Perché la monogamia non funziona - 2. Conseguenze, motivazioni, alternative


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Poiché questo argomento è vasto e complesso, l'ho diviso in due parti:
  1. Perché la monogamia non funziona - Ragioni e obiezioni
  2. Perché la monogamia non funziona - Conseguenze, motivazioni, alternative (questo post)

Le conseguenze della monogamia

Le conseguenze per chi continua a crederci possono essere pesanti, sia per la persona che per la relazione. Quando si è convinti che la monogamia romantica debba funzionare sempre e comunque:
  • Ci si sente spinti a fare scelte contrarie al proprio sentire, alla propria verità interiore. Si fatica a vivere appieno il momento, ad apprezzare i partner per quel che sono. Per esempio:
    • se stiamo bene con qualcuno ma non c'è quella "perfezione romantica" in cui crediamo, pensiamo di doverlo lasciare - anche se lo amiamo - per cercare "quello giusto";
    • se abbiamo avuto molte relazioni (anche felici), ci sentiamo sbagliati o sfortunati per non aver ancora incontrato il "partner definitivo", e in ansia per trovarlo il prima possibile - invece di goderci quello che stiamo vivendo;
    • se ci piacciono due persone diverse, crediamo di doverne per forza scegliere una.
  • Si coltivano aspettative elevate e irreali verso il partner e la relazione - che verranno prima o poi deluse.
  • Si avanzano verso il partner pretese che l'altro non può o non si sente di soddisfare; e nessuno reagisce bene quando sente che si pretende da lui. Invece di riconoscere che si pretende troppo, si accusa il partner di non essere all'altezza dell'ideale romantico, che "Non ama abbastanza".
  • Si pone una responsabilità schiacciante sulle spalle del partner, che sente l'obbligo di rendere l'altro sempre felice e soddisfatto - anche quando non è in suo potere.
  • Viene alimentata una mentalità di possesso e controllo, che vede il partner come una proprietà da poter gestire e a cui poter dire cosa fare o non fare. La coppia monogama viene vissuta come una specie di "isola" separata dal mondo: l'altro non viene visto come un essere autonomo e indipendente, ma come una "estensione di sé" la cui libertà appare minacciosa e da scoraggiare.
    Questa mentalità può portare a violenza o persino omicidio del partner (quando questi manifesti interesse per altri, o la volontà di terminare la relazione). La celebrazione della fedeltà e l'esaltazione del "per sempre" possono giustificare, per una mente immatura, l'aggressione verso chi le infrange.
  • Il fatto che la coppia monogamica sia chiusa (non si può coltivare intimità con altri, tutta la felicità relazionale va trovata al suo interno) alimenta ansia, tensione e paure: "Se finisce perderò tutto", "Se l'altro non mi ama più sarò perduto", "Non posso sbagliare perché c'è troppo in gioco", ecc. Molti perdono le loro amicizie quando entrano in coppia (magari per la gelosia dell'altro); si sentono quindi isolati e dipendenti dal partner. Questo è un clima negativo e soffocante, non positivo e costruttivo.
  • Col tempo, aspettative e pretese deluse generano inevitabilmente frustrazione e risentimento: questi corrodono ulteriormente la relazione.
  • Si rischia di non apprezzare più il partner e quello che fa di positivo, concentrandosi invece sulle sue mancanze, sul suo venir meno all'ideale.
  • Ci si sente obbligati a restare insieme anche in caso di unione realmente infelice. Non si considera che uno stato continuo di stress e infelicità può contribuire allo sviluppo di malattie anche gravi: molte patologie sono probabilmente dovute a questi fattori (pensiamo a persone ancora giovani che hanno un infarto, o che sviluppano tumori; il trattenere rabbia e risentimento sembra connesso ad alcuni tipi di cancro).
Alla fine, le coppie che rimangono rigidamente ancorate all'ideale monogamo rischiano di cadere in un vortice di accuse reciproche, e di amarezza per le delusioni. Non sono capaci di perdonarsi per errori e limiti personali (del tutto umani), ma invece pretendono dall'altro un amore "eroico" da romanzo rosa.

