Perché la monogamia non funziona

Forse l'idea romantica più diffusa è quella della monogamia a vita*. Ovvero che sia del tutto naturale stare insieme allo stesso partner per sempre, trovare in lui (o lei) ogni cosa che cerchiamo, e non provare alcun interesse (specialmente sessuale) per altre persone. A questa idea sono legate convinzioni del tipo:
  • Un unico partner può soddisfare tutti i miei bisogni
  • Potrò essere felice con lui/lei fino alla fine dei miei giorni
  • Quando qualcuno mi ama non proverà interesse per nessun altro
In realtà le relazioni, anche quelle migliori, non funzionano così. La prova più evidente è la quantità di tradimenti (che accadono nella maggioranza delle coppie) e di divorzi (in Italia oltre la metà dei matrimoni finisce). Sono numeri troppo elevati per credere che i fallimenti siano dovuti solo a difetti individuali: è proprio la monogamia che non funziona come ci raccontano (né peraltro ha mai funzionato: tradimenti e separazioni sono sempre esistiti).

* Definizione di monogamia

Quella di cui parlo è la forma più comune di "monogamia romantica" (ovvero quella contemporanea e più frequentemente ritratta nei media): un rapporto esclusivo (affettivamente e sessualmente) con la stessa persona per tutta la vita ("Finché morte non ci separi"), in cui entrambi i partner trovano pieno appagamento nell'altro ("E vissero per sempre felici e contenti").

"Monogamia" deriva dal greco mònos (unico), e gàmos (nozze). Quindi indica "unica unione", e non "unica moglie" (come molti credono).

Monogamia: pregi e difetti

Naturalmente la monogamia presenta anche numerosi aspetti positivi, che qui non esamino perché ben noti. Lo scopo di questo post non è distruggere la monogamia, bensì evidenziarne tutte le difficoltà e i limiti intrinseci (che solitamente vengono ignorati o negati), allo scopo di:
  • Aiutare chi la vive con difficoltà a capirne i motivi.
  • Per chi sta per compiere una scelta relazionale importante (come il matrimonio), a farlo con consapevolezza dei problemi a cui probabilmente andrà incontro.
  • Sfatare falsità e illusioni che portano spesso a vivere le relazioni in modo disfunzionale.

Il problema non è la monogamia in sé: se scelta liberamente e vissuta positivamente, va benissimo.
Il problema semmai è vedere (e imporre) la monogamia come unica e inevitabile forma di relazione sentimentale, posizione che in inglese viene chiamata "compulsory monogamy", cioè "monogamia obbligata": la regola sociale per cui tutti - e specialmente le donne - devono essere in una relazione monogama per venire considerati adulti maturi e moralmente corretti.

Le ragioni per cui non funziona

Ma perché la monogamia romantica è un ideale che non può funzionare (tranne forse che in poche fortunate eccezioni)? Per una serie di ragioni:
  • Nessun partner può soddisfare completamente i bisogni dell'altro: ci sarà sempre qualche limite, qualche incomprensione, qualche differenza che separa. E viene naturale cercare altrove quello che ci manca.
  • Crediamo che lo stato felice e idilliaco dell'innamoramento (o l'estasi della "energia delle nuove relazioni") possa durare per sempre: ma ogni innamoramento è destinato a finire.
  • Lo psicologo Daniel Gilbert (autore di "Felici si diventa" - "Stumbling on happiness"), ha osservato che prevediamo ciò che ci renderà felici in futuro basandoci su come ci sentiamo nel presente. Ecco perché una coppia felice progetta il suo futuro immaginando di provare gli stessi sentimenti a distanza di anni. Ma queste previsioni sono ingannevoli: quasi mai il futuro si sviluppa come lo immaginiamo.
    Quando diciamo "Ti amerò per sempre!" siamo sinceri, ma non sappiamo immaginare quanto i nostri sentimenti ed emozioni cambieranno nel tempo.
  • Le persone cambiano, inevitabilmente. E spesso due persone cambiano in modi differenti. Il partner con cui stavamo benissimo, tra alcuni anni potrebbe diventare qualcuno con cui non ci capiamo, che ha bisogni e progetti diversi dai nostri, con cui abbiamo sempre meno in comune.
  • Le aspettative romantiche sono troppo elevate e ideali: nessun partner o relazione reali potrà soddisfarle. Prima o poi ci si ritrova delusi, ma si continua a sperare che con altri andrà meglio (da cui tradimenti e separazioni).
  • Gli esseri umani hanno bisogno di varietà. Provate a pensare di passare tutta la vita mangiando sempre la stessa pietanza, vestiti sempre allo stesso modo, restando sempre nello stesso luogo: vi sentireste a vostro agio e appagati?
  • Non è nel nostro DNA: tra i mammiferi solo il 3% delle specie è monogama. Tra i primati sociali nessuna lo è; e i primati più simili a noi (scimpanzé e bonobo) sono promiscui.
  • In pratica, la fedeltà non è nella nostra natura:
  • Inoltre, col tempo la fedeltà diventa sempre più difficile. Non dipende dall'amare il partner o meno: anche se lo amiamo, dopo un certo periodo (di solito tre anni al massimo) la fedeltà sessuale ci starà stretta. L'uomo sentirà sempre più la voglia di fare sesso con altre donne; la donna si stancherà di fare sesso col proprio partner .
    Da notare che questo accade nella maggioranza delle coppie di lunga data - non illudetevi che "per voi sarà diverso".
Non voglio dire che una vita monogama sia impossibile, ma che non ci viene per nulla naturale; e per riuscirci sono necessari grande impegno, capacità e maturità - nonché una buona dose di fortuna. Insomma, la monogamia a vita non è un istinto innato (come ci viene raccontato), ma una convenzione sociale. E' una bella favola romantica, che però raramente funziona in realtà.

