Cambiare convinzioni è difficile ma necessario

A volte incontriamo idee che smentiscono convinzioni per noi certe e scontate (perché le sentiamo dire da tutta una vita, perché tutti intorno a noi ci credono, perché ci appaiono ovvie). Quindi tendiamo a respingere queste nuove idee, magari senza nemmeno cercare di soppesarle o di indagare più a fondo.
Così facendo, però, rischiamo di rimanere ancorati a convinzioni errate, antiquate, e magari anche disfunzionali; che ci influenzano negativamente e ci portano a vivere male, o a danneggiare noi stessi e gli altri. Un'idea è immateriale ma è più potente di una bomba: pensiamo ad idee nefaste come lo schiavismo; o che certi popoli siano superiori agli altri, e ciò giustifichi guerre e colonizzazioni.

Se vogliamo vivere bene, essere felici e comportarci in modo costruttivo, è necessario saper rivalutare le proprie convinzioni, analizzarle in modo critico, e cercare la verità - invece di restare ancorati alle vecchie idee, solo perché "Si è sempre fatto così" oppure "Lo dicono tutti" o perché "Sento che è così".
Il problema è che, d'istinto, tendiamo a credere che siano sempre gli altri a cadere in errore, e che noi invece siamo nel giusto. Quindi per trovare la verità occorre coltivare un'abitudine a mettersi in discussione. Per dare un'idea di quanto sia facile - e comune - attaccarsi a convinzioni errate, immaginiamo uno scenario...

“Un'idea è immateriale
ma è più potente
di una bomba”

Il paese delle vecchie idee

Pensiamo a Mario (o Maria), che vive in una cittadina un po' isolata, in cui la maggior parte degli abitanti credono in idee come queste:
  1. La Terra è piatta.
  2. Il nostro pianeta è al centro dell'universo.
  3. Noi esseri umani siamo le creature predilette di Dio, che ci ama in modo speciale.
  4. Esiste una giustizia divina che premia i buoni e punisce i malvagi.
  5. La nostra Nazione è la migliore, col sistema di governo più efficiente e la popolazione più virtuosa (questa idea potrà suonare anomala in Italia oggi; ma è stata creduta in passato ed è tuttora comune altrove, specialmente in regimi autoritari).
  6. Gli uomini sono migliori delle donne. Oppure: le donne sono migliori degli uomini (dipende da luogo ed epoca).

Se queste idee vi sembrano assurde o poco credibili, rammento che alcune sono state credute per millenni; ed altre vengono credute anche oggi da molti.

Il paese delle nuove idee

Un bel giorno Mario si trasferisce lontano, in una grande città dove incontra nuove esperienze ed opinioni diverse, che vengono anche dibattute. Egli si trova così ad affrontare idee nuove, che smentiscono le sue convinzioni, a volte anche con dimostrazioni evidenti:
  1. La Terra è una sfera; gli vengono mostrate fotografie prese dallo spazio.
  2. Leggendo un libro di astronomia, vede che il nostro pianeta è solo un "frammento di roccia" in un angolo remoto di una galassia, spersa fra miliardi di altre galassie.
  3. Gli viene fatto notare che noi esseri umani condividiamo lo stesso destino di ogni altra creatura vivente: nasciamo con paura e dolore, viviamo in competizione per ottenere quel che vogliamo, ci ammaliamo, patiamo la decadenza, e infine moriamo; non siamo quindi "speciali" come ci piace pensare.
  4. Osservando gli avvenimenti, nota quanto spesso i buoni non vengano affatto premiati, né i malvagi puniti.
  5. Informandosi sugli altri Paesi, scopre che in alcuni si vive molto meglio che nel suo; che esistono varie forme di governo, ognuna con pregi e difetti; e che nessuna popolazione è veramente virtuosa (in fondo, siamo tutti umani e fallibili).
  6. Guardando il comportamento delle persone, vede che ogni persona può essere buona o cattiva, a prescindere dal suo genere; e che quel che conta è la qualità dell'individuo, non il suo sesso.

Chi lascia la via vecchia per la nuova...

