcuno è preda di queste convinzioni, è quasi impossibile fargli cambiare idea, o fargli vedere i suoi errori cognitivi; ed è anche inutile mostrargli prove oggettive che lo inducano a rivedere le sue posizioni.Credere di poterci riuscire ragionando è, il più delle volte, una mera illusione. In alcuni casi più estremi, come chi manifesta una mentalità complottista, ci sono dietro una serie di deficit psicologici e caratteriali; cose che non si risolvono col semplice dialogo o un elenco di fatti.
"Il sapere e la ragione parlano, l'ignoranza e il torto urlano."
(Arturo Graf)
"Contro la stupidità non abbiamo difesa. Né le proteste né la forza possono toccarla. Il ragionamento è inutile."
(Dietrich Bonhoeffer, teologo giustiziato dal nazismo)
"Coloro che riescono a farti credere delle assurdità, possono farti commettere delle atrocità."
(Voltaire)
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