Perché uomini e donne non si capiscono

Le donne parlano spesso in modi che a noi uomini appaiono carichi di confusione, contraddizioni e bugie (a volte inconsapevoli, altre volte intenzionali). A loro volta gli uomini pensano e agiscono in modi che, non di rado, risultano "alieni" e incomprensibili alle donne.
In questo post esamino le differenze nella comunicazione maschile e femminile, i vari motivi per cui fatichiamo a comprenderci, e come riuscire a capire meglio le donne.

Per venire incontro agli uomini perplessi o confusi dalle affermazioni femminili, nel post "Cosa dicono le donne, cosa pensano davvero" elenco una serie di affermazioni che le donne fanno, e quello che pensano veramente.

Pianeti diversi, lingue diverse

Per molti versi uomini e donne sono differenti, come viene ben espresso nel libro "Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere" di John Gray; e un'area su cui sono assai diversi è proprio nelle modalità di comunicazione:
  • In generale, per gli uomini funziona meglio una comunicazione chiara e diretta, basata sui fatti, priva di allusioni e sottintesi: se qualcuno vuole qualcosa, si aspettano che lo chieda chiaramente.
  • Le donne invece tendono ad una comunicazione più basata sulle emozioni, più sfumata e allusiva, più empatica: si aspettano che l'altro intuisca ciò che vogliono.

Non di rado le donne parlano in modo sibillino, criptico, o attraverso sottintesi, eppure sono convinte di essere del tutto chiare e comprensibili (magari perché fra amiche comunicano in quel modo e si capiscono): purtroppo, nella maggior parte dei casi gli uomini non comprendono, o fraintendono, quel tipo di comunicazione.

Non dare nulla per scontato

Una delle maggiori fonti di incomprensione è comunicare omettendo un'informazione che a noi appare ovvia o scontata, ma che per l'altro è invece necessaria per capirci. Queste omissioni sono problematiche specialmente tra uomini e donne perché, essendo diversi, quello che è ovvio per l'uno è spesso poco chiaro o ignoto per l'altra - e viceversa.
Se quando parliamo con un partner egli replica spesso chiedendo chiarimenti o esprimendo perplessità (p.es. "Eh?!?", "Di cosa stai parlando?", "Non so a cosa ti riferisci..."), è probabilmente un segno che abbiamo omesso delle informazioni scontate per noi, ma non per lui. Idem se ci ritroviamo a pensare o dire cose tipo "Lo sai cosa intendo!", "Tutti lo sanno", "Ma è ovvio".

Un'altra fonte di incomprensione sono le aspettative non espresse, perché non ci rendiamo conto di averle, o diamo per scontato che siano valide anche per l'altro. Ma è probabile che invece l'altro non abbia idea delle nostre aspettative, oppure che le sue siano diverse dalle nostre. L'unico modo certo per verificare di volere le stesse cose, è parlarne chiaramente.

Uomini e donne vogliono cose diverse

La diversità tra uomini e donne porta all'incomprensione anche perché spesso abbiamo differenti obiettivi. Per esempio, l'impulso maschile a fare sesso con ogni donna graziosa che incontrano, o il bisogno femminile di essere rassicurate di frequente (dovuti alle diverse "strategie evolutive" per i due sessi), risultano sovente incomprensibili al sesso opposto. Ci è difficile capire quel che non ci appartiene, o di cui non abbiamo esperienza.

Consigli sulla comunicazione uomo-donna

Gli uomini spesso parlano in modo letterale, cioè dicono esattamente quel che pensano o vogliono. Le donne no, quindi non prendete alla lettera quello che lei dice, ma cercate di "leggere fra le righe" e cogliere quello che davvero intende. Se notate una contraddizione tra ciò che lei dice e il suo comportamento, ritenete il comportamento un'indicazione più veritiera delle sue parole (i fatti contano più dei discorsi).

Per esempio, quando una donna si lamenta o parla dei suoi problemi (specialmente con il partner), il più delle volte non sta cercando una soluzione ma vuole solo essere ascoltata, sfogarsi, sentire che a lui importa di lei e della sua vita. Invece gli uomini tendono a prenderla alla lettera, si concentrano sul problema e propongono soluzioni (cosa che la fa sentire non ascoltata, non accolta).

