N.B.: Qui parlo di "relazioni" in senso ampio, sia interpersonali che di amicizia che sentimentali; anche se certe dinamiche sono più frequenti, o evidenti, nelle relazioni di coppia.
Un certo egoismo è naturale...
Chiarisco subito che un certo "egoismo" nelle relazioni è naturale: tutti abbiamo bisogni e tutti tendiamo a volere che gli altri soddisfino i nostri bisogni. Quindi relazionarsi in modo del tutto disinteressato è un'utopia: a tutti può capitare di cadere occasionalmente nei comportamenti egocentrici che elenco più avanti. Il problema nasce quando tali comportamenti sono invece abituali.Infatti nelle relazioni "sane" avviene uno spontaneo equilibrio tra egoismo e altruismo, tra ricevere e dare, tra amor proprio ed amore per l'altro. Ed è anche questo equilibrio che porta tali relazioni a crescere e prosperare: ciascuno si sente considerato e "nutrito", e questo lo induce a considerare e nutrire l'altro, in un circolo virtuoso.
... Ma lo squilibrio è un problema
I problemi nascono quando in una relazione c'è un netto squilibrio:- Quando uno dei due prende dall'altro molto ma dà in cambio poco o nulla.
- O quando uno è principalmente concentrato su se stesso, i propri problemi e bisogni, per cui l'altro risulta abitualmente trascurato.
- Oppure l'altro viene posto abitualmente nel ruolo di "confidente / assistente / risolutore / terapeuta", ovvero spinto a comportarsi come un "genitore" che si deve prendere cura di quella persona.
Di seguito esamino alcuni atteggiamenti tipici di questa personalità. Da notare che ognuno esibirà solo alcuni di questi comportamenti, e in varia misura, in base alle ferite o ai traumi ricevuti; ma ciò che li accomuna tutti è un impulso di tipo "Dammi dammi dammi!" e/o un bisogno costante di attenzione / approvazione, dietro cui solitamente si cela un vuoto che pare incolmabile.
Vari modi di prendere senza dare
- I propri bisogni sono importanti, quelli altrui no
- Parlano senza ascoltare
- Scarsa disponibilità
- Amicizia a senso unico?
- E' tutta colpa degli ex
- Vogliono molte qualità, ma...
- Vogliono appoggio incondizionato
- Incapaci di perdonare
- Amanti poco generosi
- Negano di avere responsabilità
- Risucchiano le energie
I propri bisogni sono importanti, quelli altrui no
Queste persone tendono a richiedere la soddisfazione immediata dei propri bisogni (specialmente di attenzione: dicono spesso "Ascoltami. Guardami. Lasciami parlare. Non mi interrompere"...), a volte in modo imperioso (detestano sentirsi trascurate). Ciò accade di frequente con persone familiari o di cui si fidano, mentre con persone nuove o sconosciute possono trattenersi (salvo poi scatenarsi e diventare pretenziose quando si crea confidenza).Quando però è l'altro a manifestare bisogni, spesso vi danno poca importanza, li rimandano o li dimenticano.
Questo comportamento ricorda un bambino che si è sentito trascurato o ignorato, a tal punto che ora manifesta un bisogno ossessivo di avere l'attenzione altrui sempre concentrata su di sé.
Parlano senza ascoltare
Queste persone tendono a parlare molto di sé o dei propri problemi (a volte in modo ossessivo), lasciando ben poco spazio all'altro per osservazioni od opinioni. Possono suonare come fiumi in piena inarrestabili. Se l'interlocutore cerca di intervenire viene spesso ignorato, come se questa persona non lo ascoltasse proprio; in effetti la sensazione è quella di qualcuno che parla ma non ascolta.Se l'altro riesce ad "infilarsi" in una pausa o a dire qualcosa, questa persona spesso utilizza quanto detto per riportare l'attenzione su di sé (anche facendo collegamenti poco sensati), o comunque manifesta frustrazione quando l'attenzione non sia su se stessa.
Nel migliore dei casi questa persona si rende conto della sua invadenza verbale: a volte si scusa e cerca di contenersi, magari sollecitando l'altro con un "Ma adesso raccontami di te". Ma in genere questa disponibilità ha breve durata, ed il discorso viene riportato su di sé poco dopo.