“La monogamia è possibile,
ma non ci viene per nulla naturale”

Le aspettative romantiche

Uno dei motivi primari per cui la monogamia moderna fallisce così spesso, è proprio il suo essere basata su ideali romantici irreali.

Come osserva questo articolo, il Romanticismo ci porta ad aspettarci che il nostro partner (e specialmente il coniuge) sia il nostro amante appassionato e fedele, migliore amico, confidente, infermiere, terapeuta, autista, cuoco, consulente finanziario, accompagnatore sociale e compagno di viaggi, nonché generoso dispensatore d'amore - e tutto questo instancabilmente per anni e anni.
Se volessimo assumere un collaboratore, non penseremmo mai che una singola persona possa svolgere adeguatamente tutti quei ruoli; eppure ce lo aspettiamo da un partner. E quando costui viene meno in uno di questi compiti (come inevitabilmente accade), tendiamo a pensare che sia dovuto al suo essere la "persona sbagliata", o non alla nostra altezza - invece di riconoscere l'enormità delle nostre aspettative, e la perfezione sovrumana che pretendiamo dal partner.

L'ideale romantico esclude tutto quello che è solo "abbastanza buono" (che per molti versi è il massimo a cui una persona normale può arrivare): ci convince che possiamo trovare un amore straordinario anche se siamo persone ordinarie. E quando una relazione si rivela "ordinaria", spesso cerchiamo qualcosa di meglio.

I bisogni insoddisfatti

Il motivo principale per cui stiamo in una relazione è per soddisfare i nostri bisogni. Infatti siamo attratti dalle persone in grado di soddisfarli - o che noi crediamo possano farlo.
Quindi, quando i bisogni di ciascuno non vengono più soddisfatti a sufficienza (perché subentrano monotonia e abitudine, perché siamo cambiati, perché ci si dà per scontati, per egoismo...), si diventa inquieti e il legame si allenta: in alcuni casi si cerca altrove la soddisfazione che manca (tradimento), oppure si chiude definitivamente quando la relazione è diventata più un peso che una gioia (separazione).

Non è questione di amore: possiamo ancora amare il partner ma, se non nutre più i nostri bisogni, prima o poi sentiremo le necessità di andare verso qualcuno che può farlo. Quando amo qualcuno la sua felicità diventa importante per me, certo, ma i miei bisogni continuano ad esistere.

L'origine dei tradimenti

Siamo abituati a pensare che il tradimento sia dovuto all'arrivo di un "terzo incomodo", di una persona che spezza l'equilibrio della coppia. Ma il più delle volte quell'equilibrio si era alterato già da tempo, e il problema era sorto ben prima dell'incontro fatale.