Farsi capire da un uomo

Per le donne: quando volete farvi capire da un uomo, ricordate che - in generale - le sue capacità di comunicazione ed empatia sono più limitate delle vostre (meno intuitivo, meno capace di cogliere allusioni, sfumature e sottintesi, ecc.): dite le cose nel modo più chiaro e diretto possibile, senza dare per scontato ciò che per voi è ovvio o risaputo, un po' come fareste con una persona straniera.

Se non capiamo, impegnarsi non serve

Quando un uomo fatica a capire una donna, non di rado lei lo rimprovera di non impegnarsi abbastanza, e lo incita a sforzarsi di più. Ma quando il problema nasce da una comunicazione confusa o ambigua, che l'uomo non è in grado di decifrare, un maggior impegno non serve a nulla; sarebbe come chiedere a qualcuno che non conosce il russo, di sforzarsi maggiormente nel tradurlo: nessuno sforzo produrrà magicamente un'abilità che il soggetto non possiede. La persona che vuole farsi capire deve rendersi conto dei limiti di chi la ascolta, e adattare la sua comunicazione di conseguenza.

Farsi capire è responsabilità di chi trasmette

Nella comunicazione, la responsabilità primaria è del "trasmettitore" (di chi emette il messaggio): è costui (o costei) a cui tocca impegnarsi per rendere il messaggio il più chiaro possibile per il "ricevitore", altrimenti quest'ultimo non potrà fare la sua parte.

Se io parlo senza fare del mio meglio per rendere il messaggio comprensibile, allora ci sono tre possibilità:
  1. forse non mi importa davvero farmi capire;
  2. non rispetto le persone a cui mi rivolgo;
  3. oppure pretendo, con arroganza, che siano loro ad adattarsi a me, e alla mia comunicazione pigra o sciatta.

"Gliel'ho fatto capire" non funziona

Un'affermazione comune fra le donne è "Gliel'ho fatto capire", e questa frase indica due cose:
  • la comunicazione è stata indiretta e sibillina (il messaggio va dedotto e interpretato, non è trasparente e inequivocabile);
  • chi lo dice ha l'aspettativa di essere compresa anche avendo comunicato in modo ambiguo.
Questa frase si riferisce di solito a una comunicazione incompleta o allusiva (frasi tipo "Sai... volevo dire...", "Ti ho pensato..."), o a segnali non verbali ambigui (sguardi, sorrisi, contatto fisico). Il problema è che questi messaggi possono esseri interpretati in mille modi diversi: quello che per il "trasmettitore" è evidente (perché sa benissimo cosa vuole dire), per chi riceve può essere ambiguo, confuso o del tutto incomprensibile.

Questa modalità viene spesso usata per indicare interesse verso qualcuno senza però scoprirsi troppo... ma chi la riceve, nel 99% dei casi rimane perplesso, dubbioso e si pone continue domande sul reale significato di quei segnali; oppure, più semplicemente, non nota affatto la dimostrazione d'interesse.

Perché le donne comunicano in modi ambigui o contraddittori

Naturalmente anche gli uomini a volte si esprimono in modi poco chiari o poco sinceri. Ma sembra che questo accada più frequentemente nelle donne, probabilmente anche per le ragioni che espongo di seguito:
  • Un motivo può essere un diverso funzionamento cerebrale, per cui nel cervello femminile le funzioni logiche sono meno sviluppate di quelle maschili, e viceversa quelle emotive e intuitive sono più sviluppate. Quindi, le donne hanno pensieri meno lineari, più complessi e sfumati.
  • Un altro motivo è culturale: poiché per millenni le donne sono quasi sempre state soggiogate e senza potere, hanno imparato ad essere indirette, a girare intorno ai loro obiettivi, ad essere diplomatiche e persino machiavelliche. Dire apertamente quel che pensavano, o affrontare in modo diretto gli uomini, poteva avere gravi conseguenze.
    Lo stesso vale nell'area della sessualità: molte donne sono più interessate al sesso di quanto dicano, ma sanno bene che rivelarlo le esporrebbe a rischi e giudizi anche pesanti.
  • Infine, può esserci anche una ragione evolutiva: nelle relazioni uomo-donna, i maschi hanno un solo obiettivo, mentre le femmine ne hanno diversi, a volte anche contrastanti. Da qui la tendenza a volere cose diverse, anche in opposizione, o quando sembra che le donne vogliano tutto.

