Capire gli altri - 1) Diversità

Quante volte gli altri ci appaiono come un mistero? Quante volte deludono le nostre aspettative, o si comportano in modi che ci sembrano privi di senso? Questo è particolarmente vero nei rapporti fra uomini e donne.
In questa serie di tre post, cercherò di spiegare alcuni dei motivi principali di queste incomprensioni. Conoscendoli, possiamo "leggere" meglio le altre persone, e comprendere le ragioni dei loro comportamenti.
  1. In questo post, parlo di quanto gli altri possano essere diversi da me.
  2. Nel secondo, spiego l'importanza delle sfumature (invece del vedere ogni cosa come bianca o nera).
  3. Nel terzo, osservo quanto le persone possano essere contraddittorie (e quanto sia parte dell'essere umano).
(questa serie di post è anche disponibile come unico documento - in formato PDF, EPUB e MOBI - liberamente scaricabile nella pagina Download)

L'altro è "altra cosa" da me

L'errore principale che compiamo, è presumere che gli altri siano come noi, pensino come noi, sappiano quello che sappiamo noi. E' un errore molto comune, tanto che è stato scritto un libro dedicato ad esso ("The Usual Error" ["Il solito errore"], di Pace e Kyeli Smith).

In quanto esseri umani abbiamo molte cose in comune, ma ognuno è unico: le sue esperienze, il suo ambiente, le sue conoscenze, faranno sì che veda e viva il mondo in un modo che è - almeno in parte - diverso da quello di chiunque altro. Persino due gemelli omozigoti (con lo stesso corredo genetico), si sviluppano come persone differenti!
La verità è che ognuno è diverso da noi: può suonare come banale e scontato, ma quante volte lo teniamo presente mentre comunichiamo? Se ce ne dimentichiamo, possiamo commettere errori come questi:
  • Se parlo trascurando informazioni che per me sono scontate (ma che all'altro potrebbero essere ignote), risulterò poco comprensibile.
    Quindi ---> Il mio linguaggio deve adattarsi alla comprensione altrui.
  • Se presumo che l'altro abbia i miei stessi desideri e obiettivi, senza discuterne, potremmo trovarci in conflitto o distanti.
    ---> E' sempre utile esprimere i propri desideri/obiettivi e confrontarli con quelli dell'altro (specialmente in relazioni importanti).
  • Se l'altro manifesta un certo stato d'animo, ma non lo esprime chiaramente, potrei interpretarlo in modo errato (basandomi sul mio modo di essere o esperienza) e trarre conclusioni infondate - magari credendo che l'altro sia arrabbiato quando non lo è.
    ---> E' sempre bene chiedere cosa sente l'altro, invece di tirare a indovinare o basarsi sui propri modelli (spesso potremmo scoprire che le cose stanno diversamente da come credevamo).
  • Una frase che ho udito spesso è "Gliel'ho fatto capire": significa che la comunicazione non è stata chiara e diretta, ma basata su allusioni e accenni. Molto spesso, l'altro fraintende o non ha idea di quello che si voleva comunicare!
    ---> Se davvero voglio essere capito, devo esprimere sempre chiaramente e direttamente i miei intenti, e MAI limitarmi ad accenni e sottintesi (gli altri NON sono telepatici ;-).
  • Se tratto l'altro nel modo in cui vorrei essere trattato io, potrei scoprire (magari in modo sgradevole) che l'altro ha gusti assai diversi dai miei.
    ---> Meglio verificare cosa realmente piace all'altro (questo è molto importante nella sessualità, dove quel che è gradito agli uomini spesso non piace alle donne, e viceversa).
La "regola d'oro" "Fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te" è - di base - un atteggiamento positivo, ma include lo stesso errore di fondo: presumere che quello che è buono per noi, sia buono anche per gli altri; non sempre è così.

C'è sempre una ragione

Quando qualcuno agisce in modi che a noi sembrano negativi o assurdi, è importante ricordare che avrà comunque una ragione per fare quello che fa. Può darsi che abbia motivi che non conosciamo, oppure che siano diversi dai nostri, o ancora che siano moralmente sbagliati (ma, anche qui, tutto è relativo: poiché siamo tutti diversi, a volte giusto o sbagliato dipendono da chi giudica).
Ad ogni modo, credere che un comportamento sia "privo di senso", vuol solo dire che non capiamo le ragioni che vi stanno dietro. Ma una ragione c'è sempre (magari inconsapevole) e, se indaghiamo e approfondiamo, potremmo scoprirla. Questo atteggiamento di apertura mentale:
  • A livello pubblico, ci permette di convivere più serenamente con i nostri simili. Ci "salva" anche dal risentimento che proviamo quando non comprendiamo la ragione degli eventi.
  • A livello personale, ci permette di capire meglio amici, parenti e partner; diminuisce giudizi e conflittualità; incoraggia la comprensione e la profondità di rapporto.

Uomini e donne: pianeti distanti

Le diversità sono particolarmente rilevanti nelle relazioni fra uomini e donne.
Molti, conoscendo poco la natura del sesso opposto, si aspettano qualcuno simile a se stessi; che il/la partner si comporterà secondo il mio stesso modo di essere, o gradirà le stesse cose che piacciono a me. Il più delle volte questo non accade, proprio perché uomini e donne presentano molte differenze a livello psicologico (vedi il libro "Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere", nel post Bibliografia - Relazioni).

Se teniamo presente che "l'altro" significa "ciò che non sono io", daremo meno cose per scontate e saremo più attenti all'unicità delle persone che abbiamo di fronte.
Tra uomini e donne, se ricordiamo che l'altro/a è un "mondo misterioso", saremo più aperti, curiosi e disposti a scoprire chi e come sia realmente. Per quante volte ce lo troviamo davanti, non finiremo mai di scoprire qualcosa di ancora ignoto.

(la serie su "Capire gli altri" continua nel secondo post: l'importanza delle sfumature).

"Il dramma della vita è che tutti hanno le loro ragioni."
(Jean Renoir, nel film "La regola del gioco")


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2 commenti :

  1. Complimenti per l'articolo e tutto il blog.
    Succede spesso che chi ha sofferto maturi una sensibilità superiore.
    Ciao ;-)

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    1. Grazie per i complimenti. :-)
      Buona lettura e buona vita...

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