Ricetta per un matrimonio (o una relazione) felice

La ricetta per un matrimonio felice... non esiste. Ovviamente: poiché ognuno è diverso dagli altri, non esistono ricette universali che valgano per tutti. Questo è il motivo per cui le ricette generiche per la felicità, raramente funzionano.
Se queste ricette servono a poco, è però vero che in molte situazioni si possono identificare alcuni "ingredienti necessari" per ottenere buoni risultati. Nel caso del matrimonio (o di relazione importante), in questo post espongo alcuni elementi che sicuramente contribuiscono ad un rapporto a lungo termine funzionale e costruttivo, e la cui mancanza può facilmente portare a problemi seri nella relazione.

Gli ideali romantici e la realtà

Nella nostra cultura, pervasa di ideali romantici, si pensa solitamente che:
La realtà però funziona spesso in modo ben diverso; e gli ideali romantici conducono sovente alle separazioni e ai matrimoni falliti che vediamo intorno a noi. Quando basiamo le nostre azioni su idee illusorie, otteniamo risultati ben diversi dalle nostre aspettative; ecco perché è importante avere chiaro quello che davvero serve a far funzionare una relazione impegnativa.

In altre parole, possiamo considerare i seguenti elementi come una lista che può rivelarci se siamo pronti per il matrimonio (o comunque una relazione impegnativa e a lungo termine).
La riflessione su questi "ingredienti" può quindi servire in tre situazioni:
  • Alla persona che intende sposarsi (o impegnarsi in una relazione), per chiedersi se è pronta.
  • A chi sta vivendo una relazione in crisi, per identificare possibili mancanze o cause di problemi.
  • Dopo il fallimento di un matrimonio, per capire alcune delle ragioni per cui è finito.

Ingredienti per un matrimonio felice



1) Comunicare con chiarezza e onestà

Nelle relazioni, niente è più importante di una buona comunicazione; la comunicazione è la "linfa vitale" che tiene una relazione in vita. Se due partner non comunicano (o comunicano male), resteranno estranei e incompresi, e nemmeno tutto l'amore del mondo basterà. Tenete presente che uomini e donne spesso usano "linguaggi" diversi, e per questo faticano a capirsi.
"Comunicare bene" significa:
  • Esprimere chiaramente quello che sentiamo e pensiamo, senza sottintesi, reticenze, mezze verità. Senza dare per scontato che l'altro ci capisca, e senza pretendere che ci legga nel pensiero: quando diciamo che "Gliel'ho fatto capire", nel 99% dei casi l'altro non ci ha capiti affatto.
  • Esprimere onestamente le nostre posizioni, senza nascondere parti di noi, senza mostrarci diversi da quel che siamo. Rivelando i nostri bisogni, le nostre fragilità e ferite, e tutte quelle cose che tenderemmo a nascondere.
    N.B.: questo non significa dire sempre tutto quel che ci passa per la testa; a volte è più saggio usare omissioni o "bugie bianche" per non ferire inutilmente l'altro.

Intimità e vulnerabilità

L'intimità in una relazione significa avere una connessione profonda con l'altro, ben oltre la semplice conoscenza o contatto superficiale. Potremmo dire che l'intimità implica che la mia "anima" (quello che sono nel senso più pieno e profondo) incontra la tua.
Raramente sperimentiamo intimità con qualcuno, perché di solito nascondiamo parte di noi e ci riveliamo solo a un livello epidermico; la nostra anima rimane invisibile. Questo è uno dei motivi per cui molti si sentono soli, anche in mezzo alla gente: non sono realmente connessi con gli altri a un livello significativo.

La maggior parte delle persone brama un certo livello d'intimità, e molti si lamentano che nelle loro relazioni è assente. Quello di cui però pochi si rendono conto, è che per creare intimità è necessario essere vulnerabili. La vulnerabilità è un livello più radicale dell'onestà elencata sopra: significa mostrarsi completamente all'altro, anche - e specialmente - negli aspetti più fragili e di cui ci vergogniamo. Implica affrontare la paura del giudizio e di venire feriti, e rivelarsi comunque senza più maschere, finzioni o sotterfugi.

