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Perché gli uomini smettono presto di corteggiare?

Perché i ragazzi perdono interesse rapidamente nel corteggiamento?

Perché gli uomini si stancano di corteggiare una donna?


Sento con una certa frequenza donne lamentarsi che "Gli uomini non corteggiano più", "Si stancano presto", "Vogliono andare subito al sodo"... oppure, sui siti di incontri, vedo profili femminili vuoti o con scritto solo "Se vuoi conoscermi scrivimi" (*). Queste donne sembrano considerare il corteggiamento solo dal proprio punto di vista, e non comprendere affatto quello maschile. Cercherò quindi di spiegarlo.

(*) E perché mai un uomo dovrebbe farlo? Un profilo del genere risulta anonimo e, tra migliaia di profili, è ovvio che l'attenzione si rivolga invece verso profili più descrittivi e intriganti (oppure su quelli con le immagini più avvenenti e sexy). Inoltre, un profilo vuoto o scarno sembra dire "Sono pigra e non mi impegno per far funzionare le relazioni; sono inerte, lascio che faccia tutto l'uomo; sono qui per prendere, non per dare".

Il corteggiamento ha uno scopo

Chi pone le domande di cui sopra, dovrebbe a sua volta farsi una domanda: perché qualcuno dovrebbe corteggiare? Chi lo fa, evidentemente è perché spera di arrivare a qualche risultato: l'uomo che corteggia una donna non lo fa per farle un favore, ma per ottenere qualcosa; proprio come lei spera di ottenere qualcosa da lui (altrimenti perché stare al gioco?).
Siamo onesti: il corteggiamento è un "investimento" volto ad un qualche fine. E questo vale per qualsiasi individuo, il genere non c'entra:
  • Un uomo corteggia una donna che gli piace e che desidera.
  • Una donna corteggia (quando lo fa) un uomo che le piace e che le interessa.
Quindi tutti iniziamo a corteggiare per uno scopo; e - in genere - smettiamo di farlo quando non riceviamo segnali di approvazione, di interesse reciproco. Perché in quel caso ci sembra di perdere tempo inutilmente, o ci sentiamo frustrati perché non veniamo ricambiati.

Chi pone queste domande, di solito, si preoccupa del proprio bisogno (essere corteggiata) ma ignora i bisogni dell'altra persona. Spesso sono donne che fanno le difficili, le preziose, che non si concedono, che "giocano" con i desideri dell'altro, o che non comunicano chiaramente quello che vogliono. Così l'uomo rimane nella "nebbia" dell'incertezza, e facilmente si stufa.
Oppure sono donne che vogliono ricevere attenzione, e tendono ad "usare" gli uomini per questo scopo. Senza però considerare cosa ricavi l'uomo da questa interazione, i suoi bisogni o la sua soddisfazione. Prendono senza preoccuparsi di cosa danno.

“Certe donne
vogliono ricevere attenzione,
ed usano gli uomini a questo scopo”

Il problema di investire a vuoto

Un problema maschile che molte donne non sembrano capire, è che per l'uomo l'insuccesso è la norma nel corteggiamento: quando va bene ottiene un successo su dieci tentativi, ma succede pure che ci provi 100 volte senza ottenere nulla. Questa sproporzione tra impegno investito e risultati è ancora maggiore nel dating online, ma è vera anche con gli approcci dal vivo.
Questo è il motivo principale per cui gli uomini corteggiano poco o smettono presto; essendo abituati ad "investire" senza ottenere nulla, cercano di ridurre questa perdita di tempo e fatica al minimo:
  • Non provandoci nemmeno se, da parte femminile, non arriva un minimo segno di interesse o apprezzamento (peggio ancora se lei si mostra negativa e respingente).
  • Smettendo dopo i primi approcci, se a questi non corrispondono segnali positivi o di reciproco interesse.
Lo psicologo Orion Taraban lo spiega così: "Le donne dovrebbero capire che aspettarsi tempo, attenzione, emozioni ed il conto pagato, senza offrire sesso in cambio, è una proposta estremamente unilaterale e svantaggiosa: una parte ottiene ciò che vuole a spese dell'altra. E' l'equivalente di un uomo che ti invita a casa sua per fare sesso, e quando ha finito ti butta fuori". E' chiaro che l'uomo non ha alcun interesse ad avallare questo atteggiamento, né a continuare un corteggiamento che appare infruttuoso.

Gli uomini di valore spariscono prima

Questa limitata disponibilità a corteggiare è particolarmente vera per gli uomini di "elevato valore": costoro sanno di avere altre chance, quindi non stanno a perdere tempo se il corteggiamento non va come vorrebbero. Se una donna fa la difficile e vede spesso i suoi corteggiatori svanire, magari punta sempre ad uomini di alto livello - i quali sono i meno disposti ad aspettare o sottostare a "giochetti" (trovando facilmente altre donne interessate).