“La monogamia alimenta
aspettative, pretese e controllo”

Monogamia come prigione

Uno dei problemi alla base della coppia chiusa, è che parte quando tutto va bene (ci si ama e ci si desidera reciprocamente), ma non considera che questa condizione ideale non dura. Uno dei suoi aspetti paradossali e distruttivi è che obbliga all'esclusività (sessuale e sentimentale) anche quando viene negato l'oggetto di esclusiva:
  • Se sei in coppia monogamica con me puoi fare sesso solo con me, e questo obbligo permane anche quando io non voglio fare sesso con te. Persino la masturbazione e l'uso della pornografia vengono visti come "tradimento". Il paradosso è che io posso negare il tuo bisogno, ed anche negare ogni soddisfazione alternativa.
  • Se sei in coppia con me puoi ricevere amore solo da me, anche quando io sono freddo, chiuso o non ti amo (più). Anche in questo caso, affezionarsi ad altre persone o innamorarsi di altri rimane proibito.
  • In alcuni casi il partner inibisce persino la comunicazione fuori dalla coppia ("Non parlare con altri uomini"; "Non stare a chiacchierare con le colleghe").

La coppia monogamica funziona finché i bisogni relazionali reciproci vengono soddisfatti, ma diventa una "prigione" quando i bisogni fondamentali vengono negati da uno dei partner, e pure la possibilità di soddisfarli altrove (come negli esempi citati sopra). Quando questo accade, la coppia chiusa diventa un luogo gelido, arido e opprimente, governato dall'egoismo e dalla gelosia: "Non ti dò quello che vuoi, e ti proibisco di cercarlo altrove. Non mi interessa che tu sia infelice, sei mio (mia) e devi obbedire".
Alcuni arrivano a ricattare il partner per mantenere questo controllo tirannico, minacciandolo se cerca soddisfazione altrove (usando come arma i figli, il sostegno economico, o la reputazione familiare e sociale).

In sintesi, la coppia chiusa ed esclusiva è una "gabbia dorata" finché il partner nutre i tuoi bisogni (in fondo è per quello che l'hai scelto); ma diventa una prigione soffocante quando il nutrimento viene negato pur mantenendo l'esclusività, senza permettere alternative.
Quando questo accade una soluzione apparentemente semplice sarebbe lasciarsi, ma non sempre è facile. Specialmente quando ci sono elementi che vincolano i partner - figli, proprietà, attività professionali, dipendenza economica, paura della solitudine... - e che, non di rado, vengono usati come ricatto per tenere il partner legato a sé, anche quando egli vorrebbe andarsene.

La monogamia non ha mai funzionato

Va anche detto che la monogamia (per come la intendiamo oggi) non ha mai funzionato realmente: fuori dai romanzi e dalle poesie, le coppie che si sono amate felicemente tutta la vita sono sempre state rare. Ci sono sempre stati amanti e tradimenti, infelicità familiare e separazioni. In generale, in passato le coppie duravano a lungo non per amore o perché fossero felici, ma per esigenze pratiche, di sopravvivenza (vedi per esempio il libro "Storia del matrimonio").

Perché una volta i matrimoni duravano

In passato il matrimonio durava anche perché non ci si aspettava di trovarvi soddisfazione sessuale o emotiva: lui lavorava tutto il giorno, lei badava a casa e figli, e tutto sommato la vita era questa. Se lui non tornava a casa ubriaco e non la picchiava, se lei gli faceva trovare la casa in ordine e la cena sul tavolo, erano già contenti.
Inoltre, sopravvivere da soli era molto dura: per una donna era difficile o impossibile mantenersi; un uomo solo non era in grado di gestire lavoro, casa e figli. In pratica si era dipendenti l'uno dall'altra. Con l'epoca moderna tutto questo è cambiato:
  • Con il migliorare delle condizioni di vita, oggi un individuo può vivere da solo in modo egregio. Stare insieme a qualcuno è diventato una scelta, non più una necessità.
  • Con la parità ottenuta dal femminismo, una donna può mantenersi ed essere indipendente. Se il marito la opprime o la tradisce, ora può lasciarlo.

Una volta i matrimoni duravano non per maggiore virtù o morale, ma perché le condizioni di vita forzavano le persone a restare sposate, anche controvoglia. Oggi non siamo più forzati a restare insieme e siamo molto più liberi di scegliere, perciò quando una relazione o un matrimonio non sono più appaganti scegliamo di uscirne.
Al giorno d'oggi molti matrimoni (o coppie) si disfano semplicemente perché uno dei due si sente insoddisfatto o limitato: si aspettava di trovare nella relazione la completa felicità (magari di mantenere quella del periodo iniziale), e quando questo non accade decide di cercare quella felicità altrove. Le aspettative sono elevatissime e irreali.

