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L'amore ti arricchisce la vita, ma non te la risolve

Molti cercano accanitamente qualcuno che li ami, come se fosse il loro desiderio più importante o unico, e si aspettano che una volta trovato saranno pienamente felici. Ma dopo che l'hanno incontrato, curiosamente, alcuni ritornano ad uno stato di insoddisfazione, frustrazione o negatività simile a come stavano prima - magari dopo una breve "bolla" di felicità iniziale - e ricominciano a lamentarsi.
Eppure hanno trovato ciò che cercavano (anche se forse non esattamente uguale a come avrebbero voluto; del resto l'amore non è mai perfetto, anche quando è autentico). Forse in questi casi qualcosa non quadra...

Ovviamente parlo di casi in cui il partner ama sinceramente, non per finta. Ed in cui c'è una sufficiente compatibilità tra i due. E' chiaro che se l'amore c'è a parole ma non nei fatti, oppure è disfunzionale, o i due sono incompatibili, la relazione non può funzionare.
Ma non sto parlando di quei casi; parlo di quelle relazioni in cui l'amore c'è, è reale e funziona... eppure chi lo cercava rimane tormentato e infelice.

L'amore non ti risolve la vita

La mia spiegazione è che, in molti di questi casi, la persona che pativa la mancanza d'amore aveva anche altri problemi seri:
  • Magari non si piace, si detesta, non si stima o non si accetta per come è.
  • Forse vive una vita che non gli piace, o che addirittura gli fa schifo.
  • Magari odia il suo lavoro, o vive in una famiglia "tossica".
  • Forse ha un vuoto esistenziale, non sa cosa fare della sua vita, non trova un senso.
  • Oppure ha dentro una sofferenza profonda e inspiegabile, una tristezza di fondo, una mente dominata da conflitti e "demoni interiori".

In tutti questi casi, anche un amore sincero non può bastare a cancellare quanto sopra; quei problemi continueranno ad esistere, ed a farsi sentire. Però spesso la persona che cerca l'amore si illude che esso cambierà l'intera sua vita in meglio (e/o non vuole riconoscere di avere altri problemi che non c'entrano con l'amore).

L'amore non cambia come sei

Un amore intenso può certamente nutrirci, innalzarci, aiutarci a fiorire. Ma da solo non ci trasformerà in una persona migliore (*). Se dentro di me ho qualcosa che mi tormenta, l'amore non lo farà sparire come per magia:
  • Se non ti piaci, sentirti dire "Sei stupenda" non ti farà cambiare idea. Hai bisogno di imparare ad apprezzarti.
  • Se non ti stimi, sentirti dire "Sei davvero in gamba" non ti convincerà. Hai bisogno di crederci tu.
  • Se trovi la tua vita deprimente, resterà deprimente anche se qualcuno ti ama. Hai bisogno di trasformarla.
  • Se sei circondato da persone negative o che ti maltrattano, avere vicino qualcuno che ti ama ti darà sollievo, ma quelle persone ti faranno star male comunque. Hai bisogno di allontanarle, o allontanarti tu.
  • Se la tua vita sembra non avere alcun senso, non sarà l'amore a dartelo. Hai bisogno di trovarlo dentro di te.
  • Se porti dentro di te un grande dolore o disperazione, magari a causa di traumi o ferite emotive, l'amore ti aiuterà ma non potrà "salvarti". Hai bisogno di curare le tue ferite interiori.

Se ti aspetti che essere amato risolverà tutti questi problemi al posto tuo, resterai quasi certamente deluso.

(*) Per diventare una persona migliore, incluso più realizzata e felice, è necessario un lavoro di crescita ed evoluzione personale - che solo la persona stessa può fare. Gli altri, incluso un partner amorevole, possono solo favorire questo processo.

L'amore non vince tutto

Molti attribuiscono all'amore un potere "taumaturgico", ovvero di poter guarire ogni male e risolvere ogni afflizione. D'altronde la letteratura romantica è piena di promesse per cui l'amore può fare qualsiasi cosa, a partire dall' "Omnia vincit amor" (L'amore vince su tutto) di Virgilio.
Questo è probabilmente uno dei motivi per cui le persone tristi e infelici spesso ricercano disperatamente l'amore, nella speranza che risolva tutte le loro sofferenze.

Purtroppo non è realmente così; l'amore può fare molto ma non tutto. Per esempio l'amore:
  • Non può far stare bene insieme due persone altamente incompatibili, oppure troppo problematiche o immature o disfunzionali.
  • Non può risolvere tutti i problemi interiori di una persona (il partner non è un terapeuta).
  • Non può cambiare chi non vuole cambiare (casi di "Sindrome della Crocerossina", o di amanti che inseguono invano persone sposate).
  • Non può salvare chi si è in qualche modo "perduto": la storia è piena di persone che si sono suicidate, o sono morte per eccessi di alcol o droghe, nonostante avessero intorno persone che li amavano.
In tutti questi casi "L'amore non basta" (un concetto talmente assiomatico che è anche il titolo di molti libri; vedi anche in inglese "Love is not enough").

“L'amore non può risolvere
tutti i problemi
di una persona”

... Ma io ci credo lo stesso

Il guaio di molte persone è che si attaccano a quell'aspettativa romantica, per cui vedono l'amore come una "salvezza" o un antidoto ad ogni loro angustia. Questo è particolarmente vero in persone immature, fragili o che rifiutano di riconoscere le proprie difficoltà, o di prendersene la responsabilità; per cui ricercano soluzioni esterne a loro.
Quando però l'amore, una volta trovato, si riveli deludente o insufficiente a sanare ogni loro ferita, queste persone facilmente se la prendono col partner, accusandolo di non amarle abbastanza o di altre mancanze. Nella loro mente, in fondo, l'amore dovrebbe essere "magico"; per cui se l'amore del partner è limitato (com'è umano che sia), la colpa dev'essere del partner stesso - e non delle proprie aspettative esagerate.

Non era la persona giusta

Un altro tipo di negazione della realtà che questo tipo di persone può avere, è spiegare la propria infelicità persistente - nonostante l'amore ricevuto - con la convinzione che il partner non sia "la persona giusta". L'infelicità non viene quindi riconosciuta come proveniente da dentro di loro (come in effetti è, ed è sempre stata); bensì viene di nuovo attribuita a cause esterne.
Costoro si convincono che "La persona giusta mi renderà sempre felice", per cui ogni infelicità viene letta come sintomo dell'inadeguatezza del partner. Quindi possono tendere a saltare da un partner all'altro, sempre sperando che il nuovo si riveli finalmente "quello giusto".

Innamorati per sempre

Una versione estrema di questa tendenza, si ha quando l'innamoramento viene visto come condizione ideale e necessaria, per cui queste persone vogliono essere sempre innamorate (ciò perché l'innamoramento produce un esaltante benessere, simile all'assunzione di droghe, che probabilmente è l'unica condizione in cui la loro infelicità sembra svanire temporaneamente).
Quando l'innamoramento però si spegne (come sempre accade prima o poi), il loro malessere ritorna e costoro magari dicono che "E' finito l'amore", cercando poi di ritrovare l'innamoramento con un nuovo partner.

Ovvio ma non sempre visibile

Mi rendo conto che questa tesi può suonare ovvia: se qualcuno è pieno di problemi da single, continuerà ad avere problemi anche quando in coppia. Non è però così ovvia per chi crede che l'amore possa fare miracoli, per chi rifiuta la responsabilità della propria sofferenza (ed ha quindi bisogno di dare la colpa ad altri), o per chi si ritrovi dentro questo tipo di relazioni.
Quello che appare ovvio razionalmente, può essere invisibile se si è preda di forti emozioni, profonda sofferenza o la condizione estatica dell'innamoramento: tutti fattori che possono ingannarci.

L'inganno delle aspettative romantiche

Se mi aspetto che l'amore risolva tutte le mie mancanze, ma ciò non accade, tenderò a dare la colpa al partner - il cui amore non sembra all'altezza dei miti romantici - piuttosto che alle mie aspettative. Magari penserò che dovrebbe sforzarsi di più, amarmi meglio, mettermi sempre al primo posto... un lamento comune (specie da parte femminile) è "Tu non mi ami abbastanza!"; ma sarà proprio così, o magari c'è sotto una aspettativa idealizzata, od altri tipi di mancanze o sofferenze?
Oppure potrei sperare che un nuovo partner ed un altro amore potrebbero finalmente compiere il "miracolo".

L'inganno della negazione

La nostra mente tende sempre a proteggerci, a volte anche mentendo o negando la realtà (vedi per esempio i "meccanismi di difesa" identificati da Freud). Per questo molte persone piene di problemi tendono a negare di averli, a nascondersi dietro alibi, oppure a scaricare la colpa sugli altri (vittimismo).

L'inganno dell'innamoramento

Se amo perdutamente una persona ma questa continua ad essere insoddisfatta o inquieta, potrei credere che il mio amore non sia abbastanza. In fondo chi ama vorrebbe fare qualsiasi cosa per rendere felice l'amato (e teniamo conto che l'innamorato vede la persona amata come perfetta, quindi è più probabile che incolpi se stesso che l'altro).
E' solo dopo che la fase dell'innamoramento sia passata che, di fronte alla continua insoddisfazione del partner, chi ama potrebbe cominciare a chiedersi se il problema non sia in se stesso ma nel partner.

“Se mi aspetto che l'amore
risolva le mie mancanze,
ma ciò non accade,
darò la colpa al partner”

Sarò felice quando...

Qualcosa di simile avviene quando colleghiamo la nostra felicità a qualche condizione futura: "Sarò felice quando avrò / sarò / accadrà X". Come per l'amore, a volte immaginiamo che un certo obiettivo potrebbe finalmente appagarci, oppure spazzare via la nostra insoddisfazione. Quando però raggiungiamo l'obiettivo ma restiamo delusi, potrebbe essere per i seguenti motivi.

