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Quelli che non cambiano mai idea, nemmeno davanti ai fatti

Siamo abituati a pensare che ogni persona, quantomeno se dotata di intelligenza media, sia in grado di ragionare. Ma non è proprio così: in realtà numerosi individui sono preda di pensieri o convinzioni insensati o irrazionali, o lo sono su certi argomenti, e di conseguenza non riescono a ragionare in proposito.

Dal ragionamento all'irrazionale

Non sto parlando semplicemente di differenza di opinioni: queste sono del tutto naturali, ed avere opinioni anche radicalmente diverse non vuol dire essere irrazionali (a meno che si parli di scienze esatte).
Mi riferisco invece a quelle persone che si basano esclusivamente sulle loro emozioni, sulla loro esperienza personale, su pregiudizi, o "Perché me lo sento!". Oppure chi si fissa rigidamente sulle proprie opinioni (che non sa distinguere dai fatti), per cui non è disposto a metterle in discussione, non concepisce la possibilità di essere in errore, e non si smuove di un millimetro nemmeno di fronte a prove contrarie evidenti; e che non di rado attacca ferocemente qualsiasi opinione differisca dalla propria o la smentisca.
Questo tipo di atteggiamento non si può definire "ragionare": tale verbo definisce l'usare le facoltà intellettuali per pensare, riflettere, argomentare con logica e giungere a conclusioni sensate e coerenti. Per fare ciò occorre saper soppesare pro e contro di ogni idea, cercare eventuali falle logiche, considerare anche gli argomenti contrari - e non escludere la possibilità di potersi sbagliare.

"Per ragionare deve esserci indifferente l'avere ragione."
(Maurizio Fogliato)

Se invece parto con un'idea e vi rimango attaccato senza smuovermi di una virgola, respingendo ogni sfumatura o possibilità alternativa... non sto ragionando, sto al più reiterando un mio pregiudizio.

"La maggioranza delle persone crede di pensare, mentre stanno soltanto riorganizzando i loro pregiudizi."
(William James)

Provo ora ad esaminare le differenze tra un pensiero ragionevole ed uno irrazionale.

“Se rimango attaccato a un'idea
senza smuovermi di una virgola,
non sto ragionando”

Posizioni ragionevoli e sensate

In ambito politico, per esempio, è possibile avere opinioni valide e sensate anche da parte di schieramenti opposti: un progressista ed un conservatore avranno spesso opinioni contrastanti, ma ciò non implica necessariamente che uno dei due sia in errore. Dopo tutto, a volte nessuno ha torto o ragione: sono solo punti di vista diversi.
  • Le idee di pari diritti per tutti, di ridistribuzione della ricchezza, o di un "welfare pubblico" adeguato (tipiche dei progressisti), sono certamente sensate.
  • Ma anche i vantaggi del capitalismo, della libera impresa, o di un sistema fiscale non opprimente (tipiche dei conservatori), hanno la loro validità.
Se queste due persone sono intelligenti, ragionevoli e di mente aperta, potrebbero persino riconoscere un certo valore nelle rispettive posizioni, e magari cercare soluzioni intermedie od efficaci compromessi. Questo è ciò che fanno i politici migliori: non restano fissati sulle proprie posizioni ed in ostinata opposizione, ma cercano compromessi che vadano a beneficio della maggioranza (mentre i politici ottusi restano inamovibili, quindi sanno solo criticare senza produrre progressi).

Posizioni irrazionali o assurde

Altre posizioni politiche, invece, lasciano esterrefatti e sembrano il prodotto di deliri o allucinazioni, piuttosto che di ragionamenti.

Sinistra: la Russia non ha invaso nessuno

A sinistra ci sono persone che hanno sempre difeso ostinatamente la Russia, anche quando ha aggredito militarmente paesi vicini per mantenerne il controllo o espandere la propria sfera di influenza (invasioni principali dopo il 1945: Ungheria nel 1956; Cecoslovacchia nel 1968; Afghanistan nel 1979; Georgia nel 1991 e 2008; Cecenia nel 1994 e 1999; nonché la recente invasione dell'Ucraina nel 2014 e 2022).
Costoro giustificano la Russia (arrampicandosi sui vetri) oppure negano fatti storici comprovati. Probabilmente perché l'Unione Sovietica era comunista e, per un "sinistroide" convinto, tutto ciò che è "rosso" dev'essere buono e giusto.

Destra: Trump è un grande presidente

A destra vediamo negli USA i seguaci di Donald Trump (cosiddetti "MAGA"), che lo sostengono incondizionatamente anche quando egli: mente spudoratamente, si inventa accuse infondate contro gli avversari, agisce in modo illegale, ignora la Costituzione, applica tariffe che sconvolgono l'economia mondiale e finiscono col danneggiare gli stessi americani, si inimica tutte le nazioni alleate, o scatena una guerra (contro l'Iran nel 2026) senza motivi reali.
Nonostante una lunga serie di azioni assurde (che potrebbero giustificare il titolo di "peggior presidente della storia americana"), buona parte del "popolo MAGA" gli rimane comunque fedele ed ostinata nel suo supporto; anche quando subisce nella propria vita gli effetti negativi delle politiche di Trump. Questa forma di fedeltà cieca è paragonabile a quelli di culti religiosi, ed appare completamente irrazionale.

Ragionamento non pervenuto

Queste due posizioni sono a livello di negazione dell'Olocausto, della teoria sulla Terra piatta, o che il nostro pianeta abbia solo 6.000 anni (perché c'è scritto nella Bibbia). In tutti questi casi non c'è traccia di ragionamento, ma solo clamorosa ignoranza, pregiudizi, paranoie o cieca ideologia.


Le cause dell'irrazionalità

Spesso non è nemmeno una questione di intelligenza: non di rado ho rilevato tale fissità di pensiero anche in persone chiaramente intelligenti e dotate di buona cultura (anche se è certamente più diffusa tra individui meno dotati e più ignoranti). In realtà credere a questo tipo di convinzioni insensate ed ostinate è parte della natura umana (che è ampiamente irrazionale), e può scaturire da numerose cause; di seguito elenco alcune di quelle che ritengo più comuni.

  1. Stupidità
  2. Ignoranza
  3. Pregiudizi
  4. Interessi personali, opportunismo
  5. Insicurezza e fragilità
  6. Essere aggrappati ad una ideologia
  7. Persone traumatizzate
  8. Complottismo, tendenza paranoide

1. Stupidità

La causa prima di questi atteggiamenti è una scarsa intelligenza: più qualcuno è stupido, meno sarà in grado di sviluppare idee valide, afferrare concetti complessi o capire dove è in errore. Tale persona sarà letteralmente incapace di vedere "oltre il proprio naso", analizzare criticamente le proprie posizioni, od evolvere la propria comprensione del mondo. I suoi pensieri saranno limitati e semplicistici, quindi inadatti ad una realtà complessa.
Questo limite è ben rappresentato dall'effetto Dunning-Kruger: questo nota che più una persona è stupida o incompetente, più tenderà a sopravvalutare le proprie capacità; quindi non riuscirà a riconoscere i limiti del proprio pensiero o le falle delle proprie opinioni. In pratica, meno uno capisce e meno si rende conto della propria scarsa comprensione; restando quindi più spesso ancorato alle proprie posizioni. Invece una persona brillante sa solitamente riconoscere i limiti del suo pensiero.
Questo concetto è stato espresso da molti pensatori attraverso i secoli:
"La cosa seccante di questo mondo è che gli imbecilli sono sicuri di sé, mentre le persone intelligenti sono piene di dubbi."
(Bertrand Russell)

Inoltre gli stupidi sono suggestionabili: sono facile preda di manipolatori e affabulatori, come Mussolini, Mao Tse-Tung o Trump.

2. Ignoranza

L'effetto dell'ignoranza è per molti versi simile a quello della stupidità: meno una persona conosce (o capisce), più le sue idee saranno povere, ingenue e limitate, ma egli non sarà in grado di comprenderlo. Meno qualcuno sa, e meno si rende conto di quanto la sua conoscenza sia circoscritta; tenderà quindi a credere di sapere tutto quel che c'è da sapere.
Viceversa, più uno impara e più si rende conto della sua ignoranza (ovvero di quante cose ancora non conosce). Questo è il significato della frase attribuita a Socrate: "So di non sapere"; ovvero "Sono consapevole di quanto ancora non conosco - e per questo resto aperto ad imparare".

Inoltre gli ignoranti sono facilmente ingannabili: puoi raccontargli storie incredibili, perché non hanno le conoscenze per distinguere il vero dal falso. Basta fare leva sulle loro emozioni, e li porti dove vuoi (ciò spesso vale anche per gli stupidi).

Ignoranza settoriale

L'ignoranza può anche essere specifica: una persona colta potrebbe comunque sapere poco o nulla di finanza, fisica o biologia, quindi avere opinioni errate a riguardo. Oppure, non avere delle basi di statistica impedisce di capire che la propria esperienza personale, da sola, non prova nulla; o che una correlazione non implica causa.

Disinformazione, propaganda

L'ignoranza viene anche creata o alimentata dalla disinformazione, sia involontaria (da parte di altri ignoranti) che intenzionale (da parte di manipolatori), come pure dalla propaganda di parte, che presenta le notizie in modo distorto, ingannevole o del tutto falso. Saper riconoscere l'inaffidabilità di queste fonti richiede una competenza - ed una intelligenza - che a molti manca, per cui ne vengono influenzati.

3. Pregiudizi

I pregiudizi sono pervasivi: moltissimi sono convinti che la propria nazione, etnia, religione, partito, genere, ecc... sia superiore agli altri. Notiamo i pregiudizi altrui, ma di rado i nostri. Tutti abbiamo qualche pregiudizio, ma le persone che sono state immerse a lungo in tali influssi ne rimangono segnate e faticano ad uscirne. Più un'idea mi è familiare, più tenderò a considerarla vera a priori ed a difenderla acriticamente.
Se per esempio sono stato circondato da idee razziste per tutta l'infanzia, sarà difficile per me metterle in discussione; mi sembreranno semplicemente dei fatti, e le difenderò a priori. Lo stesso vale per chi è stato cresciuto in ambienti fortemente religiosi, o dominati da qualche ideologia.