L'ideale romantico ci dice che il partner appagherà tutti i nostri bisogni; il mondo attuale ci dice che meritiamo di essere felici (da notare che queste sono idee moderne: sarebbero suonate assurde prima del Romanticismo).
Quando un partner delude queste aspettative ripetutamente (per suoi limiti o perché la vita è complicata e difficile per tutti), pian piano si apre una "crepa" nella relazione; che si allarga fino al punto in cui qualcosa dentro di noi scatta, e consideriamo di cercare fuori dalla coppia quella felicità e soddisfazione che riteniamo di meritare.
Spesso non ne siamo consapevoli, ma qualcosa in noi si è rotto e una porta si è aperta. A quel punto può bastare un momento di crisi, un'occasione stimolante o una persona affascinante a farci varcare la soglia. Il tradimento inizia in quel momento, ma ha le sue radici ben prima, in tutte le delusioni, le disattenzioni e le incomprensioni che hanno allargato la "crepa" tra i partner.

E' comodo e consolatorio pensare che la responsabilità di un tradimento sia totalmente del traditore. Ma una relazione si costruisce in due, e molto spesso entrambi i partner hanno contribuito - ognuno a suo modo - allo sfaldamento dell'unione che ha poi portato al tradimento: dare l'altro per scontato, farlo sentire incompreso, trascurato o ignorato, non comunicare quello che si sente, ecc.
Piuttosto che riversare tutte le colpe sul traditore (e ritenere il tradito una vittima innocente), sarebbe molto più utile e costruttivo vedere il tradimento come sintomo di un "malessere della coppia"; ed esaminare insieme cosa non ha funzionato, e come si potrebbe migliorare entrambi.

La monogamia funziona se...

E' facile pensare che la monogamia funzioni solo perché due restano insieme - ma non è così semplice. Per dire che funziona, dev'essere una scelta libera e positiva (non forzata o controvoglia). Vediamo alcuni aspetti importanti.

La monogamia implica la fedeltà

Quando parlo di monogamia, includo il concetto di fedeltà sessuale - senza eccezioni. Se un partner tradisce di nascosto, non è monogamo, è bugiardo. Dire di essere a favore della monogamia e poi tradire, è come dire di essere onesti e poi rubare.

La monogamia non è temporanea

In questo post parlo della monogamia a vita, o comunque sulla lunga distanza (decine di anni). Sul breve periodo è possibile vivere una monogamia felice, specialmente finché dura l'innamoramento (al massimo due-tre anni). E' nel periodo successivo che diventa difficile.
Chi resta monogamo finché tutto va bene, poi trova un altro partner e ricomincia da capo, e così via, è un "monogamo seriale" - che è una cosa diversa, e lontana dall'ideale del "partner per la vita".

La monogamia prevede la soddisfazione dei partner

Il concetto moderno (romantico) di monogamia include la soddisfazione e la felicità dei partner; nessuno oggi sta in coppia solo per ragioni pratiche (almeno in Occidente). Quindi, non si può dire che la monogamia (o un matrimonio) "funziona" se i partner sono prevalentemente infelici, frustrati, o si detestano.
Le coppie che vengono portate ad esempio di "monogamia che funziona", invece, sono spesso di questo tipo: non stanno insieme per amore o perché sono felici insieme, ma per una serie di altre ragioni: paura della solitudine, mentalità tradizionale, regole religiose, preoccupazione per la condanna sociale, problemi economici, bisogno di sicurezza, ecc. Dall'esterno questa infelicità potrebbe non essere visibile, ma se vi avvicinate abbastanza la noterete spesso, probabilmente in oltre la metà dei matrimoni di lunga data.

Inoltre, un altro tipo di matrimonio "che dura" è quello in cui uno dei due comanda, e l'altro è sottomesso. Nella cultura tradizionale e patriarcale di solito era il marito a comandare, oggi spesso è invece la moglie - ma in queste coppie c'è comunque un partner che comanda, e l'altro che obbedisce. Dubito che in molti accetterebbero a priori una condizione di sottomissione a vita.

“Molte coppie durano
ma sono comunque infelici”

Alcune obiezioni

Come per tutti gli argomenti "scomodi", anche questo solleva una serie di obiezioni e resistenze emotive (ma scollegate dai fatti). L'ultima cosa che le persone vogliono sentirsi dire è una verità scomoda. Esamino quindi alcune tra le obiezioni più comuni.

