Se non trovi la persona giusta, è un problema tuo (non del mondo)

Nella vita reale o sulla Rete, incontro spesso persone che si lamentano di non trovare il partner adatto a loro, e danno la colpa al mondo (o, più spesso, all'intero genere opposto). Li abbiamo sentiti tutti: quelli per cui "Le donne sono tutte stronze (o puttane, o...)", quelle per cui "Gli uomini sono tutti immaturi (o traditori, o porci, o...)".
Insomma, persone infelici (specialmente nella relazioni) e convinte che la colpa stia sempre "fuori" da loro, negli altri, nel mondo. Persone che non sanno (o non vogliono) riconoscere la propria responsabilità nell'aver creato le situazioni in cui si trovano.

Le quattro ragioni per cui il problema è tuo

Per costoro ho una brutta notizia: nella grande maggioranza dei casi, se non incontri la persona che vorresti, il problema è tuo, non degli altri. Direi che ci sono quattro possibili ragioni per cui non abbiamo ancora incontrato il partner che vorremmo:
  1. Questa persona non esiste
  2. Questa persona esiste, ma non l'hai trovata
  3. Hai trovato questa persona, ma non ti vuole
    (o non vuole darti quello che tu vorresti)
  4. Hai incontrato questa persona, ma non l'hai riconosciuta

1) Questa persona non esiste

Ovviamente il problema è tuo, che cerchi qualcosa che non c'è; credi ancora alle favole (il principe azzurro, la donna perfetta), invece di confrontarti con la realtà.

2) Questa persona esiste, ma non l'hai trovata

Di nuovo, il problema è tuo: finché non inventano "Partner-a-domicilio.com", sta a noi trovare la persona che vogliamo. Se non lo facciamo perché:
  • evitiamo di impegnarci o sforzarci;
  • non vogliamo cambiare abitudini;
  • non vogliamo spostarci in luoghi più favorevoli;
  • evitiamo ogni rischio per paura di soffrire o fallire...
poi non dovremmo lamentarci: non si raccoglie senza aver prima seminato.
E se abbiamo cercato questa persona da una vita, provando in tutti i modi, ma ancora non l'abbiamo trovata... forse vale il punto 1).
Oppure non abbiamo davvero dato il nostro meglio, o non sappiamo riconoscere dei limiti personali o dell'ambiente in cui viviamo.

3) Hai trovato questa persona, ma non ti vuole
(o non vuole darti quello che tu vorresti)

A parte che, se non ti vuole, allora non è la persona giusta per te; anche questa volta il problema è tuo. Perché nessuno è obbligato ad amarci o ricambiare il nostro interesse: l'errore non è in colui che ci rifiuta (avrà pure i suoi motivi...), ma in noi che ci ostiniamo a volerlo. Se qualcuno non ci vuole:

A volte, la causa del problema è nascosta nelle profondità del nostro inconscio. Se abbiamo subìto un trauma emotivo (persino se non lo ricordiamo), potremmo tendere a ricrearlo inconsciamente, scegliendo sempre un tipo di partner che ci ripresenta quel trauma (per esempio che ci inganna, ci tradisce o ci abbandona). In genere, se ci troviamo ripetutamente nello stesso tipo di problema o situazione dolorosa, è probabile che sia dovuto a qualche ferita inconscia irrisolta.
Di nuovo, in questi casi non è il mondo il problema, ma qualcosa in noi che sfugge al nostro controllo.