“Ci sono sempre stati
amanti e tradimenti,
infelicità familiare e separazioni”

Chi fa funzionare la monogamia?

Ho detto che alcune persone riescono ad avere relazioni monogame felici: ma quante sono, e perché? E soprattutto, puoi essere fra costoro? Probabilmente no.

Quante coppie a lungo termine sono felici? E' difficile dirlo perché si tratta di una misura soggettiva, ma osservando alcune ricerche ("More people are unhappy in their marriages", "Getting married do not make people any happier", "I think 17% of marriages are happy"** - non ho trovato studi in italiano) la percentuale di coppie monogame realmente appagate (non solo in apparenza) sembrerebbe tra il 10 e il 20%.

** Lo scrittore citato nel terzo link qui sopra (autore del libro "You can be right (or you can be married)", nota che metà dei matrimoni finisce; della metà che durano: un terzo è infelice, un terzo è abbastanza soddisfatto, e solo un terzo è felice (17% del totale).

Anche Brad Blanton, psicoterapeuta e terapeuta di coppia americano, nel suo libro "Radical Honesty" (2005) al capitolo 8 osserva:
  • Oltre metà dei matrimoni in questo Paese finiscono in divorzio.
  • Almeno metà dei matrimoni che durano sono unioni rabbiose, co-dipendenti e defunte, basate su paura, letargia e vergogna.
  • Del 25% scarso rimanente, circa la metà mi sembrano famiglie disfunzionali (ma socialmente accettabili).
  • Forse il 12% delle coppie esistenti hanno relazioni vitali, intime, oneste e funzionali - ad essere generosi.

Felici insieme, ma non monogami

Naturalmente alcune di queste coppie felici non saranno realmente monogame, perché ci sarà un/a amante "dietro le quinte". Rammento che è del tutto possibile amare qualcuno ed essere felici insieme, e al contempo desiderare altre persone.
In effetti certe coppie funzionano bene proprio perché uno dei partner (o entrambi) ha una relazione extra-coniugale, che in qualche modo "completa" o compensa squilibri e mancanze nella coppia. Molti ammettono di essere diventati più dolci e attenti verso il compagno da quando hanno un'avventura. A volte il partner ne è persino al corrente e approva: per esempio una moglie con bassa libido, contenta di "delegare" le pressioni sessuali del marito ad un'altra.

Chi è adatto alla monogamia...

Secondo uno studio, la maggior parte delle persone capaci di far funzionare la monogamia ha caratteristiche simili:
  • Hanno una libido scarsa
  • Sono persone "noiose" e di poche pretese, a cui piace vivere una vita "noiosa" (stabile, abitudinaria)
  • Sono attratte da persone altrettanto "noiose", di poche pretese e con libido scarsa
Tutto considerato, non c'è da stupirsi che siano proprio queste le persone che riescono a far funzionare la monogamia: non hanno problemi con la scarsità di sesso, la monotonia, l'abitudine e la mancanza di novità che mandano in crisi la maggior parte delle coppie.

Un'altra caratteristica di chi fa funzionare una relazione monogamica è la capacità di accontentarsi del partner e della relazione; cioè saper apprezzare e godere degli aspetti positivi, trascurando quelli negativi e le mancanze.

... e chi non lo è

Chi invece necessita di continua passione, innamoramento, eccitazione (le famose "farfalle nello pancia"), o possiede una libido elevata, alla lunga sarà frustrato e inappagato dalla monogamia. Peggio ancora se mal sopporta i conflitti, i compromessi e l'abitudine - praticamente inevitabili in ogni relazione prolungata.

