Aspettative errate sulle relazioni
(che ci rovinano la vita)

Questa serie sulle aspettative nelle relazioni è divisa in otto post: questa introduzione e sette aree tematiche (vedi indice con link in fondo).

Introduzione

Specialmente nel corteggiamento e nelle relazioni, certe aspettative possono rovinare le opportunità e incrinare rapporti altrimenti validi. Se per esempio mi aspetto che il mio compagno non sbagli mai, o che la mia partner mi renda sempre felice, mi ritroverò sicuramente deluso e risentito; ma l'errore risiede nelle mie aspettative irreali, non nell'umana imperfezione dell'altro!
E' quindi essenziale diventare consapevoli delle nostre aspettative, e renderci conto di quanto queste siano realistiche oppure utopiche. Perché se mi aspetto la perfezione, passerò tutta la vita a cercarla senza successo.

“Se mi aspetto la perfezione,
passerò tutta la vita
a cercarla senza successo”

Desideri non dichiarati

Un altro problema delle aspettative è quando non vengono espresse chiaramente:
  • Molte persone credono che i loro desideri siano del tutto normali e condivisi, quindi non li dichiarano perché si aspettano che siano ovvi anche per l'altro.
  • Oppure si aspettano che l'altro riesca a indovinarli, come per magia.
  • O, ancora, esitano ad esprimerli per timore del giudizio o per insicurezza.
In tutti questi casi l'altra persona, il più del volte, non avrà idea di cosa ci aspettiamo, quindi non potrà soddisfarci. Ma chi nutre l'aspettativa resterà comunque in attesa di soddisfazione (anche se non ha aperto bocca a riguardo).

Finché non le esprimiamo apertamente e chiaramente, le aspettative non possono nemmeno essere oggetto di discussione o di venirsi incontro. Rimangono una "mina vagante", invisibile sotto la superficie dell'acqua, che esplode quando l'insoddisfazione o la frustrazione superano un certo limite, lasciando l'altro stupefatto e confuso (perché non aveva idea dell'aspettativa, quindi non capisce il motivo di quella reazione).

Desiderare è umano, ottenere è incerto

Definisco queste aspettative "errate" non come giudizio morale (ognuno ha diritto a desiderare ciò che preferisce), ma in senso funzionale, perché raramente o mai corrispondono alla realtà. Quindi aspettarsi questi risultati porta quasi sempre a incomprensioni, conflitti e rotture con i partner.
Anche se certi obiettivi ci sembrano del tutto normali e scontati (per esempio la fedeltà o il matrimonio per sempre), la vita reale spesso va diversamente. Crediamo che con la persona "giusta" tutto filerà liscio, ma in realtà tutti gli esseri umani sono fallibili, ed è proprio la vita a non offrire certezze; quelle che ci trasmettono sono in genere illusorie.

Possiamo cascarci tutti

E' facile sottovalutare il potere delle aspettative, oppure pensare che "Io non potrei mai credere a cose assurde"; ma invece possiamo cascarci tutti (perché ci hanno sempre detto così, o perché ci piacerebbe tanto crederci). Per esempio, immaginiamo un uomo che creda "Ogni donna che mi sorride mi desidera", oppure una donna che creda "Un uomo che esce con me deve trattarmi come una principessa, e soddisfare ogni mio capriccio": possiamo facilmente immaginare quanto sarà problematica la loro vita relazionale.

L'altro è un mistero

Un problema simile si ha quando crediamo di conoscere bene il sesso opposto, o magari pensiamo che ragioni con la nostra stessa mentalità. Purtroppo invece la maggior parte delle persone non conosce davvero "l'altra metà del cielo", non la comprende, e non si rende conto che uomini e donne sono diversi e spesso non si capiscono.

Inoltre, quello che per noi è normale - e quindi ci aspettiamo che lo sia per tutti - può non esserlo affatto per altri: la cosiddetta "normalità" è una convenzione arbitraria, in realtà ognuno vive e vede le cose a modo suo.

