Se non trovi la persona giusta, è un problema tuo (non del mondo)

Nella vita reale o sulla Rete, incontro spesso persone che si lamentano di non trovare il partner adatto a loro, e danno la colpa al mondo (o, più spesso, all'intero genere opposto). Li abbiamo sentiti tutti: quelli per cui "Le donne sono tutte stronze (o puttane, o...)", quelle per cui "Gli uomini sono tutti immaturi (o traditori, o porci, o...)".
Insomma, persone infelici (specialmente nella relazioni) e convinte che la colpa stia sempre "fuori" da loro, negli altri, nel mondo. Persone che non sanno (o non vogliono) riconoscere la propria responsabilità nell'aver creato le situazioni in cui si trovano.

Le quattro ragioni per cui il problema è tuo

Per costoro ho una brutta notizia: nella grande maggioranza dei casi, se non incontri la persona che vorresti il problema è tuo, non degli altri. Direi che ci sono quattro possibili ragioni per cui non abbiamo ancora incontrato il partner che vorremmo:
  1. Questa persona non esiste
  2. Questa persona esiste, ma non l'hai trovata
  3. Hai trovato questa persona, ma non ti vuole
    (o non vuole darti quello che tu vorresti)
  4. Hai incontrato questa persona, ma non l'hai riconosciuta

1) Questa persona non esiste

Ovviamente il problema è tuo, che cerchi qualcosa che non c'è; credi ancora alle favole (il principe azzurro, la donna perfetta), invece di confrontarti con la realtà.

2) Questa persona esiste, ma non l'hai trovata

Di nuovo, il problema è tuo: finché non inventano "Partner-a-domicilio.com", sta a noi trovare la persona che vogliamo. Se non lo facciamo perché:
  • evitiamo di impegnarci o sforzarci;
  • non vogliamo cambiare abitudini;
  • non vogliamo spostarci in luoghi più favorevoli;
  • evitiamo ogni rischio per paura di soffrire o fallire...
poi non dovremmo lamentarci: non si raccoglie senza aver prima seminato.
E se abbiamo cercato questa persona da una vita, provando in tutti i modi, ma ancora non l'abbiamo trovata... forse vale il punto 1).
Oppure non abbiamo davvero dato il nostro meglio, o non sappiamo riconoscere dei limiti personali o dell'ambiente in cui viviamo.

3) Hai trovato questa persona, ma non ti vuole
(o non vuole darti quello che tu vorresti)

A parte che, se non ti vuole, allora non è la persona giusta per te; anche questa volta il problema è tuo. Perché nessuno è obbligato ad amarci o ricambiare il nostro interesse: l'errore non è in colui che ci rifiuta (avrà pure i suoi motivi...), ma in noi che ci ostiniamo a volerlo. Se qualcuno non ci vuole:

A volte, la causa del problema è nascosta nelle profondità del nostro inconscio. Se abbiamo subìto un trauma emotivo (persino se non lo ricordiamo), potremmo tendere a ricrearlo inconsciamente, scegliendo sempre un tipo di partner che ci ripresenta quel trauma (per esempio che ci inganna, ci tradisce o ci abbandona). In genere, se ci troviamo ripetutamente nello stesso tipo di problema o situazione dolorosa, è probabile che sia dovuto a qualche ferita inconscia irrisolta.
Di nuovo, in questi casi non è il mondo il problema, ma qualcosa in noi che sfugge al nostro controllo.