Il mito della "persona giusta"

Alcuni potrebbero ribattere che la monogamia viene naturale e facile, una volta che si sia trovata la "persona giusta". Purtroppo in realtà anche quello della "persona giusta" (la donna ideale, il principe azzurro) è un mito romantico.
Nessuna persona è mai su misura per noi, né corrisponde a tutti i nostri bisogni e particolarità (a meno che sia un nostro clone). Anche il partner migliore e più compatibile sarà comunque un individuo diverso da me, con le sue esigenze, mancanze e problematiche; anche lui sarà un essere umano imperfetto e fallibile, come tutti. Anche con lui, quindi, si applicheranno i limiti propri della monogamia (anche se magari in misura minore che con altri).

Credere alla "persona giusta" ci pone alla mercé del fato

Inoltre, questo mito ci espone ai capricci del fato: è un po' come credere che "Avrò risolto i miei problemi economici quando vincerò la lotteria". Come non abbiamo alcun controllo sulla lotteria, così non abbiamo il potere di incontrare questa fantomatica persona.
Non esiste un sistema concreto per trovare la "persona giusta". Quindi crederci mi rende impotente, perché l'esito non dipende da me, ma da un ipotetico incontro su cui non ho controllo. Certo posso cercare e andare e fare, ma senza alcuna garanzia di risultato: sono comunque alla mercé del caso.

La monogamia non funziona per gli uomini, ma nemmeno per le donne

Alcuni potrebbero pensare che quantomeno per le donne, la monogamia funziona realmente: "E' vero, gli uomini hanno questo desiderio di fare sesso con donne diverse, ma le donne no - loro pensano - le donne sono per la fedeltà e la stabilità affettiva".
Beh, non proprio. Non sul lungo periodo, almeno. E' vero che le donne tendono meno alla promiscuità degli uomini, ma anche loro sentono il bisogno di varietà e tendono a sentirsi annoiate e frustrate sul lungo periodo; per esempio:
  • In genere sono le donne a diminuire o smettere l'attività sessuale nella coppia.
  • Nella maggioranza dei casi (oltre i due terzi) sono le donne a scegliere di separarsi o divorziare.
Questo prova che anche le donne, sulla distanza, trovano insoddisfacente una relazione monogamica: in teoria la vogliono, ma poi nei fatti scoprono che gli va stretta. Non bisogna fidarsi di quello che le donne dicono (a parlare siam tutti bravi), bisogna osservare i fatti.

Crollo del desiderio femminile e monogamia

Riguardo il crollo del desiderio sessuale femminile nelle relazioni monogame, un articolo del New York Times Magazine ha esaminato varie ricerche scientifiche sull'argomento, rilevando che è proprio la monogamia ad essere una della cause primarie:
  • Per molte donne, la causa del loro malessere sessuale sembra essere la monogamia stessa.
  • Donne e uomini in nuove relazioni riferiscono, in media, una voglia più o meno uguale l'una per l'altro. Ma per le donne che sono insieme ai loro partner da uno a quattro anni, inizia un declino - che continua, lasciando il desiderio maschile molto più alto.
  • Nel corso del tempo, le donne che non vivono insieme ai loro partner mantengono il loro desiderio molto più delle donne che [convivono].
  • "L'erotismo richiede distanza", scrive l'esperta di relazioni Esther Perel in "L'intelligenza erotica" (confermando il punto precedente).
  • Alle coppie lesbiche sembra non andar meglio, e forse peggio, nel mantenere l'ardore sessuale reciproco (indice che non è questione di maschi o femmine).
  • Alla base [dei loro problemi] sembrava esserci una causa comune: si erano tutte stancate del sesso con i loro partner di lunga durata.
  • Studi condotti di recente iniziano a suggerire che l'eros femminile non è minimamente programmato per la fedeltà.
Questo accade anche quando le donne amano il proprio compagno, ed egli non offre alcun motivo ragionevole per questo calo di desiderio. Il calo non è quindi originato da assenza d'amore o da carenze del partner (benché questi fattori possano ovviamente contribuire).

“Sulla distanza, anche le donne
sono frustrate dalla monogamia.”