Scarsa disponibilità
Quando hanno bisogno di voi queste persone vi cercano, magari lodandovi per suscitare la vostra disponibilità. Ma quando siete voi ad avere bisogno di loro, spesso si negano citando questo o quell'impegno, o inventandosi qualche scusa.Amicizia a senso unico?
Queste persone possono lamentarsi di avere pochi o nessun amico, o dell'assenza di "veri amici". Ma il loro comportamento dà l'impressione che loro stessi non siano molto capaci come amici, o che la loro amicizia tenda ad essere "a senso unico" (e forse questo è uno dei motivi per cui gli altri tendono ad evitarli).E' tutta colpa degli ex
Un altro tratto comune a queste persone, è la tendenza a non assumersi la responsabilità nelle relazioni. Per cui, similmente al punto precedente, quando si parla di rapporti sentimentali esse tendono a dare tutta la colpa dei fallimenti agli ex partner.Vogliono molte qualità, ma...
Quando si parla di potenziali partner, non di rado queste persone cercano qualcuno dotato di notevoli qualità (a volte compilando un elenco di doti desiderate; questo comportamento è più frequente nelle donne). Se però si chiede loro "Ok, ma tu cosa offri in cambio?"... di solito la reazione è di stupore o indignazione; come se non ci avessero nemmeno pensato (concentrati solo su ciò che vogliono), oppure come se il concetto di reciprocità fosse loro alieno.A parte l'immaturità di volere (molto) senza pensare a ciò che si offre, un altro tratto infantile è la frequenza con cui la risposta tipica - dopo parecchie esitazioni - è sul genere "Offro me stessa" oppure "Non dovrei sforzarmi per essere amato". Il bambino piccolo in effetti non ha nulla da offrire ai genitori, se non la sua stessa presenza o il fatto di esistere; queste persone sembrano rimaste ferme a quello stadio.
Vogliono appoggio incondizionato
Queste persone pretendono che chi gli sta vicino sia sempre dalla loro parte (specialmente se c'è un rapporto affettivo), a prescindere che abbiano torto o ragione. Per esempio se hanno litigato con qualcuno e ve lo raccontano, pretendono il vostro appoggio esclusivo e incondizionato; se considerate le ragioni dell'altra parte lo prendono come un tradimento, non come un atto di ragionevolezza.Similmente, vorrebbero sempre aver ragione, prendendosela quando vengono contraddetti, e faticano a considerare le ragioni altrui.
Qui l'aspetto infantile è che si aspettano un tipo di appoggio incondizionato che normalmente viene dato dai genitori ai propri figli (di solito un genitore sostiene ed appoggio il figlio a prescindere).
Incapaci di perdonare
Se ricevono un torto, potrebbero reagire esageratamente e/o trascinare il risentimento per mesi o anni. Anche se il torto non era particolarmente grave, e l'altro si scusa e fa ammenda, a volte non riescono a superare l'evento (che probabilmente ha toccato una loro ferita profonda e irrisolta).Amanti poco generosi
Nel sesso, queste persone si occupano poco o nulla del piacere del partner, restando passive (più comune fra le donne) o concentrandosi sul proprio piacere (più fra gli uomini). Se provano a farlo, magari perché sollecitati, lo fanno in modo meccanico (come fosse un dovere) o nel modo che "funziona" per loro, anche se il partner chiede una modalità diversa. A volte sembra che invece di essere uniti nell'amplesso, restino in una specie di "bolla" personale.Dopo aver raggiunto l'orgasmo, possono interrompere il rapporto con noncuranza, lasciando il partner inappagato come se non fosse importante. Se il partner se ne lamenta o chiede un "aiutino" per godere, magari lo accusano di egoismo (!) o di pensare solo al sesso, si mostrano indifferenti oppure si sforzano ma con malcelata malavoglia.
In quest'area, l'infantilismo si manifesta nell' "usare" l'altro quasi come "strumento di piacere", invece di cercare uno scambio reciproco ed una fusione erotico-affettiva (tipici di una sessualità adulta).