L'obiettivo non era davvero mio, ma altrui

A volte ci lasciamo convincere dalle persone vicine, o dalla società, che una certa conquista sia quella giusta per noi. Per esempio se i miei genitori sono ossessionati dall'idea di avere un figlio dottore, potrei aver "incorporato" quell'obiettivo anche se non è realmente una mia ambizione; in questo caso diventare dottore mi darà un senso di vuoto invece che di appagamento, perché non me ne è mai realmente importato.

Ho sopravvalutato l'obiettivo

A volte ci convinciamo che qualcosa ci renderà finalmente felici: il benessere economico, il successo professionale, possedere una abitazione, il matrimonio, avere figli, diventare famoso, ecc. Spesso però non funziona o funziona solo in parte: la soddisfazione è minore del previsto, restiamo ancora inquieti, o continuiamo a provare un senso di mancanza.
  • Questo può accadere per aver sopravvalutato l'appagamento dovuto all'obiettivo (molti credono che la ricchezza li renderà felici, ma non è proprio così; i figli a volte portano più fatica e frustrazione che soddisfazione, ecc.).
  • Oppure abbiamo creduto che l'obiettivo avrebbe "magicamente" risolto ogni nostro senso di vuoto o infelicità (un po' come per l'amore nei casi visti prima). Ma, di nuovo, se ho un problema "interno" questo non verrà risolto da un fattore "esterno" (se non mi piaccio, non mi stimo o mi sento indegno d'amore... non ci sarà somma, casa o partner che possa sanare quelle ferite).

Non esistono soluzioni "magiche"

In sintesi, non ci sono soluzioni magiche ai grandi problemi che ci portiamo dentro. Naturalmente è bello crederci, perché una "ricetta segreta" o "pillola miracolosa" o "amore onnipotente" risolverebbe ogni nostra mancanza o dolore senza sforzo (ed è una prospettiva così seducente che molti cercano di venderci tali illusioni, e non di rado ci riescono). Questo tipo di auto-inganno, ben noto in psicologia, è definito come "pensiero magico" (è lo stesso alla base della superstizione).

Qual è quindi una via più saggia?
  • Prima di tutto, essere realistici e onesti con se stessi nelle proprie aspettative, così da non inseguire "arabe fenici" o sprecare grandi energie verso obiettivi che poi ci deludono.
  • Poi, apprezzare sempre l'amore che abbiamo nelle nostre vite (anche quello modesto o imperfetto; senza saremmo comunque più poveri), senza aspettarci che faccia miracoli. In fondo il partner è un essere umano limitato come noi, non un mago.
  • Infine, ammettere i propri problemi interni ed assumerci la responsabilità di sanarli (magari anche con l'aiuto degli altri, certo; ma il compito rimane nostro).

Impara a prenderti cura di te stesso

Ricordiamo che "La vita è sofferenza" (Budda), per tutti. Avere problemi non ci rende sbagliati, ma solo umani. E' bene imparare a chiedere supporto quando ne abbiamo bisogno (in particolare i maschi hanno spesso difficoltà a farlo), ma senza aspettarsi miracoli né scaricare i propri problemi sugli altri. Siamo pienamente adulti solo quando ci prendiamo la responsabilità dei nostri bisogni e difficoltà, e ci impegniamo attivamente nel prendercene cura.

"Nessuno può amarci abbastanza da renderci felici se non amiamo davvero noi stessi, perché quando nel nostro vuoto andiamo cercando l'amore, possiamo trovare solo altro vuoto."
(Robin Norwood, "Donne che amano troppo")

"Ogni relazione sana si basa su due persone che hanno una relazione sana con se stessi.
Ogni relazione tossica risulta da almeno un partner avente una relazione tossica con se stesso."

(Mark Manson)

"Ti ho amato perché era più facile che amare me stessa."
(Nayyirah Waheed)


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Le tre origini dell'amore sentimentale

Per chi non comprende come "funziona" la psiche umana, spesso i sentimenti sono un mistero. Oppure scambiamo causa ed effetto, credendo che l'innamoramento sia la causa dei sentimenti, mentre è anch'esso l'effetto di altre cause.
C'è sempre una ragione per le emozioni che proviamo. In questo post proverò a spiegare cosa provoca il coinvolgimento sentimentale che proviamo verso un possibile partner, e quindi la relazione di coppia. Semplificando, questo coinvolgimento nasce principalmente da tre motivazioni fondamentali:
  1. L'attrazione fisica (a livello erotico, passionale, viscerale - inclusa la "chimica di pelle").
  2. L'intesa / Compatibilità tra personalità / affinità / sintonia (quando l'altro ci assomiglia e/o condivide valori, interessi, gusti, attività, obiettivi, visione del mondo).
  3. Le motivazioni inconsce (basate su parti profonde della nostra psiche, di cui non siamo consapevoli: figure genitoriali, traumi o ferite emotive, schemi relazionali familiari).
Che possono anche combinarsi tra di loro. Potremmo forse dire che la prima coinvolge più il corpo, la seconda l'animo e la mente, e la terza provoca forti reazioni viscerali.

E l'amore dove sta?

Quando si parla di motivazioni sentimentali, la più ovvia è scontata pare quella dell'amore: "Lo voglio / Lo desidero / Mi piace / Mi fa impazzire... perché lo amo" e simili. In realtà, secondo me l'amore è più una conseguenza che una causa, e si sviluppa a grandi linee così:
  1. Una certa persona ci ispira forti e profonde emozioni per qualche motivazione (come le tre esposte sopra, di cui però raramente siamo consapevoli).
  2. Questo ci genera sia un potente attaccamento (bisogno), sia uno slancio affettivo (per cui faremmo di tutto per l'altro); oltre a profonda felicità (se siamo ricambiati) oppure strazio (se veniamo respinti). E chiamiamo tutto questo "amore" (anche se è più corretto definirlo "amore romantico").
Ma se osserviamo questa dinamica, vediamo bene che la seconda fase non potrebbe accadere senza la prima: l'amore della seconda parte è quindi una conseguenza delle motivazioni presenti nella prima (senza le quali possiamo provare una serie di sentimenti positivi verso qualcuno - come simpatia, amicizia o affetto - ma non innamoramento o amore romantico). Ma poiché non siamo consapevoli di quanto ci succede nella prima fase, non abbiamo spiegazioni per essa, e ci ritroviamo "inspiegabilmente" immersi nella seconda, con l'amore che ne risulta: poiché è tutto ciò che vediamo, lo prendiamo come causa o spiegazione.
E' un po' come una persona completamente ignara di tecnologia che usa un ascensore e, se gli chiediamo cosa muove l'ascensore, risponde "Il mio dito che preme il pulsante". Costui non ha idea di tutto l'apparato - a lui invisibile - che muove l'impianto, quindi scambia il suo dito per una causa prima.

“L'amore è più una conseguenza
che una causa”


1. L'attrazione

Cosa intendo con "attrazione fisica"? E' quell'emozione di intenso interesse verso qualcuno, una pulsione potente che ci spinge verso lui o lei, di solito unita ad un desiderio di possesso. Quell'emozione ci suscita un desiderio di unione erotica / emotiva / affettiva / spirituale con quella persona, al punto da volere che diventi parte della nostra vita.

N.B.: E' bene sottolineare che l'attrazione non scaturisce solo dalla bellezza fisica (come molti credono). L'attrazione nasce anche da altri fattori, quali personalità, carisma, esuberanza erotica, talenti; e negli uomini ricchezza, potere e status.

A cosa serve l'attrazione

Ma qual è il senso dell'attrazione? Essenzialmente, è il meccanismo con cui la Natura ci induce ad accoppiarci e riprodurci. Infatti funziona negli animali similmente a come accade per noi: siamo attratti dalle persone cui potremmo avere figli più sani e/o meglio accuditi.
Quella che noi percepiamo come "bellezza", infatti, è sempre un segno di "fitness genetica", cioè geni di qualità e/o buona capacità riproduttiva. Pensiamo a tratti come la simmetria, una capigliatura folta, denti sani, muscoli negli uomini e curve nelle donne (o a come la loro assenza ci spenga l'attrazione): sono tutti segnali di buona fitness genetica e riproduttiva.
Inoltre, siamo spesso attratti dalle persone che hanno buona compatibilità genetica con noi, ovvero i cui geni combinati con i nostri hanno elevate chance di generare figli sani e forti. Questo tipo di compatibilità può spiegare perché l'odore di certe persone ci affascina o ci respinge, ed in generale il fenomeno della "chimica di pelle" (quando il semplice contatto col corpo di una persona ci provoca una forte eccitazione o un senso di benessere).

Da notare che questo meccanismo funziona anche quando non abbiamo alcuna intenzione di procreare, e persino se siamo sterili. E' infatti un istinto profondo e fondamentale (radicato nella nostra parte animale), su cui la ragione non ha alcun influsso. Tanto è vero che non di rado possiamo sentirci attratti da persone "pessime" (un uomo violento od egocentrico, una donna nevrotica o manipolatrice), o già impegnate, o che sappiamo essere inadatte a noi... ma ci possiamo fare ben poco.

Gli effetti dell'attrazione

L'attrazione è quindi la motivazione sentimentale più intensa e frequente, ma anche spesso fraintesa: molti provano attrazione od eccitazione e, specialmente se poco consapevoli delle proprie emozioni, chiamano tutto ciò "amore" (non è nemmeno colpa loro, visto che a tutt'oggi non ci viene data un'educazione emotiva e sentimentale; per cui molti rimangono "ignoranti" riguardo il proprio mondo interiore).
In altri post ho spiegato come funziona l'attrazione, e come questa sia la motivazione principale che conduce alla coppia (anche se ci piace credere diversamente). Immagino che questa sia un'affermazione controversa, anche perché la cultura romantica in cui siamo immersi pone l'accento sui sentimenti e tende a svalutare istinti e pulsioni. Ma la conferma di quanto dico è data dal fatto che la stragrande maggioranza delle persone ammette che non sceglierebbe come partner qualcuno verso cui non prova attrazione.