Difesa dei pregiudizi

Esistono anche dei meccanismi mentali che "difendono" i nostri pregiudizi, per evitarci di cadere in dissonanza cognitiva (se credo in X, ma incontro prove che X sia falso, proverò disagio perché in me coesisteranno due idee in conflitto). Per esempio il bias di attenzione o il bias di conferma sono meccanismi istintivi per cui la mente nota solo le informazioni che corrispondono a - o confermano - le mie convinzioni.

4. Interessi personali, opportunismo

Tutti si dicono a favore della verità... ma molti fanno un rapido voltafaccia quando la verità li mette a disagio, gli provoca una brutta figura, minaccia i loro interessi economici, o mette in discussione la loro identità (ovvero il senso di "Chi sono io" e "Qual è il mio valore").
Costoro quindi negano i fatti o difendono tesi improbabili per evitare conseguenze personali negative, in modo opportunistico; ma specialmente quando la posta in gioco suscita in loro emozioni viscerali - che quindi predominano sulla ragione (ciò è diverso dai mentitori abituali, che sono sempre guidati dall'opportunismo; qui parlo di persone solitamente corrette, ma che di fronte a verità troppo "compromettenti" abbandonano istintivamente la loro morale per proteggersi dalle conseguenze).

"E' difficile far capire qualcosa ad un uomo, quando il suo stipendio dipende dal fatto che non la capisca."
(Upton Sinclair)

Alcune istanze in cui questa motivazione è particolarmente forte (e quindi irragionevole) sono: il bisogno di avere ragione; l'orgoglio, o l'ego; il bisogno di credere in una certa cosa (un ideale, dio, la fede, di far parte dei "buoni" o "giusti"). In queste situazioni perdiamo facilmente l'obiettività, e cadiamo in doppi standard:
"Perché osservi la pagliuzza nell'occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?"
(Vangelo di Matteo 7, 1-29)

Questi atteggiamenti sono spesso collegati a 5. Insicurezza, alle 6. Ideologie ed ai 7. Traumi. Più siamo fragili emotivamente (e magari per questo aggrappati a certe idee), e meno saremo capaci di raziocinio.

5. Insicurezza e fragilità

Paradossalmente, più una persona è insicura e più resisterà a cambiare idea o ad ammettere di essere in errore. Questo perché ammettere gli errori od accogliere opinioni diverse ci fa sentire deboli o vulnerabili, e questo spaventa la persona insicura (per contro, una persona davvero forte e sicura di sé ammette più facilmente i suoi sbagli o idee errate, perché la sua autostima non ne viene intaccata).

Chi è particolarmente fragile avrà una visione distorta della realtà, perché ne è spaventato e non è in grado di affrontarla. Sarà probabilmente pessimista, sfiduciato, incapace di credere nella bontà delle persone o in un domani migliore, e tenderà al vittimismo. Invece di ammettere la sua fragilità, si nasconderà dietro l'alibi di essere "troppo sensibile", oppure tenderà ad accusare gli altri di essere "cattivi" o di "non capirlo".

Queste persone si attaccano a qualsiasi certezza, anche se falsa o illusoria, perché hanno bisogno di "stampelle" a cui appoggiarsi - e non intendono lasciarle andare.

Più comune tra le donne

Questa tendenza sembra particolarmente diffusa tra le donne, che mediamente soffrono di una maggiore insicurezza. Tale fenomeno è anche confermato dalla psicologa Samantha Rodman Whiten: "Molte donne faticano ad ammettere di avere torto; ciò spesso deriva da una profonda insicurezza e bassa autostima."

6. Essere aggrappati ad una ideologia

Quando aderiamo ad una ideologia diventa difficile metterla in discussione, perché diventa parte della propria identità e modo di vedere il mondo. Inoltre, chi abbraccia un'ideologia di solito si convince che la relativa posizione o propaganda sia del tutto corretta, e quelle opposte del tutto errate.
Si crea quindi una mentalità manichea "noi contro di loro" (dove "noi" siamo quelli buoni e giusti, e "loro" quelli cattivi e sbagliati). Questa è una forma di pre-giudizio (giudizio a priori) e indica assenza di ragionamento e pensiero critico. Osservo questo fenomeno in tutte le ideologie (e ciò include anche le religioni); tipicamente:
  • Per un "sinistroide" il comunismo è sempre dalla parte del giusto ed il capitalismo fonte di tutti i mali.
  • Per una femminista le donne sono sempre vittime e i maschi sempre aggressori.
  • Per un credente il proprio dio è l'unico autentico e le altre religioni sono blasfeme, ecc.
Ma è anche frequente nelle varie correnti politiche (specialmente quelle populiste o agli estremi), negli attivisti fanatici (e tutti i fanatici in generale; il fanatico è irragionevole per definizione), nei "woke", ambientalisti, vegani, ecc. Inoltre nelle ideologie si manifesta spesso una deriva autoritaria; chiunque la pensi diversamente o critichi l'ideologia viene zittito, attaccato od estromesso dal gruppo:
  • Si veda la "cancel culture" tipica della sinistra illiberale: eliminare dal discorso pubblico ogni voce differente dalla propria, rimozione di simboli - anche storici - ritenuti inaccettabili.
  • Nei movimenti populisti, come i MAGA di Trump, chi si oppone viene squalificato con accuse infondate, oppure lo si definisce un "nemico del popolo" (tattica usata anche nelle dittature).
  • Il femminismo tende a squalificare o zittire ogni voce critica o contraria al movimento, spesso con l'accusa di "misoginia" (in pratica equiparando ogni voce di dissenso con "odiare le donne").

7. Persone traumatizzate

Chi ha subìto traumi emotivi o fisici (specialmente nell'infanzia), spesso rimane influenzato nella sua capacità di ragionare, e tenderà ad avere una visione del mondo distorta dalle sue emozioni o paure profonde. Chi ha una "ferita della fiducia" crederà che non ci si può fidare di nessuno; chi ha perso un figlio durante una rapina crederà che il crimine è in aumento (mentre è vero il contrario); una donna che è stata abusata vedrà tutti gli uomini come potenzialmente violenti, ecc.

N.B.: Chi ha subito traumi è facile che ricada anche nel caso successivo (8. Complottismo), oppure nei due precedenti (5. Insicurezza; 6. Ideologia).

8. Complottismo, tendenza paranoide

L'attaccamento particolarmente ostinato ed irrazionale alle convinzioni è evidente nelle persone complottiste o con tendenze paranoidi (entrambi presentano diffidenza anomala ed immaginano minacce o pericoli inesistenti). Costoro sono visceralmente convinti di essere vittima di situazioni avverse o di persone malvagie; qualsiasi tentativo di dissuaderli con ragionamenti e fatti viene visto come una minaccia, e come dimostrazione che loro sono in possesso di informazioni "segrete" che gli altri ignorano.

Di solito queste persone sono una piccola minoranza, ma in certe situazioni una convinzione di questo tipo si estende ad una parte notevole della popolazione (magari alimentata da fonti interessate). A posteriori si fatica a credere che le masse abbiano abbracciato simili posizioni, eppure ciò accade ciclicamente. Si veda: Quest'ultimo episodio mostra come anche una popolazione occidentale mediamente intelligente, istruita e - si presume - razionale, possa essere collettivamente preda di convinzioni irrazionali e senza prova alcuna, solo in base a paure, dicerie e disinformazione online.

Non malattie mentali, ma deficit comuni

Nell'elenco precedente non considero le malattie mentali vere e proprie: è ovvio che una persona afflitta da esse sarà irragionevole ed incapace di un pensiero lucido.
Quello a cui ho cercato di dare una spiegazione è la domanda "Come fa una persona (relativamente) normale e sana di mente a pensare in modo così erroneo, od a restare aggrappata a convinzioni così poco sensate?". In sintesi, direi che la risposta risiede in deficit comuni nella psiche umana, che portano specifiche paure, fragilità o bisogni di sicurezza a predominare sulla ragione; quando questo succede, istinti protettivi ed emozioni negative prevalgono ed offuscano la lucidità.

Siamo creature irrazionali

In conclusione, gli esseri umani sono più irrazionali di quanto crediamo. Se le nostre emozioni tirano da una parte e la ragione dall'altra, nella maggioranza dei casi saranno le emozioni a prevalere.
E questo può accadere a chiunque (me compreso). Quelli convinti di esserne esenti, sono spesso i più inclini a cascarci. Invece di credersi "superiori" e immuni, è più costruttivo coltivare i dubbi, mettersi in discussione, confrontare i dati da più fonti, e soprattutto essere disposti a notare quando questi atteggiamenti potrebbero essere attivi in noi. E' proprio quando sei completamente sicuro di qualcosa... che è il caso di provare a vederla da un angolo diverso.

Le convinzioni irrazionali sono impermeabili ai fatti

Quando qualcuno è preda di queste convinzioni, è quasi impossibile fargli cambiare idea, o fargli vedere i suoi errori cognitivi; ed è anche inutile mostrargli prove oggettive che lo inducano a rivedere le sue posizioni.
Credere di poterci riuscire ragionando è, il più delle volte, una mera illusione. In alcuni casi più estremi, come chi manifesta una mentalità complottista, ci sono dietro una serie di deficit psicologici e caratteriali; cose che non si risolvono col semplice dialogo o un elenco di fatti.

"Il sapere e la ragione parlano, l'ignoranza e il torto urlano."
(Arturo Graf)

"Contro la stupidità non abbiamo difesa. Né le proteste né la forza possono toccarla. Il ragionamento è inutile."
(Dietrich Bonhoeffer, teologo giustiziato dal nazismo)

"Coloro che riescono a farti credere delle assurdità, possono farti commettere delle atrocità."
(Voltaire)


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Una vita di illusioni: 21 modi in cui inganniamo noi stessi

E' qualcosa che sapevo da anni, ma solo di recente ho realizzato appieno: la stragrande maggioranza delle persone vive una vita piena di illusioni, ovvero crede a cose non vere e/o si racconta storie false ma confortevoli o rassicuranti. Questa potrebbe sembrare un'accusa grave, ma è supportata dagli esperti che studiano il comportamento umano (alcuni articoli: NeuroLaunch, David Boles, Wikipedia).
Ho iniziato a realizzare quanto gli esseri umani mentono a se stessi leggendo il libro "Le bugie con cui viviamo - L'arte di autoingannarsi" di Eduardo Giannetti, più di vent'anni fa. Prima non mi ero reso conto dell'entità del fenomeno; dopo, mi sono sempre più accorto di quanto fosse la norma.