Per me sarà diverso

Un aspetto curioso della psiche umana, è la tendenza a credere di essere unico e "speciale". In questo caso, di fronte ad una serie di prove e argomenti concreti sulla infondatezza della monogamia, molti potrebbero obiettare "Per me (noi) sarà diverso. Io la farò funzionare. Noi saremo sempre felici insieme".
Purtroppo nella maggior parte dei casi non va così: in realtà siamo tutti simili, e abbiamo problemi simili. Siamo molto più facilmente la regola, non l'eccezione. Credere diversamente, senza ragioni concrete, è una sorta di "pensiero magico".

Uno degli ostacoli è che la volontà o l'amore non bastano:
  • Puoi controllare te stesso, ma non il partner.
  • Puoi decidere le tue azioni, ma non le tue emozioni o i sentimenti (non hai deciso tu di innamorarti, e non sarai tu a decidere quando finirà).
  • Non puoi cambiare la tua biologia (o quella del partner), che non è programmata per la monogamia.
  • Inevitabilmente cambierai, in modi che non sempre puoi prevedere; anche il partner cambierà, in modi che non sempre ti piaceranno (e che non puoi decidere). Potreste ritrovarvi come due estranei, o due persone che si annoiano a morte, o che non si sopportano.
  • Poiché non puoi controllare il partner, né gli eventi esterni, anche se tu sei una di quelle persone per cui la monogamia funziona al 100% (esistono, benché rare), è sempre possibile che sia l'altro a stancarsi e tradire o andarsene. Nella maggior parte delle separazioni, la decisione è unilaterale; l'altro la subisce. Se sei un uomo, questo è ancora più probabile.
Quindi, anche nei rari casi in cui tu sia davvero "speciale", non c'è garanzia che lo sarà anche il tuo partner.

Le conseguenze della monogamia

Le conseguenze per chi continua a crederci possono essere pesanti, sia per la persona che per la relazione. Quando si è convinti che la monogamia romantica debba funzionare sempre e comunque:
  • Ci si sente spinti a fare scelte contrarie al proprio sentire, alla propria verità interiore. Si fatica a vivere appieno il momento, ad apprezzare i partner per quel che sono. Per esempio:
    • se stiamo bene qualcuno ma non c'è quella "perfezione romantica" in cui crediamo, pensiamo di doverlo lasciare - anche se lo amiamo - per cercare "quello giusto";
    • se abbiamo avuto molte relazioni (anche felici), ci sentiamo sbagliati o sfortunati per non aver ancora incontrato il "partner definitivo", e in ansia per trovarlo il prima possibile - invece di goderci quello che stiamo vivendo;
    • se ci piacciono due persone diverse, crediamo di doverne per forza scegliere una.
  • Si coltivano aspettative elevate e irreali verso il partner e la relazione - che verranno prima o poi deluse.
  • Si avanzano verso il partner pretese che l'altro non può o non si sente di soddisfare; e nessuno reagisce bene quando sente che si pretende da lui. Invece di riconoscere che si pretende troppo, si accusa il partner di non essere all'altezza dell'ideale romantico, che "Non ama abbastanza".
  • Si pone una responsabilità schiacciante sulle spalle del partner, che sente l'obbligo di rendere l'altro sempre felice e soddisfatto - anche quando non è in suo potere.
  • Viene alimentata una mentalità di possesso e controllo, che vede il partner come una proprietà da poter gestire e a cui poter dire cosa fare o non fare. La coppia monogama viene vissuta come una specie di "isola" separata dal mondo: l'altro non viene visto come un essere autonomo e indipendente, ma come una "estensione di sé" la cui libertà appare minacciosa e da scoraggiare.
    Questa mentalità può portare a violenza o persino omicidio del partner (quando questi manifesti interesse per altri, o la volontà di terminare la relazione). La celebrazione della fedeltà e l'esaltazione del "per sempre" possono giustificare, per una mente immatura, l'aggressione verso chi le infrange.
  • Il fatto che la coppia monogamica sia chiusa (non si può coltivare intimità con altri, tutta la felicità relazionale va trovata al suo interno) alimenta ansia, tensione e paure: "Se finisce perderò tutto", "Se l'altro non mi ama più sarò perduto", "Non posso sbagliare perché c'è troppo in gioco", ecc. Molti perdono le loro amicizie quando entrano in coppia (magari per la gelosia dell'altro); si sentono quindi isolati e dipendenti dal partner. Questo è un clima negativo e soffocante, non positivo e costruttivo.
  • Col tempo, aspettative e pretese deluse generano inevitabilmente frustrazione e risentimento: questi corrodono ulteriormente la relazione.
  • Si rischia di non apprezzare più il partner e quello che fa di positivo, concentrandosi invece sulle sue mancanze, sul suo venir meno all'ideale.
  • Ci si sente obbligati a restare insieme anche in caso di unione realmente infelice. Non si considera che uno stato continuo di stress e infelicità può contibuire allo sviluppo di malattie anche gravi: molte patologie sono probabilmente dovute a questi fattori (pensiamo a persone ancora giovani che hanno un infarto, o che sviluppano tumori; il trattenere rabbia e risentimento sembra connesso ad alcuni tipi di cancro).
Alla fine, le coppie che rimangono rigidamente ancorate all'ideale monogamo rischiano di cadere in un vortice di accuse reciproche, e di amarezza per le delusioni. Non sono capaci di perdonarsi per errori e limiti personali (del tutto umani), ma invece pretendono dall'altro un amore "eroico" da romanzo rosa.