Corteggiare è una fatica, non un piacere

Va anche precisato che per le donne il corteggiamento in sé può essere un piacere, ma non è così per buona parte degli uomini. Per l'uomo solitamente corteggiare è un "lavoro" faticoso (*) per arrivare ad un obiettivo, per suscitare nella donna un interesse sentimentale e/o sessuale.
Per ottenere ciò l'uomo che corteggia deve fare una "performance": mostrarsi all'altezza, indovinare preferenze, seguire rituali, superare test e difese. Spesso basta un passo falso, un gesto sbagliato, una parola fuori posto, perché la donna perda interesse. Bisogna "stare sul pezzo", non ci si può lasciar andare. Il consiglio ingenuo "Basta che sei te stesso" porta sovente a fallimenti. Corteggiare assomiglia più ad un colloquio di lavoro che ad una scampagnata.

Quindi trascinare il corteggiamento per le lunghe può essere per la donna gratificante o un modo di mettere alla prova l'uomo; ma per l'uomo diventa una perdita di tempo frustrante, da evitare per quanto possibile.
Capita così che, quando l'approccio si trascina e la donna magari dice alle amiche "Le cose stanno procedendo bene" (dal suo punto di vista), l'uomo si è già scoraggiato e sta guardando altrove (magari verso una donna più accogliente o meno pretenziosa).

(*) Un'eccezione a questa regola è il seduttore: chi vive il corteggiamento come una sfida eccitante in cui riversa grandi energie, il cui obiettivo non è tanto la donna o una relazione quanto il brivido della conquista. Un po' come nello sport, dove conta la vittoria e non la fatica. Ma non credo che molte donne siano interessate a tale tipo di uomo.

Se ti piace, fallo tu

Se una donna ama il corteggiamento e vorrebbe che accadesse più spesso, non ha che da assumere un ruolo attivo e prendere l'iniziativa. Moltissimi uomini sono ben lusingati e felici se una donna si interessa a loro ed apre la comunicazione (anche se ciò accade così di rado, che all'inizio potrebbero essere increduli).
Se qualcosa ti piace così tanto, perché non la fai tu per prima? :-)

Non ha senso corteggiare chi non mostra interesse

Perché mai uno dovrebbe corteggiarti? Solo per fare un piacere a te? Pensi forse che gli uomini debbano essere al servizio delle donne? O che esistano per farle felici? (come accade nei film romantici). In realtà, tutti ci relazioniamo per soddisfare i nostri bisogni, per ottenere una qualche soddisfazione, non per semplice passatempo o spirito altruistico (tranne rare eccezioni).
Quindi, se io corteggio una donna che non mostra alcun segnale d'interesse verso di me, o che si nega, o che mi respinge:
  1. Ne deduco che a lei non interesso, quindi sto solo perdendo tempo (e magari le dò pure fastidio).
  2. Rispetto il "messaggio non verbale" di disinteresse (perché non mi piace essere invadente), e tolgo il disturbo.

“Tutti ci relazioniamo
per soddisfare i nostri bisogni”

Femminismo e rispetto

Inoltre, il femminismo ha - giustamente - insegnato agli uomini che non va bene essere insistenti ed ossessivi nel corteggiamento; è una mancanza di rispetto ed una invasione dello spazio personale. Per cui la maggioranza degli uomini, se non riceve segnali positivi o se addirittura lei mostra segni di insofferenza, si allontana per rispetto e per evitare problemi (insulti, accuse, denunce, ecc.).

Dopo decenni in cui è stato ribadito che "No significa no", ora le donne non possono pretendere di essere rispettate e lasciate tranquille quando va bene a loro, ed al tempo stesso di essere corteggiate assiduamente quando ne hanno voglia (magari senza nemmeno comunicarlo chiaramente all'altro). E' un comportamento contraddittorio e dissociato.
Non ha senso volere la parità in ogni campo, ed anche la cavalleria di un tempo: è una contraddizione in termini (la "cavalleria" esisteva quando la donna era posta in un ruolo subordinato e passivo, come conseguenza e compensazione: poiché la donna era considerata debole e impotente, l'uomo la proteggeva e si prendeva cura di lei).

Le relazioni sono come una danza

Perché una danza avvenga, entrambi i ballerini devono venirsi incontro, muoversi in armonia con l'altro, calibrare i proprio gesti su quelli del partner, momento per momento. Se uno solo dei due si muove, non abbiamo una danza a due: abbiamo un ballerino ed un "manichino"; e poiché tale danza è poco appagante, è probabile che il ballerino si stanchi e se ne vada (magari verso una ballerina più disponibile).