Perché crediamo alla monogamia

Ma se tutti questi fatti ne smentiscono la validità, come mai così tanta gente crede nella monogamia? Le ragioni principali sono abbastanza semplici:
  • Crediamo in quello che ci piace e/o ci rassicura: il sogno, la favola, la promessa di un futuro lieto e stabile. La vita reale è incerta e complicata, e per contrasto andiamo alla ricerca di certezze.
  • E poiché preferiamo ciò che ci rassicura, cadiamo in un "bias di conferma": diamo risalto ai casi positivi (i nonni ancora insieme dopo tanti anni, la coppia famosa e felice) e ignoriamo quelli negativi, anche se assai più numerosi e tutto intorno a noi.
  • Quando tutti dicono una cosa, crediamo che quella cosa sia vera. Gli esseri umani sono soggetti all'effetto gregge, per cui tendono a seguire la massa anche quando l'evidenza suggerisce il contrario.
  • L'influsso dei media: articoli, libri, e specialmente canzoni e film, ci raccontano quanto l'amore sia meraviglioso e smuova le montagne. Abbondano le storie di coppie che "vivono per sempre felici e contente", in stile Disney (specialmente nei prodotti destinati al pubblico femminile).
    Questi messaggi alimentano una sorta di "ipnosi collettiva" in cui la monogamia viene elevata a mito, e difficilmente viene messa in discussione.
Quei film e canzoni, però, non parlano quasi mai di quello che succede in seguito; le commedie romantiche si fermano alla fase dell'idillio, allo "stato nascente" in cui la vita appare straordinaria e tutto sembra possibile. Ma è quando si vive insieme per un certo periodo che il partner smette di sembrare un principe o una fata, e invece scopriamo un essere umano con tutti i suoi limiti e difetti.

Perché teniamo alla monogamia

Ma se la monogamia non ci viene naturale, se è così limitante e frustrante - qualcuno dirà - come mai le persone ci tengono tanto? Anche qui la risposta è semplice: perché ci offre sicurezza. La vediamo come una "assicurazione" che impedisce (o quantomeno limita) la possibilità che il partner ci tradisca, ci sostituisca con qualcun altro o ci abbandoni.
Le ragioni alla base della monogamia sono la paura e il controllo. Infatti storicamente è stata istituita per limitare la libertà sessuale di donne e uomini: per assicurarsi che i figli fossero realmente del padre, e che il patrimonio familiare non venisse disperso. In pratica, la monogamia viene (implicitamente) vissuta come un contratto che dice "Non farò quello che vorrei, così anche tu non farai quello che vorresti - e che temo" (ovvero interessarsi ad altre persone, farci sesso, e magari preferirle a noi).

Due pesi e due misure

All'inizio della relazione, quando ci innamoriamo, la monogamia può essere un ideale sincero e sentito. Ma sul lungo periodo la maggior parte delle persone finisce col patire la monogamia, però la tollera per la sicurezza che offre. Infatti sono molte le persone (sia uomini che donne) che, in confidenza, ammettono di voler fare sesso fuori dalla relazione; ma che non concederebbero la stessa libertà al partner. Questo "doppio standard" conferma che usiamo la monogamia per controllare il partner, anche se non crediamo veramente in essa:
  • Infatti molti partner infedeli si infuriano quando scoprono di essere stati, a loro volta, traditi! Il loro comportamento dice "Tu mi devi essere fedele - anche se io non riesco ad esserlo". Dietro questi comportamenti non c'è un ideale romantico, ma un bisogno di controllo.
  • Lo stesso avviene quando un partner non vuole più fare sesso, ma proibisce comunque all'altro di poter fare sesso con altre persone. In questo caso non c'è nemmeno più la paura di perdere qualcosa di prezioso (la sessualità condivisa), ma permane comunque l'impulso di controllare l'altro e tenerlo per sé - come se fosse una proprietà.

Avviso ai maschi ottimisti

Se dopo aver letto tutto questo sei ancora convinto/a che il matrimonio faccia per te, e che comunque valga la pena di provarci, ti faccio i miei migliori auguri. :-)
Ma se sei un uomo, ti suggerisco anche di considerare questi fattori:
  • In caso di divorzio probabilmente pagherai alla tua ex-moglie gli alimenti, magari per il resto della tua vita - che tu te lo possa permettere o no.
  • Se ci sono dei figli, oltre a pagare il loro mantenimento (anche ben oltre la maggiore età) non è detto che tu riesca a vederli. I figli sono quasi sempre affidati alla madre, e se lei vuole può benissimo tagliarti fuori dalla loro vita (magari per vendetta) raccontando bugie al giudice.
  • Se avete acquistato casa insieme, o persino se è di tua proprietà, in presenza di figli perderai la casa (almeno fino alla loro maggior età e indipendenza). Ma anche in assenza di figli, potrebbe venire assegnata alla donna in quanto "parte debole".
  • La maggior parte dei divorzi è voluta dalla donna: anche se tu non vorrai mai separarti, è probabile che lei lo vorrà. La tua compagna potrebbe essere un'eccezione, ma le probabilità sono a tuo sfavore.
Insomma, una donna che si sposa non corre rischi se il matrimonio finisce male: la legge è praticamente sempre dalla sua parte. Per l'uomo invece i rischi sono elevati. Pensaci se lei insiste per farsi sposare: a lei conviene comunque, a te mica tanto.