“La monogamia alimenta
aspettative, pretese e controllo”

La monogamia non ha mai funzionato

Va anche detto che la monogamia (per come la intendiamo oggi) non ha mai funzionato realmente: fuori dai romanzi e dalle poesie, le coppie che si sono amate felicemente tutta la vita sono sempre state rare. Ci sono sempre stati amanti e tradimenti, infelicità familiare e separazioni. In generale, in passato le coppie duravano a lungo non per amore o perché fossero felici, ma per esigenze pratiche, di sopravvivenza (vedi per esempio il libro "Storia del matrimonio").

Perché una volta i matrimoni duravano

In passato il matrimonio durava anche perché non ci si aspettava di trovarvi soddisfazione sessuale o emotiva: lui lavorava tutto il giorno, lei badava a casa e figli, e tutto sommato la vita era questa. Se lui non tornava a casa ubriaco e non la picchiava, se lei gli faceva trovare la casa in ordine e la cena sul tavolo, erano già contenti. Inoltre, sopravvivere da soli era molto dura.
Al giorno d'oggi molti matrimoni (o coppie) si disfano semplicemente perché uno dei due si sente insoddisfatto o limitato: si aspettava di trovare nella relazione la completa felicità (magari di mantenere quella del periodo iniziale), e quando questo non accade decide di cercare quella felicità altrove. Le aspettative sono elevatissime e irreali.

“Ci sono sempre stati
amanti e tradimenti,
infelicità familiare e separazioni”

Chi fa funzionare la monogamia

Ho detto che alcune persone riescono ad avere relazioni monogame felici: ma quante sono, e perché? E soprattutto, puoi essere fra costoro? Probabilmente no.

Quante coppie a lungo termine sono felici? E' difficile dirlo perché si tratta di una misura soggettiva, ma osservando alcune ricerche ("More people are unhappy in their marriages", "Getting married do not make people any happier", "I think 17% of marriages are happy"** - non ho trovato studi in italiano) la percentuale di coppie monogame realmente appagate (non solo in apparenza) sembrerebbe tra il 10 e il 20%.

** Lo scrittore citato nel terzo link qui sopra (autore del libro "You can be right (or you can be married)", nota che metà dei matrimoni finisce, e della metà che durano, un terzo è infelice, un terzo è abbastanza soddisfatto, e solo un terzo è felice (17% del totale).

Secondo uno studio, la maggior parte delle persone capaci di far funzionare la monogamia ha caratteristiche simili:
  • Hanno una libido scarsa
  • Sono persone "noiose" e di poche pretese, a cui piace vivere una vita "noiosa"
  • Sono attratte da persone altrettanto "noiose", di poche pretese e con libido scarsa
Tutto considerato, non c'è da stupirsi che siano proprio queste le persone che riescono a far funzionare la monogamia: non hanno problemi con la scarsità di sesso, la monotonia, l'abitudine e la mancanza di novità che mandano in crisi la maggior parte delle coppie.