Questo è tanto più vero quanto più siamo influenzati dagli ormoni. Infatti nell'adolescenza e nella prima gioventù spesso le relazioni sono principalmente basate sull'attrazione, motivo per cui molte hanno breve durata: quando l'innamoramento passa e/o la passione erotica si spegne (cosa frequente dopo i primi due-tre anni), tante relazioni si disfano oppure uno dei due dice "Non ti amo più". Finita l'attrazione, a volte rimane ben poco.

“Molti provano
attrazione od eccitazione
e chiamano tutto ciò amore”

L'attrazione non dà garanzie

Il limite principale dell'attrazione, infatti, è che non offre nessuna "base" solida su cui costruire la relazione (a parte l'eccitazione e il desiderio, collegati alla riproduzione), e quindi nessuna garanzia sul successo della relazione stessa. Il fatto di provare una forte attrazione per qualcuno, infatti, non assicura affatto:
  • Reciprocità: possiamo benissimo impazzire per qualcuno che non ci vede nemmeno. Anzi, poiché tendiamo ad essere ipergamici, è comune sentirsi attratti da chi è molto più avvenente di noi e, quindi, è fuori dalla nostra portata.
  • Compatibilità: potremmo essere due persone che non hanno nulla in comune, senza nulla da dirsi, con valori ed obiettivi opposti... e provare comunque attrazione. E siccome l'attrazione è inebriante e "dà alla testa" (un po' come una droga), all'inizio non lo vediamo ma ce ne accorgiamo solo in seguito.
  • Durata: come visto nel punto precedente, possiamo essere attratti da persone incompatibili con noi. Se questo all'inizio può non sembrare un grosso problema, sulla lunga distanza è solitamente mortale per la relazione. Senza compatibilità, anche la persona più sexy ci diventa intollerabile col tempo (ma lo scopriamo solo quando ci tocca sopportarla ogni giorno).
  • Soddisfazione erotica: paradossalmente l'attrazione - che è il "motore" della pulsione erotica - non garantisce nemmeno una sessualità appagante. Anche se l'altro ci fa impazzire, infatti, se abbiamo gusti o ritmi diversi, preferenze contrastanti, livello di libido distanti o "linguaggi" erotici incompatibili, a letto non riusciremo a trovare un'intesa.
Insomma, l'idea romantica - e diffusa - per cui se qualcuno mi fa "perdere la testa" allora è "la persona giusta", è totalmente infondata.

"A letto eravamo perfetti. Però cominciavamo a litigare già mentre andavamo al bidet."
(Ava Gardner)

Meno ormoni, più consapevolezza

Col passare del tempo, però, di solito: (anche se non tutti hanno questa maturazione)

E' con questa evoluzione, quindi, che di solito le persone imparano a combinare l'impulso dell'attrazione con il senso di benessere che provoca l'avere vicino qualcuno con cui ci sentiamo "a casa".

“Impariamo che a volte
l'attrazione di pancia ci porta
verso le persone sbagliate”


2. L'intesa / Compatibilità

Avere una elevata compatibilità significa essenzialmente che l'altra persona "combacia" armoniosamente con la mia personalità, un po' come fa una chiave con la propria serratura. Con la maggioranza delle persone che incontriamo ci sentiamo sempre almeno un po' "estranei", e tenuti a nascondere qualche aspetto di noi; quando incontriamo qualcuno di davvero compatibile, invece, ci sembra di "essere a casa": ci comprendiamo a vicenda, ridiamo delle stesse battute, abbiamo passioni in comune, sentiamo di poterci fidare e rivelare interamente.
E' questo tipo di corrispondenza che genera quelle sensazioni deliziose di "Mi sento del tutto a mio agio", "E' come se ci conoscessimo da sempre", "Mi sento al sicuro", "Finalmente mi sento compreso", "Sento che posso dire qualsiasi cosa", ecc.

Aree di compatibilità

La compatibilità tra due persone comprende diverse aree, di seguito alcune tra le più significative:
  • Personalità: alcune personalità funzionano meglio quando sono affini (simili), altre quando sono complementari (ognuno completa l'altro); oppure quando c'è il giusto mix tra i due (due persone troppo simili potrebbero annoiarsi; se troppo diverse tendono a scontrarsi). Una personalità vivace ed estroversa può essere complementare ad una più riflessiva ed introversa, se le differenze non sono estreme. Altri aspetti sono socievolezza, apertura mentale, curiosità, (dis)inibizione, spirito avventuroso, intraprendenza.
  • Comunicazione: la capacità di comunicare apertamente e onestamente è fondamentale; aiuta a risolvere i problemi, superare i conflitti in modo costruttivo, e creare intimità. Anche la disponibilità a mettersi in discussione, ammettere i propri errori, trovare compromessi, sono qualità che aiutano la relazione a prosperare.
    Spesso uomini e donne non si capiscono perché sono differenti, ed anche perché hanno aspettative errate.
  • Emozioni e Intimità: alcuni riescono a svelare il proprio mondo interiore ed emotivo (quando sanno di potersi fidare), per altri è quasi impossibile (o ne sono ignari). Questo tipo di condivisione aiuta a raggiungere un'intimità profonda, che potremmo definire come "comprendere l'anima dell'altro". E' essenziale anche la capacità di esprimere le proprie emozioni senza aggressività, così come saper accogliere le emozioni dell'altro senza giudicarle.
  • Intesa erotica: questa avviene quando ritmi, gusti e preferenze dei partner combaciano, di modo che entrambi possano lasciarsi andare ed esprimere pienamente il proprio potenziale erotico. Richiede anche l'espressione sincera dei propri desideri e fantasie sessuali: l'altro non può indovinarli.
    Da notare che questa intesa è cosa diversa dall'attrazione: possiamo essere attratti da qualcuno poco compatibile (ed il sesso sarà allora frustrante o poco appagante), oppure non sentirci attratti fisicamente da qualcuno che è però molto compatibile con noi (in questi casi vale la pena di fare dei tentativi per scoprire se "i corpi si piacciono", nonostante non ci venga molto spontaneo).
  • Valori: spesso consideriamo i nostri valore come "giusti" e diamo per scontato che l'altro li condivida (salvo poi avere sorprese). Ma valori quali famiglia, amicizia, religione, onestà, l'orientamento politico, la ricchezza materiale oppure la crescita spirituale, sono temi fondamentali su cui possono esserci forti conflitti.
  • Obiettivi: avere obiettivi in comune lega i partner e li aiuta a raggiungerli; il contrario li fa sentire come se viaggiassero su "binari diversi". Obiettivi importanti sono formare una famiglia, avere figli, la carriera, la sicurezza economica, la casa, i viaggi, la crescita personale; ed è bene chiarirli dall'inizio - anche perché alcuni sono incompatibili fra loro (voglio passare più tempo in famiglia o nella professione? Preferisco investire nella casa o nei viaggi?).
  • Interessi e Attività: ovviamente avere hobby e passioni in comune rende la coppia più affiata e legata ma, a differenza di valori ed obiettivi, qui è anche possibile che i partner ne coltivino di diversi; anzi può arricchire il rapporto. Se però gli interessi sono del tutto diversi, questo facilmente creerà un divario tra i due.
  • Stile di vita: le differenze riguardo abitudini alimentari, attività sociali, gestione del tempo, pulizia e ordine (o loro mancanza), orari, puntualità... se notevoli possono incrinare la relazione. E' una di quelle aree in cui una certa diversità è stimolante, troppa diventa sfiancante.
  • Rispetto e Fiducia: una relazione sana e felice richiede entrambi. Se l'altro non ci mostra rispetto, o se non ci ispira fiducia, difficilmente il rapporto potrà svilupparsi in modo armonioso.
In sintesi, la compatibilità tra due persone è una combinazione di fattori psicologici, emotivi, relazionali e pratici. Le differenze possono arricchire la relazione, ma le somiglianze forniscono una "base solida" per un legame appagante e durevole.

“Due persone troppo simili
potrebbero annoiarsi;
due troppo diverse
tendono a scontrarsi”

Non trascurare le incompatibilità, non pretendere la perfezione

Da notare che una forte attrazione può indurci a trascurare le incompatibilità, o spingerci a pensare che "l'amore sistemerà tutto"... ma col tempo scopriamo che quasi mai è così. Possiamo anche amare una persona poco compatibile, ma se è troppo diversa od opposta a noi, questo sarà fonte di continua frustrazione.

Infine, ricordiamo che la perfezione in amore non esiste: anche con il partner migliore ci sarà sempre qualche aspetto che non ci garba, o che ci manca. Ritengo che una compatibilità del 90% sia già una forma di "paradiso relazionale", che ben pochi nella vita riescono a realizzare.


3. Le motivazioni inconsce

La terza motivazione fondamentale ha a che fare con parti profonde e nascoste della nostra psiche: quando l'altra persona... Questo tipo di motivazione può essere molto potente, ed è spesso alla base di amori travolgenti oppure infelici e tormentati, che le altre persone trovano irrazionali e inspiegabili: per esempio quando qualcuno rimane legato ad un partner violento o che lo maltratta. Queste stesse persone non sanno spiegare la forza di questo legame, oppure ricadono in spiegazioni ingenue o semplicistiche: "Perché lo/la amo", "Non posso fare a meno di lui/lei", ecc. In realtà non lo sanno davvero (se non dopo un percorso di terapia).

Qui però scelgo di non approfondire questa motivazione poiché, essendo basata su fattori personali ed inconsci, non può essere generalizzata: ognuno ha la sua storia, e la maggioranza delle persone è completamente ignara di ciò che si nasconde nel profondo della propria psiche. Per chi sia interessato ad esplorare questo tema, suggerisco di considerare i libri proposti nella Bibliografia, specialmente nelle sezioni "Psicologia" e "Relazioni"; oppure di parlarne con un esperto che possa aiutare a fare luce nelle zone oscure del proprio Sé.