“Il matrimonio
conviene alla donna,
all'uomo molto meno”

Le alternative alla monogamia romantica

Quindi, se la monogamia a vita assomiglia ad una utopia irrealistica, cosa possiamo fare? Le alternative possibili e realistiche sono due:
  1. Si sceglie uno stile di vita monogamo, consapevoli delle varie difficoltà che comporta; e si prevede uno spazio di tolleranza e perdono per i "cedimenti" del partner (mancanze e difetti, incertezze, desideri esterni alla coppia, sbandate, tradimenti) - invece di pretendere una perfezione sovrumana.
    Inoltre si riconosce che entrambii i partner non saranno mai perfetti e ideali, quindi si accetta di "accontentarsi" della relazione - con tutti i suoi pregi e difetti - invece di aspettarsi una soddisfazione totale.
  2. Oppure si riconosce che la monogamia potrebbe non fare per noi, che è troppo restrittiva e non adeguata alla nostra natura, e si decide di sperimentare qualche forma di non-monogamia (coppia aperta, poliamore, ecc.) per vedere se è adatta a noi.
La prima appare come la soluzione più praticabile per la maggioranza delle persone, specialmente quelle con mentalità tradizionale o più bisognose di sicurezze. La seconda è invece adatta a chi ha una mentalità più "avventurosa", curiosa e indipendente.

Al di là delle scelte relazionali, è consigliabile riconoscere che molto probabilmente la propria relazione sarà temporanea - come la vita stessa. Questa consapevolezza può aiutarci ad avere aspettative più realistiche, e ad apprezzare di più la relazione invece di darla per scontata: ci invita a concentrarci sulla sua qualità, piuttosto che sulla sua durata.


Bibliografia minima

Di seguito cito alcuni libri dedicati a monogamia e stili relazionali alternativi (o argomenti collegati), e da cui ho tratto idee e informazioni:
  • "Il mito della monogamia" ("The Myth of Monogamy"), di David P. Barash e Judith Eve Lipton.
    Gli autori smontano l'idea che la monogamia sia naturale, sulla base di numerose prove che provengono sia dalle scienze umane che da zoologia ed etologia.
  • "Marriage, a History" ("Storia del matrimonio"), di Stephanie Coontz.
    Una carrellata sul matrimonio nel corso del tempo e nelle varie culture. Il matrimonio come lo intendiamo oggi (basato sull'amore) è un'invenzione piuttosto recente: si è sviluppato a partire dalla fine del XVIII secolo, fino a diventare lo standard solo nella metà del XX secolo.
  • "In principio era il sesso" ("Sex at Dawn"), di Christopher Ryan e Cacilda Jethá.
    Ci è sempre stato detto che nella nostra specie la monogamia è un istinto naturale. Oggi questa argomentazione sta collassando. Sempre meno coppie si sposano, il tasso di divorzi cresce assieme ai tradimenti, il desiderio sessuale mina le basi dei matrimoni più solidi. Secondo gli autori, gli esseri umani si sono evoluti in gruppi che condividevano cibo, cura dei bambini e, spesso, partner sessuali.
  • "L'intelligenza erotica" ("Mating in Captivity"), di Esther Perel.
    La stabilità amorosa è la tomba del sesso: la sicurezza sentimentale si paga in svalutazione erotica. Per aprire la gabbia che ci costringe alla cattività sessuale, e trovare la strada per un erotismo domestico ma non addomesticato.
  • "La zoccola etica" ("The Ethical Slut"), di Dossie Easton and Janet W. Hardy.
    Viene messo in discussione il mito tradizionale della monogamia come unico modo accettabile di amare. Non esiste un modo di relazionarsi giusto o sbagliato a priori, ma solo quello che è giusto per ciascuno. Nel libro si esplorano numerose possibilità di relazione, da quella asessuale alla monogamia, dalla coppia aperta al poliamore.