Perché crediamo alla monogamia

Ma se tutti questi fatti ne smentiscono la validità, come mai così tanta gente crede nella monogamia? Le ragioni principali sono abbastanza semplici:
  • Crediamo in quello che ci piace e/o ci rassicura: il sogno, la favola, la promessa di un futuro lieto e stabile. La vita reale è incerta e complicata, e per contrasto andiamo alla ricerca di certezze.
  • E poiché preferiamo ciò che ci rassicura, cadiamo in un "bias di conferma": diamo risalto ai casi positivi (i nonni ancora insieme dopo tanti tanni, la coppia famosa e felice) e ignoriamo quelli negativi, anche se assai più numerosi e tutto intorno a noi.
  • Quando tutti dicono una cosa, crediamo che quella cosa sia vera. Gli esseri umani sono soggetti all'effetto gregge, per cui tendono a seguire la massa anche quando l'evidenza suggerisce il contrario.
  • L'influsso dei media: articoli, libri, e specialmente canzoni e film, ci raccontano quanto l'amore sia meraviglioso e smuova le montagne. Abbondano le storie di coppie che "vivono per sempre felici e contente", in stile Disney (specialmente nei prodotti destinati al pubblico femminile).
    Questi messaggi alimentano una sorta di "ipnosi collettiva" in cui la monogamia viene elevata a mito, e difficilmente viene messa in discussione.
Quei film e canzoni, però, non parlano quasi mai di quello che succede in seguito; le commedie romantiche si fermano alla fase dell'idillio, allo "stato nascente" in cui la vita appare straordinaria e tutto sembra possibile. Ma è quando si vive insieme per un certo periodo che il partner smette di sembrare un principe o una fata, e invece scopriamo un essere umano con tutti i suoi limiti e difetti.

Perché teniamo alla monogamia

Ma se la monogamia non ci viene naturale, se è così limitante e frustrante - qualcuno dirà - come mai le persone ci tengono tanto? Anche qui la risposta è semplice: perché ci offre sicurezza. La vediamo come una "assicurazione" che impedisce (o quantomeno limita) la possibilità che il partner ci tradisca e/o ci abbandoni.
Le ragioni alla base della monogamia sono la paura e il controllo. Infatti storicamente è stata istituita per limitare la libertà sessuale di donne e uomini: per assicurarsi che i figli fossero realmente del padre, e che il patrimonio familiare non venisse disperso. In pratica, la monogamia viene (implicitamente) vissuta come un contratto che dice "Non farò quello che vorrei, così anche tu non farai quello che vorresti - e che temo" (ovvero interessarsi ad altre persone, farci sesso, e magari preferirle a noi).

All'inizio della relazione, quando ci innamoriamo, la monogamia può essere un ideale sincero e sentito. Ma sul lungo periodo la maggior parte delle persone finisce col patire la monogamia, però la tollera per la sicurezza che offre. Infatti sono molte le persone (sia uomini che donne) che, in confidenza, ammettono che vorrebbero fare sesso fuori dalla relazione; ma che non concederebbero la stessa libertà al partner. Questo "doppio standard" conferma che usiamo la monogamia per controllare il partner, anche se non ci crediamo veramente.
Al punto che molti partner infedeli si infuriano quando scoprono di essere stati, a loro volta, traditi! Il loro comportamento dice "Tu mi devi essere fedele - anche se io non riesco ad esserlo". Dietro questi comportamenti non c'è un ideale romantico, ma un bisogno di controllo.

Avviso ai maschi ottimisti

Se dopo aver letto tutto questo sei ancora convinto/a che il matrimonio faccia per te, e che comunque valga la pena di provarci, ti faccio i miei migliori auguri. :-)
Ma se sei un uomo, ti suggerisco anche di considerare questi fattori:
  • In caso di divorzio probabilmente pagherai alla tua ex-moglie gli alimenti, magari per il resto della tua vita - che tu te lo possa permettere o no.
  • Se ci sono dei figli, oltre a pagare il loro mantenimento (anche ben oltre la maggiore età) non è detto che tu riesca a vederli. I figli sono quasi sempre affidati alla madre, e se lei vuole può benissimo tagliarti fuori dalla loro vita (magari per vendetta) raccontando bugie al giudice.
  • Se avete acquistato casa insieme, o persino se è di tua proprietà, in presenza di figli perderai la casa (almeno fino alla loro maggior età e indipendenza). Ma anche in assenza di figli, potrebbe venire assegnata alla donna in quanto "parte debole".
  • La maggior parte dei divorzi è voluta dalla donna: anche se tu non vorrai mai separarti, è probabile che lei lo vorrà. La tua compagna potrebbe essere un'eccezione, ma le probabilità sono a tuo sfavore.
Insomma, una donna che si sposa non corre rischi se il matrimonio finisce male: la legge è praticamente sempre dalla sua parte. Per l'uomo invece i rischi sono elevati. Pensaci se lei insiste per farsi sposare: a lei conviene comunque, a te mica tanto.