“L'inconscio è spesso alla base
di amori travolgenti
oppure infelici e tormentati”



Combinazione di motivazioni

Naturalmente in ogni situazione possiamo ritrovare una diversa combinazione delle tre motivazioni citate. Conoscere ciascuna di esse può aiutarci a capire meglio l'origine di ciò che proviamo, e cosa eventualmente ci manca. Per esempio due situazioni comuni sono le seguenti:
  1. Proviamo forti emozioni ed attaccamento verso l'altra persona... però ci troviamo spesso a scontrarci o litigare. ---> E' probabile che ci sia un'elevata attrazione ma una bassa intesa o compatibilità.
  2. Ci sentiamo bene con l'altra persona, siamo a nostro agio, la stimiamo e apprezziamo... però ci manca qualcosa di importante; ci troviamo a dire cose tipo "Non c'è quel quid", "Non è scattata la scintilla". ---> E' probabile che ci sia bassa attrazione ma elevata compatibilità.
Attenzione all'errore comune di credere che nel primo caso "Però ci amiamo" (confondendo la passione con l'amore), oppure nel secondo "Non è la persona giusta perché non ho perso la testa".

Molta attrazione, scarsa intesa

Come spiegato, l'attrazione - e la conseguente passione travolgente - ci possono regalare sensazione meravigliose, ma non sono garanzia di stare bene insieme, né di lunga durata. Molte relazioni di questo tipo naufragano tra litigi ed incomprensioni, oppure finiscono in tradimenti e scenate... perché fondamentalmente quelle due persone non riescono ad andare d'accordo. Rimangono come "estranei".
Nel periodo iniziale dell'innamoramento ci può sembrare che la nostra passione possa superare ogni ostacolo. Ma quando questo effetto termina, le incompatibilità diventano sempre più evidenti e noi diventiamo sempre meno capaci di sopportarle.
E' uno di quei casi in cui un partner può ritrovarsi a dire "Lo amo ma lo odio". Il che di solito significa "Provo una forte attrazione ma non sopporto il suo carattere / comportamento".

Bassa attrazione, grande intesa

Questo è un tipo di relazione che produce un grande senso di benessere emotivo e affettivo, ci ispira fiducia e apertura, ma non suscita emozioni travolgenti né le "farfalle nella pancia". Come già indicato, questo è di solito un rapporto in cui l'attrazione è bassa oppure in cui l'innamoramento non è avvenuto.
A dispetto delle belle sensazioni, col tempo ci chiediamo se "manchi qualcosa" o dubitiamo che "sia amore" (perché confondiamo l'innamoramento con l'amore). Di conseguenza tendiamo a sottovalutare questo tipo di relazione e accantonarlo, specialmente se crediamo nelle "favole romantiche", o se associamo il "perdere la testa" al "vero amore".

Certamente ognuno è libero di decidere della sua vita come vuole, incluso il rischio di farsi male inseguendo un amore idealizzato come rappresentato nelle commedie romantiche. Vorrei però dire che, specialmente sulla lunga distanza, le qualità di una relazione come questa possono rivelarsi più preziose, rare e profonde di una passione passeggera. Se in particolare in passato relazioni travolgenti ci hanno poi deluso, può valere la pena dare a questo tipo una chance in più.

Possibili rischi

Un rischio di una relazione di questo tipo è che l'attrazione e il desiderio calano nel tempo, per cui se sono bassi già all'inizio potrebbero spegnersi sul lungo termine (la perdita del desiderio nelle donne è molto frequente). Quindi i partner si ritrovano in una relazione tipo "fratello e sorella" (buon legame affettivo ma zero eros).
Un altro rischio è che uno dei due incontri qualcuno verso cui prova forte attrazione, e questa risulti irresistibile per chi ne patisca la mancanza; con una conseguente elevata possibilità di tradimento.

“Ognuno è libero di vivere la vita
come vuole, anche di farsi male
inseguendo un amore idealizzato”

Motivazioni secondarie

Oltre alle motivazioni fondamentali possiamo incontrare loro varianti, oppure motivazioni secondarie o accessorie. Varianti possibili sono per esempio:
  • A volte ci innamoriamo di chi nutre i nostri bisogni profondi, e così facendo ci rende felici o riempie un nostro "vuoto". Possiamo anche non essere consapevoli di quei bisogni ma, quando qualcuno li soddisfa, sollecita una reazione intensa dentro di noi. Questo riguarda la motivazione "2. Intesa / Affinità" (il mio bisogno incontra nell'altro una risposta) od anche la "3. Inconscio" (per esempio se mi manca una figura genitoriale e la rivedo nell'altro).
  • Siamo attratti da chi ha una qualità che vorremmo tanto avere, ma che non abbiamo sviluppato (la donna fragile attratta dall'uomo forte; l'uomo "duro" affascinato dalla donna affettuosa; la persona iper-razionale intrigata da quella creativa e fantasiosa: costoro cercano una loro "parte mancante" nell'altro). Questo impulso è un misto tra le motivazioni "2. Intesa / Affinità" (l'altro rispecchia un mio potenziale che vorrei sviluppare) e "3. Inconscio" (non sono consapevole di avere quel potenziale, quindi mi attacco a chi ce l'ha).
  • Se ho una pessima autostima, tenderò ad attaccarmi a persone di "bassa qualità" o che mi trattano male, perché nel mio profondo non credo di meritare di meglio.
  • Se ho una "ferita emotiva", per esempio del tradimento o dell'abbandono, tenderò a scegliere partner che mi tradiscono o abbandonano.
Le ultime due dinamiche ricadono nella motivazione "3. Inconscio" (non siamo consapevoli del reale motivo per cui facciamo certe scelte).

Motivazioni culturali

Un altro tipo di motivazione secondaria può essere quella dei condizionamenti culturali: ovvero i gusti ed i valori che la cultura in cui viviamo ci trasmette, e che noi "assorbiamo" senza renderci conto.
  • Per esempio prima degli anni '60 non esisteva la mania delle magrezza: la maggioranza degli uomini preferiva le donne "curvilinee". Da quando la magrezza è diventata di moda, molti la inseguono perché sono condizionati dai modelli trasmessi dai media.
  • Oppure la preferenza per la pelle abbronzata. Quando l'agricoltura era predominante, si trovava attraente una pelle pallida perché era indice di persona altolocata che non doveva lavorare nei campi. Oggi che viviamo al chiuso e siamo tutti pallidi, troviamo attraente l'abbronzatura perché indica persone benestanti che non stanno chiuse tutti i giorni in ufficio e fanno invece frequenti vacanze. In questo caso, ciò che prendiamo per "bellezza" è invece un segno di status.

Motivazioni opportunistiche

Queste motivazioni possono influenzare la scelta del partner, ed anche accendere le nostre emozioni; ma non sono collegate all'altra persona in sé, quanto a quello che possiamo ottenere da lei.
  • Una classica motivazione opportunistica è quella che riguarda Ricchezza / Potere / Status (attiva principalmente nel genere femminile). In questi casi ci si sente attratti da (o semplicemente interessati a) chi può offrirci uno stile di vita benestante, e/o occupa una posizione di potere, e/o possiede uno status elevato. Le donne sono specialmente sensibili a questa motivazione perché hanno una tendenza ipergamica (ricerca di un partner di livello superiore al proprio), per ragioni evoluzionistiche.
  • Un altro caso è quando scegliamo un partner soltanto come mezzo per ottenere una famiglia, e/o dei figli. Quando ciò accade il partner è solo uno "strumento" per arrivare ad un fine, ma non c'è un reale interesse per la persona: ottenuto il risultato, il partner viene facilmente ignorato o allontanato.
  • Similmente, a volte si crea un legame principalmente per sfuggire alla solitudine, o per poter fare sesso, o comunque allo scopo di appagare una propria necessità. L'altro viene scelto perché offre questa opportunità, non tanto per le sue qualità come persona.
In questi casi non si può in genere parlare di "amore", quanto di "utilizzo" dell'altro per soddisfare i propri bisogni (ciò può avvenire sia per scelta intenzionale che in modo inconsapevole). Da notare che ogni relazione prevede la soddisfazione dei bisogni (nessuno sta in coppia con qualcuno che non gli dà nulla). La differenza è che in una relazione equilibrata scegliamo il partner sia per quello che è, che per quello che ci offre; mentre in una opportunistica quello che ci offre è la motivazione primaria (od anche l'unica).

“In certi casi non si può
parlare di amore,
quanto di utilizzo dell'altro
per soddisfare i propri bisogni”

Uomini poco attraenti ed "eterni amici"

Vale la pena di notare che l'attrazione (o la sua mancanza) è uno dei motivi principali per cui molti uomini faticano a trovare una partner: infatti le donne trovano attraenti pochi uomini (circa il 20%), oltre ad essere assai più selettive; per cui i maschi meno dotati riscuotono scarso successo o si ritrovano "fuori mercato".
Lo stesso accade nel fenomeno della "friend zone": quando una donna dice "Ti vedo solo come amico", quasi sempre significa che lei non prova alcuna attrazione.

Sapere è potere

Nella mia adolescenza e gioventù ho vissuto le mie prime cotte, come tutti, senza capire cosa provavo o perché. Questo era un problema specialmente quando non venivo ricambiato o la relazione non funzionava, ed io mi ritrovavo "vittima" di forze che non comprendevo né controllavo. Poi col tempo e lo studio ho scoperto cosa c'era dietro.
Mi auguro che questi concetti possano aiutarvi a fare luce nella vostra vita sentimentale, e magari a trasformare in meglio le vostre relazioni.