Negano di avere responsabilità
Quando vengono fatte notare le loro mancanze, l'egoismo o lo scarso dare, queste persone tendono a reagire in modo difensivo e negando la responsabilità. Frasi tipiche sono "Non è vero che faccio X", "Mi critichi sempre" (anche se non è così), o "Non è colpa mia"; oppure ribaltano il problema sul partner accusandolo "Tu non mi ami davvero". Non di rado seguono musi lunghi, malumore o risentimento, oppure comportamenti "punitivi" verso l'altro (chiusura, allontanamento, silenzi prolungati, negazione del sesso).In generale, queste persone faticano ad ammettere i propri limiti, e tendono a prendersela quando questi vengono evidenziati. Sembrano "bambini permalosi" che hanno bisogno di ricevere continua approvazione.
Risucchiano le energie
Nei casi più estremi, queste persone sono talmente prese da se stesse da comportarsi come "vampiri emozionali": risucchiano tutta la nostra attenzione, disponibilità ed energie, lasciandoci poi "svuotati", stanchi e abbattuti.Capaci di amare, ma non in modo adulto
A dispetto di quanto elencato sopra, in genere queste persone non sono realmente fredde o indifferenti o brutalmente egoiste. Possono anche avere momenti in cui sono affettuose e disponibili, oppure essere generose a modo loro, magari a livello economico, o di aiuto pratico, o tramite regali. Ma faticano ad essere generose a livello emotivo-affettivo, nell'attenzione verso l'altro e nel riconoscere - o prendersi cura - dei suoi bisogni profondi.Quando agiscono come elencato sopra, di solito non lo fanno apposta o non si rendono conto. Queste persone non sono prive della capacità di amare, ma non hanno mai sviluppato un modo "adulto" di farlo.
In pratica "non vedono" davvero l'altro (ovviamente non parlo della visione ottica, ma della capacità di riconoscere l'altro nella sua unicità, come individuo autonomo, e nei suoi bisogni specifici). Sono troppo prese da se stesse, dai propri problemi o dal loro malessere (spesso sono persone tormentate, ferite o problematiche).
Avere a che fare con costoro può essere un problema specialmente per le persone troppo disponibili (tipo i "bravi ragazzi"), che nel loro sforzo di compiacere gli altri non sanno porre limiti o rispettare se stessi, rischiando quindi di venire sfruttati o fagocitati.
Diverso da egoismo e narcisismo
Immagino che non pochi definirebbero queste persone come "egoiste" o magari "narcisiste" (termine spesso usato a sproposito). In realtà io vedo delle chiare differenze:- Egoista: potrebbe fare di meglio, ma non gli interessa. Il suo egoismo è intenzionale e di solito ne è consapevole, ma è indifferente al bene altrui o agisce per semplice opportunismo. Quando ama potrebbe diventare altruista.
- Narcisista: gli altri per lui sono solo "oggetti" da usare per i suoi scopi. Per questo è spesso intenzionalmente manipolativo o addirittura machiavellico. E' incapace di amare realmente; al meglio può "simulare" l'amore (anche per manipolare).
- Infantile: non è capace di fare di meglio; il suo egoismo non è intenzionale, ed in genere non se ne rende conto. Può anche affezionarsi o innamorarsi sinceramente, e si impegna a modo suo (ma la sua capacità di amare rimane limitata). Di solito agisce in buona fede, non ha cattive intenzioni (diversamente dai due casi sopra).
“In pratica le persone 'infantili'
non vedono davvero l'altro.
