Il dolore dei maschi rifiutati

Oggi una riflessione particolare, per dare voce a un dolore "silenzioso" del mondo maschile: il dolore di desiderare fisicamente qualcuno che ti ignora o ti rifiuta. Di quel dolore che ti "accartoccia" le viscere, che in più ti tieni dentro, e vai avanti facendo l'indifferente, e fuori nessuno si accorge... però ti sembra un po' di morire.
Credo che questo dolore particolare dei maschi sia abbastanza ignoto alle donne (che, al limite ne conoscono solo l'aspetto più estremo, volgare e sguaiato). Noi uomini il più delle volte lo nascondiamo: un po' per l'educazione a non esternare le emozioni, un po' per la cultura del "maschio forte", un po' per l'imbarazzo di ammettere una sconfitta, e un po' per pudore...
Non so nemmeno quanto le donne possano immaginarlo.

Per tutta la vita

E' un dolore che attraversa tutta la vita maschile o quasi, dall'adolescenza all'età avanzata; esclusi i periodi in cui siamo innamorati e ricambiati (per molti, ahimè, pochi e brevi rispetto al resto).
In questo lungo arco di esistenza, noi uomini siamo "condannati" dalla Natura (che determina le leggi dell'attrazione fra uomini e donne per i suoi scopi, finalizzati alla conservazione della specie e non alla felicità dell'individuo) a desiderare moltissime donne (in varia misura, da un'emozione passeggera allo struggimento a un'amore disperato)... e ad essere rifiutati o ignorati dalla stragrande maggioranza di esse (parlo per me e per molti che ho conosciuto; non posso dire per tutti, ma lo sospetto).
E' la Natura che rende il desiderio maschile così frequente e poderoso, così come è sempre la Natura che rende il desiderio femminile più contenuto, selettivo e prudente (in altro post spiego le differenze tra desiderio maschile e femminile).

E siccome "è Natura", c'è poco da fare. Certo si può "investire" su se stessi, incrementare le proprie qualità ed aumentare le proprie chances; e così la situazione migliora...
ma quel divario tra desideri e rifiuti resterà quasi sempre molto ampio.

Scarsità e abbondanza

Non è per lamentarmi che scrivo questo, comunque, ma proprio per dare testimonianza di questo dolore frequente quanto silenzioso (per i più). E, forse, qualche lettrice potrà scoprire qualcosa degli uomini che non le era evidente (data la diversa natura dei due generi).
Alcune donne penseranno che il desiderio maschile sia a loro ben noto, e magari anche reso fin troppo appariscente da quelli che ci provano con insistenza. Ma attenzione: come un singolo gesto criminale fa dimenticare la folla degli onesti, così gli ottusi maschi che sbandierano quel desiderio senza ritegno fanno dimenticare la maggioranza degli uomini, che desiderano spesso in silenzio o con discrezione, e che in silenzio incassano i rifiuti o l'indifferenza.

Voi donne ribatterete che anche voi conoscete bene il dolore del rifiuto: e certamente le pene d'amore non hanno cittadinanza esclusiva. Ma voi - la maggior parte di voi - vive in una condizione opposta alla nostra, voi vivete "circondate" dal desiderio maschile. Per molte di voi, il problema è - semmai - di sovrabbondanza e selezione fra qualcosa che vi preme tanto da infastidirvi spesso; per noi uomini - al contrario - il problema è di scarsità e assenza, e il desiderare (invano) sarà quasi sempre evento assai più frequente dell'essere desiderati.

"Esistere" vs "Fare"

Anticipo una facile obiezione: "Ma non tutte le donne sono così desiderate".
Naturalmente, ma se escludiamo le pochissime prive di alcuna grazia o attrattiva, tutte le altre - per quanto banali o comuni - incontreranno comunque numerosi uomini che le vorranno.
A una donna basta "esistere" per essere desiderata, mentre un uomo deve "fare", deve "offrire un valore" perché gli accada.

"L'uomo vale per quel che fa, la donna per quel che è."
(José Ortega y Gasset)

Gli uomini sono incantati dalla bellezza (anche nelle sue forme più modeste) e dalle grazie femminili. La Natura vi ha dato questo potere, ed esso è eternamente vostro. Non a caso, si sa che l'uomo pensa di "conquistare", ma è sempre la donna a scegliere.