4) Hai incontrato questa persona, ma non l'hai riconosciuta

Può anche essere che hai incontrato una persona adatta a te, ma non hai saputo riconoscere il suo valore, la vostra compatibilità o il potenziale di relazione; è chiaro che è un problema tuo, e non dell'altra persona (che magari sarebbe anche disponibile). Ci possono essere svariati motivi per cui non riconosciamo un potenziale partner:
  • Siamo troppo presi dai nostri problemi emotivi (scarsa autostima, paura del giudizio altrui, preoccupazioni ossessive sui propri limiti...),al punto da non vedere realmente quello che ci accade intorno - e non vedere certe persone per quello che potrebbero darci.
  • Non abbiamo chiaro cosa vogliamo o cosa ci rende felici: una donna potrebbe sentirsi attratta solo da "maschi alfa", molto virili, ma che evitano relazioni impegnative; e magari ignora uomini più profondi e sensibili, da cui invece si sentirebbe amata.
  • Siamo fuorviati da condizionamenti sociali o modelli relazionali che non sono davvero nostri: magari crediamo che il partner "giusto" debba avere un certo aspetto, status o caratteristiche (magra, ricco, seria...), perché ci hanno sempre detto che così dev'essere, ma forse questo non corrisponde alla nostra personale "ricetta della felicità".
  • Vediamo quella persona "solo" come un amico/a, e siamo convinti che amicizia e amore siano due stati opposti (mentre invece l'amicizia è una componente essenziale di una relazione sana).
In tutti questi casi, è necessario superare i nostri preconcetti, "aggiornare" i nostri modelli relazionali e il modo di vedere gli altri, per poter apprezzare opportunità che altrimenti non sapremmo cogliere.

Io contro il mondo: chi sbaglia?

Se ritengo che il mondo sia sbagliato, o che gli altri esseri umani non vadano bene come sono, occorre ricordare che io sono 1 e gli altri sono più di 7.600.000.000: è molto più probabile che sia io quello in errore, piuttosto che gli altri sette miliardi di esseri umani.
Naturalmente questo vale anche verso l'altro sesso: il rapporto in questo caso è di 1 a circa 3.800.000.000, e di nuovo vale quanto sopra. Invece di dannarsi perché "l'altra metà del cielo" non corrisponde ai nostri desideri, è bene riconoscere che uomini e donne sono diversi (uno dei principali motivi per cui spesso litighiamo), quindi bisogna accettarsi e venirsi incontro, invece di lamentarsi e pretendere.

Il problema delle aspettative

Nonostante le "favole" che ci raccontano film e canzoni, la storia d'amore perfetta non esiste. Così come non esiste l'uomo ideale o la donna su misura. Cercare la perfezione equivale a non trovarla mai, e questo non è certo colpa del mondo (che non è fatto per renderci felici), ma di aspettative troppo elevate.

Il mondo non ci deve nulla: aspettarsi che debba soddisfarci, darci quello di cui abbiamo bisogno, o amarci senza che facciamo qualcosa per meritarlo, è un'aspettativa infantile (solo l'amore dei genitori per i figli è "gratuito" - almeno in teoria); un'aspettativa destinata a infrangersi presto contro la realtà.
Anche se può suonare inquietante, essere amati non è un diritto: bisogna in qualche modo "esserne all'altezza", guadagnarselo - se siamo degli adulti. Lo stesso vale per la felicità: persino nella Costituzione degli Stati Uniti, viene garantito il diritto "alla ricerca della felicità", non certo l'ottenerla.

Voler essere sempre innamorati

Un caso particolare di aspettativa irreale è quella di voler restare sempre nello stato di innamoramento. Questo stato non dura mai a lungo, ma chi è dipendente da esso tende a cercare nuovi partner per ritrovare l'eccitazione e l'entusiasmo della Energia delle Nuove Relazioni (in inglese "New Relationship Energy").