“Quello che per noi è normale
può non esserlo affatto per altri”

I ruoli sono una prigione

Spesso le aspettative si accompagnano ai ruoli: molti ragionano in termini di "Un uomo dovrebbe fare / essere...", "Le donne sono / devono...", "E' giusto che un marito sia...", "Una moglie è tenuta a...", "Gli amici veri fanno...", ecc. Ma questi schemi rigidi trascurano la varietà e l'unicità di ogni individuo: i ruoli diventano "prigioni" mentali dove ognuno è obbligato a seguire un copione, e nessuno può essere se stesso.
Certo potrebbe fare comodo se tutti si comportassero secondo programmi standard prevedibili; ma sarebbe anche un mondo di robot, riduttivo e angosciante. Ragionare per ruoli crea molte aspettative rigide, rende schematici e pretenziosi (si pensa in termini di "devono", "dovrebbero"), e peggiora la comunicazione (viene dato per scontato quello che l'altro fa, pensa, vuole o dovrebbe fare).

Desiderare senza pretendere

Le aspettative diventano particolarmente problematiche quando pretendiamo che vengano soddisfatte; quando crediamo che siano un diritto, o qualcosa che ci è dovuto - invece che, semplicemente, una nostra preferenza. Certo ognuno ha diritto a desiderare quello che più gli piace - ma l'altro non è obbligato a soddisfarci.
Teniamo conto che gli altri non esistono con lo scopo di renderci felici (né il mondo è fatto per accontentarci), proprio come noi non esistiamo per fare felici loro; farlo è solo una libera scelta.
Ognuno cerca la propria soddisfazione, e desideriamo qualcuno proprio in base alla soddisfazione che egli ci dà (o che noi speriamo ci dia). Quindi è saggio:
  • Mantenere delle aspettative realistiche.
  • Imparare a chiedere quello che desideriamo (invece di presumere che sia evidente, o di aspettarci che gli altri ci leggano nella mente).
  • Non pretendere quello che gli altri non vogliono - o non possono - darci.
Per arrivare a far sì che gli altri facciano quello che ci rende felici, uno dei metodi più efficaci è quello di renderli felici noi per primi (crea un circolo virtuoso, attraverso la gratitudine e l'impulso a ricambiare). Per esempio, alcune ricerche hanno dimostrato che le donne i cui mariti si dedicano ai lavori di casa (alleggerendo così il carico di lavoro della moglie), sono mediamente più disponibili all'attività sessuale (essendo meno stanche e più grate).

“Teniamo conto che gli altri
non esistono per renderci felici”

Aspettative di donne e uomini

Molte di queste aspettative sono tipicamente femminili, perché sembra che le donne siano particolarmente inclini a "credere alle favole" (quanto sia nella loro natura, o per effetto di condizionamenti mediatici come film e canzoni romantiche, difficile dirlo); questa tendenza è confermata dalle donne stesse (almeno quelle più oneste e consapevoli).
Altre volte l'aspettativa può essere invece più tipicamente maschile, oppure essere comune ad entrambi i sessi. Nei post sulle aree tematiche (vedi lista sotto) indico il genere dell'aspettativa con i codici [F] (femminile) ed [M] (maschile).

Non è sempre vero, ma spesso sì

Ovviamente questi esempi non saranno validi per tutti, perché siamo tutti diversi ed alcuni comunicano in modo più chiaro e diretto, oppure hanno una consapevolezza più realistica di cosa aspettarsi. Però, dalla mia esperienza e dalle ricerche fatte, donne e uomini tendono spesso a pensare nei modi che ho descritto.


Aspettative errate sulle relazioni - Indice


"La grande domanda a cui non ho mai saputo rispondere, nonostante i miei 30 anni di ricerche sull'animo femminile, è 'Cosa vuole una donna'?"
(Sigmund Freud)

"L'infelicità è il divario tra le nostre capacità e le nostre aspettative."
(Edward de Bono)

"Gli infelici credono facilmente in quello che desiderano molto."
(Seneca)


Articoli correlati

Altri post con argomenti collegati (descrizione: fermate il puntatore sul link)

Nessun commento :

Posta un commento

(vedi le linee guida per i commenti)



Licenza Creative Commons
© 2017 Valter Viglietti. Psicofelicità è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.