Ci illudiamo perché ne otteniamo qualcosa

Ma perché ci illudiamo così spesso? Di solito consideriamo falsità o menzogne come svantaggi. Ma in realtà tendiamo a illuderci ogni volta che ciò ci porta un tornaconto: ovvero ci guadagniamo qualcosa in termini di tranquillità, sicurezza, autostima, assenza di dubbi o stress, benessere, piacere o felicità.
In particolare, spesso ci illudiamo spinti dall'umano bisogno di avere una buona opinione di noi stessi (anche per associazione, per "luce riflessa"), o dal collegato bisogno di vedersi migliori di ciò che si è (tipico di persone insicure, fragili o con bassa autostima). Di conseguenza per molti diventa facile credere ad illusioni del tipo:
In altri termini, assai spesso respingiamo ogni verità scomoda, inquietante o dolorosa, ed al suo posto crediamo invece in ciò che ci fa sentire bene - anche se è falso. Se ciò suona poco verosimile, ricordiamo che l'evitamento della sofferenza è uno degli istinti più forti in noi. In confronto, la verità è ben poca cosa.

“Ci illudiamo ogni volta
che ciò ci porta un tornaconto”

Tre maniere di illudersi

Ci sono tanti modi di ingannare se stessi, ma direi che possiamo definire tre modalità principali.

A. Illusione inconsapevole

Questa illusione avviene quando la persona crede in qualcosa di falso, senza però rendersene conto. Magari è una bugia che gli hanno raccontato fin da bambino, o che tutti nel suo ambiente credono, e quindi lui non la mette mai in discussione - specialmente se è rassicurante. Oppure è una convinzione che nasce da esperienze personali.
Esempi:
  • Molti secoli fa: "Sole e stelle girano intorno alla Terra", o "La Terra è piatta".
  • Gli esseri umani non sono animali, o sono completamente superiori ad essi.
  • Un razzista che crede che altre etnie, o nazioni, siano inferiori alla propria.
  • Dio esiste e ci ama in modo speciale (o una qualche variante sul tema).
  • Prendere la propria esperienza personale, e trarne conclusioni generali: dopo una delusione sentimentale, "L'amore non esiste"; dopo che un partner ci ha ingannato, "Le donne / Gli uomini sono tutti XYZ"; dopo aver subito una truffa, "Non ci si può fidare di nessuno".
Queste illusioni diventano "abituali", scontate. Superarle richiede un notevole sforzo di volontà e di mettere in discussione le proprie convinzioni, cosa che alla maggioranza non interessa affatto. Anzi, vi si opporrà con forza se qualcuno prova a smontare le loro illusioni; sia perché ci attacchiamo alle nostre convinzioni, sia perché non vogliamo perdere il nostro tornaconto.

B. Illusione semi-consapevole

Questa è un'illusione di cui non siamo completamente convinti, o di cui potremmo dubitare se ci fermassimo a rifletterci sopra onestamente. Ma siccome ci reca un tornaconto, preferiamo tenerci l'illusione ed ignorare la verità, che rimane a livello subliminale (sotto la soglia della consapevolezza).
  • Il detto napoletano "Ogni scarrafone è bello a mamma sua" ci ricorda che, per una madre, ogni figlio è bello anche se assomiglia ad uno scarafaggio (scarrafone). Similmente, quando qualcosa o qualcuno è molto vicino al nostro cuore, tendiamo ad averne un'opinione positiva; che sia un figlio, un partner amato, la propria città o nazione, la squadra del cuore, una propria opera o progetto, ecc.
    ---> Tornaconto: traiamo soddisfazione nell'avere nella nostra vita, o avere creato, siffatta "qualità"; e per riflesso ciò accresce la nostra autostima ("Ho procreato un figlio meraviglioso", "La mia squadra / moglie / auto è la migliore", ecc.).
  • Attaccarsi ad un pregiudizio per noi vantaggioso: in un litigio, convincersi che noi abbiamo ragione e l'altro torto (invece di riconoscere le rispettive responsabilità); per un credente "La mia religione - o il mio Dio - sono quelli 'veri'"; per una femminista "Le donne sono migliori / più virtuose degli uomini".
    ---> Tornaconto: evitiamo dubbi, incertezze, responsabilità o sensi di colpa; ci culliamo nella soddisfazione di sentirci "superiori" ad altri.
  • Dopo aver fatto un acquisto, convincersi di avere compiuto la scelta migliore.
    ---> Tornaconto: evitiamo l'ansia di dubbi tipo "Magari ho sbagliato scelta", o "Avrei potuto scegliere di meglio"... Questo è un fenomeno dimostrato nell'economia comportamentale (behavioral economics).
Da notare che, in tutti questi casi, opera una sorta di auto-convincimento. Sotto sotto, in un angolino della nostra mente, sappiamo che ciò non è vero, o che non ne siamo realmente certi. Ma questo dubbio rimane "nascosto", negato, di modo che l'opinione positiva e rassicurante resti dominante.

C. Inganno esterno

Questa illusione viene generata da una falsità detta da altri, in cui noi crediamo. Per esempio:
  • Una persona affascinante ci fa promesse sentimentali, persino troppo belle per essere vere, e noi ci coinvolgiamo. Ma poi questa persona si rivela essere un uomo che cercava solo sesso, oppure una donna interessata al nostro denaro.
  • Un politico propone un programma a noi favorevole prima delle elezioni, e noi lo votiamo fiduciosi. Ma dopo l'elezione non realizza quanto promesso.
  • La pubblicità ci seduce evocando scenari fascinosi o con promesse improbabili, e noi acquistiamo il prodotto o servizio. Ma la realtà si rivela al di sotto delle aspettative.
In tutti questi casi si potrebbe parlare di inganno, piuttosto che di illusione. Apparentemente le persone ingannate sono in buona fede, e la responsabilità è tutta del mentitore.
Ma se consideriamo bene gli scenari, vediamo che la "vittima" è stata ingenua od ha avuto eccesso di fiducia; di solito perché c'era una prospettiva di tornaconto intrigante. Quindi si può dire che in questo casi la persona ingannata ha "partecipato" all'inganno passivamente, lasciandosi convincere senza opporre dubbi od indagare più a fondo. E' quindi un altro caso in cui scegliamo di "illuderci" perché siamo interessati al tornaconto.

N.B.: Le modalità A e C potrebbero sembrare simili, poiché in entrambi l'illusione proviene dall'esterno. Ma la A nasce da un'illusione collettiva inconsapevole ("Dio è dalla nostra parte!", usata anche dai Nazisti: "Gott mit uns"), mentre la C proviene da un inganno intenzionale (in "Pinocchio", l'Albero degli Zecchini del Gatto e la Volpe).


Le illusioni sono ovunque

Quando diventiamo bravi a riconoscere le illusioni intorno a noi (e di solito ciò richiede aver prima smascherato quelle in cui credevamo), è facile vedere come siano pressoché onnipresenti. Di seguito elenco le principali, esaminando quelle di massa, quelle più diffuse, e quelle più particolari.

  1. Religioni
  2. Ideologie
  3. Utopie
  4. Pubblicità e marketing
  5. Mass media
  6. Social media
  7. Maschere sociali
  8. Avere ragione
  9. Pregiudizi
  10. Illusioni romantiche e sentimentali
  11. Meccanismi di difesa
  12. Dare la colpa agli altri
  13. Pensiero magico
  14. Fortuna o sfortuna
  15. La volpe e l'uva
  16. Money for nothing: troppo bello per essere vero
  17. Dipendenze
  18. Giochi d'azzardo
  19. Complottismi e tendenze paranoidi
  20. Traumi
  21. Illusioni patologiche

1. Religioni

Ogni religione ci offre doni seducenti (la vita eterna, l'amore incondizionato di un essere onnipotente, una giustizia divina...) o ci propone rassicurazioni contro ciò che più ci spaventa (la morte, il nulla, l'assenza di senso...).
Ma nulla di tutto questo è provato; anzi, spesso le religioni si contraddicono, od i fatti le smentiscono. Però questo non smuove i credenti, proprio perché i più credono perché hanno bisogno di credere - non per reale convinzione (p.es. non ho mai conosciuto un cristiano che non fosse terrorizzato dalla morte: il che mostra quanto non credesse davvero alla promessa di vita eterna).

Perché le religioni sono illusorie

Comprendo che questa accusa di illusorietà di ogni religione sia dura da digerire per molti; in fondo miliardi di persone credono in esse. Rammento solo tre fatti:
  • Nessun dio si è mai manifestato pubblicamente, od ha fatto sentire la sua voce - se non in leggende e racconti non verificabili. Un essere onnipotente non dovrebbe avere problemi ad apparire in cielo, o sugli schermi di tutte le TV, per trasmettere un messaggio, confortare i suoi fedeli, o confermare la sua esistenza. Ma non è MAI accaduto.
  • Nel tempo, innumerevoli religioni, credi e culti sono esistiti e poi tramontati: li chiamiamo mitologie. Ancor oggi parliamo degli dei Egizi, Greci e Romani, Aztechi, Celti, ecc. Ma li riteniamo appunto dei miti, non reali. Cosa distingue quei miti dalle religioni attuali? Forse tra un millennio o tra cinque, anche la tua religione sarà considerata mitologia.
  • Ogni religione si ritiene quella "giusta", e considera il proprio dio quello "vero". Ed in genere ogni religione afferma cose diverse, ed adora dei differenti: quindi, contraddicendosi spesso a vicenda, chiaramente non possono essere tutte nel giusto. Inoltre, se una fosse "più giusta e vera" delle altre, nel corso dei millenni sarebbe probabilmente diventata quella dominante; ma ciò non è successo. La conclusione più logica è quindi che siano tutte similmente illusorie.