4) Hai incontrato questa persona, ma non l'hai riconosciuta

Può anche essere che hai incontrato una persona adatta a te, ma non hai saputo riconoscere il suo valore, la vostra compatibilità o il potenziale di relazione; è chiaro che è un problema tuo, e non dell'altra persona (che magari sarebbe anche disponibile). Ci possono essere svariati motivi per cui non riconosciamo un potenziale partner:
  • Siamo troppo presi dai nostri problemi emotivi (scarsa autostima, paura del giudizio altrui, preoccupazioni ossessive sui propri limiti...),al punto da non vedere realmente quello che ci accade intorno - e non vedere certe persone per quello che potrebbero darci.
  • Non abbiamo chiaro cosa vogliamo o cosa ci rende felici: una donna potrebbe sentirsi attratta solo da "maschi alfa", molto virili, ma che evitano relazioni impegnative; e magari ignora uomini più profondi e sensibili, da cui invece si sentirebbe amata.
  • Siamo fuorviati da condizionamenti sociali o modelli relazionali che non sono davvero nostri: magari crediamo che il partner "giusto" debba avere un certo aspetto, status o caratteristiche (magra, ricco, seria...), perché ci hanno sempre detto che così dev'essere, ma forse questo non corrisponde alla nostra personale "ricetta della felicità".
  • Vediamo quella persona "solo" come un amico/a, e siamo convinti che amicizia e amore siano due stati opposti (mentre invece l'amicizia è una componente essenziale di una relazione sana).
In tutti questi casi, è necessario superare i nostri preconcetti, "aggiornare" i nostri modelli relazionali e il modo di vedere gli altri, per poter apprezzare opportunità che altrimenti non sapremmo cogliere.

Io contro il mondo: chi sbaglia?

Se ritengo che il mondo sia sbagliato, o che gli altri esseri umani non vadano bene come sono, occorre ricordare che io sono 1 e gli altri sono più di 7.600.000.000: è molto più probabile che sia io quello in errore, piuttosto che gli altri sette miliardi di esseri umani.
Naturalmente questo vale anche verso l'altro sesso: il rapporto in questo caso è di 1 a circa 3.800.000.000, e di nuovo vale quanto sopra. Invece di dannarsi perché "l'altra metà del cielo" non corrisponde ai nostri desideri, è bene riconoscere che uomini e donne sono diversi (uno dei principali motivi per cui spesso litighiamo), quindi bisogna accettarsi e venirsi incontro, invece di lamentarsi e pretendere.

Il problema delle aspettative

Nonostante le "favole" che ci raccontano film e canzoni, la storia d'amore perfetta non esiste. Così come non esiste l'uomo ideale o la donna su misura. Cercare la perfezione equivale a non trovarla mai, e questo non è certo colpa del mondo (che non è fatto per renderci felici), ma di aspettative troppo elevate.

Il mondo non ci deve nulla: aspettarsi che debba soddisfarci, darci quello di cui abbiamo bisogno, o amarci senza che facciamo qualcosa per meritarlo, è un'aspettativa infantile (solo l'amore dei genitori per i figli è "gratuito" - almeno in teoria); un'aspettativa destinata a infrangersi presto contro la realtà.
Anche se può suonare inquietante, essere amati non è un diritto: bisogna in qualche modo "esserne all'altezza", guadagnarselo - se siamo degli adulti. Lo stesso vale per la felicità: persino nella Costituzione degli Stati Uniti, viene garantito il diritto "alla ricerca della felicità", non certo l'ottenerla.

Voler essere sempre innamorati

Un caso particolare di aspettativa irreale è quella di voler restare sempre nello stato di innamoramento. Questo stato non dura mai a lungo, ma chi è dipendente da esso tende a cercare nuovi partner per ritrovare l'eccitazione e l'entusiasmo della Energia delle Nuove Relazioni (in inglese "New Relationship Energy").