Possiamo facilmente immaginare come Mario si senta frastornato e confuso di fronte alle idee nuove. E che gli venga istintivo rifiutarle, magari anche di fronte all'evidenza. E' comprensibile: egli è vissuto 30 anni (o 40 o 50) con quelle idee, circondato da persone che le ripetevano convinte. "Com'è possibile - si chiede - che tutti ci credano, eppure si sbaglino?".
E' difficile da mandar giù. E' difficile "buttar via" convinzioni che ci hanno accompagnato per decenni: ci viene da tenercele strette, perché ci rassicurano; ci sembra di non sapere più a cosa credere.

“Com'è possibile
che tutti ci credono,
eppure si sbagliano?”

Siamo tutti Mario

Quello che è successo al nostro Mario, succede praticamente ad ognuno di noi:
  • Tutti abbiamo ricevuto idee e convinzioni false o errate (a partire dai nostri genitori, che le dicevano magari in buona fede).
  • Tutti abbiamo avuto intorno persone che ce le ripetevano convinti.
  • Tutti riceviamo qualche specie di "lavaggio del cervello", in particolare su temi cari ad ideologie dominanti nel nostro ambiente - che siano politiche, sociali o religiose*.
  • Tutti abbiamo la tendenza a respingere le idee nuove, specialmente se scomode o inquietanti.
  • Tutti tendiamo a conservare lo status quo - anche quando non ci piace - e ad aggrapparci alle nostre certezze, perché quello che non ci è familiare ci inquieta, e l'incertezza ci genera ansia.

* Questo diventa evidente ovunque ci sia una polarizzazione, dove ogni parte fa discorsi del tipo "Noi siamo i buoni (abbiamo ragione), loro sono i cattivi (hanno torto)". Per esempi recenti (2020), oltre alla politica italiana, basti guardare alla Brexit nel Regno Unito, ed al conflitto tra Repubblicani e Democratici negli USA.

Oggi più che mai

La capacità di mettersi in discussione e considerare idee diverse è più che mai necessaria oggi: siamo circondati da fonti inaffidabili come social network e media non indipendenti, che producono una pioggia di informazioni sovente manipolate, distorte o del tutto false (pensiamo all'anti-vaccinismo). L'uso di "fake news", "alternative facts" e bugie clamorose è diventato frequente:
  • sia nella politica (specialmente da parte dei populisti);
  • sia nei movimenti sociali (per esempio femminismo ed ecologisti che mentono per sostenere una "giusta causa");
  • sia tra le persone comuni: ognuno tende ad aggrapparsi visceralmente alle proprie posizioni, negando o svalutando qualsiasi alternativa.
Per cui, anche quando ci sentiamo completamente convinti di qualcosa... è bene ricordare che in passato erano altrettanto convinti che la Terra fosse piatta!

“Siamo circondati
da fonti inaffidabili
come social network
e media non indipendenti”

Tutti possiamo sbagliare, tutti possiamo evolvere

Ecco perché, come dicevo all'inizio, è importante imparare a metterci in discussione, a ipotizzare che potremmo sbagliarci, ad affrontare le idee nuove con curiosità e spirito di indagine. Siamo tutti preda di qualche convinzione errata: e quelli che ritengono di non essere mai in errore, sono proprio quelli che si sbagliano più di frequente (rifiutando di mettersi in discussione, non sono in grado di evolvere).

Quindi, ogni volta che incontriamo un'idea nuova o che va contro quello che crediamo, possiamo soppesarla e confrontarla con i fatti (alla fine, sono i fatti che contano, più che le belle teorie). Cercando anche di considerare un panorama più vasto possibile, invece di limitarsi al proprio limitato "giardinetto privato" (problema di chi si confronta solo col proprio circolo ristretto, ed abita una cosiddetta "echo chamber").
Questo non vuol dire credere a tutti. Bisogna imparare a valutare criticamente le informazioni, magari indagando le fonti; senza però rifiutarle a priori, magari solo perché arrivano da una mentalità diversa dalla nostra.

"Riceviamo dalla nostra famiglia sia le idee di cui viviamo che la malattia di cui moriremo."
(Marcel Proust)

"Non sono gli avvenimenti della nostra vita che ci formano, ma le nostre convinzioni su cosa significano quegli eventi."
(Anthony Robbins)

"Per ogni idea della cui giustezza sei assolutamente convinto, ci sono milioni di persone che la ritengono sbagliata."
(Wayne W. Dyer)


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