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Uomini e donne sono opportunisti in egual misura

Nelle relazioni uomo-donna, sessuali e/o sentimentali, solitamente si crede che gli uomini siano più subdoli e ingannevoli, mentre le donne più oneste e "virtuose". Ma questa è un'illusione: in realtà entrambi i sessi agiscono per lo più in modo opportunistico, ovvero volto a perseguire il proprio interesse, anche a discapito dell'altro.
Però questo opportunismo viene generalmente ignorato o negato nella donna; oppure viene giustificato, perché gli obiettivi femminili vengono considerati più "nobili" e ammissibili. Esiste quindi un "doppio standard" a riguardo (due pesi e due misure).

Uomini e donne sono diversi

Chiariamo subito che uomini e donne sono diversi per molti aspetti. Questo è un fatto evidente (basta guardare i rispettivi comportamenti: chi segue ossessivamente gli sport? Chi impazzisce per scarpe, borse e accessori? Ecc...), che è stato riconosciuto nei secoli. Solo di recente è sorta questa tendenza a vedere i due sessi come uguali, basata su ideologie invece dei fatti.
Questa diversità è uno dei motivi primari per cui i due sessi faticano a capirsi: avendo spesso obiettivi, mentalità e stili di comunicazione differenti, è un po' come se parlassero lingue diverse, e avessero bisogno di un "traduttore". Infatti uno dei libri di maggior successo sulle relazioni è "Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere" di John Gray (info nella Bibliografia), basato proprio su questo principio.

Ovviamente uomini e donne hanno anche punti in comune: entrambi desiderano essere amati, apprezzano il sesso, vogliono sentirsi ascoltati, accolti e apprezzati, ecc. Ma anche quando vogliono le stesse cose, possono avere priorità diverse: per esempio per gli uomini fare sesso è il bisogno primario, mentre per le donne è ricevere attenzione.

Bisogni diversi, uguale opportunismo

Questa diversità di obiettivi è parte del motivo per cui le donne possono apparire più "morali":
  • una donna che dice di "cercare l'amore" ci appare spinta da un motivo "elevato";
  • mentre un uomo che dica "voglio fare sesso" viene solitamente giudicato o sminuito.
In realtà entrambi stanno cercando una soddisfazione dei propri bisogni; e, come affermavo all'inizio, entrambi agiranno in modo opportunistico, a prescindere dall'obiettivo. Per esempio nascondono il loro vero scopo, quando sia conveniente:
  • Un uomo non dirà apertamente "Ho voglia di scoparti", perché sa che questo farebbe fuggire una possibile partner.
  • Ma anche una donna che cerchi una relazione importante, o che voglia il matrimonio, o che desideri ardentemente dei figli, non rivelerà subito i suoi obiettivi (a meno che sia molto ingenua): perché sa che questo probabilmente allontanerebbe l'uomo.
Insomma, quando ci avviciniamo al sesso opposto, e nella "danza della seduzione", è del tutto normale presentarsi nel migliore dei modi, celare o dissimulare i propri scopi, e mostrare di sé quegli aspetti che possano suscitare interesse nell'altro: questo vale ugualmente in entrambi i sessi (ma naturalmente pochi ammettono di farlo). Semmai potremmo osservare che le donne, mediamente, sono un po' più brave a fingere e dissimulare, sia per ragioni evolutive che culturali (1).

Le donne si lamentano spesso della mancanza di sincerità maschile, e magari si sentono ingannate; ma "dimenticano" di usare simili strategie loro stesse. Curiosamente, la società sembra giudicare diversamente i trucchi seduttivi dei due sessi:
  • Un articolo che spieghi agli uomini come portarsi a letto una donna, o come sedurla, solleva attacchi e critiche di manipolazione, inganno, misoginia.
  • Un simile articolo che illustri alle donne come fare innamorare un uomo, come farsi sposare, o come trovare un marito ricco, appare del tutto legittimo.
Eppure entrambi descrivono tattiche opportuniste volte a manipolare l'altro e indurlo a soddisfare i propri obiettivi. E' evidente un doppio standard.

(1) Avendo minore forza fisica, le donne hanno dovuto compensare sviluppando maggiore astuzia. Essendo più soggette a giudizio sociale, hanno imparato meglio a nascondere e dissimulare.

“Nella danza della seduzione,
è del tutto normale
celare o dissimulare
i propri scopi”

Peccati di omissione

Inoltre, non sempre l'obiettivo dichiarato corrisponde al vero, o è del tutto sincero:
  • Per esempio molte donne vogliono un partner benestante, ma di rado lo dicono apertamente. Il loro "Cerco l'amore" è quindi in parte ipocrita (sarebbe onesto se dicessero "Cerco l'amore con un uomo ricco che mi faccia vivere una vita agiata"... ma ovviamente farebbero una figura diversa).
  • Similmente, molti uomini nascondono il loro bisogno di sesso per evitare giudizi o reazioni negative.
Entrambi omettono, o mentono, per meglio raggiungere il proprio scopo.