2) Apprezzamento, gratitudine, riconoscimento

Tutti abbiamo bisogno di sentirci apprezzati, e che il nostro contributo venga riconosciuto. Se non apprezziamo quello che l'altro ci dà, pian piano gli passerà la voglia di darcelo (a che scopo, se sembra non servire a nulla?). Se diamo l'altro per scontato, gli sembrerà di non avere valore, e perderà la motivazione a dare (e a stare con noi).
Queste due capacità:
  • apprezzare tutti gli aspetti positivi del partner (e dare poco peso a quelli negativi);
  • esprimere gratitudine per tutto quello che riceviamo (incluse le piccole cose quotidiane);
sono fra i più potenti fattori che alimentano l'amore in una relazione (nonché l'autostima del partner).

3) Assumersi le proprie responsabilità

Quando sbagliamo o qualcosa non funziona, istintivamente tendiamo a scaricare la colpa su qualcun altro, anche se non c'entra. Ma questo inquina le relazioni e, alla lunga, distrugge la fiducia.
E' indispensabile riconoscere i propri errori, limiti e mancanze. Essere capaci di dire "Ho sbagliato... Mi dispiace... Scusami...", è un atto d'amore - oltre che un segno di maturità. Vuol dire che mettiamo il benessere dell'altra persona, e il rispetto che abbiamo per lei, al di sopra del nostro orgoglio. Se invece accusiamo il partner ingiustamente, e lo usiamo come capro espiatorio, questo scaverà una voragine sempre più larga fra noi.

4) Rinunciare alla perfezione

Sarebbe saggio ammettere che il nostro partner è ben lontano dall'essere perfetto. Ma è anche bene riconoscere le sue imperfezioni specifiche: che a volte sarà irritante, polemico, irrazionale, e persino incapace di comprenderci o stare dalla nostra parte.
Ma questi difetti non indicano che quel partner sia sbagliato: in effetti, qualsiasi altro partner avrebbe comunque dei difetti. Proprio come li abbiamo noi stessi, e l'intera umanità. Chiunque possa essere al nostro fianco, sarà imperfetto per tutta una serie di ragioni. Alla fine è necessario rinunciare all'idea che ci sia, da qualche parte, una persona con cui la relazione sarebbe perfetta (altrimenti saremo sempre scontenti del partner che abbiamo, e cercheremo in eterno quella perfezione inesistente).

Per arrivare a questa consapevolezza, è utile avere avuto un certo numero di rapporti prima di sposarsi. Non tanto per trovare la "persona giusta", ma per poter sperimentare direttamente il fatto che chiunque - per quanto ci possa apparire straordinario all'inizio - rivelerà col tempo di avere qualcosa di "storto".

5) Riconoscere che non siamo del tutto "normali"

A quasi nessuno piace sentirsi "strano" o anomalo. Ci piace vedere noi stessi come persone normali, equilibrate, buone e sane. Semmai sono gli altri, che ci appaiono come irragionevoli e sbagliati...
Ma essere una persona matura richiede la consapevolezza del proprio essere "anormale" (quantomeno a volte): ci capita di perdere il controllo, non riusciamo a lasciare andare il passato, facciamo promesse che non manteniamo, proiettiamo le nostre paure, siamo preda dell'ansia... in altre parole, più spesso di quanto vogliamo ammettere, ci comportiamo in modo stupido o irrazionale.
Se non riconosciamo questa nostra inclinazione all'irrazionalità, è perché tendiamo a dimenticare tutte le volte in cui ci accade. Ma se non la riconosciamo in noi, tenderemo ad attribuire sempre ad altri gli errori e le mancanze (vedi il punto 3).