Perché diamo la colpa all'esterno

Perché è così difficile ammettere che il problema è nostro? Per una serie di motivi, il primo dei quali è che sentirsi responsabili della propria felicità fa paura:
  • Riconoscere che siamo gli unici responsabili della nostra felicità è un carico gravoso: temiamo di non esserne all'altezza, di non meritarla, di fallire e non raggiungerla mai. Per questo la tentazione di scaricare questa responsabilità all'esterno è così seducente.
  • Senso di inadeguatezza ("Non ne sono capace"), scarsa autostima ("Non credo di poter meritare quel che voglio").
  • Resistenza al cambiamento: cambiare è faticoso, incerto e spaventa; di solito cambiamo solo quando vi siamo costretti.
  • Vittimismo: tendenza a vedersi come una vittima impotente delle circostanze, per cui non abbiamo potere di realizzare ciò che vogliamo; quindi quel potere - e la corrispondente responsabilità - stanno sempre all'esterno.
  • Aspettativa di "essere salvati": posizione passiva, in cui non ci prendiamo cura dei nostri bisogni, ma invece attendiamo che altri lo facciano.
  • Convinzione di meritare qualcosa come proprio diritto (in inglese "entitlement"); a volte viene trasmesso dai genitori, che trattano i figli come se tutto fosse loro dovuto (un esempio è nel film "Il papà di Giovanna").
  • Illusioni o ignoranza: crediamo a ideali romantici irreali oppure abbiamo convinzioni ingannevoli sull'amore.
  • Potrebbe anche essere che il problema è in noi ma ci è "invisibile", perché sepolto nell'inconscio oppure va oltre la nostra comprensione.

Attenzione a quello in cui credi

Molte persone sono cariche di disprezzo e risentimento verso il genere opposto ("Gli uomini sono tutti...", "Le donne sono sempre..."), e non si rendono conto che questi pregiudizi spesso diventano una sorta di "profezia" che tende a realizzarsi. Se hai una pessima opinione su una categoria di persone, tenderai a confermare il tuo pregiudizio - e quindi, paradossalmente, proprio a incontrare quello che temi.

Uomini e donne non sono stronzi, ma vogliono cose diverse

Gli altri (e specialmente il sesso opposto) spesso ci sembrano "stronzi" perché vogliono cose diverse da quelle che vogliamo noi (per esempio, la Natura ha dato ad uomini e donne strategie diverse nelle relazioni). Ma il più delle volte non è per cattiveria: più semplicemente, ognuno fa quello che secondo lui è giusto, o che lo rende felice; il problema è che quanto è giusto o benefico per uno, spesso non lo è per l'altro.
Quando qualcuno non fa quello che noi vogliamo, o che a noi sembra la "cosa giusta", giudicarlo o pretendere che si adegui alle nostre esigenze non serve a nulla; evidentemente ha le sue ragioni (anche se noi non le comprendiamo, o sono opposte alle nostre). Ricordiamoci che le lamentele non portano a nulla, e nemmeno fare pressione perché l'altro cambi.
L'unica cosa che serve davvero è capire la diversità dell'altro (nel caso di uomini e donne, è utile una lettura come "Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere" di John Gray); quindi parlarne esplicitamente, venirsi incontro e trovare compromessi costruttivi (anche perché la "coppia perfetta" è un'utopia).

I partner "giusti" esistono - anche se tu non li trovi

La lamentela per cui un certo tipo di persone (uomini e donne sinceri, fedeli, amorevoli, che vogliono impegnarsi, ecc.) "non esistono", è ridicola: queste persone ci sono eccome. Basta guardarsi intorno, e si trovano esempi di coppie felici, che funzionano, positive. Quindi, se non riusciamo a trovare un certo tipo di persone, non è perché non esista - ma è a causa nostra, per una delle ragioni esposte sopra.

Vale anche per le amicizie

Quando non riusciamo a trovare amici con cui stare bene, che tengano a noi, ecc. non è perché "l'amicizia non esiste più" (come alcuni si giustificano), ma per una delle ragioni esposte all'inizio. In generale, esse valgono sia per le relazioni sentimentali che quelle amicali.

A volte il problema non sei tu

Naturalmente ci sono delle eccezioni alla regola, per cui a volte il problema non è nostro, ma è realmente all'esterno di noi. Questo vale specialmente nei casi in cui la nostra libertà individuale è seriamente limitata (ambiente repressivo, famiglia oppressiva, grave mancanza di risorse...), per cui diventa difficile agire per migliorare la propria situazione.