Perché diamo la colpa all'esterno

Perché è così difficile ammettere che il problema è nostro? Per una serie di motivi, il primo dei quali è che sentirsi responsabili della propria felicità fa paura:
  • Riconoscere che siamo gli unici responsabili della nostra felicità è un carico gravoso: temiamo di non esserne all'altezza, di non meritarla, di fallire e non raggiungerla mai. Per questo la tentazione di scaricare questa responsabilità all'esterno è così seducente.
  • Senso di inadeguatezza ("Non ne sono capace"), scarsa autostima ("Non credo di poter meritare quel che voglio").
  • Resistenza al cambiamento: cambiare è faticoso, incerto e spaventa; di solito cambiamo solo quando vi siamo costretti.
  • Vittimismo: tendenza a vedersi come una vittima impotente delle circostanze, per cui non abbiamo potere di realizzare ciò che vogliamo; quindi quel potere - e la corrispondente responsabilità - stanno sempre all'esterno.
  • Aspettativa di "essere salvati": posizione passiva, in cui non ci prendiamo cura dei nostri bisogni, ma invece attendiamo che altri lo facciano.
  • Convinzione di meritare qualcosa come proprio diritto (in inglese "entitlement"); a volte viene trasmesso dai genitori, che trattano i figli come se tutto fosse loro dovuto (un esempio è nel film "Il papà di Giovanna").
  • Illusioni o ignoranza: crediamo a ideali romantici irreali oppure abbiamo convinzioni ingannevoli sull'amore.
  • Potrebbe anche essere che il problema è in noi ma ci è "invisibile", perché sepolto nell'inconscio oppure va oltre la nostra comprensione.

Attenzione a quello in cui credi

Molte persone sono cariche di disprezzo e risentimento verso il genere opposto ("Gli uomini sono tutti...", "Le donne sono sempre..."), e non si rendono conto che questi pregiudizi spesso diventano una sorta di "profezia" che tende a realizzarsi. Se hai una pessima opinione su una categoria di persone, tenderai a confermare il tuo pregiudizio - e quindi, paradossalmente, proprio a incontrare quello che temi.

Uomini e donne non sono stronzi, ma vogliono cose diverse

Gli altri (e specialmente il sesso opposto) spesso ci sembrano "stronzi" perché vogliono cose diverse da quelle che vogliamo noi (per esempio, la Natura ha dato ad uomini e donne strategie diverse nelle relazioni). Ma il più delle volte non è per cattiveria: più semplicemente, ognuno fa quello che secondo lui è giusto, o che lo rende felice; il problema è che quanto è giusto o benefico per uno, spesso non lo è per l'altro.
Quando qualcuno non fa quello che noi vogliamo, o che a noi sembra la "cosa giusta", giudicarlo o pretendere che si adegui alle nostre esigenze non serve a nulla; evidentemente ha le sue ragioni (anche se noi non le comprendiamo, o sono opposte alle nostre). Ricordiamoci che le lamentele non portano a nulla, e nemmeno fare pressione perché l'altro cambi.
L'unica cosa che serve davvero è capire la diversità dell'altro (nel caso di uomini e donne, è utile una lettura come "Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere" di John Gray); quindi parlarne esplicitamente, venirsi incontro e trovare compromessi costruttivi (anche perché la "coppia perfetta" è un'utopia).

I partner "giusti" esistono - anche se tu non li trovi

La lamentela per cui un certo tipo di persone (uomini e donne sinceri, fedeli, amorevoli, che vogliono impegnarsi, ecc.) "non esistono", è ridicola: queste persone ci sono eccome. Basta guardarsi intorno, e si trovano esempi di coppie felici, che funzionano, positive. Quindi, se non riusciamo a trovare un certo tipo di persone, non è perché non esista - ma è a causa nostra, per una delle ragioni esposte sopra.

Vale anche per le amicizie

Quando non riusciamo a trovare amici con cui stare bene, che tengano a noi, ecc. non è perché "l'amicizia non esiste più" (come alcuni si giustificano), ma per una delle ragioni esposte all'inizio. In generale, esse valgono sia per le relazioni sentimentali che quelle amicali.

A volte il problema non sei tu

Naturalmente ci sono delle eccezioni alla regola, per cui a volte il problema non è nostro, ma è realmente all'esterno di noi. Questo vale specialmente nei casi in cui la nostra libertà individuale è seriamente limitata (ambiente repressivo, famiglia oppressiva, grave mancanza di risorse...), per cui diventa difficile agire per migliorare la propria situazione.