6) Accettare che non saremo capiti (a volte)

Spesso l'amore inzia con l'esperienza di essere compresi in modo profondo e insolito. L'altro capisce i nostri lati più nascosti; non c'è bisogno di spiegare quello che troviamo divertente; odiamo le stesso tipo di persone; anche l'altro è interessato ad un certo tipo di esperienza sessuale.
Ma questo non sarà sempre vero. Una promessa matrimoniale matura dovrebbe includere: "Per quanto l'altro sembra capirmi, ci saranno sempre aree della mia psiche che rimarranno incomprensibile a lui, e persino a me stesso." Non dobbiamo, quindi, incolpare i nostri partner quando non sono in grado di cogliere e interpretare quel che si muove dentro di noi. Non è che sono incapaci: è che a volte è del tutto normale non capire chi siamo e quello di cui abbiamo bisogno. Nessuno sa comprendere appieno le altre persone.

7) Essere pronti ad amare piuttosto che essere amati

Spesso parliamo dell'amore come se ci fosse un solo modo di viverlo, invece di distinguerne le due modalità fondamentali: essere amati ed amare. Dovremmo sposarci quando siamo pronti ad amare, e siamo consapevoli della nostra tendenza "immatura" ad aspettarci di essere amati.

Quando nasciamo, siamo capaci solo di ricevere amore. Questa diventa - erroneamente - la modalità abituale. Al bambino sembra che i genitori siano spontaneamente a disposizione per confortare, nutrire e prendersi cura. I genitori non svelano quanto spesso si sono sforzati, hanno trattenuto le lacrime, e si sono ritrovati esausti alla fine della giornata. La relazione non è quasi per nulla reciproca. Il genitore ama; ma non si aspetta che questo amore venga ricambiato in alcun modo significativo. Il genitore non si arrabbia quando il bambino non nota il nuovo taglio di capelli, non chiede come sia andata la giornata al lavoro, non suggerisce che l'altro si riposi. Genitore e figlio possono entrambi provare "amore", ma si trovano ai due estremi opposti della relazione - e il bambino non ha idea di questo.

Questo è il motivo per cui, in età adulta, quando diciamo che cerchiamo l'amore, quel che intendiamo prima di tutto è che vogliamo essere amati come siamo stati (o avremmo voluto essere) amati dai genitori. Desideriamo ritrovare la sensazione di essere accuditi e assecondati. In una parte nascosta della nostra mente, immaginiamo qualcuno che capisca le nostre esigenze, ci porti quello che vogliamo, sia infinitamente paziente e disponibile, agisca altruisticamente e faccia andare tutto per il meglio.
Questo porta - ovviamente - alla rovina. Perché una relazione (e ancor più un matrimonio) funzioni, dobbiamo uscire dallo stato infantile, ed entrare nella modalità genitoriale. Occorre diventare una persona disposta a subordinare le proprie esigenze e preoccupazioni alle esigenze dell'altro.

C'è un altra lezione da imparare. Quando un bambino dice al genitore "Ti odio", il genitore non va in shock o minaccia di andarsene di casa per sempre, perché sa che il bambino sta parlando sull'onda di emozioni momentanee. La causa di queste parole potrebbe essere la fame, il fatto che non gli è stato permesso di giocare al computer, o che ha mal di pancia...
I genitori diventano capaci di ignorare le parole esplicite e ascoltare invece ciò che il bambino intende, ma non sa come dire: "Mi sento solo, sto male, ho paura". E' estremamente difficile fare lo stesso con i nostri partner, capire quello che vogliono veramente dire, piuttosto che reagire rabbiosamente a quello che stanno dicendo.

8) Essere disponibili alle incombenze quotidiane

Le persone romantiche considerano il matrimonio in termini di sentimenti. Ma ciò che una coppia affronta durante tutta una vita assomiglia molto di più al funzionamento di un'azienda. I partner devono decidere chi farà cosa, pulire, cucinare, sistemare, riparare, gestire i figli e le finanze.
Queste attività godono di ben poco riconoscimento nella nostra società. Chi si sente obbligato ad occuparsene sarà quindi incline a risentirsi, e pensare che c'è qualcosa di sbagliato nella sua vita se gli toccano tutte quelle incombenze. Eppure queste attività sono indispensabili alla vita quotidiana e al mantenimento di un'atmosfera amorevole nella coppia. Esse vanno viste come il fondamento di un matrimonio armonioso, e va loro riconosciuto il pieno valore e l'importanza del contributo che apportano.