"L'amore è un canovaccio fornito dalla natura, e ricamato dall'immaginazione."
(Voltaire)

"Dopo aver sviluppato una concezione dell'amore sufficientemente ideale, sufficientemente nobile e perfetta, siete fregati. Ormai niente vi potrà più bastare."
(Michel Houellebecq, "Rester vivant")

"L'amore più grande è quello nato dall'amicizia, e l'amicizia più grande è quella che si sviluppa dall'amore."
(Lou Von Salomé)


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Verrai voluto e amato per quello che puoi offrire

Tutti vorrebbero sentirsi amati, apprezzati, ammirati e benvoluti. Siamo una specie sociale: quello che pensano gli altri di noi, e come ci trattano, sono fattori che toccano chiunque profondamente. Non è una debolezza, come alcuni pensano: è semplicemente la natura umana.
Per questo molti si interrogano su come piacere, come essere desiderati, come farsi amare. In fondo, gran parte di quello che facciamo e spendiamo (pensiamo ad abbigliamento ed accessori, cosmetici, automobili, gioielli, diete, palestre, case e arredamento, ecc.) è destinata a quello scopo - che ne siamo consapevoli o meno. Persino buona parte dei post sui social media serve a quello: si vuole essere notati, apprezzati, ricevere Like o condivisioni, o magari suscitare l'interesse di potenziali partner.

Le bugie che ci raccontano

Quando i nostri tentativi di ricevere apprezzamento o interesse non producono i risultati desiderati, specialmente in campo sentimentale, dubitiamo di noi stessi: "Ho qualcosa che non va? Sono brutto/a? Non sono abbastanza? Cosa mi manca? Cos'ho di sbagliato? Forse dovrei essere più come l'attore X / la modella Y...". Ci scoraggiamo e cerchiamo di capire cosa può renderci più piacevoli o amabili.
Purtroppo le risposte che riceviamo a questo proposito sono spesso confuse, fuorvianti o del tutto false. Ci sentiamo dire cose come:
  1. "Basta che sei te stesso"
  2. "Prima o poi troverai qualcuno"
  3. "L'amore arriva quando smetti di cercarlo"
  4. "Esiste la persona giusta per te, basta che la trovi"
  5. "Tu meriti di essere amato"...

Queste sono per lo più bugie consolatorie ma ingannevoli. Sono favole che ci raccontiamo, o a cui vogliamo credere per non disperare. Ma in realtà:
  1. Se hai una personalità disastrata e la mostri essendo te stesso, gli altri si allontanano.
  2. Se non hai qualità attrattive, nessuno ti vorrà - non è questione di tempo.
  3. Se piaci poco o hai scarse qualità attrattive, rimanere fermo senza prendere iniziativa non ti renderà più interessante (anzi, avrai ancora meno chance).
  4. La "persona giusta" è un mito romantico. Se non hai qualità che piacciono, nessuno ti vedrà come un "partner giusto".
  5. Questo è un bell'ideale, ed in un mondo perfetto sarebbe così. Ma nel mondo reale vieni amato solo se possiedi attributi adeguati (chi mai vorrebbe un partner senza qualità?).

La dura verità

Chi racconta queste "favole" lo fa con buone intenzioni (e spesso ci crede), ma questo non aiuta le persone respinte, ignorate o abbandonate; le inganna soltanto, o le illude che le cose potrebbero risolversi da sole. A queste persone non viene detta la verità: per ignoranza (molti non capiscono come funzionano davvero le relazioni), o perché appare troppo crudele o spietata (quindi cerchiamo di ignorarla).
Lo scopo di questo post è raccontare la "dura verità" alle persone poco amate e/o desiderate: dir loro perché gli accade ciò, e di cosa avrebbero bisogno per cambiare la loro situazione.

Naturalmente la questione è complessa (come sempre quando parliamo di esseri umani), quindi ciò che scrivo non pretende di spiegare al 100% ciò su cui si fondano le relazioni. Ritengo però che le basi principali siano queste, incluse alcune rivelazioni che raramente ci vengono dette.

“Se non hai qualità attrattive,
nessuno ti vorrà”

La verità su chi piace e chi no

La verità è che per piacere (sia su un piano di amicizia che sessuale che sentimentale) bisogna avere certe qualità: chi possiede quelle qualità riceverà apprezzamento e interesse, altrimenti no. E' semplice: piacerai agli altri in base a quello che puoi offrire loro, che sia di loro interesse. Non semplicemente perché esisti, perché "te lo meriti" (e chi lo decide?), o perché sei una brava persona. Senza adeguate qualità verrai ignorato, respinto, o al meglio trattato con cortese indifferenza.
  • In particolare, quasi sempre le relazioni sentimentali partono dall'attrazione. Per cui se hai molte qualità attrattive avrai molti possibili partner (o potrai scegliere tra i migliori pretendenti), se ne hai poche dovrai darti molto da fare per trovare un partner disponibile (e probabilmente accontentarti), e se ne sei privo nessuno vorrà stare in coppia con te.
  • Ma anche a livello di amicizia, verrai considerato come amico se possiedi certe qualità che gli altri trovano interessanti. Vogliamo essere amici di persone che ci piacciono, che ci fanno sentire bene o ci arricchiscono la vita - non di chiunque.

In pratica, in ambito relazionale (e specialmente nelle relazioni uomo/donna) ognuno ha un certo "valore" in base alle qualità attrattive che offre, e le altre persone reagiranno a questo suo valore con più o meno interesse e desiderio (io lo definisco "valore di mercato relazionale").
In particolare le donne tendono all'ipergamia (cioè ambiscono a partner migliori di loro stesse) e sono alquanto selettive, per cui si interessano ad un uomo solo se questi presenta qualità adeguate (un "uomo qualunque" viene in genere ignorato).

Le qualità attrattive

Ma quali sono le qualità di cui parlo? Dipende da cosa cerchi (amicizia? sesso? amore?...), e dalla persona che hai di fronte. Non pensare che siamo tutti uguali, o che cerchiamo le stesse cose: in realtà siamo tutti diversi, e ci piacciono cose diverse. Ecco perché i consigli "Alle donne piace X" o "Gli uomini vogliono Y" servono a poco: non considerano le differenze tra individui.
E' vero che alcune qualità sono apprezzate da tutti o quasi. Per esempio tutti sono affascinati dalla bellezza, ma oltre alla bellezza contano altre qualità. Inoltre esistono tanti tipi di bellezza, per cui nessuno può piacere a tutti. Certe caratteristiche sono apprezzate dalla maggioranza, ma i gusti personali contano tantissimo.

Siamo mossi dai nostri bisogni

In pratica, ognuno ha i suoi bisogni, e proverà interesse per chi può nutrire quei bisogni (*).
  • Alcuni di quei bisogni saranno comuni a tante persone (i più diffusi sono: bellezza; curve sinuose e sex appeal nelle donne; potere, status e ricchezza negli uomini).
  • Altri bisogni saranno più specifici per ciascun individuo (per cui qualcosa che attrae me potrà risultare indifferente o addirittura sgradevole per altri).
Più io possiedo qualità che corrispondono ai bisogni di Anna, e più Anna si sentirà attratta da me, proverà desiderio e sentimenti nei miei confronti. Se io possiedo tutte le qualità che corrispondono ai suoi bisogni, Anna mi vedrà come unico, indispensabile e irresistibile: perché rappresento la chiave per la sua felicità (i bisogni soddisfatti ci fanno sentire felici; quelli insoddisfatti provocano frustrazione e sofferenza).

(*) Bisogni inconsci e nascosti

Va sottolineato che spesso le persone non sono consapevoli dei propri bisogni, ma questi li influenzano ugualmente. Questo vale specialmente per i bisogni inconsci e profondi, magari legati a ferite emotive del passato: queste possono indurre a ricercare esperienze negative (se ho una "ferita del tradimento" sarò attratto da persone che tradiscono).

L'amore è una conseguenza

Molti credono che il desiderio verso una persona sia mosso dall'amore ("Lo voglio perché lo amo"), ma in generale l'amore è l'effetto, non la causa. Quando qualcuno nutre i nostri bisogni (o crediamo che possa farlo), sviluppiamo coinvolgimento per quella persona: la felicità che sentiamo (o che speriamo ci venga data), ci apre il cuore e ispira l'amore che ci pervade.
L'amore non è quindi una causa di attrazione, ma la conseguenza dei bisogni soddisfatti; un misto di attaccamento, felicità e gratitudine. Spesso crediamo che sia l'amore a motivarci, quando non abbiamo idea dei bisogni che ci muovono.

“Ognuno ha i suoi bisogni,
e prova interesse per chi
può nutrire quei bisogni”

Elenco qualità attrattive

Alcune di queste valgono per tutti, altre solo verso le femmine [F].
  • Bellezza, al primo posto (ma ne esistono di tanti tipi diversi, non c'è un modello ideale che attragga chiunque)
  • [F] Sicurezza di sé, forza di carattere, personalità Alfa
  • [F] Essere un leader, una guida, qualcuno che gli altri seguono
  • [F] Ricchezza, potere, status sociale
  • [soprattutto F] Carisma
  • Intelligenza
  • Entusiasmo, intensità, avere grande energia
  • Gioia di vivere, positività
  • [F] Avere passione per qualcosa, vivere con passione
  • [soprattutto F] Avere talenti particolari (di tipo emotivo, non tecnico: arte, musica, danza...)
  • Affettuosità, calore umano, capacità di amare (*)
  • Bontà d'animo, grande cuore
  • Maturità, profondità, saggezza
  • Umorismo, allegria
  • Empatia

(*) Amare è diverso da attaccamento o dipendenza: alcuni dicono "Voglio solo amare", ma in realtà hanno personalità deboli e dipendenti, e di solito nascondono un disperato bisogno di venire amati. Questo bisogno e disperazione risultano repellenti per il sesso opposto.