Realtà e utopie

Le donne spesso dicono le cose come (loro pensano che) dovrebbero essere, piuttosto di come sono realmente. Questo è uno dei motivi principali per cui gli uomini restano confusi dalle loro affermazioni. Per esempio, affermare che "Le dimensioni non contano" o che "L'aspetto fisico non è importante" spesso non corrisponde alla realtà, ma le donne lo dicono ugualmente per apparire ben educate, per non ferire l'altro, o perché vorrebbero credere che sia così.
La loro sensibilità emotiva le porta spesso a preferire (inconsapevolmente) l'utopia piuttosto che la dura realtà. Questo vale anche quando danno agli uomini consigli sull'approcciare e conquistare le donne: questi suggerimenti sono spesso ingannevoli e fuorvianti, perché basati sulle loro fantasie romantiche più che sui fatti (vedi paragrafo seguente)

Consigli femminili sulla seduzione e sulle relazioni

Spesso gli uomini chiedono ad amiche e conoscenti consigli su come conquistare una donna, come piacere di più, come far funzionare una relazione. Purtroppo le risposte che ricevono, per quanto piene di buone intenzioni, sono spesso errate o fuorvianti.
Questo accade perché la maggior parte delle persone non sa veramente cosa vuole, anche se crede di saperlo; inoltre, i più non sono onesti con se stessi. Quindi queste donne:
  • Vi diranno cosa secondo loro dovrebbe funzionare, non quello che funziona realmente.
  • Qualcuna potrebbe dirvi cosa funziona per lei, convinta che sia valido per chiunque, ma che magari risulta inutile o controproducente con altre donne (ogni donna è unica - proprio come ogni uomo).
  • Oppure proietteranno su di voi le loro illusioni, i loro sogni, le bugie che raccontano a se stesse.

Non fare il "bravo ragazzo"

Molte donne suggeriscono di comportarsi in una modalità "femminile" (sensibile, rispettoso, gentile, attento, disponibile, paziente... insomma, il classico "bravo ragazzo") perché a loro piacciono quelle qualità, dimenticando però che quel tipo di comportamento risulta non attraente e per nulla sexy alla maggior parte di loro. Certo, lo apprezzano negli amici, e infatti è in quel ruolo che i "bravi ragazzi" finiscono con l'essere relegati.
Le donne sono - generalmente parlando - istintivamente attratte dai maschi dominanti (i cosiddetti "maschi Alfa"), ma siccome molte non ne sono consapevoli, e ad ammetterlo non si fa bella figura, tendono a non riconoscerlo o negarlo; però poi è quel tipo di uomini che accende le loro fantasie.

Consigli da donne

Inoltre, la maggior parte delle donne non comprende (o non ammette) le differenze fondamentali tra uomini e donne: quindi i loro consigli sono modellati su una mentalità femminile, che però molto spesso non è funzionale per un maschio. In questi casi, danno agli uomini i consigli che potrebbero dare ad un'amica: questo porta a suggerimenti che gli uomini trovano confusi, incomprensibili o disfunzionali.

(N.B.: Anche gli uomini danno spesso consigli errati su questi argomenti, ma in questo caso le ragioni sono generalmente ignoranza e presunzione).

Crediamo a delle falsità sugli altri

La vita è complicata, e gli esseri umani lo sono ancor di più: per questo è difficile capire gli altri. Così tendiamo a basarci su stereotipi e luoghi comuni ("Le donne sono così...", "Gli uomini fanno cosà..."), che però molto spesso sono falsi o comunque troppo generici (anche se un comportamento è frequente, non vuol dire che tutti lo facciano, o che lo facciano sempre).
Se credo a questi luoghi comuni, ne sarò condizionato quando mi relaziono con gli altri, e cadrò in errori e incomprensioni:
  • Per esempio, se credo che agli uomini interessi solo il sesso, prenderò ogni gesto di affetto o di interesse come un approccio sessuale, anche quando non lo sono.
  • Oppure, se credo che tutte le donne siano infedeli, sarò sospettoso e accusatorio verso la mia partner, anche senza alcun motivo reale.
Lo stesso accade con i miti e le credenze comuni su sentimenti e relazioni:
  • Nel post "13 bugie sull'amore a cui quasi tutti credono" ho elencato una serie di falsità sulle relazioni, che confondono e creano problemi a miriadi di persone: per esempio, se credo che innamoramento e amore siano la stessa cosa, quando l'innamoramento tenderà a spegnersi (e accade sempre), penserò che anche l'amore stia finendo (ma potrebbe essere vero il contrario).
  • Credere che sia possibile trovare la donna ideale o l'uomo perfetto ci porta ad essere troppo pretenziosi e incontentabili con i (possibili) partner. Così magari ci sembra che non esistano partner decenti, mentre invece siamo noi a sbagliare approccio.