Infine, voglio sottolineare che quando affermo "il problema è tuo", non parlo di colpa, ma di responsabilità. La colpa esiste quando agiamo intenzionalmente in modo errato, mentre non c'è colpa se non ce ne rendiamo conto o siamo costretti. Ma qualunque cosa facciamo, siamo comunque responsabili delle conseguenze delle nostre azioni (come nel caso in cui feriamo qualcuno senza intenzione: non c'è colpa, ma siamo comunque responsabili d'aver provocato un danno).
Per questo sostengo che, qualsiasi sia il mio problema, prendermene cura è una mia personale responsabilità. In fondo, si tratta della mia vita. :-)

"Ognuno prende i limiti del suo campo visivo per i confini del mondo."
(Arthur Schopenhauer)


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Dieci problemi di erezione che non sono impotenza

Quando un uomo ha problemi di erezione (anche se accade di rado), spesso questo porta a pensare che possa trattarsi di impotenza o "disfunzione erettile". Si tende a credere che il pene dovrebbe essere sempre pronto e disponibile, come fosse un distributore automatico. In fondo, non si dice che gli uomini hanno sempre voglia di fare sesso?
Ma non è così che il pene o il cervello funzionano. In realtà, il pene ha bisogno di numerose condizioni per poter fare ciò che il suo proprietario, o il partner, si aspettano da lui. Queste condizioni includono le emozioni, la situazione, o le caratteristiche della partner. Se uno di questi fattori non è adeguato, anche il pene più sano rimarrà piccolo, morbido e letargico.
Insomma, il pene non è una "macchina" sempre efficiente, proprio come non lo sono i corpi degli esseri umani. Di seguito elenco dieci situazioni comuni in cui il proprietario del pene (o la sua partner) si aspettano od esigono un'erezione, ma questa non accade. Sono tutti casi in cui il problema sono le aspettative irrealistiche, non l'impotenza.

Quando i problemi di erezione NON sono impotenza

  1. Sei stanco morto
    A volte il sesso è disponibile proprio quando siamo più stanchi; peggio ancora, possiamo temere che non sarà più disponibile quando saremo riposati (o la partner avrà avuto la possibilità di ripensarci). Inoltre, molte persone rimandano il sesso come ultima attività della giornata, dopo aver svolto ogni altro impegno. Quando consideriamo il sesso con così poco rispetto, non c'è da stupirsi se i nostri corpi non collaborano.
  2. Non hai davvero voglia di fare sesso con quella persona
    A volte siamo con una partner da lungo tempo e abbiamo perso il desiderio, ma abbiamo comunque rapporti sessuali, per compiacerla o per evitare conflitti. Altre volte è una partner occasionale da cui non siamo attratti, ma che diamine, ogni lasciata è persa, giusto? Beh, non funziona proprio così.
  3. Lei non vuole fare sesso
    Cercare di convincere una donna a fare sesso, o addirittura forzarla, può essere eccitante per alcuni (specialmente se è un "gioco" consenziente). Ma la maggior parte degli uomini lo trova scoraggiante. Ed anche se prima di dire "No" lei era alquanto desiderabile, un uomo che insiste dopo che lei ha detto "No" perde rapidamente la stima di sé (più insistiamo, più il rifiuto di lei diventa umiliante). E sentirsi umiliati fa un pessimo effetto all'erezione.
  4. Hai paura di una gravidanza (o di una malattia sessuale)
    Magari ripetiamo a noi stessi più volte "Non succederà", oppure continuiamo a rammentarci di "Tirarlo fuori prima che sia troppo tardi"... ma tutto questo non aiuta certo ad essere rilassato o concentrato.
  5. Hai bevuto troppo
    "Troppo" potrebbe anche essere un paio di bicchieri. Non c'è bisogno di essere ubriaco per avere funzionalità compromesse dall'alcool. Sappiamo tutti che bere rallenta i riflessi alla guida. Ma rallenta anche la capacità di erezione.
  6. Lei è ubriaca persa
    Sarebbe bene chiedersi perché si vuole fare sesso con una donna ubriaca; tra l'altro, non è propriamente etico (anche se potreste esserlo entrambi). Comunque sia, se ci proviamo potremmo scoprire che è più difficile di quanto pensassimo. Nella maggior parte dei casi, il pene non trova che sia uno spettacolo invitante.
  7. Quello che lei sta facendo non è eccitante - anzi, fa male
    Unghie lunghe dove danno fastidio, sentire i denti, spingere o tirare sul tuo pene in un modo che ti inquieta, tutto ciò può allontanare l'erezione. Anche uno sguardo, una frase, o un abbigliamento che lei ritiene sexy, ma che hanno su di te un effetto negativo, possono essere d'ostacolo. In effetti, gli uomini sono più sensibili di quanto si ritiene comunemente.
  8. Hai poco tempo
    Quando siamo di fretta, di solito stiamo pensando a quello che dovremo fare dopo, oppure temiamo di essere scoperti, o siamo in ansia per il poco tempo a disposizione. Niente di tutto questo aiuta l'erezione.
  9. Non sei proprio dell'umore adatto
    Molti uomini pensano che, siccome sono le donne a decidere quando fare sesso, un uomo non si può permettere di non essere in vena quando il sesso è disponibile. Ma se non siamo dell'umore giusto, e cerchiamo di farlo comunque, il pene potrebbe svelare la verità, sottraendosi al "dovere".
  10. Non hai ancora superato la lite avuta di recente
    Quella lite ci ha fatto stare male, probabilmente. Ed anche se non è stata proprio dolorosa, ci avrà fatto sentire separati dalla partner. Inoltre, una discussione può dare molto su cui pensare; queste riflessioni possono portare a sviluppi costruttivi, ma lasciano poca attenzione per la sfera sessuale.