Opportunismo per tutte le stagioni

Finora ho usato esempi "classici" dove l'uomo cerca sesso e la donna una relazione, perché è il caso più comune; ma chiaramente ci sono molteplici possibilità:
  • A volte è l'uomo che desidera una relazione importante, ma non lo rivela per non apparire bisognoso.
  • A volte è la donna che ricerca un rapporto sessuale senza impegno, ma lo nasconde per evitare giudizi sociali negativi.
  • Alcune donne flirtano per ottenere qualcosa (attenzione, gratificazione, favori, vantaggi economici...) anche quando non hanno alcun interesse per quell'uomo.
  • Certe volte dissimuliamo il nostro desiderio per stimolare l'interesse altrui. Molti credono che "In amore vince chi fugge", per cui si negano o mostrano indifferenza. A mio parere farsi desiderare non sempre funziona, ma è comunque una strategia di seduzione comune.
  • Molti nascondono quello che provano veramente per qualcuno: a causa di timidezza, vergogna, paura di essere rifiutati, oppure per timore dei giudizi altrui.

Bugie e opportunismo sono naturali

In alcuni di questi casi non si tratta proprio di opportunismo, ma non siamo comunque sinceri: ci comportiamo nel modo che più ci conviene, o in quello che riteniamo più adatto, invece di essere autentici. Peraltro questo ci viene naturale, quindi sarebbe ingenuo pensare che l'onestà dovrebbe regnare sovrana (l'esistenza delle "bugie bianche", cioè a fin di bene, testimonia l'importanza di mentire come "lubrificante sociale").
Anche tra gli animali bugie e opportunismo sono diffusi; per cui credere che siano tipici di un genere è del tutto insensato.

“Anche tra gli animali
bugie e opportunismo
sono diffusi”

Avere aspettative realistiche

A riguardo molti nutrono aspettative irreali in ambito relazionale: ritengono che gli altri debbano essere sinceri o disponibili, e si stupiscono - o scandalizzano - quando ciò non accade. Ma questa aspettativa è ingenua e persino puerile:
  • L'esperienza dovrebbe insegnarci quanto le bugie siano diffuse (chi può affermare di non dirne mai?).
  • L'altro non è tenuto a ricambiare il nostro interesse, a prendersi cura dei nostri bisogni, o a farci contenti. Nessuno ha il dovere di amarci.
Certo è bello sognare un mondo in cui tutti siano onesti e amorevoli, ma bisognerebbe capire che è un'utopia.

Valutazioni istintive

Quando andiamo incontro a qualcuno, spesso costui attua una valutazione opportunistica istintiva: "Questa persona ha qualcosa che mi interessa? Mi offre qualcosa di piacevole? Cosa ho da guadagnarci?" (di solito non sono pensieri coscienti, è un impulso subconscio). Se la valutazione è negativa, costui reagisce al nostro approccio con indifferenza o fastidio: per lui/lei sembra solo una perdita di tempo.
Questo spiega il più delle volte in cui veniamo respinti a priori: agli occhi dell'altro non offriamo nulla di interessante o attraente. Se veniamo respinti spesso, potrebbe essere utile valutare le nostre qualità che possiamo offrire agli altri, oppure il nostro modo di approcciare (a volte può essere invadente o "da mendicante", il che induce gli altri a chiudersi).

In genere ma non sempre

Questa tendenza opportunistica è vera in generale (e specialmente tra persone che si conoscono poco o nulla), ma non sempre. Nei rapporti stretti e nelle relazioni amorose (una volta consolidati), di solito c'è maggiore autenticità, onestà ed altruismo:
  • In una coppia armoniosa, o in una vera amicizia, l'istintivo opportunismo ed egoismo si attenuano e diventiamo più sinceri, generosi ed empatici.
  • Quando ci innamoriamo, o ci leghiamo profondamente, l'altro diventa per noi la persona più importante del mondo.
Quando ciò non accade, è possibile che l'altro abbia delle difficoltà che glielo impediscono (fragilità emotiva, insicurezza, traumi), abbia un opportunismo eccessivo (egoismo, narcisismo), oppure nella relazione certe qualità non vengono apprezzate (se veniamo puniti quando siamo sinceri, o sfruttati quando siamo altruisti, ci passerà la voglia di esserlo).