Desiderio e amore

Ovviamente, quando si parla di sentimenti profondi, dell'essere amati, si va su un altro piano, con altre "regole". Ma qui sto parlando principalmente di desiderio.

Inoltre, potremmo tracciare un parallelo tra il desiderio degli uomini e il bisogno di sentirsi amate delle donne; e almeno per certi versi, sono speculari l'uno all'altro, entrambi mai del tutto appagati, o solo nei periodi più fortunati.
Ma il vantaggio che avete voi donne, in questo senso, è che parlate del vostro dolore, lo comunicate e lo condividete; e questo sicuramente vi aiuta e vi conforta. Noi uomini - scioccamente - non ci concediamo questa consolazione: tendiamo a "fare i duri", a tenerci tutto dentro.
Voi vi sentite anche autorizzate a scaricarlo su di noi, a colpevolizzarci per l'amore che non vi diamo (a volte con ragione, altre volte esagerando le pretese). Spesso noi ci limitiamo alle battute astiose o amare, ma non riconosciamo al nostro dolore piena dignità.

La radice della sopraffazione?

Per finire, mi chiedo se possa essere questa la ragione (o almeno un fattore) della millenaria sopraffazione degli uomini sulle donne. Se dietro a questo atteggiamento deprecabile, non vi sia il dolore per tutti i rifiuti che, dalla notte dei tempi, abbiamo silenziosamente subito...

"L'amore è il desiderio irresistibile
di essere irresistibilmente desiderati."

(Mark Twain)


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  • 13 commenti :

    1. Sopraffazione degli uomini sulle donne... mmm...
      Per millenni, gli uomini a caccia a rischiare la vita per procacciarsi il cibo, poi in guerra a scannarsi e le donne a casa ad accudire i figli.
      Secondo me più che altro uomini e donne hanno sempre avuto ruoli diversi ed è giusto che sia così... uomini e donne non sono assolutamente uguali.

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      1. E' vero che gli uomini sono sempre stati considerati "sacrificabili" (vedi lavori pericolosi o guerre), e lo sono tutt'oggi.
        Ma questo non nega che, durante la Storia dell'umanità, le società patriarcali (e la conseguente oppressione delle donne) siano state la regola. In realtà, il patriarcato opprime sia uomini che donne - ma queste ultime hanno quasi sempre pagato un "prezzo" più alto.

        Quanto ai ruoli, non sono per nulla d'accordo: i ruoli sono "gabbie" che imprigionano e mortificano gli individui. Non per nulla hanno sempre meno spazio nelle società moderne. I ruoli vanno bene per bambini o "pecore", che non sanno decidere da sè, e preferiscono farsi guidare.
        Uomini e donne sono simili e diversi... ma ogni individuo deve poter scegliere un modo di vivere adatto a lui o lei, e non definito da regole o tradizioni. Altrimenti siamo tutti burattini tirati da fili altrui.

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    2. Anche io sono sempre stato dell'idea e della convinzione che le donne avessero una sorte di "potere naturale" indotto dalla loro natura, che poi potere non è, ma è solamente una "deficienza" maschile, una debolezza indotta da uno sfavorevole rapporto chimico e neurofisiologico.

      ma gli per quanta ignoranza albergasse nei cittadini di uan volta (anche se a me personalmente sembra che ci fossero più valori morali) non erano certo stupidi o sprovveduti, hanno identificato e rivelato un potenziale pericolo, quindi hanno provveduto a prendere le dovute precauzioni, mettendo le donne una o due spalle sotto il loro dominio.

      Facile permettersi il diniego o il rifiuto quando si ha la totale consapevolezza che una determinata cosa non verrà mai a mancare...

      Ora non so dire se tali atti fossero motivati o meno, però mi sembra che più andiamo avanti, più andiamo verso il progresso e troviamo sempre meno rettitudine troviamo, sani principi e valori morali, non so se ci sia un nesso o un fattore scatenante, ma pare sia cominciato proprio dall'uguaglianza di diritti dell'8 marzo

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      1. Quel "potere" delle donne esiste eccome, e nasce - fra l'altro - dalla disparità tra domanda e offerta (disparità che molte culture hanno accentuato).