9) Comprendere che l'amore e il sesso sono entità distinte

La visione romantica si aspetta che il sesso viaggi di pari passo all'amore. Ma in realtà spesso non accade, e quando accade dura solo per alcuni mesi o un paio d'anni al massimo. Non è colpa di nessuno: sentimenti e sessualità coinvolgono aree diverse del corpo e del cervello. E quando nella relazione altre esigenze pretendono attenzione (lavoro, faccende domestiche, figli, stanchezza, problemi economici...), il sesso ne soffrirà. Siamo pronti a sposarci quando accettiamo un certo livello di frustrazione sessuale e la necessità di sublimare le nostre esigenze. Bisogna quindi evitare che il matrimonio sia basato principalmente sulla sessualità.

Prepararsi ai tradimenti

Entrambi i partner devono anche essere preparati, fin dall'inizio, al problema più impegnativo che, con tutta probabilità, prima o poi incontreranno: che uno o l'altro avrà un'avventura fuori dalla relazione. Si è pronti per il matrimonio quando si è in grado di comportarsi con maturità nel caso si tradisca o si venga traditi. Aggrapparsi al concetto di monogamia non serve: la monogamia è una convenzione sociale (non naturale) che non ha mai realmente garantito la fedeltà.

Il punto di vista immaturo e inesperto sul tradimento lo vede in questo modo: il sesso non deve essere parte dell'amore; può essere puro piacere senza significato, come giocare a tennis; due persone non dovrebbero cercare di possedere il corpo dell'altro; è solo del sano divertimento. Quindi il partner non dovrebbe farne un dramma.
Ma questa visione ignora volutamente aspetti inevitabili della natura umana. Nessuno può essere vittima di adulterio e non sentirsi fondamentalmente manchevole e ferito nell'animo; difficilmente riuscirà a passarci sopra. Ciò non è razionale, naturalmente, ma questo non è il punto. Molte parti di noi sono irrazionali - ma devono essere rispettate comunque.
L'adultero deve essere pronto a onorare e perdonare la tendenza del partner alla gelosia ossessiva. Dovrebbe anche, per quanto gli sia possibile, resistere alla tentazione di fare sesso con altre persone; se accade, deve prendere ogni precauzione per evitare che si venga a sapere; e deve rispondere con straordinaria gentilezza e pazienza se la verità dovesse emergere. Soprattutto, non deve mai cercare di convincere il partner che non ha diritto di essere geloso, o farlo sentire sbagliato per ciò che prova.
D'altro canto, si dovrebbe essere preparati al tradimento. Cioè, si dovrebbe cercare di capire quello che potrebbe passare per la mente del partner quando fa sesso con altri. Si tende a pensare che l'unica spiegazione sia che il traditore voglia intenzionalmente ferire e umiliare, e che tutto l'amore sia svanito. La verità più probabile, che il partner vuole semplicemente fare più sesso, o in modo diverso, è difficile da digerire.

Si è pronti a sposarsi quando abbiamo in noi due abilità insolite: si è in grado di accettare la capacità del partner di separare l'amore e il sesso (nel caso ci tradisca). E allo stesso tempo, si è capaci di accettare che il partner potrebbe non riuscire mai a separare sesso e amore (nel caso venga tradito).
Le due persone devono essere in grado di padroneggiare entrambe queste abilità, perché potrebbero - nel corso della vita - doverle mettere entrambe in pratica. E' questo il test che dovrebbe essere necessario per sposarsi, piuttosto che la promessa (teorica e idealistica) di non avere mai più rapporti sessuali con altre persone.

Non solo monogamia

Questo paragrafo adotta una tradizionale visione monogamica, ma questa non è l'unica possibile: esistono anche le varie possibilità offerte dalle "non-monogamie etiche" (come coppia aperta e poliamore), che considerano legami romantici senza esclusività sessuale.