Per relazionarsi efficacemente con gli altri, è necessario riconoscere che dell'altro sappiamo poco, e quel che sappiamo potrebbe anche essere sbagliato (specialmente se arriva da cliché o dalla "saggezza popolare"). Meglio quindi cercare di conoscere direttamente la persona che abbiamo di fronte, senza farci fuorviare da pregiudizi; ed informarsi presso fonti autorevoli (psicologia, studi sociali), piuttosto di credere alle chiacchiere da bar.

La spiegazione più semplice

Quando le cose vanno male, quando gli altri ci deludono, spesso cerchiamo una spiegazione legata al genere: "Ma come pensano gli uomini?", "Ma perché le donne fanno così?"... semplicemente perché non sappiamo metterci nei panni dell'altro, e vedere le sue motivazioni. Molto spesso siamo così concentrati su quello che vogliamo noi, che siamo incapaci di immaginare come l'altro possa volere qualcosa di diverso; oppure ci sembra impensabile e incomprensibile (e non riconosciamo che, al loro posto, magari avremmo fatto lo stesso).
La spiegazione più semplice e concreta per molti comportamenti è questa: ognuno persegue i propri interessi, ognuno cerca la propria felicità. E questo vale per ogni essere vivente. Quando qualcuno ci ignora, si allontana, ci rifiuta, ci abbandona, insegue un'altra persona o delude le nostre aspettative, nel 99% dei casi lo fa semplicemente perché crede che quell'azione lo porterà ad essere (più) felice (oppure a soffrire di meno).

Certo a volte questi comportamenti possono essere scorretti o poco etici, ma quasi mai sono motivati da cattiveria intenzionale o da una psiche contorta. La spiegazione più comune ed ovvia, è il normale e istintivo egoismo che ci spinge verso ciò che desideriamo - che, spesso, non è quello che desidera la persona che ci sta vicino (una situazione tanto spiacevole quanto frequente).

Sia gli uomini che le donne mentono

Infine, uno dei motivi principali per cui è difficile capirsi, è che spesso le persone non dicono quello che pensano veramente:
  • A volte lo facciamo per opportunismo.
    Perché ci conviene, per manipolare gli altri, per evitare problemi. L'onestà non sempre viene premiata; è del tutto comune indossare una "maschera sociale" e dire agli altri quello che vorrebbero sentirsi dire, per assecondarli o ingraziarseli.
  • Ma altre volte mentiamo a fin di bene.
    Diciamo bugie per delicatezza o per compassione: le cosiddette "bugie bianche" sono un modo per non ferire gli altri, per non urtarli o per farli star meglio.
Qualunque sia il motivo, non essere sempre sinceri è un fatto della vita (anche gli animali mentono). Mentire è anche indispensabile per il funzionamento della società: non sopporteremmo una totale sincerità (per un esempio divertente, vedere il film "Il primo dei bugiardi").
Quindi, occorre accettare che le bugie esistono ed esisteranno sempre, e magari sviluppare percezioni e intuizione per accorgerci quando ci raccontano frottole (a meno che preferiamo crederci). Senza dimenticare che tutti mentono, sia le donne che gli uomini.

"Una donna è un paese straniero del quale un uomo non arriva mai a capire fino i fondo i costumi, la politica e la lingua."
(Coventry Patmore)

"Quando si tratta di leggere negli occhi di una donna, la maggior parte degli uomini è analfabeta."
(Heidelinde Weis)

"Il segreto per andare d'accordo con le donne è avere torto."
(Achille Campanile)


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