2. Ideologie

Ideologie, movimenti politici, attivismi (comunismo, nazismo e fascismo, ma anche il femminismo o l'ecologismo degli ultimi 50 anni, o i "woke" ed i MAGA del terzo millennio). Ciò che accomuna buona parte dei partecipanti di tutti questi movimenti è la tendenza a credere più o meno ciecamente alla propria ideologia - anche di fronte ai fatti che la smentiscono - ed a contrastare altrettanto ciecamente le ideologie opposte. E poiché nessuna ideologia è immune da critiche, questo implica una grande dose di illusioni nei suoi partecipanti.

N.B.: Una religione può essere considerata una forma di ideologia, ed entrambe le categorie possono includere membri che tendono al fanatismo.

Dogmi

I dogmi sono principi che vanno creduti ciecamente, senza necessità di prove o discussione: "E' così, non può che essere così, e non è ammissibile discuterne o dubitarne". Sono tipici di religioni o istituzioni politiche (specialmente autoritarie), ma possono essere imposti anche da certe ideologie o individui (solitamente con attitudini rigide e ossessive, e/o con manie di controllo).
Poiché il dogma viene imposto dall'alto e viene preteso il crederci senza dubbi né discussioni, in assenza di prove o dimostrazioni, aderirvi è una forma di illusione: "Credo perché mi dicono di crederci".

3. Utopie

L'utopia è un modello ideale ma solitamente irrealistico, fondato più su fantasie che sui fatti. Infatti la parola, coniata da Tommaso Moro per il suo libro omonimo, significa in greco "luogo che non esiste" ("ou-topos"). Ciò non impedisce agli umani di credere a tali seducenti illusioni, anche in massa: Tutte le utopie si basano su una visione del mondo "come dovrebbe essere", invece di considerare la realtà "come è"; vengono negati o ignorati aspetti basilari della natura umana (come il volere sempre di più, l'aggressività, l'ambizione, la tendenza al possesso o al potere, ecc.), oppure limiti oggettivi (la finitezza delle risorse). Anche queste sono forme di illusione, che contribuiscono al loro fallimento - o al loro diventare distopie opprimenti, come nel caso del Comunismo di Stalin e di Mao.
E' vero che alcune piccole comunità utopiche hanno avuto un certo successo, ma molte altre no; e nessuna utopia su vasta scala è mai riuscita.

4. Pubblicità e marketing

Prima degli anni '60, di solito le pubblicità elencavano fatti concreti. Dopo sono diventate sempre più seduttive ed a contenuto emotivo: non dicono più "Il prodotto X fa Y", ma "Il prodotto X ti farà sentire felice / ti renderà bella o affascinante / ti farà apparire di successo", ecc.
Ovviamente queste promesse sono aleatorie ed irrealistiche. Ma i più ne sono comunque irretiti: sia perché funzionano a livello emotivo (piano su cui abbiamo poco controllo), sia perché in genere ci offrono quello che desideriamo, o quello che vorremo sentirci dire. Ed ecco che quindi noi caschiamo nelle loro illusioni, perché ci piacerebbe tanto che fossero vere. La pubblicità inganna non solo per la sua abilità seduttiva, ma per la "collaborazione" del consumatore.

Moda e firme

In molti casi, abiti e accessori "di moda" o "firmati" non vengono scelti per la loro qualità o estetica, ma principalmente perché l'acquirente trae da essi un senso di "valore", di supporto alla propria autostima (lo stesso avviene con auto prestigiose o tecnologia di alta gamma). In questi casi l'illusione sta nel credere che certi oggetti possano renderci persone "speciali", migliori e più ammirate - ma quella qualità risiede nell'oggetto e non in noi: una nevrotica vestita Dior od un stupido col Rolex, rimangono comunque una nevrotica e uno stupido.
Ovviamente questa illusione viene alimentata dal marketing, che offre un senso di straordinarietà ed esclusività associato ai propri prodotti, in modo da manipolare il desiderio onnipresente di vederci migliori di come siamo. Ma questo impulso è innato e sempre esistito: gioielli ed accessori segno di status si ritrovano in tombe risalenti a migliaia di anni fa.

5. Mass media

I mass media possono essere una poderosa fonte di illusioni. Per esempio nel fornire informazioni di parte, distorte o falsate; oppure nel presentare le notizie in modo da sollecitare le nostre ansie, così da catturare l'attenzione del pubblico (ed i relativi introiti pubblicitari). E noi tendiamo a crederci quando confermano i nostri pregiudizi o paure, senza indagare se sono fondate o meno.
Ma anche ad un livello narrativo più personale ed emotivo. Di seguito un esempio per ciascun genere:
  • La pornografia rappresenta le fantasie erotiche degli uomini. La considero un'illusione nella misura in cui certi uomini la prendono ad esempio, e tendono a credere che così dovrebbe essere la vita reale.
  • Media come i film romantici ed i romanzi d'amore sono progettati apposta per rappresentare i sogni sentimentali delle donne. In questo senso, si possono considerare come una sorta di "pornografia al femminile" (nel senso che entrambi presentano fantasie irreali). Anche qui l'illusione sta nel credere che le storie rappresentino come debba funzionare la vita reale.
Una differenza tra i due tipi di media, è che pochi uomini credono che il porno rappresenti la vita reale (i più disinformati e immaturi), mentre molte donne si aspettano che la loro vita sentimentale dovrebbe funzionare come nei film.

6. Social media

E' noto che sui social media le persone tendono a mostrare una versione di sé, e delle proprie vite, ottimizzate per fare bella figura: insomma fingere una "vita instagrammabile". Ed ovviamente, più vediamo vite mirabolanti nei post altrui, e più ci viene da simulare simili performance noi stessi; oppure in confronto vediamo le nostre vite come inferiori e banali.
Qui l'illusione sta sia in quelli che pubblicano versione "ottimizzate" ed edulcorate (quindi false) della propria esistenza, relazioni incluse; e sia in quelli che le seguono e vogliono crederci, o si sentono sminuiti nel paragone.

7. Maschere sociali

Praticamente nessuno mostra completamente se stesso in ogni situazione. Di solito mostriamo una versione di noi stessi adatta al contesto - e quindi indossiamo una "maschera" diversa in situazioni famigliari, sociali, lavorative o sentimentali. Questa è una forma di adattamento sociale istintiva, che sviluppiamo per essere ben accolti e benvoluti dagli altri o per ottenere altri vantaggi, e di cui i più sono scarsamente consapevoli.
La maschera sociale è un'illusione per il pubblico (che di rado la riconosce), e spesso anche per chi la indossa, se la persona si identifica con il "personaggio" che rappresenta. Per esempio il "perfettino" nasconde i suoi difetti o fallimenti; il "macho" mostra una forza e sicurezza che in realtà non possiede; il "bravo ragazzo (o ragazza)" è sempre disponibile e accondiscendente, ma non si rende conto di farlo per ottenere l'approvazione o l'affetto altrui.

8. Avere ragione

Forse l'illusione più comune e frequente, è quando in una discussione restiamo fermamente convinti di avere ragione e l'altro torto, senza nemmeno considerare la possibilità che potremmo sbagliarci, oppure che entrambi potremmo avere ragione - almeno in parte. Anche se a volte possiamo essere nel giusto, nessuno sa tutto, ha sempre ragione o non sbaglia mai: quindi chi resta fermo in questa convinzione si sta chiaramente illudendo.

9. Pregiudizi

Avere pregiudizi è un altro atteggiamento umano che tocca tutti: al meglio possiamo cercare di riconoscere i propri, mentre chi nega di averne è solitamente immerso in essi. "Pre-giudizio" significa letteralmente giudicare qualcuno o qualcosa prima di averne una reale conoscenza: quindi una illusione di conoscenza o comprensione, basata su informazioni limitate, stereotipi, atteggiamenti difensivi o esperienze personali.
  • "I ricchi / I meridionali / Gli americani... fanno sempre X"
  • "Non ci si può fidare degli Y"
  • "Gli uomini / Le donne... sono tutti Z"
I pregiudizi spesso nascono da proprie esperienze, che però sono statisticamente insignificanti: se ho avuto tre partner e tutti mi hanno tradito, o se mia moglie mi ha lasciato per un altro... su miliardi di persone ciò rappresenta un campione infinitesimo (tipo zero virgola seguito da 7-8 zeri).

10. Illusioni romantiche e sentimentali

L'utopia romantica è l'illusione per cui possa esistere un "partner su misura" con cui vivere un amore perfetto ed eterno, privo di problemi o delusioni. E, più in generale, le tante illusioni sentimentali che la nostra cultura ci trasmette (il vero amore è per sempre; l'amore può tutto; se ami non desideri altri...), e che quasi tutti accolgono acriticamente (perché, di nuovo, è certamente bello crederci - anche quando irreale).

Innamoramento, fedeltà e rassicurazioni

Rimanendo in tema di relazioni sentimentali:
  • In particolare l'innamoramento è illusorio quasi sempre. Quando ci innamoriamo vediamo l'altro non per come è realmente, ma in un modo idealizzato e meraviglioso. Infatti man mano che conosciamo l'altro, l'idealizzazione decade e con essa l'innamoramento - che non dura mai per sempre.
  • La promessa di fedeltà a vita, e l'aspettativa che il partner non ci tradisca mai, sono spesso illusorie. Prima o poi, alla maggioranza delle persone capita di tradire. Eppure i più vivono l'illusione che sia un evento anomalo, che capiti solo ad altri, e che "Lui / Lei non mi tradirebbe mai": un altro caso in cui crediamo a quello che ci piace credere.
  • Spesso cerchiamo nel partner rassicurazioni, anche quando sono improbabili: "Dimmi che sono la più bella", "Che mi ami come non hai mai amato nessun altro/a", "Che nessuno ti ha fatto godere come me", "Che pensi solo a me", "Che non puoi vivere senza di me", "Che non mi lascerai mai"... tutte cose irreali o che non si possono garantire. In pratica chiediamo al partner di illuderci, per arginare le nostre paure e insicurezze.
  • Chi attraversa una serie di delusioni amorose può esserne così ferito da rinunciare alle relazioni. Ma spesso costoro non ammettono di sentirsi "sconfitti", bensì raccontano a se stessi che "Preferisco restare da solo/a".