Sono troppo prese da se stesse,
dai propri problemi o dal loro malessere”
Infantilismo relazionale o emozionale
Tutti noi attraversiamo diverse fasi nel nostro sviluppo come persone. Se certi eventi o esperienze ostacolano il nostro sviluppo, è possibile che questo non si completi come dovrebbe, o addirittura una parte della nostra psiche potrebbe rimanere "bloccata" ad una fase intermedia. Questa potrebbe essere una ragione per cui certe capacità non risultano sviluppate anche quando siamo adulti.Piaget e gli stadi di sviluppo
Un modello che definisce lo sviluppo della personalità è quello degli stadi evolutivi dello sviluppo del pedagogista Jean Piaget. Questo modello prevede quattro stadi e diverse sottofasi:- All'inizio (0-2 anni), l'infante è completamente egocentrico: non è in grado di distinguere se stesso dal mondo esterno, per cui percepisce ciò che lo circonda (inclusa la madre) come "estensioni di sé", e si aspetta che queste siano a sua disposizione. Crescendo inizia a percepire che esiste una separazione tra se stesso ed il resto del mondo.
- Durante il secondo stadio (2-7 anni) è ancora presente un forte egocentrismo, perché il bambino ha una scarsa comprensione del mondo (quindi riconduce il mondo a se stesso).
- Nei due stadi successivi il bambino acquisisce una sempre maggiore comprensione del mondo, prima a livello concreto (7-11 anni) e poi anche astratto (11-15 anni). Assorbe il senso delle regole, della morale e della cultura. Impara quindi sempre meglio a fare i conti con la realtà e con la società, incluso il considerare elementi "intangibili" (astratti) come le emozioni e gli stati d'animo altrui.
Se lo sviluppo è incompleto
Questo quantomeno è l'ideale. In realtà, però , molte persone non vivono uno sviluppo ideale, per cui la loro personalità risulta danneggiata o incompleta. Limitandoci all'argomento di questo post, possiamo ipotizzare che shock, traumi od anche solo trascuratezze ripetute, specialmente se vissute durante i primi due stadi (0-7 anni), possano risultare in una personalità con tratti ancora nettamente egocentrici, concentrata sulla soddisfazione dei propri bisogni, scarsamente capace di considerare o comprendere l'altro, soprattutto a livello emotivo (limiti tipici dei primi due stadi, che dovrebbero poi venire superati negli stadi successivi).Una volta adulti, quindi, costoro presentano aspetti di personalità matura insieme ad altri ancora immaturi o infantili:
- Alcuni hanno una visione delle relazioni ingenua e idealizzata, tipica della prima adolescenza: l'amore eterno, il partner ideale che non li deluda mai, la coppia come fonte di continua felicità (ciò li rende incapaci di affrontare le normali difficoltà di relazione, o eccessivamente reattivi quando accadono).
- A volte può sembrare che hanno la suscettibilità o fragilità emotiva di un bambino di 5-6 anni... perché in effetti una parte della loro psiche sembra sia rimasta ferma a quell'epoca.
- O, più banalmente, si aspettano che l'altro sia "al loro servizio", anche senza dare nulla in cambio... perché è il modo in cui l'infante vive la relazione con la madre.
"L’infantilismo può essere definito come l’assenza di maturità affettiva caratterizzata da comportamenti egocentrici."
(Claudia Rainville)
Naturalmente questa non è l'unica spiegazione per tali comportamenti; possono anche provenire da altri tipi di personalità o patologie.
Non lo fanno apposta
Ripeto, in genere queste persone non sono malvagie o intenzionalmente egoiste: agiscono così perché a loro pare normale. Non conoscono modalità più sane, non hanno potuto svilupparle. Sono preda di impulsi che non controllano, e di cui spesso non si rendono conto. Con questo non intendo giustificarli (come adulti anagrafici sono comunque responsabili del proprio comportamento), dico solo che in genere non lo fanno apposta.Quando una personalità ha subito danni del genere, non guarisce da sola; richiede un percorso di crescita personale impegnativo, e spesso l'aiuto di un terapeuta che porti ad esplorare l'origine dei danni e come rimediarvi. Quei danni sono sepolti nell'inconscio, su cui la mente razionale ha poco o nessun controllo.
“Molti non vivono uno sviluppo ideale,
per cui la loro personalità
risulta danneggiata o incompleta. ”
Che cosa fare
Se vi trovate a relazionarvi con persone di questo tipo, e ne subite gli effetti negativi, potreste provare a fargli notare le loro mancanze, non come critica ma come informazione: "Forse fai qualcosa di cui non ti rendi conto".- Se hanno sufficiente intelligenza emotiva ed onestà intellettuale, ne terranno conto e magari proveranno a migliorare. Ma non aspettatevi miracoli; come scritto sopra, quei danni sono radicati nell'inconscio e difficili da gestire.