Qualità primarie e secondarie

Da notare che, a parte la bellezza (che ha valore universale per ragioni evoluzionistiche), la maggioranza delle altre qualità sono "secondarie", ovvero vengono apprezzate in genere ma risultano attrattive (cioè generano desiderio sessuale o di coppia) solo per alcuni, o solo se presenti in quantità.
Queste qualità "secondarie" si sommano, cioè averne una sola porta a pochi risultati, mentre averne molte offre più chance. Ecco perché un uomo che sia molto intelligente ma non abbia altre qualità attrattive avrà scarso successo con le donne, mentre uno intelligente, spiritoso, affettuoso ed empatico otterrà migliori risultati.
Inoltre, avere tratti negativi controbilancia le qualità secondarie (ma spesso non la bellezza):
  • Per cui qualcuno ricco di qualità secondarie, ma anche insicuro, fragile, scontroso e suscettibile, perderà gran parte del suo "fascino potenziale".
  • Mentre qualcuno dotato di un fisico avvenente, anche se afflitto da tante pecche caratteriali, risulterà comunque desiderato da molti.

Dalla teoria alla pratica

Anche quando qualcuno dice di ricercare certe qualità, non sempre poi le apprezza in pratica:
  • Le donne che dicono "Cerco un uomo intelligente" o "Voglio essere amata", il più delle volte intendono "Voglio un uomo attraente / sexy, che mi susciti forti emozioni, ed anche intelligente / che mi ami". Se un uomo intelligente non le suscita attrazione o non la emoziona, la sua intelligenza non basterà di certo.
  • Ma anche molti uomini che dicono "Vorrei una ragazza che mi amasse" o "Mi piace la donna dolce e sensibile", quando incontrano una donna di quel tipo ma da cui non sono attratti fisicamente, non risultano interessati.

“Se un uomo intelligente
non suscita attrazione,
la sua intelligenza non basterà”

Non c'è giustizia o equità in amore

Un'altra verità è che non ci sono giustizia o equità in amore: i migliori possono avere tutto (o quasi), mentre i più scarsi non ottengono nemmeno le briciole (quelli "mediani" si arrabattano e si sforzano per rimediare qualcosa). Se manchi delle necessarie qualità attrattive, ed in particolare quelle che valgono per la persona che ti interessa, non avrai nessuna chance. Non importa se sei un genio, gentile, saggio o divertente: senza le qualità che quella persona desidera, resterai per lei invisibile o irrilevante.
Al più, se è una persona buona e generosa, ti tratterà con gentilezza e considerazione (ma per via della sua bontà d'animo, non per interesse verso di te). Molte persone con "basso valore di mercato" scambiano quella gentilezza per interesse (magari perché la ricevono di rado), ma è un'illusione pericolosa: quella persona è gentile con tutti, perché è nella sua natura, non scambiarlo per interesse (che ha ben altra intensità).

E nemmeno nella vita

Quindi, come detto, riceverai interesse (e amore) per quanto puoi offrire, non per chi sei. Questo è certamente ingiusto, ma lo è anche la vita stessa: alcuni nascono in famiglie ricche ed altri nella povertà, certi hanno in dono un corpo sano ed altri malforme, alcuni nascono dotati ed altri no. Se osserviamo l'esistenza vediamo che spesso il buono non viene premiato né il cattivo punito.
La vita non è giusta né morale (morale e giustizia sono invenzioni umane, necessarie per il vivere civile, ma non esistono in natura); e questo vale anche in amore. Se lo riconosciamo, eviteremo di avere aspettative illusorie e le delusioni conseguenti.

Leggi di natura

E' probabile che leggendo questo post molti avranno una reazione incredula, offesa, o persino indignata: "Non tutti sono superficiali od opportunisti, tutti possono essere amati, l'amore è un mistero, ecc.". Lo capisco, e mi piacerebbe che fosse così. Ma in 40 anni di osservazione della natura umana, ed ascoltando le storie di centinaia di persone, queste "leggi di natura" risultano chiare e inevitabili. Vediamo qualche esempio:
  • Una persona di aspetto sgraziato o ripugnante non potrà attrarre un individuo sensibile alla bellezza (che sono la stragrande maggioranza).
  • Se a qualcuno piace un certo tipo di fisico, e solo quello, non proverà attrazione per un tipo di fisico all'opposto.
  • Per la maggioranza delle donne un "uomo qualunque", senza alcuna qualità o talento particolare, risulterà praticamente invisibile - anche in assenza di gravi difetti.
  • Nessuna persona di 20-30 anni sarà interessata ad un partner di 60-70 anni (tranne anomalie rarissime, e magari dovute comunque a particolari qualità - tipo uomo ricchissimo, donna celebre).
Se anche accadono eccezioni a queste "regole", sono comunque troppo rare da fare testo, e per lo più dovute a certi bisogni soddisfatti.

Senza attrazione non c'è storia

In generale, se non risulti attraente per una persona non avrai alcuna chance sentimentale con lei, per quanto tu possa impegnarti; anzi, se insisti probabilmente le darai pure fastidio. Infatti quasi tutte le coppie partono dall'attrazione; questa è un'altra "dura verità" che di rado viene ammessa.
Quando veniamo respinti da qualcuno spesso speriamo di poter recuperare corteggiando quella persona, oppure pensiamo "Se mi conoscesse meglio potrei piacerle". Il più delle volte, però, questo non produce risultati, proprio perché se non c'è attrazione da subito, difficilmente avverrà in seguito (*).

(*) E' vero che, a volte, un corteggiamento può conquistare qualcuno; o che la conoscenza approfondita possa coinvolgere. Ma succede raramente, e mi sembra ancor più difficile che accada in un'epoca di contatti fuggevoli e "liquidi" come quella odierna.

Finire nella "friend-zone"

Quando vieni respinto e ti dicono "Per me sei solo un amico" o "Non vorrei rovinare la nostra amicizia", solitamente quelle parole non riguardano realmente l'amicizia ma significano "Non sento alcuna attrazione per te" (ma non vogliono dirlo apertamente, o a volte non se ne rendono conto). Questo tipo di affermazioni è tipicamente femminile (gli uomini provano attrazione più facilmente).

“'Per me sei solo un amico'
significa
'Non sento alcuna attrazione per te'”

Differenze tra uomini e donne in amore

E' anche importante notare le differenze tra uomini e donne nell'ambito della seduzione e dei sentimenti. Molti non le conoscono e si aspettano che il sesso opposto si comporterà come loro stessi: grave errore!
  • In primis, il desiderio tra uomini e donne non è paritario: gli uomini desiderano le donne molto più di quanto le donne desiderino gli uomini. Infatti quasi sempre sono gli uomini che corrono dietro alle donne e le corteggiano, e non viceversa.
  • Una "donna media" riceve molto più interesse di un "uomo medio" (questo è evidente sui siti di dating). E' chiaro che la donna ha un maggior "valore di mercato" dell'uomo, il che conferisce alle donne un grande potere di attrazione (che la maggioranza degli uomini non ha).
  • Le donne sono assai più selettive mentre gli uomini sono meno esigenti e più "accomodanti" (mediamente).
  • Chi viene "scartato" come partner (cioè considerato non abbastanza attraente o senza sufficienti qualità per creare una coppia), riceve un trattamento diverso in base al genere:
    • Se è uomo viene scartato e basta, ignorato o respinto, di solito senza appello.
    • Se è donna può venire comunque considerata come partner sessuale (la cosiddetta "trombamica"), o come "partner di scorta" in attesa di meglio; ed a volte questo tipo di relazioni si trasformano in una vera coppia.
      Queste possibilità possono apparire scadenti, ma va notato come comunque offrano alla donna una serie di opportunità relazionali; mentre per l'uomo scartato c'è il vuoto assoluto.
  • Questo divario spiega un'altra diversità: quando un uomo viene scartato per certe sue mancanze (insicurezza, timidezza, fragilità, scarso status o ricchezza), spesso si ritrova a dire "Ma io una donna con queste caratteristiche la vorrei lo stesso!". Questo perché, come visto nei punti sopra, l'uomo è mediamente meno esigente, e se una donna è abbastanza graziosa sorvola su altre mancanze. Non così la donna, che spesso ha una lunga lista di requisiti.

In altre parole, in amore non solo non c'è giustizia o equità, ma nemmeno parità. Uomini e donne cercano spesso cose diverse, ed hanno differente "valore": diversamente da quanto sostiene il femminismo, in ambito relazionale sono le donne ad avere grande potere ed una posizione di vantaggio.

Se ti mancano qualità

E se ti mancano qualità attrattive, cosa puoi fare? Ricorda che è sempre possibile migliorare se stessi ed imparare quello che ora non sai. Non si smette mai di cambiare, e si può evolvere lungo tutta la vita: pensa a tutto quello che hai imparato da quando sei nato. Pensare "Io sono fatto così e non posso farci nulla" è un'illusione ed un alibi.
Ogni risultato importante richiede sforzo ed impegno. Restare in forma, prendere una laurea, padroneggiare una professione, saper suonare uno strumento musicale... non è mai gratis, non è mai facile o immediato. Però se ci tieni ne vale la pena. Anche nelle relazioni, se desideri migliorare i tuoi risultati puoi "investire su te stesso" e dedicarti a sviluppare le tue qualità attrattive, aumentando così il tuo "valore di mercato".
Non è molto diverso dal farlo in ambito lavorativo, con l'obiettivo di una carriera più appagante. Alcuni credono che dovrebbero essere amati solo perché esistono, o che l'amore dovrebbe essere facile; ma non è così che funziona la vita. Come nel lavoro, anche in amore il successo e la soddisfazione arrivano a chi è più dotato oppure a chi si è più impegnato per diventare una persona notevole.

La scelta è tra non fare nulla e restare nella mediocrità, oppure impegnarsi verso obiettivi più elevati.
E se non sai come migliorare o risolvere problemi che ti frenano, oppure ti sembra di essere privo di qualità attrattive, può essere utile rivolgerti ad un esperto - terapeuta o counselor - che ti aiuti a diventare la persona che vorresti essere.