11. Meccanismi di difesa

Meccanismi di difesa psicologici: questi sono stati definiti da Freud per primo. Si tratta di una serie di strategie inconsapevoli per cui la mente rifiuta la realtà, e si convince invece di inganni od illusioni che le forniscono sollievo o rassicurazione. Tra queste troviamo: la negazione (X non esiste), la rimozione (dimentico X), la proiezione (io non sono X, tu sei X), la repressione (non sento X)...

12. Dare la colpa agli altri

Una forma di illusione diffusa è la tendenza a dare la colpa agli altri dei propri problemi, escludendo la possibilità di avervi contribuito od averne almeno in parte responsabilità:
  • Quando una coppia litiga ciascuno tende ad accusare il partner del problema, e non ammette le proprie mancanze o di aver contribuito al problema stesso.
  • Se non trovo un impiego mi dico "Non c'è lavoro!" invece magari di riconoscere che non offro competenze sufficienti.
  • Il cittadino medio accusa il governo dei problemi del Paese, ma "dimentica" di quanto vi contribuisca egli stesso (magari con l'evasione fiscale o comportamenti poco civili).
In realtà, molto spesso siamo almeno parzialmente responsabili di quello che ci succede; però certo è consolatorio illudersi che la colpa sia sempre altrui.

Vittimismo

Una forma acuta di questo atteggiamento è il vittimismo abituale, ovvero quelli che si piangono addosso e danno sempre e comunque la colpa della propria sofferenza all'esterno, agli altri o al mondo. Cullandosi in questa illusione per cui si sentono sempre "vittime innocenti" (anche quando sono in realtà "carnefici"), non si rendono conto che in tal modo annullano il proprio potere (senza responsabilità non vi è potere), e quindi si rendono incapaci di risolvere i propri problemi.
Quasi sempre costoro rientrano nella categoria di "persone negative".

13. Pensiero magico

Un caso molto comune di illusione è il "pensiero magico", ovvero credere che qualcosa avvenga senza alcuna prova o spiegazione razionale. In questa categoria rientrano:
  • Gli oggetti od i riti "portafortuna" (quadrifogli, amuleti, santini).
  • La scaramanzia o superstizione (toccare ferro, evitare il numero 13).
  • Ricorrere a maghi e fattucchiere, santoni o guaritori, medium od altre figure con presunti poteri "soprannaturali".
  • Ma anche certe forme di "pensiero positivo" ("Se mi immagino ricco mi arriveranno soldi") o la "Legge di Attrazione" (resa famosa dal libro "Il segreto" di Rhonda Byrne).
In tutti questi casi le persone "sognano" di ottenere qualcosa di positivo (o allontanare un evento negativo) semplicemente attraverso parole, pensieri o gesti, che però non hanno nessun nesso causale col risultato; praticamente è un livello di pensiero simile al bambino che crede a Babbo Natale che gli porta i doni.

14. Fortuna o sfortuna

Certe persone che non riescono a realizzare i propri sogni, a fare soldi, o ad avere una vita amorosa appagante, non vogliono ammettere che ciò accade soprattutto a causa di loro mancanze o incapacità. Si convincono invece che sia tutta questione di fortuna o sfortuna (e così facendo si assolvono di ogni responsabilità):
  • "Beato te che hai avuto fortuna"
  • "Nella vita conta solo avere culo"
  • "Sono proprio sfortunato in amore"...

15. La volpe e l'uva

Fare come "La volpe e l'uva" (celebre favola di Esopo) è una classica illusione a cui molti ricorrono: svalutare ciò che si desidera quando non riusciamo ad averlo. Esempi comuni: il povero che si consola pensando che "I ricchi sono tutti malvagi"; la persona lasciata dal partner che si convince "Non era poi un granché".

16. Money for nothing: troppo bello per essere vero

Non pochi coltivano illusioni illogiche, per cui credono di poter avere molto pagando poco o addirittura niente, o sognano che gli possa arrivare la "manna dal cielo" senza fare sforzi:
  • Chi sogna di trovare un lavoro poco impegnativo ma pagato profumatamente, o aspira ad una posizione elevata pur avendo scarse competenze.
  • Chi paga un prodotto a prezzo minimo e si aspetta una elevata qualità.
  • Chi ricerca investimenti a basso rischio ed alto rendimento (mentre il rischio è sempre correlato al rendimento).
  • Chi crede a slogan politici del tipo "Meno tasse e più servizi" (poiché i servizi sono finanziati con le tasse, è una contraddizione in termini).
E, in genere, tutte quelle situazioni che ricordano l'Albero degli Zecchini in "Pinocchio": i guadagni che vengono dal nulla, o quello che sembra troppo bello per essere vero... quasi mai è vero. Ciò non impedisce a molti di crederci.

17. Dipendenze

Chi ha una dipendenza - che sia da sostanze come fumo, alcol o droghe; oppure comportamentale come gioco d'azzardo, sesso o lavoro eccessivo - spesso racconta a se stesso che può controllarsi (cosa che in una dipendenza è falsa), oppure si illude che le conseguenze non siano così gravi:
  • "Posso smettere in qualsiasi momento"
  • "Mio nonno ha sempre fumato ed ha vissuto fino a 90 anni"
  • "Un bicchierino non ha mai ucciso nessuno"...

18. Giochi d'azzardo

Giocare d'azzardo è un comportamento irrazionale, in quanto le probabilità sono a nostro sfavore; farlo sperando di vincere è quindi una forma di illusione, il che però non scoraggia milioni di persone:
  • Il Lotto e Superenalotto sono giochi molto amati nel nostro Paese; peccato che i sogni di vincita siano molto aleatori. Per esempio la sestina del Superenalotto ha una probabilità di 1 su 622.614.630 (0,000 000 0016%); nel Lotto la cinquina ha probabilità di 1 su 43.949.268 (0,000 000 023%).
  • Nelle lotterie le probabilità di vincita sono infinitesimali, cioè prossime a zero: nella Lotteria Italia 2025 si ha probabilità di vincita del premio massimo di 1 su 11.000.000, cioè lo 0,000 000 09%.
  • I giochi proposti da un casinò sono impostati in modo da fornire un reddito al casinò stesso: per cui le probabilità di vincita sono sempre inferiori al 50%.

19. Complottismi e tendenze paranoidi

Complottisti vari, inclusi gli anti-vaccini, e tutti quelli con tendenze paranoidi (ovvero chi crede in minacce, pericoli o malvagi immaginari). Ci sono diverse spiegazioni per questi atteggiamenti, ma ciò che li accomuna tutti è il credere a cose non vere, ovvero ad illusioni. A differenza delle "illusioni positive" esposte nei punti precedenti (che ispirano sollievo, benessere e/o speranza), però, queste sono "illusioni negative" (che alimentano timori ed angosce), che scaturiscono da paure profonde - oltre che da personalità solitamente disturbate.

20. Traumi

Chi ha subìto traumi emotivi, psicologici o sessuali, spesso reagisce creandosi "illusioni protettive" (vedi sopra "Meccanismi di difesa"), ovvero distorsioni della realtà che servono a difendere la propria sanità mentale od evitare eventuali pericoli. Vedi anche "disturbo da stress post traumatico".
  • Una persona che in famiglia è stata amata poco e male, potrebbe convincersi che "Non ho bisogno di nessuno" ed isolarsi.
  • Chi si è sempre sentito criticato e disprezzato, potrebbe prendere ogni osservazione o commento come un attacco personale.
  • Una donna che abbia subìto abusi, potrebbe vedere ogni maschio come un possibile stupratore.
Benché queste illusioni abbiano scopo protettivo, possono creare seri problemi perché portano ad interpretare gli eventi in modo errato e disfunzionale, rendendo queste persone scarsamente capaci di affrontare la realtà.

21. Illusioni patologiche

Infine, ci sono casi di illusioni che appartengono a specifiche patologie:
  • L'ipocondriaco convinto di avere certe malattie.
  • Il paranoico che crede di essere perseguitato da nemici immaginari.
  • L'allucinato che crede di essere un messaggero di Dio o la reincarnazione di un personaggio famoso.
Questi sono però casi più rari e la cui origine sta in uno squilibrio mentale; il mio discorso si riferisce invece ad illusioni che ogni persona comune può coltivare.

Siamo creature irrazionali ed emotive

La maggioranza delle persone considera gli esseri umani - e se stessi - come razionali. Ma tutto ciò che ho elencato finora ci mostra che invece molto spesso ci comportiamo in modi irrazionali. Ci illudiamo di essere razionali perché ci fa sentire "speciali", superiori agli altri animali (a cui in realtà assomigliamo molto), e ci dà l'illusione di saper controllare noi stessi e le nostre vite (cosa spesso non vera). La realtà è che siamo creature emotive molto più che razionali: infatti spesso in noi istinti ed emozioni prevalgono sulla ragione (*).
Ciò è dimostrato non solo dagli esempi elencati e dalla psicologia in generale; ma anche da comportamenti comuni come: alimentazione malsana o sregolata, non riuscire a seguire una dieta (anche a rischio delle propria salute), uso e abuso di sostanze dannose (fumo, alcol, droghe), mettere a rischio una relazione o matrimonio (con flirt o tradimenti), litigi per cause futili, guida ad alta velocità o infrangendo le regole, sport estremi, ecc. Tutte azioni irrazionali; il che non vuol dire "sbagliate", ma mosse da emozioni o istinti piuttosto che dalla ragione.

(*) Questo è spiegabile anche a livello cerebrale: semplificando, nel nostro cervello la parte razionale (neo-corteccia) è "l'ultima arrivata" (in senso evolutivo), e quindi viene spesso prevaricata dalle parti più "antiche": cervello rettile (sede degli istinti) e cervello mammifero (sede delle emozioni).

Illusioni buone e cattive

Con quanto ho scritto non intendo demonizzare le illusioni; a volte ci aiutano a resistere, a stare meglio, o persino a sopravvivere. Per quanto io ritenga le religioni illusorie, per esempio, so bene che per molti credere in "qualcosa di superiore" è benefico. In fondo la vita è dura, per tutti.