Chiamare le cose col loro nome

Tutte queste situazioni possono essere, in varia misura, preoccupanti, imbarazzanti, o traumatiche. E' faticoso discuterne e preferiremmo tacere o ignorarle. Perché invece è importante parlarne, nonché definire cosa è impotenza e cosa no?
  • Intanto, non dare per scontato che ogni problema di erezione indichi impotenza, significa scoprire che il problema non necessariamente comporta mancanza di desiderio, eccitazione o affetto.
  • Inoltre, indica che la mancanza di erezione può essere del tutto temporanea: non appena le condizioni adatte sono stabilite (un'ora o una settimana dopo), l'erezione può essere a portata di mano.
  • Infine, significa che i farmaci per la disfunzione erettile (come Viagra o Cialis) possono non essere la via migliore per ottenere l'erezione.

Come spesso accade nell'ambito della sessualità, l'onestà con se stessi e la comunicazione tra i partner sono spesso i passi primari (e più importanti) per migliorare l'esperienza erotica; in questo caso, per ottenere erezioni facilmente e senza patemi d'animo.

Dieci ragioni per cui le donne non hanno voglia

I dieci punti sopra elencati sono focalizzati sull'esperienza maschile, ma in realtà quelle ragioni sono altrettanto valide per le donne, quando queste sperimentino mancanza di desiderio e difficoltà di eccitazione. Anche per le donne, ci possono essere molti fattori emozionali o ambientali che influenzano la loro disponibilità sessuale.
Invece di sentirsi in colpa o accusarsi a vicenda, quando il desiderio - o l'erezione - latitano, è bene indagare sulle cause che potrebbero averci fatto passare la voglia.

