Eppure hanno trovato ciò che cercavano (anche se forse non esattamente uguale a come avrebbero voluto; del resto l'amore non è mai perfetto, anche quando è autentico). Forse in questi casi qualcosa non quadra...
Ovviamente parlo di casi in cui il partner ama sinceramente, non per finta. Ed in cui c'è una sufficiente compatibilità tra i due. E' chiaro che se l'amore c'è a parole ma non nei fatti, oppure è disfunzionale, o i due sono incompatibili, la relazione non può funzionare.
Ma non sto parlando di quei casi; parlo di quelle relazioni in cui l'amore c'è, è reale e funziona... eppure chi lo cercava rimane tormentato e infelice.
L'amore non ti risolve la vita
La mia spiegazione è che, in molti di questi casi, la persona che pativa la mancanza d'amore aveva anche altri problemi seri:- Magari non si piace, si detesta, non si stima o non si accetta per come è.
- Forse vive una vita che non gli piace, o che addirittura gli fa schifo.
- Magari odia il suo lavoro, o vive in una famiglia "tossica".
- Forse ha un vuoto esistenziale, non sa cosa fare della sua vita, non trova un senso.
- Oppure ha dentro una sofferenza profonda e inspiegabile, una tristezza di fondo, una mente dominata da conflitti e "demoni interiori".
In tutti questi casi, anche un amore sincero non può bastare a cancellare quanto sopra; quei problemi continueranno ad esistere, ed a farsi sentire. Però spesso la persona che cerca l'amore si illude che esso cambierà l'intera sua vita in meglio (e/o non vuole riconoscere di avere altri problemi che non c'entrano con l'amore).
L'amore non cambia come sei
Un amore intenso può certamente nutrirci, innalzarci, aiutarci a fiorire. Ma da solo non ci trasformerà in una persona migliore (*). Se dentro di me ho qualcosa che mi tormenta, l'amore non lo farà sparire come per magia:- Se non ti piaci, sentirti dire "Sei stupenda" non ti farà cambiare idea. Hai bisogno di imparare ad apprezzarti.
- Se non ti stimi, sentirti dire "Sei davvero in gamba" non ti convincerà. Hai bisogno di crederci tu.
- Se trovi la tua vita deprimente, resterà deprimente anche se qualcuno ti ama. Hai bisogno di trasformarla.
- Se sei circondato da persone negative o che ti maltrattano, avere vicino qualcuno che ti ama ti darà sollievo, ma quelle persone ti faranno star male comunque. Hai bisogno di allontanarle, o allontanarti tu.
- Se la tua vita sembra non avere alcun senso, non sarà l'amore a dartelo. Hai bisogno di trovarlo dentro di te.
- Se porti dentro di te un grande dolore o disperazione, magari a causa di traumi o ferite emotive, l'amore ti aiuterà ma non potrà "salvarti". Hai bisogno di curare le tue ferite interiori.
Se ti aspetti che essere amato risolverà tutti questi problemi al posto tuo, resterai quasi certamente deluso.
(*) Per diventare una persona migliore, incluso più realizzata e felice, è necessario un lavoro di crescita ed evoluzione personale - che solo la persona stessa può fare. Gli altri, incluso un partner amorevole, possono solo favorire questo processo.
L'amore non vince tutto
Molti attribuiscono all'amore un potere "taumaturgico", ovvero di poter guarire ogni male e risolvere ogni afflizione. D'altronde la letteratura romantica è piena di promesse per cui l'amore può fare qualsiasi cosa, a partire dall' "Omnia vincit amor" (L'amore vince su tutto) di Virgilio.Questo è probabilmente uno dei motivi per cui le persone tristi e infelici spesso ricercano disperatamente l'amore, nella speranza che risolva tutte le loro sofferenze.
Purtroppo non è realmente così; l'amore può fare molto ma non tutto. Per esempio l'amore:
- Non può far stare bene insieme due persone altamente incompatibili, oppure troppo problematiche o immature o disfunzionali.
- Non può risolvere tutti i problemi interiori di una persona (il partner non è un terapeuta).
- Non può cambiare chi non vuole cambiare (casi di "Sindrome della Crocerossina", o di amanti che inseguono invano persone sposate).
- Non può salvare chi si è in qualche modo "perduto": la storia è piena di persone che si sono suicidate, o sono morte per eccessi di alcol o droghe, nonostante avessero intorno persone che li amavano.