Essere amati o essere usati

Infine, rispondo ad una possibile obiezione: "Non mi interessa essere voluta solo per ciò che posso dare, per poi essere usata e scaricata". Certo, ma non è ciò che sto dicendo. Chi ci cerca perché nutriamo i suoi bisogni può anche sinceramente affezionarsi ed attaccarsi a noi; anzi è quello che spesso accade.
Il problema non è ricercare la soddisfazione dei propri bisogni (che tutti abbiamo), bensì il modo in cui li perseguiamo:
  • Una persona (abbastanza) "sana" ricerca la soddisfazione dei suoi bisogni, e si può affezionare o legare a chi li soddisfa (per esempio si innamora).
  • Una persona "malsana" ricerca la soddisfazione dei suoi bisogni, ma si limita ad "usare" gli altri a quello scopo, perché incapace di formare relazioni positive.

In altre parole, tutti cerchiamo negli altri la soddisfazione dei nostri bisogni (anche quando non lo sappiamo). Ma quello che succede dopo - affetto, amore, legame, oppure manipolazione ed utilizzo incurante - dipende dalla persona e dalla sua maturità psicologica, emotiva e relazionale. Per quello è importante non fermarsi all'attrazione istintiva (che rischia di indurci a scegliere partner affascinanti ma non compatibili con noi).

"Ognuno insegue il suo piacere."
(Virgilio)

"Non esiste salvaguardia contro il senso naturale dell'attrazione."
(Algernon Charles Swinburne)

"Ogni umana attività è indotta dal desiderio."
(Bertrand Russell)


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Uomini e donne sono opportunisti in egual misura

Nelle relazioni uomo-donna, sessuali e/o sentimentali, solitamente si crede che gli uomini siano più subdoli e ingannevoli, mentre le donne più oneste e "virtuose". Ma questa è un'illusione: in realtà entrambi i sessi agiscono per lo più in modo opportunistico, ovvero volto a perseguire il proprio interesse, anche a discapito dell'altro.
Però questo opportunismo viene generalmente ignorato o negato nella donna; oppure viene giustificato, perché gli obiettivi femminili vengono considerati più "nobili" e ammissibili. Esiste quindi un "doppio standard" a riguardo (due pesi e due misure).

Uomini e donne sono diversi

Chiariamo subito che uomini e donne sono diversi per molti aspetti. Questo è un fatto evidente (basta guardare i rispettivi comportamenti: chi segue ossessivamente gli sport? Chi impazzisce per scarpe, borse e accessori? Ecc...), che è stato riconosciuto nei secoli. Solo di recente è sorta questa tendenza a vedere i due sessi come uguali, basata su ideologie invece dei fatti.
Questa diversità è uno dei motivi primari per cui i due sessi faticano a capirsi: avendo spesso obiettivi, mentalità e stili di comunicazione differenti, è un po' come se parlassero lingue diverse, e avessero bisogno di un "traduttore". Infatti uno dei libri di maggior successo sulle relazioni è "Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere" di John Gray (info nella Bibliografia), basato proprio su questo principio.

Ovviamente uomini e donne hanno anche punti in comune: entrambi desiderano essere amati, apprezzano il sesso, vogliono sentirsi ascoltati, accolti e apprezzati, ecc. Ma anche quando vogliono le stesse cose, possono avere priorità diverse: per esempio per gli uomini fare sesso è il bisogno primario, mentre per le donne è ricevere attenzione.

Bisogni diversi, uguale opportunismo

Questa diversità di obiettivi è parte del motivo per cui le donne possono apparire più "morali":
  • una donna che dice di "cercare l'amore" ci appare spinta da un motivo "elevato";
  • mentre un uomo che dica "voglio fare sesso" viene solitamente giudicato o sminuito.
In realtà entrambi stanno cercando una soddisfazione dei propri bisogni; e, come affermavo all'inizio, entrambi agiranno in modo opportunistico, a prescindere dall'obiettivo. Per esempio nascondono il loro vero scopo, quando sia conveniente:
  • Un uomo non dirà apertamente "Ho voglia di scoparti", perché sa che questo farebbe fuggire una possibile partner.
  • Ma anche una donna che cerchi una relazione importante, o che voglia il matrimonio, o che desideri ardentemente dei figli, non rivelerà subito i suoi obiettivi (a meno che sia molto ingenua): perché sa che questo probabilmente allontanerebbe l'uomo.
Insomma, quando ci avviciniamo al sesso opposto, e nella "danza della seduzione", è del tutto normale presentarsi nel migliore dei modi, celare o dissimulare i propri scopi, e mostrare di sé quegli aspetti che possano suscitare interesse nell'altro: questo vale ugualmente in entrambi i sessi (ma naturalmente pochi ammettono di farlo). Semmai potremmo osservare che le donne, mediamente, sono un po' più brave a fingere e dissimulare, sia per ragioni evolutive che culturali (1).

Le donne si lamentano spesso della mancanza di sincerità maschile, e magari si sentono ingannate; ma "dimenticano" di usare simili strategie loro stesse. Curiosamente, la società sembra giudicare diversamente i trucchi seduttivi dei due sessi:
  • Un articolo che spieghi agli uomini come portarsi a letto una donna, o come sedurla, solleva attacchi e critiche di manipolazione, inganno, misoginia.
  • Un simile articolo che illustri alle donne come fare innamorare un uomo, come farsi sposare, o come trovare un marito ricco, appare del tutto legittimo.
Eppure entrambi descrivono tattiche opportuniste volte a manipolare l'altro e indurlo a soddisfare i propri obiettivi. E' evidente un doppio standard.

(1) Avendo minore forza fisica, le donne hanno dovuto compensare sviluppando maggiore astuzia. Essendo più soggette a giudizio sociale, hanno imparato meglio a nascondere e dissimulare.

“Nella danza della seduzione,
è del tutto normale
celare o dissimulare
i propri scopi”

Peccati di omissione

Inoltre, non sempre l'obiettivo dichiarato corrisponde al vero, o è del tutto sincero:
  • Per esempio molte donne vogliono un partner benestante, ma di rado lo dicono apertamente. Il loro "Cerco l'amore" è quindi in parte ipocrita (sarebbe onesto se dicessero "Cerco l'amore con un uomo ricco che mi faccia vivere una vita agiata"... ma ovviamente farebbero una figura diversa).
  • Similmente, molti uomini nascondono il loro bisogno di sesso per evitare giudizi o reazioni negative.
Entrambi omettono, o mentono, per meglio raggiungere il proprio scopo.

Opportunismo per tutte le stagioni

Finora ho usato esempi "classici" dove l'uomo cerca sesso e la donna una relazione, perché è il caso più comune; ma chiaramente ci sono molteplici possibilità:
  • A volte è l'uomo che desidera una relazione importante, ma non lo rivela per non apparire bisognoso.
  • A volte è la donna che ricerca un rapporto sessuale senza impegno, ma lo nasconde per evitare giudizi sociali negativi.
  • Alcune donne flirtano per ottenere qualcosa (attenzione, gratificazione, favori, vantaggi economici...) anche quando non hanno alcun interesse per quell'uomo.
  • Certe volte dissimuliamo il nostro desiderio per stimolare l'interesse altrui. Molti credono che "In amore vince chi fugge", per cui si negano o mostrano indifferenza. A mio parere farsi desiderare non sempre funziona, ma è comunque una strategia di seduzione comune.
  • Molti nascondono quello che provano veramente per qualcuno: a causa di timidezza, vergogna, paura di essere rifiutati, oppure per timore dei giudizi altrui.

Bugie e opportunismo sono naturali

In alcuni di questi casi non si tratta proprio di opportunismo, ma non siamo comunque sinceri: ci comportiamo nel modo che più ci conviene, o in quello che riteniamo più adatto, invece di essere autentici. Peraltro questo ci viene naturale, quindi sarebbe ingenuo pensare che l'onestà dovrebbe regnare sovrana (l'esistenza delle "bugie bianche", cioè a fin di bene, testimonia l'importanza di mentire come "lubrificante sociale").
Anche tra gli animali bugie e opportunismo sono diffusi; per cui credere che siano tipici di un genere è del tutto insensato.

“Anche tra gli animali
bugie e opportunismo
sono diffusi”

Avere aspettative realistiche

A riguardo molti nutrono aspettative irreali in ambito relazionale: ritengono che gli altri debbano essere sinceri o disponibili, e si stupiscono - o scandalizzano - quando ciò non accade. Ma questa aspettativa è ingenua e persino puerile:
  • L'esperienza dovrebbe insegnarci quanto le bugie siano diffuse (chi può affermare di non dirne mai?).
  • L'altro non è tenuto a ricambiare il nostro interesse, a prendersi cura dei nostri bisogni, o a farci contenti. Nessuno ha il dovere di amarci.
Certo è bello sognare un mondo in cui tutti siano onesti e amorevoli, ma bisognerebbe capire che è un'utopia.

Valutazioni istintive

Quando andiamo incontro a qualcuno, spesso costui attua una valutazione opportunistica istintiva: "Questa persona ha qualcosa che mi interessa? Mi offre qualcosa di piacevole? Cosa ho da guadagnarci?" (di solito non sono pensieri coscienti, è un impulso subconscio). Se la valutazione è negativa, costui reagisce al nostro approccio con indifferenza o fastidio: per lui/lei sembra solo una perdita di tempo.
Questo spiega il più delle volte in cui veniamo respinti a priori: agli occhi dell'altro non offriamo nulla di interessante o attraente. Se veniamo respinti spesso, potrebbe essere utile valutare le nostre qualità che possiamo offrire agli altri, oppure il nostro modo di approcciare (a volte può essere invadente o "da mendicante", il che induce gli altri a chiudersi).

In genere ma non sempre

Questa tendenza opportunistica è vera in generale (e specialmente tra persone che si conoscono poco o nulla), ma non sempre. Nei rapporti stretti e nelle relazioni amorose (una volta consolidati), di solito c'è maggiore autenticità, onestà ed altruismo:
  • In una coppia armoniosa, o in una vera amicizia, l'istintivo opportunismo ed egoismo si attenuano e diventiamo più sinceri, generosi ed empatici.
  • Quando ci innamoriamo, o ci leghiamo profondamente, l'altro diventa per noi la persona più importante del mondo.
Quando ciò non accade, è possibile che l'altro abbia delle difficoltà che glielo impediscono (fragilità emotiva, insicurezza, traumi), abbia un opportunismo eccessivo (egoismo, narcisismo), oppure nella relazione certe qualità non vengono apprezzate (se veniamo puniti quando siamo sinceri, o sfruttati quando siamo altruisti, ci passerà la voglia di esserlo).