(liberamente adattato da "Ten Erection Disappointments That Are NOT 'ED'", Sexual Intelligence)

"Se l'ansia è abbastanza forte, non lo sarà il pene."
(Bernie Zilbergeld, terapeuta sessuale)


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Vasectomia: come, dove e perché

Perché una vasectomia

Il perché è abbastanza ovvio: non si desidera (più) avere figli.
I motivi dietro a questa scelta possono essere molti:
  • si hanno già i figli desiderati
  • non interessa procreare
  • non si vuole far correre alla partner il rischio di una gravidanza
  • si vuole fare sesso senza più preoccuparsi della contraccezione
  • si è raggiunta un'età avanzata...
Ma quali siano non importa: mettere al mondo un figlio è una scelta personalissima, ed altrettanto lo è quella di non volerlo fare - e nessun altro dovrebbe metterci becco (salvo, semmai, l'eventuale partner).
Purtroppo, su questo argomento molte persone si sentono in diritto di dire ad altri come dovrebbero vivere. Io sono di parere contrario: la procreazione è una scelta del tutto personale, che ciascuno affronta - o meno - per le sue ragioni, su cui non andrò a discutere. In questo post, voglio solo offrire una serie di informazioni sulla vasectomia, che spero siano utili a chi sia interessato a questa forma di contraccezione.

Cos'è la vasectomia

La vasectomia è un'operazione chirurgica semplice e rapida, che chiude i canali (dotti deferenti) dove passano gli spermatozoi e porta un uomo ad una sterilità permanente. In Rete si trovano numerose pagine con informazioni utili e complete, eccone alcune:

Vasectomia nel mondo

L'Italia è uno dei paesi col minor numero di vasectomie; probabilmente per la diffusa ignoranza su sessualità e procreazione, e l'influsso repressivo della Chiesa Cattolica.
In altri Paesi (USA, Canada, Regno Unito, Olanda, Nuova Zelanda...), la vasectomia viene vista come normale metodo contraccettivo, ed è scelta da molte persone (negli USA centinaia di migliaia di uomini la scelgono ogni anno; in Nuova Zelanda l'ha scelta il 57% degli uomini tra i 40 e i 49 anni).

Come avviene

Invito chi desidera approfondire a visitare i siti elencati sopra. Riporto comunque qui una breve sintesi delle informazioni principali:
  • La vasectomia è un'interruzione dei dotti (piccoli tubicini) che conducono lo sperma dai testicoli al pene. I dotti vengono tagliati e cuciti. Lo sperma viene prodotto anche in seguito, ma si disperde nel corpo.
  • L'operazione dura 15-20 minuti, di solito si svolge ambulatorialmente, in anestesia locale. E' semplice e indolore; dopo l'operazione si può avvertire un leggero dolore o fastidio, che scompare in pochi giorni (o al massimo settimane). I casi di complicazioni fisiche sono molto rari.
  • La vasectomia è il metodo contraccettivo più sicuro: superiore al 99,5% (la pillola è sicura al 99%; il preservativo al 98%, ma solo se usato correttamente).
    Occorre però ricordare che dopo la vasectomia non si è subito sterili: nei dotti rimangono comunque numerosi spermatozoi, la cui eliminazione richiede fino a due-tre mesi e/o 30 eiaculazioni. Dopo tale periodo, è consigliabile fare un esame per assicurarsi dell'effettiva sterilità (gran parte delle vasectomia "fallite", cioè con successive gravidanze, è dovuta al non seguire queste precauzioni).
  • Il fastidio o dolore dopo l'intervento può durare 1-2 settimane, ed è normale sentire un certo fastidio anche per un mese (se il dolore continua dopo una settimana, o il fastidio dopo un mese, può essere il caso di fare una visita).
  • Si possono avere nuovamente rapporti sessuali quando ci si sente pronti (ovviamente con attenzione e delicatezza). I medici consigliano di attendere fra 1 e 4 settimane, ma è altamente soggettivo: alcuni uomini hanno rapporti dopo 2-3 giorni, altri sperimentano dolore nella zona pubica e attendono più a lungo. Ascoltate il vostro corpo.
  • La vasectomia va intesa come operazione permanente. Anche se negli ultimi anni si sono sviluppate tecniche che consentono una certa possibilità di reversione (comunque mai garantita), una vasectomia andrebbe scelta solo quando si sia convinti di non voler avere più figli; se si è in dubbio, è meglio aspettare e pensarci sopra.
  • Anche se la vasectomia protegge dalle gravidanze, essa non offre alcuna protezione dalle malattie sessualmente trasmissibili (AIDS, Herpes, ecc.). Nei rapporti a rischio, è quindi prudente usare protezioni quali il preservativo.
  • L'operazione equivalente sulla donna, la legatura delle tube, è un intervento decisamente più invasivo, comporta maggiori rischi per la salute della donna, ed ha una efficacia inferiore alla vasectomia. In Italia è però offerta dal Servizio Sanitario pubblico; mentre la vasectomia no, e va quindi effettuata per via privata.
In sintesi, la vasectomia è il metodo contraccettivo ideale per chi è sicuro di non volere (più) figli, e non ha rapporti sessuali a rischio.