Altre informazioni e concetti sono stati presi dagli scritti del blogger Caleb Jones (conosciuto anche come BlackDragon). In particolare dal PDF "Why long term monogamy no longer works in the modern era" (non più disponibile online) e dal post "Why monogamy doesn’t work".


"Si dovrebbe essere sempre innamorati. Ecco perché non bisognerebbe mai sposarsi!"
(Oscar Wilde)


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5 commenti :

  1. Sempre meno coppie si sposano

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    1. Il femminismo è andato ben oltre, ora non è più nemmeno necessario un matrimonio per la femmina, può portarti via tutto anche se non sei sposato, le basta dimostrare di avere avuto con te una relazione continua e duratura. All'ovest, l'unica soluzione è andare contro la nostra stessa natura ed evitare qualunque coinvolgimento con una femmina, a meno che non sia una prostituta. Accordo a breve termine che funziona sempre.

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    2. La tua sembra una posizione "MGTOW" (Men going their own way), o addirittura "Black Pill"; che io trovo estreme e poco funzionali.
      Quello che dici è vero e può accadere, ma non è sempre così. Non è che tutte le donne siano mostri senza coscienza, o "vampiri" inclini a prosciugare l'uomo. Se così fosse non ci sarebbero in giro tante coppie più o meno felici, ma che comunque funzionano.

      Se la comune visione romantica (definibile anche Blue Pill) è certamente troppo idealizzata e irrealistica (le favole hollywoodiane, "E vissero per sempre felici e contenti"), il suo opposto disperato e nichilista (Black Pill: "L'amore non esiste, le donne sono tutte egoiste e malvage, tutto è perduto") è altrettanto irrealistico.
      La verità sta nel mezzo. :-)

      Relazioni sane e felici sono possibili (anche se non facili), però richiedono l'essere una persona di qualità, matura e creativa.
      Chi fallisce sempre nelle relazioni è spesso una persona di "scarsa qualità" (poco evoluta), che però non lo riconosce e scarica la colpa sugli altri (cioè fa la vittima). Le "vittime" dicono sempre "Non è colpa mia!".

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  2. Caro Valter, vorrei innanzitutto farti i miei complimenti per il blog. L'ho scoperto quasi per caso un paio di giorni fa, e ne ho letto gran parte. Mi piace molto lo stile che usi, sempre logico e chiaro.
    Volendo riassumere in poche lettere ció che scrivi nella maggior parte dei post: la tua visione è che esistano bene o male due categorie di uomini, alpha e beta, e che le donne (e in parte anche gli altri maschi in ambito di amicizia o lavorativo) hanno un'attrazione innata per le caratteristiche degli alpha. Da questa ipotesi bene o male fai derivare tutta una serie di corollari. Ció che ovviamente rende interessante e positivo il discorso è che chi nasce beta non è destinato all'estinzione ma puó cercare di rendersi piú attraente in vari modi che tu spieghi perfettamente.
    Una cosa che condivido in pieno è l'aggiunta a queste due categorie di tutta una serie di sfumature. In fin dei conti siamo umani e non branchi di lupi, e probabilmente il maschio alpha e beta puri non esistono, ma ci sono tutta una serie di colori intermedi. E io, per quanto mi riguarda e con tutti i miei difetti, credo di essere proprio la classica via di mezzo. Al giorno d'oggi chissá perché tutti vogliono essere estremisti, ma per me la felicitá risiede ancora nell'aurea mediocritas decantata due millenni fa da Orazio, perció sono contento di ció che sono caratterialmente.
    E ora arrivo al punto in cui non concordo con te. In questo post tratti l'argomento della monogamia. In modo oggettivo dimostri che le donne e gli uomini non sono innatamente monogami, ma piuttosto "monogami a tratti", se mi consenti il termine. Non capisco perché ne debba derivare che la felicitá debba peró risiedere nel cambiare per forza partner. La felicitá secondo me è di avere una vita come la si desidera e non semplicemente assecondare i propri istinti come fossimo bestie (dico bestie e non animali perché spesso persino gli animali sanno controllare i propri istinti). Sono felicemente sposato da una decina d'anni con una donna che amo e da cui ho avuto due splendide bambine. Vorrei vivere con la mia famiglia le piú belle avventure e non avrei interesse a preferire una vita da divorziato solo per allettare il mio istinto primordiale riproduttivo. Ma capita anche a me di incrociare lo sguardo della mia collega piú giovane, che mentre mi illustra i dati statistici di produzione mi guarda con quegli occhioni blu che mi dicono "se mi salti addosso ora io ci sto". Ma sinceramente questo significherebbe buttare al vento all'istante una brillante carriera lavorativa, e la prospettiva di una vacanza estiva felice e meritata con mia moglie e le mie figlie, che amo piú della mia vita. Mentre la collega, beh, sí è molto attraente ma non mi darebbe una prospettiva di vita altrettanto allettante. Certo, magari un giorno sará mia moglie a stancarsi di me, attratta da un maschio con un valore di mercato superiore al mio. Chi lo puó dire a priori? Peró val la pena provare perché il matrimonio, o una convivenza a lungo termine per chi non desidera contratti pubblici e cerimonie, ha importanti vantaggi, alcuni dei quali molto ovvi. È bello corteggiare ed essere corteggiati quando si è nel fiore degli anni, ma è molto piú comodo tornare a casa dal lavoro e trovare il proprio partner giá lí disponibile per te (figli e altre faccende permettendo). Il tempo che prima perdevo per cercare la donna giusta per me, e che magari poi non mi corrispondeva, ora lo impiego per qualcosa di piú proficuo, leggere un libro, passare del tempo con i figli, praticare sport... e senza dover rinunciare al sesso. Non è una cosa da poco.
    Con ció non volevo farti cambiare idea, ognuno ha la sua vita e i suoi traguardi. Ció che invece volevo dire è che il matrimonio forse non è per tutti e richiede sacrifici, ma chi fa questa scelta alla fine ne è ampiamente ripagato. Anche l'eterno single potrá essere felice, certo, ma si tratta di scelte personali e non tutti siamo uguali. E per fortuna aggiungerei, altrimenti il mondo sarebbe banale e noioso.