Se vuoi essere corteggiata, succederà più facilmente se tu "alimenti" il corteggiamento:
  • Mostrati disponibile e interessata verso chi ti piace
  • Trasmetti chiari segnali di approvazione e incoraggiamento (non basta che lo pensi, o che lo accenni in modo vago)
  • Considera cosa desidera l'altro e - almeno in parte - offriglielo (in modo che sia motivato a continuare)
  • Condividi eventuali spese
  • Fai la tua parte perché il corteggiamento sia un'esperienza piacevole per entrambi, non solo per te.
Insomma, fai in modo che il corteggiamento non sia una situazione "unilaterale" (dove uno dà e l'altro riceve), ma sia un "gioco a due" appagante per entrambi - come una danza, insomma.

Tempi moderni, tempi passati

Restare inerte come una patata lessa e lasciare che sia l'uomo a fare tutto, ripetutamente, è qualcosa che poteva funzionare nel XIX secolo, quando le regole sociali imponevano alle donne un ruolo passivo. Ma ormai siamo ben lontani da ciò.

Inoltre farsi corteggiare in modo ambiguo (senza dare segnali chiari), aspettarsi che l'uomo insista anche se non riceve incoraggiamento o soddisfazione, vuol dire incoraggiare la mentalità del "Lei dice no ma forse vuol dire sì", vuol dire tornare indietro ai ruoli rigidi del passato - con tutto l'inevitabile contorno di equivoci, insistenze sgradite e molestie (vanificando decenni di lotte femministe per il superamento dei ruoli di genere).

“Restare inerte
come una patata lessa
poteva funzionare nel XIX secolo”

Egocentrismo nel corteggiamento

Dietro a domande come quelle poste all'inizio sembra esserci l'aspettativa di un corteggiamento "unilaterale", dove una parte investe tempo ed energia (e spesso denaro), e l'altra parte poco o nulla. Magari queste donne (o le donne in generale?) desiderano un corteggiamento "fine a se stesso", forse perché hanno bisogno di ricevere attenzione, o se ne sentono lusingate. Non sembrano avere considerazione per chi sta dall'altra parte, per i suoi desideri e bisogni.
Oppure alcune amano essere corteggiate indefinitamente, ricevere senza dare, come una principessa assisa sul suo trono che riceve gli omaggi dei sudditi. A queste donne devo dare una brutta notizia: tu non sei una principessa. Oppure se ti piace vederti come una principessa, va bene, ma allora anche l'uomo è un principe (altrimenti dov'è la parità che rivendicate da oltre un secolo?). Ma allora perché un principe dovrebbe perdere il suo tempo con te? (perché un interesse non ricambiato è una perdita di tempo).

Domande come quelle sembrano sottintendere una personalità fortemente egocentrica (se non addirittura narcisista), la mentalità di qualcuna che sta lì senza fare niente, e si aspetta che il mondo le offra ammirazione e devozione incondizionate: "Perché non continua a corteggiarmi? (anche se io non gli sto offrendo nulla in cambio)". Direi che è un atteggiamento infantile, immaturo e pretenzioso.

Incapacità di relazionarsi

Chi si ritrova spesso a porsi domande del genere, non dovrebbe stupirsi se non riesce ad ottenere relazioni funzionanti e felici. Una relazione sana e appagante si basa su uno scambio ed attenzione reciproci, su un prendersi cura e nutrirsi a vicenda, su una base di parità, rispetto e considerazione l'uno per l'altra. Tutte cose che una "principessa sul pisello" ovviamente non è in grado di offrire.

Invece di chiedersi "Perché lui non mi continua a dare quello che voglio? Perché non fa le cose che fanno piacere a me?", una persona di questo tipo farebbe meglio a chiedersi "Cosa sto dando io all'altro? Cosa gli offro in cambio del suo corteggiamento? Che cosa posso dare in una relazione?".
Se le risposte che vengono fuori si limitano a "Me stessa" o "Il mio amore", forse si tratta di una persona immatura che non ha ancora imparato a relazionarsi in modo adulto, o rimasta ancorata a schemi romantici ingenui.

Vale per entrambi i sessi

Quanto scritto qui vale anche nel caso di un uomo che esprima simili lamentele, che si chieda perché le donne perdono interesse in lui quando lui non si cura dei loro bisogni, o quando non offre loro quello che vogliono. Egocentrismo e personalità narcisista non sono certo esclusive di un genere o dell'altro.

"La donna si è sempre riservata la parte accattivante della seduzione (la seduttrice), lui si è sempre ritrovato con la parte ridicola (il seduttore)."
(Jean Baudrillard)

"Le donne che pretendono una lunga corte, o sono frigide o vogliono sembrare virtuose. In entrambi i casi, è meglio lasciarle perdere."
(Roberto Gervaso)

"Il corteggiamento è una forma di accattonaggio. Non a caso la dichiarazione una volta si faceva in ginocchio."
(Gianni Monduzzi)


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