Opportunismo successivo

Naturalmente l'opportunismo può (ri)presentarsi anche più avanti, specie quando la relazione sia in fase di stanca, o verso la fine:
  • Il marito trascurato che incontra una donna disponibile, la quale si offre senza troppe difficoltà... Che tentazione!
  • La moglie insoddisfatta che conosce un uomo che la riempie di attenzioni e la corteggia di nuovo... Difficile resistere!
In teoria dovremmo respingere queste tentazioni (specialmente se siamo sposati ed abbiamo preso un impegno). Ma in pratica la spinta a soddisfare i propri bisogni è forte e, specialmente se ci sentiamo delusi dal partner, l'opportunismo può prendere il sopravvento.

Perché siamo opportunisti?

La spiegazione più semplice è che siamo opportunisti perché ci è utile, ci porta i risultati sperati. A ben guardare, ogni creatura vivente dev'essere opportunista (almeno in parte), cioè deve occuparsi dei propri bisogni, perché altrimenti non sopravviverebbe. D'altro canto, nelle specie sociali - come la nostra - l'opportunismo viene bilanciato dall'altruismo e dalla collaborazione (che portano un vantaggio evolutivo all'intero gruppo).

Opportunismo nelle relazioni

Ma parlando di relazioni sentimentali, una motivazione più profonda è quella evoluzionistica: siamo opportunisti perché questo ci porta vantaggi a livello di sopravvivenza e riproduzione (per cui questi tratti si sono riprodotti con la specie, mentre chi non li aveva si è estinto).

Naturalmente siamo guidati anche da valori e morale, ma le pulsioni evolutive o gli interessi personali spesso prevalgono. In generale, e specialmente nelle fasi iniziali di conoscenza e corteggiamento, l'opportunismo domina, perché siamo concentrati sui nostri bisogni, e non abbiamo (ancora) motivo per anteporre l'altro (2); è solo dopo che il coinvolgimento è scattato, o la relazione è iniziata, che l'altro ci diventa caro e tendiamo a mediare i nostri bisogni con i suoi.
  • Nella maggioranza dei casi, la donna valuta immediatamente un uomo in base a ciò che lui può offrirle, e non esita ad ignorarlo o scartarlo se lui si mostra "non all'altezza" delle sue molteplici esigenze.
  • Per l'uomo, il criterio di selezione è principalmente estetico, e meno stringente: se una donna viene considerata abbastanza bella, attraente o sexy, in genere è sufficiente - almeno inizialmente.
Questa selezione può avvenire anche inconsapevolmente, per istinto e non per calcolo.

(2) Qui mi riferisco principalmente alle relazioni amorose. Nelle relazioni sociali e di amicizia, l'opportunismo è meno spiccato ed è più probabile andare incontro agli altri mossi da semplice curiosità o desiderio di conoscere una persona nuova, senza particolari secondi fini.

Obiettivi diversi

E' importante notare che le motivazioni evolutive producono comportamenti diversi nei due sessi, perché ogni genere ha una strategia di accoppiamento per ottimizzare il suo successo riproduttivo:
  • I maschi cercano di fecondare più femmine fertili (giovani e sane) possibile ---> Ecco perché gli uomini tendono più verso la promiscuità.
  • Le femmine tendono a scegliere il maschio migliore e tenerselo (almeno finché la prole non sia autonoma) ---> Ecco perché le donne sono più selettive e tendono alle relazioni stabili (finché ne traggono vantaggio).

La morale non c'entra

Chiarito questo, appare evidente che le tendenze femminili non hanno una motivazione "morale" come si tende a credere ("Le donne cercano l'amore"), ma semplicemente fanno quello che assicura loro un miglior vantaggio evolutivo (riproduzione dei propri geni). Da un punto di vista naturalistico - invece che culturale - entrambi i generi fanno quello che più gli conviene, ovvero sono opportunisti.
La donna che si accoppia con l'uomo facoltoso, o che abbandona il marito dopo che i figli sono cresciuti, o che si innamora di un altro quando la coppia stabile si è "intiepidita", non è più né meno morale dell'uomo che corre dietro ad ogni gonnella, o lascia la vecchia partner per una più giovane: entrambi seguono i loro istinti evolutivi, a proprio vantaggio.

Naturalmente il comportamento umano è complesso e dipende da molti fattori, ma le pulsioni evolutive hanno un peso fondamentale nelle relazioni sentimentali: la prova è che il più delle volte le coppie nascono dall'attrazione fisica.

“La donna che sceglie l'uomo facoltoso
non è più né meno morale
dell'uomo che corre dietro ad ogni gonnella”

In sintesi: prima i bisogni, poi l'amore

Riassumendo e semplificando, potremmo dire che: Questa dinamica funziona per entrambi i sessi allo stesso modo.