        Quanto al mito che "un tempo c'erano più valori", basta studiarsi un minimo di storia per vedere che non regge: in passato cose come schiavitù, violenze, guerre, genocidi, oppressione di minoranze, disuguaglianze, erano la norma o maggiori che oggi.
        Sarebbe meglio informarsi sui fatti, piuttosto di cullarsi in nostalgie senza fondamento.

        > mettendo le donne una o due spalle sotto il loro dominio
        Ma questo ha accentuato il problema di cui parlo, diminuendo la disponibilità femminile e quindi esasperando la domanda maschile:
        - Nelle culture moraliste/sessuofobiche le donne sono meno disponibili, quindi gli uomini sono in competizione per l'accesso, o ricorrono a strategie disoneste per conquistarle.
        - Nelle culture poligamiche c'è più scarsità di donne che in Occidente: chi ha più soldi o status ha più donne a disposizione, lasciando gli altri nella scarsità.

        Le culture patriarcali che sottomettono le donne, paradossalmente creano problemi di scarsità e accesso alla maggioranza degli uomini, specialmente quelli con poco o nessun potere (non a caso lo stupro è più diffuso in quelle culture, piuttosto che dove la sessualità è libera).

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    3. Il diavolo fa le pentole, la donna i coperchi.

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    4. Questo articolo per me non è corretto; si generalizza troppo e si basa sull'esperienza personale dell'autore.
      L'unica cosa vera è che l'uomo deve fare la prima mossa nella maggior parte dei casi, poi per il resto le cose scritte valgono sia per le donne, che per gli uomini.

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      1. > si basa sull'esperienza personale dell'autore.
        E questo chi gliel'ha detto? :-)

        In realtà, anche se ovviamente c'è qualcosa di personale, queste riflessioni si basano sull'osservazione di migliaia di storie altrui (vedi p.es. un forum come Italian Seduction, dove centinaia di persone parlano quotidianamente di relazioni).

        Quanto alle generalizzazioni, sono inevitabili quando si parla di esperienze collettive.

        > per il resto le cose scritte valgono sia per le donne, che per gli uomini.
        Sicuramente falso per quanto riguarda il desiderio e la disponibilità sessuale.
        - Vedere p.es. questo video-esperimento scherzoso (ma indicativo) del 2013: "This is What Happens When a Man and a Woman Ask Strangers to Have Sex" ("Quello che succede quando un uomo e una donna chiedono di fare sesso con sconosciuti": la donna ha ottenuto il 50% di risposte positive, mentre l'uomo non ha ottenuto alcun "Sì" in 100 tentativi).
        - Con risultati simili ad un noto esperimento sociale del 1989: "What Type of Person Would Agree to Have Sex With a Stranger?" ("Quale tipo di persona farebbe sesso con uno sconosciuto?": 75% degli uomini erano disponibili a fare sesso con una sconosciuta, mentre nessuna donna lo è stata).

        Per molti aspetti, uomini e donne sono realmente diversi!

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    5. non ho letto tutto l'articolo, mi sono fermato alla parte in cui affermi che sarebbe la Natura (mi sfugge il motivo per cui usi il maiuscolo, ma lo riporto tale e quale) a determinare questa sofferenza maschile.
      Questa frase, dal significato oscuro, non ha alcun valore: gli essere umani vivono in società, non ad imitazione delle bestie.
      Quindi non è e non può essere la natura ha determinare la sofferenza degli essere umani nelle relazioni, ma le regole che si danno.
      In natura del resto, nel regno animale, non ci sono regole, non ci sono tribunali, non ci sono leggi: lì esistono solamente fatti, e tra questi fatti c'è il coito coercitivo, l'incesto, l'infanticidio, etc.
      Ubi societas, ubi ius.

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      1. Non ho letto tutto il commento, mi sono fermato alla.

        Se fosse vero, la mia risposta non avrebbe molto senso, non trovi? ;-)
        Se tu avessi letto tutto, forse avresti capito meglio quello di cui parlo.

        > la Natura (maiuscolo)
        La "natura" può essere anche solo un prato, un ragno o una nuvola.
        Uso "Natura" quando voglio intendere l'intero mondo naturale, con le sue leggi (che toccano anche noi, essendo almeno in parte animali).