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    1. Grazie per l'apprezzamento e per il commento intelligente e approfondito :-)
      Merita una risposta dettagliata, ma i Commenti non sono lo spazio adatto; rispondo quindi in modo sintetico.

      > Alfa e Beta
      E' una semplificazione, utile in certi casi, ma non è un modello omnicomprensivo. Lo uso più che altro per spiegare i motivi per cui molte donne sono attratte dal tipo Alfa.
      E' come parlare di rosso e blu, per semplicità, ma in realtà i colori non sono sette: sono infiniti.

      > Tutti vogliono essere estremisti
      Perché è più emozionante, e viene istintivo.
      La saggezza sta nel mezzo... ma i saggi sono sempre pochi ;-)

      > la felicitá debba peró risiedere nel cambiare per forza partner
      Mai detto questo.
      E' un desiderio che sorge spesso, ma non l'unica via:
      - C'è chi trova soddisfazione entro la coppia
      - C'è chi si trova un amante
      - C'è chi sperimenta relazioni aperte
      - C'è persino chi preferisce restare solo/a...

      > Sono felicemente sposato da una decina d'anni
      Sono contento per te, ma non sono stupito :-)
      Forse non hai letto tutto, ma ho scritto che le coppie monogamiche felici esistono, però sono rare (pare un 10-20%). Non ho mai detto che sono impossibili.
      Non fermarti al titolo, che è una semplificazione.

      > la collega, beh, sí è molto attraente
      Confermi la mia tesi che siamo creature promiscue, non monogamiche.
      La tua monogamia è una scelta razionale, sensata ed ammirabile, ma non quello che ti viene spontaneo.
      Il tuo essere autentico, totale, vorrebbe entrambe: la relazione d'amore con tua moglie, e quella di sesso con la collega ;-)

      Poi concordo con le tue scelte: il tuo matrimonio vale sicuramente più di un'avventura. Ma non è tutta la tua "verità interiore".

      > il matrimonio forse non è per tutti
      Su questo siamo d'accordo.
      L'errore è infatti, per me, proporlo come obiettivo standard. Non tutti hanno le capacità per far funzionare un matrimonio, e non tutte le coppie sono destinate a quel traguardo.

      > ma chi fa questa scelta alla fine ne è ampiamente ripagato.
      Questo non puoi dirlo in generale. Dipende dalle persone coinvolte.
      Solo perché il tuo funziona, non implica che valga per tutti.

      Come tu stesso scrivi, "si tratta di scelte personali": ognuno deve scoprire quello che lo rende felice - e non è mai uguale per tutti.

      Elimina

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