Infine, voglio sottolineare che quando affermo "il problema è tuo", non parlo di colpa, ma di responsabilità. La colpa esiste quando agiamo intenzionalmente in modo errato, mentre non c'è colpa se non ce ne rendiamo conto o siamo costretti. Ma qualunque cosa facciamo, siamo comunque responsabili delle conseguenze delle nostre azioni (come nel caso in cui feriamo qualcuno senza intenzione: non c'è colpa, ma siamo comunque responsabili d'aver provocato un danno).
Per questo sostengo che, qualsiasi sia il mio problema, prendermene cura è una mia personale responsabilità. In fondo, si tratta della mia vita. :-)

"Ognuno prende i limiti del suo campo visivo per i confini del mondo."
(Arthur Schopenhauer)


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6 commenti :

  1. Trovo queste osservazioni davvero intelligenti e utili.
    Le leggo con grande interesse e gratitudine. :-)

    Federica

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    1. Grazie Federica,
      sentire che raggiungo il mio scopo mi riempie di soddisfazione :-)
      Abbracci!

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  2. Questo articolo è incredibilmente utile per capire dove sbagli... una piccola luce per farti leggere dentro di te...!!!! Grazie mille....

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    1. Grazie, fa sempre piacere essere utili! :-)

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  3. Ciao,
    io avevo trovato l'uomo giusto, purtroppo, dopo 5 anni e mezzo non prendeva decisioni. Eravamo sempre insieme.
    Alla fine ho chiuso poiché a 30 anni volevo una famiglia. E' anche vero che dopo 20 anni ho scoperto che era sposato eppure eravamo sempre insieme (tutti i weekend, quasi tutto il giorno, tutti i giorni ma non la notte).
    Che dire, ora cerco uno minimo diplomato (io sono diplomata e quasi laureata), che abbia una buona cultura come il mio ex e che leggano.
    In Veneto sembra una massa d'illeterati, troppi....e si capisce troppo la provenienza.
    Effettivamente voglio troppo in Veneto.
    Senza parlare che alla mia età (48) hanno spesso figli piccoli, molti separati.
    Dovrei spostarmi di zona ma ora non ho più voglia.
    O li trovo troppo gelosi oppure troppo poco, sul tipo "per me potresti buttarti a mare".
    Sono una persona poliedrica ed amo i poliedrici. Quelli che ho conosciuto così e pure diplomati non interessavo oppure troppo distanti.
    Cerco il principe azzurro? Forse ma mi va' bene un Einstein? Ma mi va' bene uno diplomato, che legga, che parli (troppi uomini che sono delle mummie) e che per lo meno si preoccupino di sapere se sto' bene quando torno a casa da casa loro o quando li conosco, non mi mollino nel parcheggio e nemmeno aspettino che monti in macchina accertandosi che vicino non ci sia uno che scenda dall'auto o in zona, pronto a violentarti (conosco amiche che hanno rischiato).
    Voglio troppo? Un uomo con una buona cultura (basta leggere, non serve il diploma), educato e rispettoso e che non ti aggredisca. Normalmente non li prendo neppure tanto belli, poi ovvio che dev'esserci più attrazione.
    Che dici Valter Psicofelicità? Voglio troppo?
    Forse meglio che abbia solo tanti amici :)

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    1. > Voglio troppo?
      Non lo so, non ti conosco.

      Però noto una cosa: dici ripetutamente che vuoi un uomo dotato di buona cultura, ma da come scrivi l'italiano non è proprio il tuo forte.
      Forse allora vuoi delle qualità maggiori di quelle che tu stessa puoi offrire (ma non te ne rendi conto). Se è così, quelli del tuo livello non li consideri, e quelli che ti piacciono sono di livello superiore e non considerano te.

      Oppure, hai delle resistenze inconsce verso l'altro sesso (o verso le relazioni impegnative), per cui trovi qualcosa che non va in ogni uomo che incontri.

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