        > Questa frase, dal significato oscuro, non ha alcun valore
        Il tuo errore sta nel dimenticare che noi umani siamo comunque animali, solo un po' più evoluti. Quindi le leggi naturali ci influenzano: infatti veniamo concepiti, viviamo condizionati dai nostri bisogni fisiologici, ci ammaliamo, e infine moriamo proprio come gli animali.
        Il dibattito tra natura e cultura ("nature vs nurture" in inglese) è antico, e l'unica posizione sensata è che siamo influenzati da entrambi.

        Gli istinti riproduttivi (diversi nei due sessi) sono innati e radicati nella parte animale del nostro cervello (rettiliana), quindi vengono dalla Natura (infatti funzionano similmente in tutto il regno animale). La cultura può influenzarli, ma non più di tanto.
        Sono questi istinti a determinare il potente desiderio maschile di accoppiarsi, come anche la ritrosia e la selettività femminile - quindi la disparità di desiderio e la sofferenza di cui parlo qui.

        > In natura del resto, nel regno animale, non ci sono regole
        Sembri poco informato: esiste un'intera scienza che studia il comportamento animale e le sue regole, l'etologia.

        > tra questi fatti c'è il coito coercitivo, l'incesto, l'infanticidio, etc.
        Sono fatti che accadono sia negli animali che tra gli umani: ulteriore conferma che non siamo poi così diversi :-)

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    6. Senza entrare troppo nel merito credo che l'onestà morale e la sincerità debba essere alla base di qualsiasi rapporto e anche l'elemento trainante. Se la menano... è solo un giochetto tipicamente femminile ma che difficilmente porta a qualcosa di concreto. Se c'è la convinzione che la persona che hai davanti ti interessa, raramente meni il can per l'aia! Oppure, a mio avviso, ci sono problemi della personalità o traumi precedenti che impediscono un rapporto trasparente.

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      1. > l'onestà morale e la sincerità debba essere alla base di qualsiasi rapporto
        In teoria sono d'accordo.
        In pratica è più complicato: tutti tendiamo all'opportunismo ed a perseguire il proprio beneficio, a volte anche a scapito altrui (spesso senza nemmeno rendercene conto).
        Quindi occorre fare i conti con l'opportunismo altrui (oltre che col proprio). Se attendiamo una persona moralmente ineccepibile, vogliamo qualcuno di sovrumano e idealizzato.

        > è solo un giochetto tipicamente femminile
        Vero, ma occorre comunque farci i conti (vedi sopra).
        Certo si possono scartare le persone più false e manipolative, ma... nessuno è perfetto ;-)
        Senza contare che molti uomini soffrono della "scarsità di opzioni" (hanno basso "valore di mercato"), per cui non si possono permettere di scartare più di tanto.

        > Se c'è la convinzione che la persona che hai davanti ti interessa, raramente meni il can per l'aia!
        Di nuovo, non è così semplice.
        Molte donne, per esempio, più sono interessate ad un uomo, e più gli pongono ostacoli e "test".

        > ci sono problemi della personalità o traumi precedenti
        Questo succede, e succede a molte persone.
        Ma, di nuovo, se cerchiamo la persona ideale e senza problemi, quando mai la troveremo...? :-)

        Noi umani siamo tutti imperfetti e fallibili.
        Questo fa sì che le relazioni sono sempre complcate, perché lo siamo noi in primis.

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    7. Ilretrogamer14 ottobre, 2020

      Grazie caro, complimenti per la tua cultura e per i tuoi articoli saggi e veritieri, esposti in modo corretto, chiaro e quasi sempre imparziale. Questo è uno dei tanti che ho apprezzato. Purtroppo siamo uomini etero e dobbiamo proseguire con le frustrazioni causateci dal genere femminile, forse anche per questo molti diventano gay, infatti in parte li invidio. Ciao a presto! ☺

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      1. Grazie per l'apprezzamento :-)

        Però nessuno "diventa gay" a causa delle donne, perché le preferenze sessuale sono innate e non si scelgono. Così come tu non hai scelto di essere etero!
        Semmai certi uomini diventano "incel" (involuntary celibate) o MGTOW (Men Going Their Own Way), cioè si sentono "tagliati fuori" dal mercato relazionale, oppure scelgono di uscirne perché ritengono non ne valga la pena.
        Sono però discorsi complessi che non si possono affrontare in poche righe.

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