“L'amore non può risolvere
tutti i problemi
di una persona”
... Ma io ci credo lo stesso
Il guaio di molte persone è che si attaccano a quell'aspettativa romantica, per cui vedono l'amore come una "salvezza" o un antidoto ad ogni loro angustia. Questo è particolarmente vero in persone immature, fragili o che rifiutano di riconoscere le proprie difficoltà, o di prendersene la responsabilità; per cui ricercano soluzioni esterne a loro.Quando però l'amore, una volta trovato, si riveli deludente o insufficiente a sanare ogni loro ferita, queste persone facilmente se la prendono col partner, accusandolo di non amarle abbastanza o di altre mancanze. Nella loro mente, in fondo, l'amore dovrebbe essere "magico"; per cui se l'amore del partner è limitato (com'è umano che sia), la colpa dev'essere del partner stesso - e non delle proprie aspettative esagerate.
Non era la persona giusta
Un altro tipo di negazione della realtà che questo tipo di persone può avere, è spiegare la propria infelicità persistente - nonostante l'amore ricevuto - con la convinzione che il partner non sia "la persona giusta". L'infelicità non viene quindi riconosciuta come proveniente da dentro di loro (come in effetti è, ed è sempre stata); bensì viene di nuovo attribuita a cause esterne.Costoro si convincono che "La persona giusta mi renderà sempre felice", per cui ogni infelicità viene letta come sintomo dell'inadeguatezza del partner. Quindi possono tendere a saltare da un partner all'altro, sempre sperando che il nuovo si riveli finalmente "quello giusto".
Innamorati per sempre
Una versione estrema di questa tendenza, si ha quando l'innamoramento viene visto come condizione ideale e necessaria, per cui queste persone vogliono essere sempre innamorate (ciò perché l'innamoramento produce un esaltante benessere, simile all'assunzione di droghe, che probabilmente è l'unica condizione in cui la loro infelicità sembra svanire temporaneamente).Quando l'innamoramento però si spegne (come sempre accade prima o poi), il loro malessere ritorna e costoro magari dicono che "E' finito l'amore", cercando poi di ritrovare l'innamoramento con un nuovo partner.
Ovvio ma non sempre visibile
Mi rendo conto che questa tesi può suonare ovvia: se qualcuno è pieno di problemi da single, continuerà ad avere problemi anche quando in coppia. Non è però così ovvia per chi crede che l'amore possa fare miracoli, per chi rifiuta la responsabilità della propria sofferenza (ed ha quindi bisogno di dare la colpa ad altri), o per chi si ritrovi dentro questo tipo di relazioni.Quello che appare ovvio razionalmente, può essere invisibile se si è preda di forti emozioni, profonda sofferenza o la condizione estatica dell'innamoramento: tutti fattori che possono ingannarci.
L'inganno delle aspettative romantiche
Se mi aspetto che l'amore risolva tutte le mie mancanze, ma ciò non accade, tenderò a dare la colpa al partner - il cui amore non sembra all'altezza dei miti romantici - piuttosto che alle mie aspettative. Magari penserò che dovrebbe sforzarsi di più, amarmi meglio, mettermi sempre al primo posto... un lamento comune (specie da parte femminile) è "Tu non mi ami abbastanza!"; ma sarà proprio così, o magari c'è sotto una aspettativa idealizzata, od altri tipi di mancanze o sofferenze?Oppure potrei sperare che un nuovo partner ed un altro amore potrebbero finalmente compiere il "miracolo".
L'inganno della negazione
La nostra mente tende sempre a proteggerci, a volte anche mentendo o negando la realtà (vedi per esempio i "meccanismi di difesa" identificati da Freud). Per questo molte persone piene di problemi tendono a negare di averli, a nascondersi dietro alibi, oppure a scaricare la colpa sugli altri (vittimismo).L'inganno dell'innamoramento
Se amo perdutamente una persona ma questa continua ad essere insoddisfatta o inquieta, potrei credere che il mio amore non sia abbastanza. In fondo chi ama vorrebbe fare qualsiasi cosa per rendere felice l'amato (e teniamo conto che l'innamorato vede la persona amata come perfetta, quindi è più probabile che incolpi se stesso che l'altro).E' solo dopo che la fase dell'innamoramento sia passata che, di fronte alla continua insoddisfazione del partner, chi ama potrebbe cominciare a chiedersi se il problema non sia in se stesso ma nel partner.