10) Essere lieti di imparare e pazienti nell'insegnare

Siamo pronti per il matrimonio quando accettiamo che, in alcuni aree significative, il nostro partner sarà più saggio, più ragionevole e più maturo di noi. In questi casi, dovremmo cercare di imparare da lui o lei; dovremmo vederlo come un insegnante e noi stessi come allievi.
In altri momenti, dovremmo essere pronti ad assumere il compito di insegnare loro quel che sappiamo; e farlo da buoni insegnanti, senza spazientirci, senza gridare, e senza aspettarci che il partner sappia quel che per noi è ovvio. Il matrimonio dovrebbe essere riconosciuto come un processo di educazione reciproca.

11) Accettare di non essere del tutto compatibili

La visione romantica del matrimonio immagina una persona "giusta" che condivide i nostri gusti, interessi e attitudini verso la vita. Questo potrebbe accadere all'inizio. Ma sul lungo periodo questa compatibilità potrà diminuire ed emergeranno differenze, perché nel tempo le persone cambiano - e spesso l'uno cambia in modo diverso dall'altro. Poiché il cambiamento è inevitabile, la persona più adatta a noi non è quella che condivide tutti i nostri gusti, ma quella che sa adattarsi alle differenze con apertura e saggezza.

Accettare la trasformazione

In particolare, molti si attaccano alla felicità iniziale della coppia, e si aspettano (o pretendono) che quella felicità rimanga inalterata per sempre. Ma nulla rimane sempre uguale, e le relazioni sono in continua trasformazione: come ogni organismo vivente, sono entità dinamiche e mutano in continuazione.
Siamo pronti per il matrimonio quando accettiamo che il partner domani potrà essere diverso da com'è oggi, e sceglieremo comunque di fare il possibile per andargli incontro. In altre parole, il matrimonio non è un punto d'arrivo, ma la partenza di un viaggio insieme che non sappiamo dove ci porterà.


Imparare a relazionarci

La maggior parte delle coppie entra in una relazione (o un matrimonio) sull'onda delle emozioni - senza porsi molte domande o riflettere sulle proprie capacità. Si pensa che l'amore o un progetto di vita in comune siano basi sufficienti. Purtroppo i fatti dimostrano che spesso non è così.
Forse sarebbe ora di considerare gli ideali romantici con un certo scetticismo, e dedicarsi ad imparare le basi delle relazioni e del matrimonio. Così come ci si dedica ad imparare una lingua o una professione - attività certo non più complesse e non più meritevoli di dedizione. Riconoscere, insomma, la necessità pressante di una "educazione sentimentale".
Mentre questa idea prende lentamente piede, riconosciamo con pazienza i nostri limiti e la nostra ignoranza in materia: stiamo cercando di fare qualcosa di realmente difficile con ben pochi strumenti a disposizione. Non c'è da stupirsi se - molto spesso - incontriamo dei problemi.

Conclusioni

Naturalmente non dobbiamo pretendere da noi stessi di avere tutte le capacità elencate. Come scritto anche sopra, tutti noi siamo in qualche modo imperfetti e carenti. Possiamo creare relazioni felici anche con le nostre mancanze... ma è bene avere presenti queste mancanze, per migliorarle o compensarle in qualche modo.
Questo elenco non va quindi preso come un "decalogo" obbligatorio, ma piuttosto come un riferimento per valutare la propria capacità relazionale, per riconoscere i propri punti di forza e debolezza.

Poiché andare d'accordo con le altre persone non è mai facile, e specialmente tra uomini e donne questo appare un'impresa, ho scritto un articolo in cui espongo i principali motivi per cui uomini e donne tendono a litigare.

Se, nonostante tutte queste informazioni e suggerimenti, vi siete ritrovati in un matrimonio infelice, potreste trovare utile leggere questo articolo "On Marrying the Wrong Person" ("Sposare la persona sbagliata"). Magari non troverete la soluzione del vostro cruccio, ma forse vi consolerà scoprire che questo evento accade con sorprendente facilità; e capire quali sono i motivi più comuni per cui scegliamo il partner sbagliato, potrebbe aiutarvi ad evitare di ripetere gli stessi errori.


(parte di questo post è liberamente adattata da "When Is One Ready to Get Married?", The Book of Life)

"Il matrimonio è una scienza."
(Honoré de Balzac)


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