Non puoi avere tutto nella vita, specialmente nelle relazioni

Una statistica sorprendente rivela che - secondo alcune ricerche - gli abitanti dei paesi occidentali sono spesso più infelici di quelli dei paesi meno sviluppati. Considerata l'abbondanza delle nostre condizioni di vita (sicurezza, cibo, comfort, tempo libero...), migliori persino di quelle dei regnanti di qualche secolo fa, è stupefacente che non ci sentiamo più felici e soddisfatti. C'è da chiedersi il motivo...

Secondo me, una delle ragioni è che in Occidente ci siamo abituati a pensare di poter avere tutto:
  • Una carriera brillante ed anche crescere una famiglia felice
  • Denaro in abbondanza ed anche tanto tempo libero
  • Una relazione stabile ed anche piena di passione ed emozioni
  • Un lavoro interessante ed appagante ed anche ben remunerato
  • Mangiare ogni squisitezza ed anche avere un corpo in forma

Così, quando non riusciamo ad avere tutto quello che vorremmo, ci sentiamo frustrati e manchevoli. Non pensiamo che l'idea di avere tutto sia fallace, crediamo di essere noi ad aver fallito. E quando vediamo altri che sembrano avere tutto - magari perché i loro profili sui social network sembrano cataloghi patinati da agenzie di viaggio - ci sentiamo invidiosi e amareggiati, perché ci convinciamo che loro ci sono arrivati mentre noi no. Dimenticandoci che ognuno cerca di mostrare la migliore immagine possibile di sé (spesso ben lontana dalla realtà).

Sogni e realtà

Incantati da questo sogno ispirato da una cultura consumistica ed alimentato dalla pubblicità, ci dimentichiamo di alcuni principi fondamentali che regolano la realtà:
  1. Ogni cosa ha un "costo"* - che sia di tempo, energia o risorse
  2. Ogni azione ha delle conseguenze
  3. Ogni scelta ne esclude altre
* (specialmente se è importante o preziosa: non si può pensare di prendere una laurea od imparare a suonare uno strumento musicale senza investire in modo considerevole)

Quindi ogni azione ed ogni scelta porta quasi sempre ad una "perdita" o a qualcosa di spiacevole (esercitarsi costa tempo e fatica; fare quello che voglio renderà qualcuno scontento; quando gioco non sto studiando; ecc.). L'idea di poter "avere tutto" è un'utopia basata sull'illusione infantile di poter vivere senza conseguenze, o senza responsabilità.
Voler avere tutto è una sorta di "delirio di onnipotenza": in realtà avere tutto, fare tutto od essere tutto non è nella natura umana.

“Voler avere tutto
è una sorta di
delirio di onnipotenza”

L'eterno scontento

Chi ignora i principi sopra riportati non ottiene di più, anzi: fallisce più spesso (perché si basa su idee disfunzionali) e risulta sempre frustrato (perché insegue obiettivi non realizzabili). Quindi anche se nella sua vita ha già molto (sia in termini di beni materiali che di realizzazioni personali), si sentirà sempre scontento: non saprà apprezzare quello che ha, ma sarà sempre concentrato su quello che gli manca.
Da cui l'infelicità e l'insoddisfazione menzionate all'inizio, diffuse anche dove le persone avrebbero molti motivi per sentirsi grate.

Non tutto insieme

E' possibile raggiungere molti obiettivi nel corso della propria vita, ma non è possibile averli contemporaneamente:
  • Il vigore della gioventù E la saggezza dovuta all'esperienza
  • L'entusiasmo dell'inizio di una relazione E la stabilità di un rapporto consolidato
  • Tutto il tempo per coltivare le proprie passioni E una famiglia con figli
  • Una carriera di successo, o una propria impresa, E stare molto tempo insieme ai propri cari
  • Avere un figlio piccolo E dormire bene e profondamente...
Questi sono alcuni esempi di obiettivi raggiungibili, ma non insieme. Quindi richiedono di accettare il contesto in cui ci troviamo, oppure di operare una scelta, una preferenza.

