Bibliografia - Psicologia

Apro, con questo post, una breve serie in cui presento un elenco di libri che ho trovato utili, interessanti, o che comunque mi hanno donato qualcosa di prezioso; suddivisi in quattro categorie principali:
Per ogni volume, sono indicati titolo, autore ed editore, più un commento mio personale, o tratto da fonti esterne.

Siete invitati a presentare i libri che avete trovato validi per il vostro percorso, con un commento personale, che potranno essere inseriti in questi elenchi.

Come scegliere un libro?

Di fronte agli scaffali di una libreria (oppure a questi elenchi), è facile sentirsi dubbiosi e non sapere come scegliere...
Io uso due "tecniche" per aiutarmi:
  • L'intuizione: scorrendo uno scaffale (o un elenco), ascolto gli impulsi, le sensazioni, un "campanellino" che trilla di fronte a un certo titolo o copertina... mi lascio "guidare".
  • La scansione: quando prendo in mano un libro, lo scorro leggendo qua e là paragrafi, alla ricerca di una emozione. Se la lettura di tre o quattro punti diversi non mi ispira alcuna reazione, lo ripongo. Se, invece, mi sono sentito colpito, ispirato, eccitato o commosso, allora quel libro potrebbe avere un valore per me; questo può valere anche in caso di emozioni negative: quello che ci disturba o urta, spesso racconta qualcosa che ha a che fare col nostro Io profondo.

• "La ferita dei non amati"

(Peter Schellenbaum - Red)

L'autore esplora la ferita fondamentale che tutti, in qualche misura, ci portiamo dentro: quella di non sentirci mai amati abbastanza, col vuoto e l'angoscia che la accompagnano.
Riconoscerla, accettarla, imparare a conviverci e, in qualche modo, guarirla per tornare ad abbracciare la vita.

• "Non siamo nati per soffrire"

(Raffaele Morelli - Mondadori)

Molto bello, e si muove diversamente rispetto ai "soliti" consigli su come sconfiggere il dolore, consigliando invece di accettarlo e ascoltarlo. Aldilà dei pensieri e della loro "falsa saggezza", incontro ai messaggi dell'anima e del corpo

[dalla copertina] «Il modo migliore di superare il dolore è provare a non mandarlo via.
Quando arriva il dolore non bisogna evitarlo nè combatterlo, ma cedergli, farsene sopraffare. Osservandolo senza volerlo spiegare, vivendolo senza volerlo scacciare, il disagio se ne andrà da solo, dopo averci portato il suo messaggio profondo per farci rinascere e ridare senso alla nostra vita».

• "Ciascuno è perfetto"

(Raffaele Morelli - Mondadori)

[dalla presentazione] «"Non c'è alcun fine, da perseguire, alcuna meta da raggiungere e non occorre fare alcuno sforzo per migliorarci. Soprattutto, non c'è niente di noi che non vada bene".
E' questa la premessa con cui il famoso psichiatra affronta i malesseri psicologici che oggi come non mai affliggono molti di noi. Alla radice del problema sta il fatto che spesso rincorriamo obiettivi a volte inutili o irraggiungibili, con il risultato di sentirci costantemente falliti o inadeguati.
Avvalendosi dei secolari insegnamenti delle filosofie orientali e della mistica ebraica, non meno che della propria esperienza diretta come psicoterapeuta, Morelli ci svela un modo nuovo di affrontare i nostri problemi. Aiutandoci a scoprire che il segreto del benessere non si trova lontano, ma è dentro di noi».