- Più probabilmente, però, vi troverete di fronte negazione, suscettibilità, vittimismo o persino rabbia (specialmente se avete messo "il dito nella piaga"). Non solo queste persone di solito non vedono i propri limiti (per loro è la normalità), ma per una persona di 30 o 40 anni è anche difficile ammettere di essere ancora, per certi versi, un "bambino".
Se incontrate scarsa - o nulla - disponibilità all'autocritica, considerate di allontanarvi. Costoro difficilmente cambiano, e non illudetevi di "cambiarli con l'amore" (se siete in coppia): di solito queste persone hanno dentro sé una "voragine di amore" (sono stati amati poco o male), che non è possibile riempire (vedi anche i libri "La ferita dei non amati" e "Donne che amano troppo").
Se incontrate spesso questo tipo di persone, potrebbe non essere un caso: magari nel profondo non credete di meritare di meglio di qualcuno che vi sfrutta, o di poter essere amato, o avete la "sindrome del bravo ragazzo" (vi sacrificate per "comprare" approvazione e amore).
Se siete voi così
Se invece siete voi a ritrovarvi in queste descrizioni, oppure avete vissuto difficoltà relazionali riconducibili a questi comportamenti, vorrei rassicurarvi: non siete cattive persone, siete persone "danneggiate" e non è colpa vostra (ma siete comunque responsabili delle vostre azioni e della vostra vita). Probabilmente siete così perché vi è successo qualcosa, magari ripetutamente, in un periodo della vita in cui non avevate né la forza né le capacità di proteggervi.Non dico nemmeno che sia colpa dei vostri genitori (o chi per essi): di solito anche loro, quando hanno compiuto certi errori, lo hanno fatto inconsapevolmente o convinti di fare la cosa giusta.
Migliorare un passo alla volta
Ora però il problema è nelle vostre mani, e come adulti sta a voi uscirne, se volete.- Potete cominciare dal riconoscere il problema con la massima onestà ("La verità vi renderà liberi", le bugie vi terranno imprigionati).
- Poi impegnarvi per cambiare o almeno arginare certi impulsi. Anche se i risultati non saranno grandiosi, chi vi sta vicino apprezzerà i tentativi.
- Anche ammettere le proprie difficoltà, o chiedere la collaborazione di chi avete intorno, è terapeutico: ammettere un problema vuol dire già metterci le mani, ed i suggerimenti altrui sono preziosi per capire dove state facendo progressi e dove invece no.
- Infine, considerate di chiedere l'aiuto di un esperto. Non è possibile fare tutto da sé (vi curereste un mal di denti da soli?), ed un esperto può aiutarvi a fare progressi molto più rapidamente. Non c'è nulla di cui vergognarsi: tutti abbiamo qualche problema, ed il bello di far parte della comunità umana è proprio la possibilità di aiutarsi a vicenda.
Nei momenti in cui vi sentirete scoraggiati o pessimisti, ricordate questo: state cercando non solo di diventare persone migliori, ma anche di imparare ad amare di più e meglio. Questi sono obiettivi fra i più nobili, e perseguirli vi rende già delle belle persone. :-)
"Credo che il mondo sia diviso in tre gruppi: chi dà, chi prende e i pochi che sanno bilanciare entrambi gli impulsi.
Se sei una persona che dà, è saggio definire i tuoi confini, perché chi prende si prenderà ciò che gli permetti di prendere; tutti coloro che danno devono imparare a proteggere questo aspetto di sé, altrimenti, prima o poi non resterà più nulla da dare."
(Tiffany Madison)
Articoli correlati
Altri post con argomenti collegati (descrizione: fermate il puntatore sul link)- Cosa vuol dire amare
- L'amore non ricambiato: amare chi non ti ama
- Perché sei sfortunato in amore
- Persone negative: come riconoscerle e gestirle
- Red o green flag? 15 segni che rivelano persone di qualità