Domande e risposte

  • La vasectomia rende impotente o meno virile?
    Per nulla: la potenza sessuale rimane uguale, si perde solo la capacità di fecondare la partner. La virilità rimane inalterata (anzi, spesso si acquisisce sicurezza, perché non si temono gravidanze indesiderate), ed aspetto e quantità dell'eiaculato rimangono uguali. Dall'esterno nessuno può accorgersene.
  • La vasectomia è uguale alla castrazione?
    Assolutamente no. Alcune "fonti" equiparano la vasectomia alla castrazione, rivelando profonda ignoranza (e probabile "terrorismo psicologico"). La castrazione è l'asportazione dei testicoli, mentre la vasectomia interrompe solo i tubicini che portano gli spermatozoi, lasciando il resto dell'apparato genitale intatto.
  • Perché non lasciare che si occupi la donna della contraccezione?
    Perché praticamente tutti i metodi femminili comportano costanti disagi e/o rischi per la salute della donna (oltre a costi periodici). La vasectomia è l'unico contraccettivo maschile davvero sicuro, quindi l'uomo che la sceglie mostra la maturità di assumersi questa responsabilità (invece di delegarla a lei), nonché rispetto per la salute della partner.
  • Quanto costa la vasectomia?
    In generale, il costo dell'operazione varia tra i 500 e 2.500 euro (vedi il paragrafo "Dove farla").
    Anche se il costo può apparire elevato, va considerato una sorta di "investimento": è una spesa "una tantum", mentre gli altri metodi contraccettivi presentano costi ricorrenti (senza parlare del costo di un figlio non voluto...). E' quindi una spesa che si ammortizza da sé.
  • E se dopo cambiassi idea?
    Se si hanno dubbi, meglio evitarla. La vasectomia va considerata un metodo permanente.

La mia esperienza personale

Dopo essermi ampiamente informato (vedi paragrafo successivo "Dove farla"), ho scelto un chirurgo nella mia città, che mi ha visitato e fornito tutte le informazioni necessarie.
Alcuni giorni prima dell'intervento ho eseguito una serie di esami, e un colloquio con l'anestesista. Il giorno dell'intervento sono stato ricoverato la mattina, sono entrato in sala operatoria alle 11, e alle 16 ero fuori dalla clinica. Non ho avuto praticamente dolore, solo un leggero fastidio, ed una maggiore sensibilità nei testicoli.
Ho avuto il primo rapporto sessuale dopo una settimana, di nuovo con un lieve indolenzimento ai testicoli. Dopo qualche altro giorno ho ripreso ad andare in bicicletta (con attenzione; è ovvio che bisogna evitare traumi nella zona operata).
A distanza di tre mesi, ho fatto uno spermiogramma (esame del liquido seminale) che ha confermato l'assenza totale di spermatozoi (prima dell'esame, è consigliabile usare le solite precauzioni per evitare eventuali gravidanze). Provo ancora un lieve fastidio ai testicoli quando vengono sollecitati, ma è trascurabile.
Questo è quanto: sono pienamente soddisfatto e felice di potermi abbandonare al piacere durante i rapporti, senza più preoccupazioni.