"Le illusioni sono illusioni, ma ne abbiamo bisogno per andare avanti."
(Giacomo Leopardi)

Altre volte, però, le nostre illusioni possono renderci ciechi e sordi, paralizzarci, renderci arroganti o impedirci di crescere. Oppure possono renderci preda di impostori o truffatori, che usano la credulità per approfittarsi di noi, manipolarci, farci del male o derubarci.
Con questo post spero quindi di ispirare le persone a diventare consapevoli delle illusioni che hanno effetti negativi sulle loro vite, così da poterle superare ed evitare possibili pericoli.

Meglio coltivare dubbi

Se hai letto fin qua, e non sei d'accordo con quanto ho scritto, va bene; in fondo, anch'io potrei illudermi. :-)
Però ti invito a chiederti: quanto spesso sei disposto a mettere in discussione le tue convinzioni... e quante volte sei invece pronto a giudicare idee diverse dalla tua come errate, ingannevoli, assurde o stupide - e quindi illusorie?
A mio parere, la via per la saggezza - o più modestamente per una mente aperta - passa dal non dare nulla per scontato, e coltivare più dubbi che certezze.

"Le folle non hanno mai provato il desiderio della verità. Chiedono solo illusioni, delle quali non possono fare a meno."
(Sigmund Freud)

"Senza illusioni l'umanità morirebbe di disperazione o di noia."
(Anatole France)

"Il piacere può fondarsi sull'illusione, ma la felicità riposa sulla verità."
(Nicolas de Chamfort)


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10 modi per facilitare crescita, evoluzione e terapia

Le persone che cercano di migliorare se stessi, o seguire un percorso di crescita personale (da soli o con l'aiuto di un esperto), spesso incontrano difficoltà e si scoraggiano: non vedono risultati, si scontrano con blocchi che appaiono insuperabili, emergono ferite ed ostacoli che li inducono a desistere, ecc.
Questo è del tutto naturale: ogni cambiamento è difficile, e la nostra mente vi oppone resistenza perché cerca di evitare fatica e sofferenza. Al tempo stesso, è importante ricordare che cambiare è sempre possibile: il nostro cervello è in continua trasformazione (vedi neuroplasticità), per cui dire "Ma io sono fatto così!" è solo un alibi. Certo non è possibile diventare un altro, ma possiamo sempre avvicinarci a quello che vorremmo essere, oppure diventare una versione migliore di noi stessi.

In questo post esamino una serie di suggerimenti per rendere il percorso di crescita e miglioramento più efficace, facile e produttivo - sia operando in autonomia che con l'ausilio di un esperto. Quest'ultimo può essere un professionista di vario tipo (psicologo, terapeuta, counselor, coach (*)...), a seconda dei nostri obiettivi, ma si tratta comunque di una persona competente nell'ambito di nostro interesse, in grado di rendere il percorso di crescita più rapido ed efficace.

(*) Ognuna di queste figure ha capacità e competenze differenti, ed è più o meno adatta a trattare problematiche diverse. Leggi questo articolo per capire le differenze e qual è la figura più vicina alle tue esigenze.

N.B. Quando qui parlo di "terapia" lo intendo in senso lato, come percorso di evoluzione facilitato da un esperto che ci aiuta e supporta. Una terapia in senso stretto, invece, può essere fatta solo da uno psicoterapeuta o psicoanalista.


Dieci modi per facilitare un percorso di crescita, di evoluzione o di terapia

  1. Sii onesto con te stesso
  2. Il cambiamento richiede tempo
  3. Trova la persona giusta
  4. Leggi nel periodo fuori dalla sessione
  5. Non farti ingannare dal tuo Ego
  6. Non prenderti troppo sul serio
  7. Mantieni la mente aperta
  8. Sii flessibile e disponibile
  9. Fai gli esercizi suggeriti
  10. Non saltare le sessioni

1. Sii onesto con te stesso

Come è scritto nel Vangelo di Giovanni: "La verità vi renderà liberi". Questo è particolarmente vero per le persone problematiche, o per chi sta facendo un percorso di crescita o una terapia: finché mentiamo a noi stessi o ci attacchiamo a delle illusioni, resteremo sempre nella stessa situazione infelice e non potremo fare progressi. Le bugie ci confortano e ci proteggono, ma ci impediscono di evolvere.
Posso cominciare a risolvere un mio problema solo nel momento in cui riconosco di averlo. Prima di allora mi sarà invisibile, e come faccio a lavorare su qualcosa che non vedo? Non saprò nemmeno dove mettere le mani. Proprio come accade nelle sedute degli "Alcolisti Anonimi", la guarigione inizia ammettendo cose come "Non stimo me stesso", "Mi sento un fallito", "Non credo di meritare amore", "La mia vita è un disastro", "Sono infelice / depresso", "Nessuno mi vuole", ecc.

Questo è un punto fondamentale per tutti quelli che vogliono migliorare la propria vita. Senza l'onestà con te stesso, non potrai fare progressi significativi. Sia che ci lavori in autonomia, sia che ti appoggi ad un esperto, la sincerità ti permetterà di affrontare i veri problemi e non sprecare tempo. Da notare che un terapeuta probabilmente si renderà conto di quando menti, ma il tuo orgoglio potrebbe indurti a negare (vedi punto 5).

Infine, essere onesto ti aiuterà a riconoscere le tue responsabilità ed evitare il vittimismo, cioè la tendenza a piangerti addosso ed attribuire all'esterno la causa dei tuoi problemi: "Non è colpa mia, sono le donne / gli uomini / il capo / la società / il mondo che...". Per quanto piangersi addosso sia consolatorio, il vittimismo ti pone in uno stato di impotenza (se il mio problema non dipende da me, allora non posso nemmeno farci nulla).

2. Il cambiamento richiede tempo

Accetta che la maggior parte del cambiamento avverrà nei primi sei mesi, ma non subito o in breve tempo.
Ciò è dimostrato dalle ricerche sui risultati ottenuti in terapia, nonché dall'esperienza di tutte le persone che si occupano di problemi psicologici che conosco. Occorre lavorare sodo nei primi mesi, il che significa fare sia sessioni con l'esperto che esercizi da soli. Mai aspettarsi che qualche sessione risolva magicamente i tuoi problemi relazionali, o che un mese di colloqui basterà a superare una depressione grave. Il terapeuta non è un mago, e non accadono miracoli del genere. Il cambiamento è sempre possibile, ma richiede tempo, impegno e fatica.

Se dopo cinque o dieci sessioni hai fatto progressi nell'indagare le cause del tuo problema, ma ancora non hai ottenuto i risultati voluti, cerca di non scoraggiarti e non mollare. Prima di ottenere risultati concreti è necessario lavorare sulle cause, sugli ostacoli e le resistenze che ti impediscono di arrivare ai risultati stessi. E' un po' come dire che prima di ottenere una laurea è necessario fare tutti gli esami previsti; non si può pensare di saltare gli esami e arrivare al traguardo.
Se per esempio ho difficoltà col sesso opposto, dovrò:
  • "scavare" per individuare le cause;
  • scoprire i miei blocchi interiori;
  • stabilire come superarli;
  • esercitarmi a farlo, ripetutamente;
  • mettere in pratica quanto ho appreso, imparando dall'esperienza;
  • accettare che continuerò ad avere difficoltà e fallimenti, ma sempre meno;
  • e ripetere questo ciclo di scoperta ed esperienze più e più volte.
E' un percorso, più simile ad una maratona che ai 100 metri piani. Si compie un pezzetto alla volta, costruendo nuove capacità (o una personalità più evoluta) "mattoncino dopo mattoncino", come se stessi costruendo una casa.

  • In autonomia: in genere il lavoro in autonomia richiede più tempo di quello con un esperto che ci aiuta. In questo caso, quindi, sii paziente con te stesso e concediti ancora più tempo invece di scoraggiarti.

3. Trova la persona giusta

Se le prime sessioni non suscitano intuizioni o inizio di cambiamenti, forse non è il terapeuta adatto a te.
Se l'esperto con cui hai iniziato un percorso non ti piace, non ti fa sentire a tuo agio o non ti ispira fiducia, e questo si prolunga anche dopo le prime due o tre sessioni, è probabile che non siate compatibili. La sintonia dovrebbe risultare evidente fin dalle prime volte, altrimenti è improbabile che emerga più tardi. Invece molte persone trascinano per mesi un rapporto stentato col terapista, sperando che la sintonia prima o poi avvenga; ma in realtà il tipo di sintonia che porta a cambiamenti rapidi e significativi dovrebbe svilupparsi dall'inizio.

Accetta la possibilità di dover provare con diverse persone, prima di trovare quella giusta per te. Non è tempo perso, ma investito bene: con un terapeuta inadatto perderesti solo tempo (oltre a fatica e denaro), mentre con quello giusto farai progressi rapidi e appaganti.

4. Leggi nel periodo fuori dalla sessione

Solitamente l'esperto suggerisce ai clienti libri e articoli pertinenti da leggere tra una sessione e l'altra. Se vuoi contribuire ai tuoi progressi, non puoi limitarti alla sola sessione; è necessario anche riflettere su quanto emerso nella sessione, ed approfondire certi argomenti tramite la lettura (questo di solito conduce a nuove intuizioni o maggiore comprensione delle proprie difficoltà). Spesso è più facile capire un nostro comportamento, o problema, quando lo vediamo agito da altri: è come se gli altri ci facessero da "specchio" in cui rivedere noi stessi (anche certi film o serie TV potrebbero fornire degli spunti).
Nella sezione "Bibliografia" elenco una serie di libri che considero interessanti e trasformativi.

  • In autonomia: anche se non hai un esperto che ti suggerisce letture attinenti al tuo percorso, puoi comunque trovare suggerimenti in articoli dedicati alle materie che ti stanno a cuore, oppure tra gli utenti di forum dove si parla di simili argomenti. Prova a chiedere, a chi sta facendo un percorso simile al tuo, dove hanno trovato spunti utili alla loro evoluzione.