La differenza è che i bisogni in una relazione esistono sempre (è impossibile non averne), mentre l'amore può esserci o meno, e con intensità variabile:
  • A volte l'amore cresce nel tempo, quando c'è notevole intesa e compatibilità.
  • A volte c'è un grande amore suscitato dall'innamoramento, che però si spegne quando scopriamo che l'altro non è come credevamo.
  • A volte l'amore sparisce del tutto e rimane solo il bisogno, per cui la coppia continua ma in modo conflittuale: è il tipico caso dei partner che si detestano ma continuano a restare insieme (perché la relazioni soddisfa comunque dei bisogni).

Perché crediamo che le donne siano migliori

Avendo mostrato ampiamente come l'opportunismo sia diffuso e "unisex", ci si può chiedere da dove viene la tendenza a ritenere invece le donne migliori in senso morale. Io vedo principalmente tre fattori.

Valori sociali

Come già accennato, la società valuta certi bisogni come più nobili od elevati di altri. Per esempio giudichiamo positivamente il matrimonio, o il procreare, o la fedeltà. In realtà questi non hanno realmente un valore morale assoluto (il matrimonio come lo intendiamo oggi è un'invenzione recente; la fedeltà non ci viene naturale), bensì vengono approvati perché vantaggiosi per la società (in una società sovrappopolata, la procreazione verrebbe osteggiata).

Romanticismo

Mentre per buona parte della storia dell'umanità la donna è stata considerata "inferiore" all'uomo, durante il periodo Romantico (XIX secolo) è avvenuto un ribaltamento: la figura femminile è stata elevata, idealizzata, vista in modo "angelico" e quasi disincarnata, in opposizione al maschio brutale e lascivo.
Questa corrente culturale, il cui influsso permane tutt'oggi (si pensi a quanto spesso usiamo l'aggettivo "romantico"), attribuisce quindi a priori al genere femminile qualità morali elevate (angelo), contrapposte al genere maschile che viene visto come moralmente dubbio o manchevole (demonio). Come ogni pretesa di superiorità o inferiorità di un genere sull'altro, è ovviamente irrealistica e illusoria: il sessismo è un pregiudizio equiparabile al razzismo.

Femminismo

Se il femminismo nella prima metà del XX secolo ha perseguito una parità di diritti tra i sessi, dagli anni '70 in poi ("terza ondata") è diventato - per molti versi - una forza sociale che persegue una sorta di "supremazia femminile": sostenendo sempre e soltanto i diritti femminili (e mai quelli maschili), ed anche promuovendo un'ideologia dove le donne sono sempre buone ed hanno ragione, mentre i maschi sono cattivi ed in torto (il movimento del #MeToo, ed il conseguente #BelieveAllWomen, è un esempio eclatante: le accuse di violenza sessuale vanno sempre credute, anche in assenza di prove, perché - secondo il femminismo - le donne non mentono mai (!) ).
Questo doppio standard ipocrita si può vedere anche nell'atteggiamento verso la sessualità promiscua tipico nei media:
  • Se un uomo vuole fare sesso senza impegno è un maiale immorale o, nel migliore dei casi, un bambinone da redimere.
  • Se lo vuole fare una donna, viene celebrata la sua libertà e il diritto a godersi il piacere.

Ovviamente la pressione culturale del femminismo moderno, che influenza gran parte dei media occidentali, ha alimentato questa visione distorta di un genere "virtuoso "e di un altro "vizioso". Ribaltando, ironicamente, quella che è stata per secoli la visione comune, ovvero che gli uomini fossero superiori, anche moralmente, alle donne.
Superfluo dire che trovo entrambe queste visioni pregiudizi privi di fondamento: il valore morale di una persona dipende dall'individuo, dai suoi valori e dalle sue azioni, non dai suoi geni né dai genitali che lo caratterizzano.

Anticipazione delle critiche

Mi aspetto che questo post solleverà l'avversione di quelli che non tollerano alcuna critica verso le donne, in accordo all'assioma femminista per cui "delle donne si può solo parlare bene". Questo sarebbe ironico perché la mia posizione qui è del tutto egalitaria (a partire dal titolo), ma - appunto - il femminismo moderno promuove la parità solo a parole. ;-P
Ciò mi ricorda il tema centrale del libro "La fattoria degli animali" di George Orwell (pagina Wikipedia), rappresentato dallo slogan "Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali di altri". Allo stesso modo, certe ideologie sostengono l'eguaglianza ma solo in teoria, mentre in realtà privilegiano un certo gruppo; e avversano ogni tentativo di metterle in discussione (atteggiamento tipico di qualsiasi autoritarismo).

"Una donna sincera è quella che non dice bugie inutili."
(Anatole France)

"Gli uomini mentirebbero molto meno se le donne non facessero tante domande."
(Coluche)

"Nessuna donna farebbe un matrimonio d'interesse: prima di sposare un miliardario, se ne innamora!"
(Cesare Pavese)


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