“Il matrimonio
conviene alla donna,
all'uomo molto meno”

Le alternative alla monogamia romantica

Quindi, se la monogamia a vita assomiglia ad una utopia irrealistica, cosa possiamo fare? Le alternative possibili e realistiche sono due:
  1. Si sceglie uno stile di vita monogamo, consapevoli però delle notevoli difficoltà che comporta, e prevedendo uno spazio di tolleranza e perdono per eventuali "cedimenti" del partner (incertezze, desideri esterni alla coppia, sbandate, tradimenti) - invece di pretendere una perfezione sovrumana.
  2. Oppure si riconosce che la monogamia potrebbe non fare per noi, che è troppo restrittiva e non adeguata alla nostra natura, e si decide di sperimentare qualche forma di non-monogamia (coppia aperta, poliamore, ecc.) per vedere se è adatta a noi.
La prima appare come la soluzione più praticabile per la maggioranza delle persone, specialmente quelle con mentalità tradizionale o più bisognose di sicurezze. La seconda è invece adatta a chi ha una mentalità più "avventurosa", curiosa e indipendente.

Al di là delle scelte relazionali, è consigliabile riconoscere che molto probabilmente la propria relazione sarà temporanea - come la vita stessa. Questa consapevolezza può aiutarci ad avere aspettative più realistiche, e ad apprezzare di più la relazione invece di darla per scontata: ci invita a concentrarci sulla sua qualità, piuttosto che sulla sua durata.


Bibliografia minima

Di seguito cito alcuni libri dedicati a monogamia e stili relazionali alternativi (o argomenti collegati), e da cui ho tratto idee e informazioni:
  • "Il mito della monogamia" ("The Myth of Monogamy"), di David P. Barash e Judith Eve Lipton.
    Gli autori smontano l'idea che la monogamia sia naturale, sulla base di numerose prove che provengono sia dalle scienze umane che da zoologia ed etologia.
  • "Marriage, a History" ("Storia del matrimonio"), di Stephanie Coontz.
    Una carrellata sul matrimonio nel corso del tempo e nelle varie culture. Il matrimonio come lo intendiamo oggi (basato sull'amore) è un'invenzione piuttosto recente: si è sviluppato a partire dalla fine del XVIII secolo, fino a diventare lo standard solo nella metà del XX secolo.
  • "In principio era il sesso" ("Sex at Dawn"), di Christopher Ryan e Cacilda Jethá.
    Ci è sempre stato detto che nella nostra specie la monogamia è un istinto naturale. Oggi questa argomentazione sta collassando. Sempre meno coppie si sposano, il tasso di divorzi cresce assieme ai tradimenti, il desiderio sessuale mina le basi dei matrimoni più solidi. Secondo gli autori, gli esseri umani si sono evoluti in gruppi che condividevano cibo, cura dei bambini e, spesso, partner sessuali.
  • "L'intelligenza erotica" ("Mating in Captivity"), di Esther Perel.
    La stabilità amorosa è la tomba del sesso: la sicurezza sentimentale si paga in svalutazione erotica. Per aprire la gabbia che ci costringe alla cattività sessuale, e trovare la strada per un erotismo domestico ma non addomesticato.
  • "La zoccola etica" ("The Ethical Slut"), di Dossie Easton and Janet W. Hardy.
    Viene messo in discussione il mito tradizionale della monogamia come unico modo accettabile di amare. Non esiste un modo di relazionarsi giusto o sbagliato a priori, ma solo quello che è giusto per ciascuno. Nel libro si esplorano numerose possibilità di relazione, da quella asessuale alla monogamia, dalla coppia aperta al poliamore.

Altre informazioni e concetti sono stati presi dagli scritti del blogger BlackDragon. In particolare da questo documento PDF e da questo post.

"Si dovrebbe essere sempre innamorati. Ecco perché non bisognerebbe mai sposarsi!"
(Oscar Wilde)


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