“Se mi aspetto che l'amore
risolva le mie mancanze,
ma ciò non accade,
darò la colpa al partner”
Sarò felice quando...
Qualcosa di simile avviene quando colleghiamo la nostra felicità a qualche condizione futura: "Sarò felice quando avrò / sarò / accadrà X". Come per l'amore, a volte immaginiamo che un certo obiettivo potrebbe finalmente appagarci, oppure spazzare via la nostra insoddisfazione. Quando però raggiungiamo l'obiettivo ma restiamo delusi, potrebbe essere per i seguenti motivi.L'obiettivo non era davvero mio, ma altrui
A volte ci lasciamo convincere dalle persone vicine, o dalla società, che una certa conquista sia quella giusta per noi. Per esempio se i miei genitori sono ossessionati dall'idea di avere un figlio dottore, potrei aver "incorporato" quell'obiettivo anche se non è realmente una mia ambizione; in questo caso diventare dottore mi darà un senso di vuoto invece che di appagamento, perché non me ne è mai realmente importato.Ho sopravvalutato l'obiettivo
A volte ci convinciamo che qualcosa ci renderà finalmente felici: il benessere economico, il successo professionale, possedere una abitazione, il matrimonio, avere figli, diventare famoso, ecc. Spesso però non funziona o funziona solo in parte: la soddisfazione è minore del previsto, restiamo ancora inquieti, o continuiamo a provare un senso di mancanza.- Questo può accadere per aver sopravvalutato l'appagamento dovuto all'obiettivo (molti credono che la ricchezza li renderà felici, ma non è proprio così; i figli a volte portano più fatica e frustrazione che soddisfazione, ecc.).
- Oppure abbiamo creduto che l'obiettivo avrebbe "magicamente" risolto ogni nostro senso di vuoto o infelicità (un po' come per l'amore nei casi visti prima). Ma, di nuovo, se ho un problema "interno" questo non verrà risolto da un fattore "esterno" (se non mi piaccio, non mi stimo o mi sento indegno d'amore... non ci sarà somma, casa o partner che possa sanare quelle ferite).
Non esistono soluzioni "magiche"
In sintesi, non ci sono soluzioni magiche ai grandi problemi che ci portiamo dentro. Naturalmente è bello crederci, perché una "ricetta segreta" o "pillola miracolosa" o "amore onnipotente" risolverebbe ogni nostra mancanza o dolore senza sforzo (ed è una prospettiva così seducente che molti cercano di venderci tali illusioni, e non di rado ci riescono). Questo tipo di auto-inganno, ben noto in psicologia, è definito come "pensiero magico" (è lo stesso alla base della superstizione).Qual è quindi una via più saggia?
- Prima di tutto, essere realistici e onesti con se stessi nelle proprie aspettative, così da non inseguire "arabe fenici" o sprecare grandi energie verso obiettivi che poi ci deludono.
- Poi, apprezzare sempre l'amore che abbiamo nelle nostre vite (anche quello modesto o imperfetto; senza saremmo comunque più poveri), senza aspettarci che faccia miracoli. In fondo il partner è un essere umano limitato come noi, non un mago.
- Infine, ammettere i propri problemi interni ed assumerci la responsabilità di sanarli (magari anche con l'aiuto degli altri, certo; ma il compito rimane nostro).
Impara a prenderti cura di te stesso
Ricordiamo che "La vita è sofferenza" (Budda), per tutti. Avere problemi non ci rende sbagliati, ma solo umani. E' bene imparare a chiedere supporto quando ne abbiamo bisogno (in particolare i maschi hanno spesso difficoltà a farlo), ma senza aspettarsi miracoli né scaricare i propri problemi sugli altri. Siamo pienamente adulti solo quando ci prendiamo la responsabilità dei nostri bisogni e difficoltà, e ci impegniamo attivamente nel prendercene cura."Nessuno può amarci abbastanza da renderci felici se non amiamo davvero noi stessi, perché quando nel nostro vuoto andiamo cercando l'amore, possiamo trovare solo altro vuoto."
(Robin Norwood, "Donne che amano troppo")
"Ogni relazione sana si basa su due persone che hanno una relazione sana con se stessi.
Ogni relazione tossica risulta da almeno un partner avente una relazione tossica con se stesso."
(Mark Manson)
"Ti ho amato perché era più facile che amare me stessa."
(Nayyirah Waheed)
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