La faccia nascosta del successo

Quelli che credono di "poter avere tutto", spesso citano ad esempio persone di successo che - apparentemente - hanno raggiunto quell'obiettivo: autori, artisti, imprenditori, donne manager ecc., che i media spesso mettono in risalto.
Quello che però i media non raccontano (ma che quei personaggi a volte confessano), è il "costo" di quei successi, l'enorme impegno profuso, tutto quello a cui hanno rinunciato, i fallimenti e le frustrazioni.
Quelle persone non hanno veramente tutto: hanno raggiunto un successo pagando un prezzo (spesso elevato), e rinunciando necessariamente ad altre cose. Oppure hanno avuto tutto solo in apparenza, o per un breve periodo: come l'imprenditore la cui azienda trionfa, ma viene poi lasciato dal coniuge stanco di sentirsi trascurato; o l'autore i cui figli sono risentiti perché non aveva mai tempo per loro.

Spacciatori di illusioni

A volte qualcuno afferma che sia possibile avere tutto, e magari ci offre anche un metodo per farlo. Fate attenzione: alcuni sono solo degli entusiasti, o degli ingenui, e i loro consigli potrebbero anche esservi utili (se presi con un pizzico di buon senso).
Altri però sono dei "volponi" che fanno leva sulla debolezza umana, e cercano di vendervi illusioni (spesso a caro prezzo). Tra questi troviamo per esempio:
  • Metodi e prodotti per dimagrire rapidamente
  • Sistemi per fare soldi facilmente
  • "Segreti" per ottenere tutto quello che volete (anni fa è circolato un libro intitolato proprio "Il Segreto")
  • E, più in generale, ogni promessa di ottenere molto facendo o investendo poco (che quindi ignora i principi di funzionamento della realtà)

Volere tutto in amore

Questa illusione di poter avere tutto è specialmente presente nelle relazioni sentimentali, ispirata dalla cultura romantica ed alimentata dai media che la usano per venderci qualsiasi cosa: abbigliamento ed accessori, cosmetici, automobili, palestre, abbronzature, vacanze, chirurgia estetica... tutto con la promessa di renderci più desiderabili, amabili e - quindi - felici.

Questa illusione contribuisce all'importanza che attribuiamo al denaro: se per essere amato (e felice) devo acquistare a destra e a manca, beh, non posso certo farne a meno.
Contribuisce anche all'elevato numero di divorzi: se credo di poter avere tutto ma la mia relazione non mi rende felice, beh, ho tutto il diritto di andarmene e cercarne un'altra che lo farà (questa pretesa sembra particolarmente diffusa fra le donne che, non a caso, iniziano oltre i due terzi delle separazioni).

Una lunga lista di aspettative

Osserviamo le aspettative che abitualmente riversiamo su una relazione sentimentale:
  • Che ci renda felici
  • Farci sentire amati
  • Farci sentire unici e speciali
  • Ricevere attenzione e ascolto
  • Sentirci apprezzati
  • Sentirci desiderati
  • Intensa e continua attrazione fra i partner
  • Appagamento sessuale
  • Forti emozioni, eccitazione, passione, innamoramento
  • Fedeltà (fisica, emotiva, mentale - il partner non deve nemmeno pensare ad altri)
  • Stabilità
  • Sicurezza emotiva
  • Sicurezza economica
  • Presenza (il partner dev'esserci ogni volta che abbiamo bisogno)
  • Intimità e confidenza
  • Amicizia e complicità
  • Rispetto e considerazione
  • Divertimento (intrattenerci, non annoiarci)
  • Interessi e attività in comune
Senza dimenticare, per i molti che li desiderano (specialmente sul lungo periodo):
  • Matrimonio solido
  • Figli cresciuti bene

Ora proviamo a rivedere la lista qui sopra: davvero pensiamo che una singola persona possa darci tutto questo? E possa darcelo costantemente per anni e anni...? Osservata con attenzione, quest'aspettativa non appare un pochino "sovrumana"? Qualcosa che appartiene più al regno della magia, delle favole, che non alla quotidiana realtà?

“Può una singola persona
darci tutto questo
per anni e anni?”

L'uno oppure l'altro

Inoltre alcuni degli elementi che ci aspettiamo da una relazione, appaiono in contraddizione fra loro:
  • L'innamoramento è tipico della fase iniziale di una relazione, ma non dura negli anni.
  • Quando ci sono stabilità e sicurezza è difficile provare forti emozioni (l'eccitazione è connessa al desiderare quello che non abbiamo o che non siamo certi di poter avere; quando qualcosa è stabile e certo, è meno stimolante).
  • Un partner che abbia un lavoro di successo e redditizio, probabilmente sarà anche molto impegnato professionalmente e potrà dedicare poco tempo alla coppia o alla famiglia.
  • Perseguire la carriera, per una donna, allontana le probabilità di procreare naturalmente.