Opportunismo successivo

Naturalmente l'opportunismo può (ri)presentarsi anche più avanti, specie quando la relazione sia in fase di stanca, o verso la fine:
  • Il marito trascurato che incontra una donna disponibile, la quale si offre senza troppe difficoltà... Che tentazione!
  • La moglie insoddisfatta che conosce un uomo che la riempie di attenzioni e la corteggia di nuovo... Difficile resistere!
In teoria dovremmo respingere queste tentazioni (specialmente se siamo sposati ed abbiamo preso un impegno). Ma in pratica la spinta a soddisfare i propri bisogni è forte e, specialmente se ci sentiamo delusi dal partner, l'opportunismo può prendere il sopravvento.

Perché siamo opportunisti?

La spiegazione più semplice è che siamo opportunisti perché ci è utile, ci porta i risultati sperati. A ben guardare, ogni creatura vivente dev'essere opportunista (almeno in parte), cioè deve occuparsi dei propri bisogni, perché altrimenti non sopravviverebbe. D'altro canto, nelle specie sociali - come la nostra - l'opportunismo viene bilanciato dall'altruismo e dalla collaborazione (che portano un vantaggio evolutivo all'intero gruppo).

Opportunismo nelle relazioni

Ma parlando di relazioni sentimentali, una motivazione più profonda è quella evoluzionistica: siamo opportunisti perché questo ci porta vantaggi a livello di sopravvivenza e riproduzione (per cui questi tratti si sono riprodotti con la specie, mentre chi non li aveva si è estinto).

Naturalmente siamo guidati anche da valori e morale, ma le pulsioni evolutive o gli interessi personali spesso prevalgono. In generale, e specialmente nelle fasi iniziali di conoscenza e corteggiamento, l'opportunismo domina, perché siamo concentrati sui nostri bisogni, e non abbiamo (ancora) motivo per anteporre l'altro (2); è solo dopo che il coinvolgimento è scattato, o la relazione è iniziata, che l'altro ci diventa caro e tendiamo a mediare i nostri bisogni con i suoi.
  • Nella maggioranza dei casi, la donna valuta immediatamente un uomo in base a ciò che lui può offrirle, e non esita ad ignorarlo o scartarlo se lui si mostra "non all'altezza" delle sue molteplici esigenze.
  • Per l'uomo, il criterio di selezione è principalmente estetico, e meno stringente: se una donna viene considerata abbastanza bella, attraente o sexy, in genere è sufficiente - almeno inizialmente.
Questa selezione può avvenire anche inconsapevolmente, per istinto e non per calcolo.

(2) Qui mi riferisco principalmente alle relazioni amorose. Nelle relazioni sociali e di amicizia, l'opportunismo è meno spiccato ed è più probabile andare incontro agli altri mossi da semplice curiosità o desiderio di conoscere una persona nuova, senza particolari secondi fini.

Obiettivi diversi

E' importante notare che le motivazioni evolutive producono comportamenti diversi nei due sessi, perché ogni genere ha una strategia di accoppiamento per ottimizzare il suo successo riproduttivo:
  • I maschi cercano di fecondare più femmine fertili (giovani e sane) possibile ---> Ecco perché gli uomini tendono più verso la promiscuità.
  • Le femmine tendono a scegliere il maschio migliore e tenerselo (almeno finché la prole non sia autonoma) ---> Ecco perché le donne sono più selettive e tendono alle relazioni stabili (finché ne traggono vantaggio).

La morale non c'entra

Chiarito questo, appare evidente che le tendenze femminili non hanno una motivazione "morale" come si tende a credere ("Le donne cercano l'amore"), ma semplicemente fanno quello che assicura loro un miglior vantaggio evolutivo (riproduzione dei propri geni). Da un punto di vista naturalistico - invece che culturale - entrambi i generi fanno quello che più gli conviene, ovvero sono opportunisti.
La donna che si accoppia con l'uomo facoltoso, o che abbandona il marito dopo che i figli sono cresciuti, o che si innamora di un altro quando la coppia stabile si è "intiepidita", non è più né meno morale dell'uomo che corre dietro ad ogni gonnella, o lascia la vecchia partner per una più giovane: entrambi seguono i loro istinti evolutivi, a proprio vantaggio.

Naturalmente il comportamento umano è complesso e dipende da molti fattori, ma le pulsioni evolutive hanno un peso fondamentale nelle relazioni sentimentali: la prova è che il più delle volte le coppie nascono dall'attrazione fisica.

“La donna che sceglie l'uomo facoltoso
non è più né meno morale
dell'uomo che corre dietro ad ogni gonnella”

In sintesi: prima i bisogni, poi l'amore

Riassumendo e semplificando, potremmo dire che: Questa dinamica funziona per entrambi i sessi allo stesso modo.

La differenza è che i bisogni in una relazione esistono sempre (è impossibile non averne), mentre l'amore può esserci o meno, e con intensità variabile:
  • A volte l'amore cresce nel tempo, quando c'è notevole intesa e compatibilità.
  • A volte c'è un grande amore suscitato dall'innamoramento, che però si spegne quando scopriamo che l'altro non è come credevamo.
  • A volte l'amore sparisce del tutto e rimane solo il bisogno, per cui la coppia continua ma in modo conflittuale: è il tipico caso dei partner che si detestano ma continuano a restare insieme (perché la relazioni soddisfa comunque dei bisogni).

Perché crediamo che le donne siano migliori

Avendo mostrato ampiamente come l'opportunismo sia diffuso e "unisex", ci si può chiedere da dove viene la tendenza a ritenere invece le donne migliori in senso morale. Io vedo principalmente tre fattori.

Valori sociali

Come già accennato, la società valuta certi bisogni come più nobili od elevati di altri. Per esempio giudichiamo positivamente il matrimonio, o il procreare, o la fedeltà. In realtà questi non hanno realmente un valore morale assoluto (il matrimonio come lo intendiamo oggi è un'invenzione recente; la fedeltà non ci viene naturale), bensì vengono approvati perché vantaggiosi per la società (in una società sovrappopolata, la procreazione verrebbe osteggiata).

Romanticismo

Mentre per buona parte della storia dell'umanità la donna è stata considerata "inferiore" all'uomo, durante il periodo Romantico (XIX secolo) è avvenuto un ribaltamento: la figura femminile è stata elevata, idealizzata, vista in modo "angelico" e quasi disincarnata, in opposizione al maschio brutale e lascivo.
Questa corrente culturale, il cui influsso permane tutt'oggi (si pensi a quanto spesso usiamo l'aggettivo "romantico"), attribuisce quindi a priori al genere femminile qualità morali elevate (angelo), contrapposte al genere maschile che viene visto come moralmente dubbio o manchevole (demonio). Come ogni pretesa di superiorità o inferiorità di un genere sull'altro, è ovviamente irrealistica e illusoria: il sessismo è un pregiudizio equiparabile al razzismo.

Femminismo

Se il femminismo nella prima metà del XX secolo ha perseguito una parità di diritti tra i sessi, dagli anni '70 in poi ("terza ondata") è diventato - per molti versi - una forza sociale che persegue una sorta di "supremazia femminile": sostenendo sempre e soltanto i diritti femminili (e mai quelli maschili), ed anche promuovendo un'ideologia dove le donne sono sempre buone ed hanno ragione, mentre i maschi sono cattivi ed in torto (il movimento del #MeToo, ed il conseguente #BelieveAllWomen, è un esempio eclatante: le accuse di violenza sessuale vanno sempre credute, anche in assenza di prove, perché - secondo il femminismo - le donne non mentono mai (!) ).
Questo doppio standard ipocrita si può vedere anche nell'atteggiamento verso la sessualità promiscua tipico nei media:
  • Se un uomo vuole fare sesso senza impegno è un maiale immorale o, nel migliore dei casi, un bambinone da redimere.
  • Se lo vuole fare una donna, viene celebrata la sua libertà e il diritto a godersi il piacere.

Ovviamente la pressione culturale del femminismo moderno, che influenza gran parte dei media occidentali, ha alimentato questa visione distorta di un genere "virtuoso "e di un altro "vizioso". Ribaltando, ironicamente, quella che è stata per secoli la visione comune, ovvero che gli uomini fossero superiori, anche moralmente, alle donne.
Superfluo dire che trovo entrambe queste visioni pregiudizi privi di fondamento: il valore morale di una persona dipende dall'individuo, dai suoi valori e dalle sue azioni, non dai suoi geni né dai genitali che lo caratterizzano.

Anticipazione delle critiche

Mi aspetto che questo post solleverà l'avversione di quelli che non tollerano alcuna critica verso le donne, in accordo all'assioma femminista per cui "delle donne si può solo parlare bene". Questo sarebbe ironico perché la mia posizione qui è del tutto egalitaria (a partire dal titolo), ma - appunto - il femminismo moderno promuove la parità solo a parole. ;-P
Ciò mi ricorda il tema centrale del libro "La fattoria degli animali" di George Orwell (pagina Wikipedia), rappresentato dallo slogan "Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali di altri". Allo stesso modo, certe ideologie sostengono l'eguaglianza ma solo in teoria, mentre in realtà privilegiano un certo gruppo; e avversano ogni tentativo di metterle in discussione (atteggiamento tipico di qualsiasi autoritarismo).

"Una donna sincera è quella che non dice bugie inutili."
(Anatole France)

"Gli uomini mentirebbero molto meno se le donne non facessero tante domande."
(Coluche)

"Nessuna donna farebbe un matrimonio d'interesse: prima di sposare un miliardario, se ne innamora!"
(Cesare Pavese)


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