5. Non farti ingannare dal tuo Ego

Sii disposto a lasciar andare il tuo orgoglio e le tue resistenze.
Se non sei in grado di accettare il feedback del terapeuta, seguire una terapia è probabilmente uno spreco di soldi. In quel caso, sarebbe forse meglio cercare l'ascolto accogliente (e gratuito) di un amico o di un gruppo di supporto. Questo tipo di ascolto è solitamente benefico, ma è improbabile che conduca a cambiamenti rapidi o duraturi (ricorda che è naturale opporsi ai cambiamenti, così come negare le verità che ci fanno soffrire).
Accogliere il feedback, le intuizioni ed i suggerimenti di un esperto con curiosità e la mente aperta, porterà ad una crescita più efficace e profonda. Anche se, alla fine, le risposte che cerchi sono dentro di te, e sei tu che devi decidere cosa vuoi, spesso l'esperto può offrirti elementi che a te sfuggono:
  • E' in grado di cogliere cose che tu non vedi (spesso sepolte nel tuo inconscio).
  • Può vedere collegamenti tra elementi apparentemente distanti.
  • Sa interpretare le esperienze del tuo passato, ed intuire gli effetti che hanno avuto su di te.
  • Ha visto molte volte problemi simili ai tuoi, ed ha quindi un patrimonio di esperienze a riguardo.
Pensare di saperne di più, o che lui non sappia capirti, è ingenuo (benché a volte anche un esperto possa sbagliare). Quando un terapeuta dice cose con cui sei in disaccordo (e specialmente se ti urtano o ti suscitano una reazione di pancia), è probabile che abbia toccato qualche punto dolente e significativo nella tua psiche.

6. Non prenderti troppo sul serio

E' collegato al punto precedente sull'ego, ma riguarda più la capacità di ridere di te stesso. Quando le persone vorrebbero cambiare, ma rifiutano di ammettere i loro errori, logicamente questo non può funzionare. I clienti che fanno i maggiori progressi sono quelli che sanno osservare se stessi, e ridere delle volte in cui si comportano in modo sciocco o controproducente. E' naturale stare sulla difensiva e negare i propri aspetti negativi; ma prima si riesce a superare questa resistenza, e si riconoscono invece le azioni errate o disfunzionali con umorismo ed obiettività, più velocemente si fanno progressi.
In altre parole, accettare se stessi con le proprie mancanze - e magari farlo riuscendo a sorridere di sé - aiuta ad evolvere molto più di un atteggiamento critico o giudicante.

7. Mantieni la mente aperta

Di solito un esperto offre molte interpretazioni e approfondimenti sui problemi ed i comportamenti del cliente, incluso fare collegamenti con esperienze del passato e nella famiglia di origine. Naturalmente non tutte le idee del terapeuta saranno corrette, ma probabilmente molte di esse saranno sensate ed utili - se non altro perché ha conosciuto così tanti clienti che gli risulta facile vedere somiglianze (anche se tendiamo a credere di vivere situazioni "speciali", in realtà tutti abbiamo problemi simili).
Adottare una mentalità del tipo "In effetti ha senso e ci penserò sopra", invece che "No, questo non sono io, non mi suona bene" (che spesso significa: "Questo mi mette a disagio, quindi voglio credere che sia sbagliato") aiuterà in modo significativo la conoscenza di te ed i tuoi progressi.

N.B.: Questo non vuol dire essere passivo e subire qualsiasi cosa dica l'esperto. Se ciò che viene detto ti mette costantemente a disagio, oppure non ti ritrovi affatto nelle interpretazioni del terapeuta, è possibile che tra voi non vi sia sintonia o che quella persona sia poco competente; in questi casi è meglio cercare un esperto più adatto a te.
E' però anche possibile che queste difficoltà nascano dalle tue resistenze; di nuovo, l'onestà con te stesso ti aiuterà a capire di cosa si tratta.

  • In autonomia: se lavori da solo, "Mantieni la mente aperta" può voler dire dubitare delle voci pessimiste nella tua mente, delle insicurezze che ti buttano giù, o delle convinzioni che ti dicono che non potrai mai superare i tuoi problemi. Ovvero: metti in discussione ogni pensiero negativo; e chiediti se è reale oppure solo un'idea ingannevole nella tua testa.

8. Sii flessibile e disponibile

Molte persone dicono che vogliono trovare un partner, o migliorare la loro relazione, o che vorrebbero evitare un divorzio... ma affermano che non hanno tempo, oppure possono fare una sessione solo dalle 18 alle 19 di martedì o giovedì, e non quando hanno la partita di calcetto o lo shopping con le amiche; oppure che una terapia sarebbe troppo costosa per loro.
Ma se ci pensi bene, dover affrontare un divorzio, o trascinare una relazione conflittuale, o continuare ad uscire per cercare un partner, probabilmente ti impegnerebbe molto più tempo (e denaro) di una terapia; senza contare tutta la sofferenza emotiva. Per cui forse sarebbe fruttuoso impiegare quel tempo sulla tua crescita, invece di rimandare.
Spesso il non trovare tempo da dedicare alla propria evoluzione è un alibi che la mente si inventa per evitare il cambiamento. Anche qui, un atteggiamento di onestà con te stesso è un presupposto essenziale per migliorare.

9. Fai gli esercizi suggeriti

Svolgi i tuoi "compiti a casa", oppure aspettati di spiegare il motivo per cui non li hai fatti.
Esercizi ed attività proposte dal terapeuta sono fondamentali per cambiare abitudini e dinamiche (questo vale specialmente nella terapia di coppia). Se ti viene suggerito di scrivere una certa frase ripetutamente, di provare a parlare con uno sconosciuto, o di sederti con il partner e fare un quiz online insieme, non dire settimana dopo settimana che non hai avuto il tempo di farlo - è ovviamente una scusa.
Se dici di non averlo fatto, è normale che l'esperto indaghi per capire i motivi di questa resistenza, e cosa ciò significhi riguardo il tuo impegno nel crescere o verso la tua relazione. Sembra superfluo dirlo ma, quando il cliente si impegna pienamente in tutti gli incarichi assegnati, ciò accelera significativamente i suoi progressi. Al contrario, evitare gli esercizi può indicare una scarsa voglia di cambiare, o poca disponibilità a mettersi in gioco.

  • In autonomia: questo suggerimento resta valido anche quando prendi impegni con te stesso. Vedi gli esercizi come una forma di cura e di amore verso te stesso e la tua vita, per arrivare a stare meglio.

10. Non saltare le sessioni

L'aiuto di un esperto durante un percorso di crescita non sta solo in quello che ci dice, ma anche nel suo supporto ed incoraggiamento costante. Se saltiamo una sessione possiamo passare anche due settimane senza supporto (o un mese se facciamo sedute ogni 15 giorni), e nel frattempo le nostre resistenze (pigrizia, paura, insicurezza, negatività, difese inconsce...) possono rallentarci o farci retrocedere.
A volte è davvero necessario annullare una sessione, ma cerca di programmarne un'altra a breve. In generale, cerca di considerare il tempo col terapeuta come un momento prezioso per la tua vita.

Se hai preso degli impegni (con te stesso o con l'esperto), o hai deciso di seguire un certo programma, fai il possibile per non trascurarli: vedilo come un modo per prenderti cura di te stesso, o di volerti bene (non come un dovere o un fastidio). E' umano sentire resistenza verso queste attività, ma è anche una forma di auto-sabotaggio. Se sai che è importante per te, non prenderlo sottogamba.

Verso le stelle

Spero che questi suggerimenti ti siano utili, e ti aiutino a raggiungere i risultati che desideri. A costo di ripetermi, ribadisco che puoi sempre cambiare se lo vuoi veramente (ho visto troppa gente abbattersi perché non lo credeva possibile). Anche se la vita è dura ed il mondo non è fatto a nostra misura, abbiamo sempre la capacità di fare progressi, migliorare la nostra vita e diventare più felici.
Certo ogni cambiamento ha un prezzo. Ma se siamo disposti ad investire su noi stessi, è molto probabile che raccoglieremo dei risultati anche maggiori di quanto avessimo sperato.

"Per aspera ad astra" (Attraverso le asperità sino alle stelle).
(Seneca)


Se ti serve aiuto

Se stai cercando un esperto che ti aiuti nel tuo percorso di crescita, o ad affrontare le tue difficoltà, e ti piace il modo in cui affronto questi argomenti, possiamo fare dei colloqui insieme. Utilizzo metodi di counseling e coaching per facilitare le persone ad evolvere e risolvere i loro problemi. Se vuoi saperne di più, visita la pagina "Parla con me".


(parte di questo post è liberamente adattata da "10 Ways to create rapid, lasting change in therapy", della dott.ssa Samantha Rodman Whiten)

"Se non sei parte della soluzione, sei parte del problema."
(Eldridge Cleaver)

"Non esistono formule magiche che fanno sparire le sofferenze e bruciano le tappe. Crescere significa diventare più coscienti e preparati. Questo progetto richiede lavoro, pazienza e resistenza."
(Marc Alain, "Essere Se Stessi, ogni giorno")

"Se cambiano gli atteggiamenti interiori, gli uomini possono trasformare gli aspetti esteriori della loro vita."
(William James)


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La timidezza è un carattere o un difetto?

Essere timidi è un problema psicologico o una caratteristica della persona?

La timidezza è naturale o indice di disturbi?


La timidezza NON è un tipo di personalità. Questo dev'essere chiaro subito, perché molte persone credono che lo sia, e questo non le aiuta: se ritengo che la timidezza sia il mio carattere, penserò di non poter cambiare, oppure la userò come alibi.
Nessuno nasce timido: semmai si può avere natura riservata, o introversa, che sono cose assai diverse dalla timidezza.

La timidezza è una difesa

Fondamentalmente, possiamo dire che la timidezza è una forma di difesa, e nasce quindi da qualche paura profonda od esperienza negativa. La timidezza è uno "scudo" che dovrebbe proteggerci dai "pericoli sociali", come giudizi negativi, critiche, rifiuto, esclusione dai gruppi.
In pratica, il timido nasconde se stesso, o si mostra diversamente da come è, nella speranza di venire meglio accettato e apprezzato. Ha paura di essere "sbagliato", o che le persone lo giudichino negativamente, o che lo rifiutino. Alla base della timidezza c'è quindi la paura di non andare bene, o di non essere abbastanza valido.