Nelle discussioni in Rete, diversi uomini vedono la vasectomia come una sorta di "menomazione": la perdita di fertilità li farebbe sentire "meno uomini".
Personalmente, quello che mi fa sentire uomo (oppure no) sono ben altre cose; ma, come sempre, a ciascuno il suo. Però mi piace riferire che, dopo l'intervento, non ho provato alcun senso di menomazione, anzi, mi sentivo come se avessi acquisito un "superpotere": quello di fare sesso liberamente senza mettere incinta nessuna!

Dove farla: risultati delle mie ricerche nel nord Italia

Come già scritto, in Italia la vasectomia non è una prestazione normalmente fornita dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN); quindi occorre trovare un urologo o una clinica privati che eseguano tale intervento.
Stando alle informazioni che ho trovato, il costo dell'operazione varia solitamente tra i 500 e 2.500 euro. Non è detto che un costo superiore equivalga a una maggiore qualità: l'ospedale Sant'Anna di Brescia offre un prezzo basso, ma tutti quelli che lo hanno utilizzato si sono trovati benissimo; viceversa, un chirurgo costoso è possibile che svolga quell'operazione di rado, e abbia quindi meno esperienza.
Abitando io in Piemonte, ho prima cercato in zona, ma ho trovato solo prezzi superiori ai 1.000 euro. L'alternativa più economica è il già citato ospedale Sant'Anna, e fuori dai confini nazionali ho trovato un clinica spagnola che la offre a 290 euro. Di seguito elenco le strutture che ho trovato nelle mie ricerche, limitate al nord Italia, e due all'estero (dati aggiornati a fine 2014):
  • Ospedale Sant'Anna - Brescia - 500 euro.
  • W.&B. Poliambulatori - Brescia - 400 euro.
    Da indicazioni trovate in Rete, in questo ambulatorio privato opera lo stesso dottore che lavora presso l'ospedale Sant'Anna, ma qui l'intervento costa 400 euro invece di 500 (più eventuale visita preventiva a 90 euro). Due lettori hanno confermato il prezzo nei commenti (l'ultimo a inizio 2017).
  • Associazione AIED - Sede di Pordenone - 700 euro.
  • Marco Cosentino (andrologo) - Varie sedi - 700-1.000 euro.
    Opera in Lombardia (Milano), Veneto (Mestre, Padova), Sicilia (Caltagirone, Modica) e a Barcellona (Spagna). Il costo di visita e vasectomia varia dai 700 ai 1.000 euro (a seconda della sede e del tipo di anestesia scelto). androcosentino@gmail.com
  • Azienda ospedaliera Mellino Mellini - Chiari (BS).
    In passato (2009) sembra che effettuasse la vasectomia tramite SSN, con il solo pagamento del ticket. Quando ho telefonato, però, mi è stato detto che ora la effettuano solo come prestazione privata (a 1.300 euro). Se abitate in zona, potrebbe valere la pena fare una verifica di persona.
  • Spagna: Centro Médico Aragón - Girona (Barcellona) - 290 euro.
  • Svizzera: InselSpital - Dipartimento di Urologia, Università di Berna - CHF 800 per la vasectomia + CHF 110 per gli esami di laboratorio (a fine 2014, il cambio era di 665 + 90 euro).
In linea teorica, inoltre, è possibile trovare un urologo disponibile, che vi prescriva l'intervento indicando una patologia che lo richiede. In questo caso, l'intervento può essere effettuato tramite il SSN. Dipende però dalle vostre conoscenze.

Spero di aver chiarito le idee a chi sia interessato, e di aver fugato dubbi e pregiudizi.
Per chi lo desiderasse, sono disponibile a fornire informazioni più dettagliate in privato (usare l'indirizzo email in alto a destra).

"Solo gli imbecilli o i frustrati pensano che il sesso serva unicamente a procreare."
(Raffaele Morelli)


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