Insomma, se si guardano i fatti invece delle teorie utopiche, appare ovvio che certe scelte ne escludano altre, o che comportino un prezzo consistente. Per esempio, avere dei figli e prendersene cura sottrae tempo ed energie alla relazione di coppia: quindi può essere ragionevole scegliere tra avere una coppia molto legata e felice (ma senza figli), oppure avere dei figli ed accettare che la coppia risulti stressata e logorata.
L'ideale romantico dice che i figli completano la coppia, ma nella realtà le coppie con figli sono mediamente meno felici.

Perché la monogamia fallisce

Il lungo elenco di aspettative, e le contraddizioni che contiene, sono una delle ragioni primarie per cui le coppie monogamiche spesso falliscono ("monogamia" nel senso moderno e romantico, ovvero di coppia in cui i partner trovano il pieno appagamento emotivo, sessuale e pratico).
Il modello monogamico moderno promette tutta quella felicità: questo è uno dei motivi per cui così tanti ci credono, nonostante la quantità di tradimenti e separazioni che lo smentiscono. Ma quando - nel tempo - molte di quelle aspettative vengono disattese, ecco che ce la prendiamo col partner, o ce ne andiamo per riversare quella speranza in una nuova relazione.

Esigenze contrastanti

In ogni relazione l'altro avrà bisogni e preferenze diversi dai nostri (perché è un individuo, non un nostro clone). Quindi a volte sarà necessario scegliere chi dei due soddisfare, chi ha la priorità, chi "vince".
L'idea di "avere tutto" in una relazione include l'aspettativa che il partner sia sempre al nostro servizio, che esista per soddisfarci. Nella realtà le differenze portano a discussioni e conflitti, e necessariamente a rinunce da parte di uno dei due.

Il mito della "persona giusta"

Molti si oppongono a queste obiezioni attaccandosi all'illusione della "persona giusta", ovvero all'idea del partner su misura con cui essere sempre d'accordo, che ci rende sempre felici. Ma nella realtà non esiste l'uomo ideale e nemmeno la donna perfetta: esistono solo esseri umani limitati e imperfetti (a cominciare da noi stessi).

“Non esiste l'uomo ideale
e nemmeno
la donna perfetta”

Scegliere un obiettivo e realizzarlo

Qualsiasi persona razionale e ragionevole, che non si lasci sedurre dai miti dei media, riconosce che non può avere tutto. Ma questo significa rinunciare ad essere felici? Piuttosto il contrario: come abbiamo visto all'inizio, avere di più nella propria vita non rende necessariamente felici. Ed inseguire il sogno di "avere tutto" rende sicuramente infelici (perché non si raggiunge mai).
Chi vorrebbe avere (o fare) tutto, spesso è una persona insoddisfatta di sé e della propria vita, che non ha chiaro cosa fare della propria esistenza; così si convince che "avere tutto" la renderà finalmente appagata. Ma perseguire questa illusione la porta a disperdersi in troppe direzioni, o a perseguire obiettivi contraddittori.

Cosa fare allora? Scegliere quello che per noi è veramente importante, e dedicarsi a realizzarlo.
Spesso volere tutto porta a disperdere il nostro tempo ed energie. E' più fruttuoso e appagante fare poche cose e farle bene, che farne molte in modo mediocre. Quando scopriamo quello che per noi è davvero prezioso, rinunciare al resto non è più una perdita, ma un passo necessario per concentrarci sulla nostra soddisfazione più profonda.

E' vero che l'ambizione è utile a spingerci verso i traguardi più elevati. Ma è anche vero che, per molti versi, accontentarsi ci aiuta a vivere meglio e più serenamente.

"Nella vita moderna il superfluo è tutto."
(Oscar Wilde)

"La felicità non è avere tutto, ma cadere e poi risollevarsi."
(Confucio)

"La felicità non è fare tutto ciò che si vuole, ma volere tutto ciò che si fa."
(Friedrich Nietzsche)


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