Diversi livelli di timidezza

Sia chiaro che una moderata timidezza è comune e piuttosto umana, perché è normale avere un'autostima non solidissima, o non essere pienamente sicuri di sé, o temere di non piacere agli altri. Sono ben poche le persone che non hanno nessuna di queste difficoltà.

Se però siamo così timidi da:
  • Ritrovarci spesso ammutoliti, anche se avremmo cose da dire.
  • Sentirci seriamente limitati nella nostra vita sociale.
  • Provare frequente angoscia in mezzo agli altri.
  • Non riuscire mai ad essere noi stessi.
  • Ritrovarci paralizzati o bloccati ed incapaci di agire...
Allora non siamo soltanto un po' insicuri (come sono quasi tutti), ma probabilmente abbiamo un reale problema psicologico e sarebbe utile fare qualcosa per superare la nostra timidezza. Potremmo esplorare l'argomento, magari tramite libri o corsi, per capire meglio l'origine delle nostre difficoltà, e sperimentare dei metodi per superarle. Oppure chiedere l'aiuto di un bravo terapeuta o counselor.


Questo post fa parte di una serie di risposte brevi a domande frequenti sull'amore, le relazioni e la vita (clicca sul link per leggere l'elenco di tutte le domande e risposte).

"La timidezza è composta dal desiderio di piacere e dalla paura di non riuscirci."
(Edme-Pierre Chauvot de Beauchene)

"Se dovessi ipotizzare quale sia la preoccupazione più endemica e più diffusa tra gli esseri umani, direi che niente è più comune della paura dei propri simili."
(R.D. Laing)

"La timidezza è un meccanismo di difesa contro il pericolo di venir respinti nell’incontro, di venir svalutati dal rifiuto."
(Francesco Alberoni)


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Le emozioni dell'innamoramento durano per sempre?

Dopo quanto tempo passano 'batticuore' e 'farfalle nello stomaco'?

Quanto durano le 'farfalle nella pancia' durante una relazione?


Come per tutte le esperienze umane, dipende da tanti fattori.
Per rispondere meglio, è importante capire che le "farfalle nello stomaco" sono generate da reazioni bio-chimiche tipiche dell'innamoramento; oppure da una particolare "chimica di pelle" che abbiamo con l'altra persona. Solitamente associamo queste sensazioni ad amore e sentimenti, ma nascono principalmente da neurotrasmettitori ed ormoni:
  • Feniletilamina
  • Dopamina
  • Testosterone
  • Noradrenalina
Quest'ultima, in particolare, è il principale responsabile di reazioni fisiologiche come "batticuore" e "farfalle nella pancia". Certo, magari proviamo realmente un grande amore per quella persona: però quello che perturba il nostro corpo sono prima di tutto scariche di quelle sostanze, che alterano il funzionamento del cervello in modo simile alle droghe.

L'intensità emotiva cala nel tempo

Chiarito questo, è stato dimostrato da varie ricerche che l'innamoramento dura al massimo da 12 a 18 mesi. Quindi anche quelle reazioni così intense e travolgenti, sono destinate ad attenuarsi e finire entro alcuni mesi.
In altre parole, le sensazioni estatiche e l'intensità emotiva tipiche dell'inizio di una relazione, sono limitate all'inizio della relazione stessa: l'emozione intensa diminuisce quando la relazione si stabilizza e continua nel tempo (questo spiega perché certi innamoramenti non corrisposti, o amori mai vissuti, possano continuare a lungo: non essendo passati alla fase concreta del viverli nella realtà, rimangono vividi nell'immaginazione).

L'amore può durare a lungo, l'innamoramento no

In sintesi, l'amore può durare per molto tempo, ma l'innamoramento è sempre "a breve termine" (ed è importante capire che innamoramento e amore non sono la stessa cosa).
Questo accade perché l'innamoramento è un "meccanismo biologico" che la Natura usa per spingerci ad accoppiarci e riprodurci: ci incanta e "stordisce" abbastanza a lungo da tuffarci nelle braccia dell'altro e fare progetti insieme, convinti che quello che sentiamo durerà per sempre. Invece emozioni e sentimenti sono per loro natura in continuo movimento.

Cosa succede dopo l'innamoramento?

Questo non vuol sempre dire - come pensano alcuni - che quando la passione diminuisce sia anche finito l'amore. Cosa succede alle relazioni quando finisce l'innamoramento?
  • Quelle poco valide, illusorie o basate solo sull'attrazione iniziale, finiscono oppure si trascinano stancamente.
  • In quelle valide (soprattutto quando continuative e stabili), le emozioni che sentiamo tendono a diventare più calme e tranquille. E' un tipo di amore diverso, meno "adolescenziale" e più "adulto". Meno farfalle e batticuore, più comprensione e intimità.


Questo post fa parte di una serie di risposte brevi a domande frequenti sull'amore, le relazioni e la vita (clicca sul link per leggere l'elenco di tutte le domande e risposte).

"Quando si è innamorati, si comincia sempre a ingannare se stessi e si finisce sempre con l'ingannare gli altri."
(Oscar Wilde)

"L'amore è ciò che resta quando l'innamoramento si è bruciato."
(Louis De Bernieres)

"Si dovrebbe essere sempre innamorati. Ecco perché non bisognerebbe mai sposarsi!"
(Oscar Wilde)


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Perché scelgo il partner sbagliato?

Perché trovo sempre uomini che mi tradiscono?

Perché scelgo sempre la donna sbagliata?

Perché vengo sempre rifiutato o abbandonato?

Perché un figlio non amato, poi da grande sceglie i partner sbagliati?


Scegliamo partner sbagliati quando abbiamo ferite emotive

Scegliere un partner "sbagliato" può capitare a chiunque, perché siamo creature fallibili e le relazioni non sono una scienza esatta. Ma quelli che tendono sempre a scegliere partner sbagliati, o sempre di un certo tipo, sono spesso persone con "ferite emotive" che condizionano le loro scelte sentimentali.
Perché accade questo? Le ragioni possono essere molteplici, ne spiego due tra le più importanti:
  1. Le "ferite emotive" importanti che subiamo nell'infanzia (essere amati poco o male, essere rifiutati, non sentirsi accettati, sentirsi traditi, venire giudicati pesantemente, venire repressi, non sentirsi mai all'altezza, ecc.) si incidono profondamente nel nostro inconscio.
    Una volta diventati adulti, l'inconscio tende a ricreare nuovamente situazioni simili (quindi anche scegliendo partner di un certo tipo), come se volesse "ricreare lo scenario"; forse con la speranza che stavolta le cose andranno bene ed usciremo dal vecchio schema doloroso. Ma invece il più delle volte lo schema si ripete uguale.
  2. I genitori rappresentano per i figli la prima esperienza di amore. Questa esperienza ci plasma; i genitori diventano dei modelli che tendiamo a seguire. E' quindi naturale che, una volta adulti, tenderemo a scegliere persone simili al genitore di sesso opposto (con cui per primi abbiamo vissuto un sentimento amoroso), seguendo un modello che ci è familiare.
    Se il modello genitoriale è stato "sano", sceglieremo dei partner sani con cui potremo essere felici; se invece abbiamo avuto un modello genitoriale "insano" (freddo, duro, respingente, critico, arido, indifferente...), saremo facilmente attratti da persone di quel tipo, in quanto replicano un modello a noi familiare.

Relazioni disfunzionali che noi stessi scegliamo

Alcuni esempi molto comuni di relazioni disfunzionali:
  • Una persona che si è sentita tradita (o ingannata) dai genitori, sceglierà partner che la tradiscono - e facilmente trarrà la conclusione che "Tutti gli uomini (o le donne) ti tradiscono!", invece di riconoscere che è proprio lei a sceglierli di quel tipo.
  • Una persona che non si è sentita amata, tenderà ad attaccarsi a persone che non ricambiano il suo amore - e non sarà attratta da persone che si interessano a lei.
  • Una persona che è stata maltrattata potrebbe attaccarsi a partner che la maltrattano, perché è il modello relazionale che le è familiare, e quindi lei lo trova "romantico" o crede che l'amore funzioni in quel modo.
  • Una donna che sia stata molto criticata o svalutata, o che abbia una bassa autostima, potrebbe attaccarsi ad uomini che la vogliono solo per fare sesso, perché fatica a credere di meritare l'amore.
  • Similmente, un uomo trattato male nell'infanzia, e che quindi ha sviluppato scarsa autostima e/o un'identità fragile, potrebbe non trovare mai una donna che lo desideri, perché è convinto di non valere abbastanza.
Se tendiamo a ricadere spesso in uno di questi schemi, è importante riconoscere che siamo noi stessi a creare il problema tramite le nostre scelte inconsapevoli; invece di pensare (come si fa di solito) che ci capita perché siamo "sfortunati in amore" o perché le persone del sesso opposto sono tutte di quel tipo.

Siamo condizionati dall'inconscio

Va sottolineato che questi comportamenti sono guidati da pulsioni inconsce, non da decisioni consapevoli. Razionalmente queste persone possono essere convinte di voler essere amate, o di volere un partner buono e affettuoso; ma solitamente è l'inconscio che vince e le spinge verso certi individui.
Uscire da questi schemi non è quindi una questione di volontà razionale, ma di meccanismi inconsci che vanno portati alla luce e "neutralizzati" (in genere con l'aiuto di persone competenti o di un bravo terapeuta). Un libro che spiega bene questo genere di problematiche è "Donne che amano troppo" di Robin Norwood (adatto anche agli uomini; info nella Bibliografia).


Questo post fa parte di una serie di risposte brevi a domande frequenti sull'amore, le relazioni e la vita (clicca sul link per leggere l'elenco di tutte le domande e risposte).

"Ti ho amato perché era più facile che amare me stessa."
(Nayyirah Waheed)

"L'inferno nelle relazioni deriva dal cercare di cambiare il comportamento di qualcun altro anziché il nostro."
(Buddismo)

"Siamo irresistibilmente attratti da chi ci creerà i problemi che ci servono per la nostra evoluzione personale."
(Alejandro Jodorowsky)


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