Per quanto assurda o provocatoria possa apparire l'affermazione di Morelli posta all'inizio, io credo contenga una profonda verità: che tutti nasciamo perfetti, e tali rimaniamo, nella nostra essenza. Inoltre, ciò che è "giusto" o "sbagliato" sono solo opinioni personali e soggettive, non direttive assolute.
Questo non vuol dire che non si possa migliorare od evolversi, ma che questo miglioramento dovrebbe partire non da un sentirsi "sbagliati", quanto dal desiderio di diventare esseri umani ancora migliori, o di essere più felici.
Nella mia osservazione delle persone, ho visto spesso come la ferita più grande, il dolore più intenso, sorgano proprio dal considerarsi sbagliati e non meritevoli. E questo conduce a una "guerra" con se stessi che, come tutte le guerre, porta solo sventura e sconfitte.
Entrare nell'ottica che, invece, ciascuno (a partire da noi stessi) è essenzialmente "ok" (termine forse più accettabile che "perfetto"), può permettere di abbandonare questo guerra ed abbracciare una pace più serena e feconda.

• "Alla ricerca delle coccole perdute"

(Giulio Cesare Giacobbe - Ponte alle Grazie)

L'autore illustra diversi livelli di sviluppo della personalità (Bambino, Adulto, Genitore), e come le nostre relazioni risultino pesantemente influenzate dal livello che abbiamo raggiunto - o meno.
Parla di come molte persone, nonostante la maggiore età, rimangano psicologicamente "Bambini", e come questo influenzi pesantemente le loro relazioni. Spiega cosa vuol dire diventare davvero "Adulti", e come si possa arrivare allo stato di "Genitori", ovvero gli unici capaci di prendersi cura degli altri, condizione indispensabile per amare veramente.
Forse non è superfluo aggiungere che diventare "Genitore" (psicologicamente) non ha nulla a che fare con il mettere al mondo dei figli, e che in giro ci sono molte persone che fingono di essere "Genitori" e di saper amare, mentre in realtà sono ancora "Bambini" che cercano di essere amati, ma non sanno dare (e questo già spiega molti dei problemi di relazione che vediamo ovunque).

• "Le vostre zone erronee"

(Wayne W. Dyer - Rizzoli)

Parlando di "crescita personale", questo è uno dei libri "classici" sull'argomento, tanto è vero che, a 30 anni dalla sua uscita, è tutt'ora valido. Se trovi che nella tua vita le cose non vanno come vorresti e hai voglia di cambiarle, questo è un buon libro da leggere questo libro, insieme ad altri dello stesso autore:
  • "Te stesso al 100%"
  • "Prendi la vita nelle tue mani"
  • "Credere per vedere"
  • "Inventarsi la vita" (TEA)
  • "La voce dell'ispirazione - Come connettersi con lo spirito per scoprire la propria missione nella vita" (TEA Pratica)

• "Messaggio per un'Aquila che si crede un Pollo"

(Anthony De Mello - Piemme)

Ormai un classico della crescita personale, nonché del vivere la spiritualità nel quotidiano e della pace interiore. De Mello è una persona deliziosa che scrive con humour, semplicità e calore umano. Parla degli ostacoli che tutti incontriamo nel vivere le nostre vite, che ci portano a vivere razzolando come "polli", invece di spiegare le nostre ali e librarci in alto.

Meritevoli di attenzione anche altri libri dello stesso autore.

• "Il libro dell'Es"

(George Groddeck - Adelphi).

Questo è uno dei libri migliori che ho letto sull'inconscio: tanto profondo e rivelatore, quanto divertente e spiazzante. Lo stile di Groddeck è decisamente alternativo e provocatorio ma, allo stesso tempo, acuto nel saper cogliere le contraddizioni e le sottigliezze della parte più sconosciuta e più potente della nostra psiche.
Usando un linguaggio a volte "analogico" (non razionale ma emozionale o immaginifico), ricco di aneddoti illuminanti, l'autore ci porta in un "viaggio" di scoperta sorprendente, da cui usciamo inevitabilmente sconcertati: tutto quello che credevamo di sapere su di noi, risulterà invalidato o messo in dubbio. Sarà come varcare la soglia di un mondo nuovo, ignoto e sconfinato.

• "Il Critico Interiore"

(Hal e Sidra Stone - Futura)

Il Critico è quella "voce" dentro di noi che ci fa sentire sbagliati, incapaci, indegni, falliti. Che arriva a condannarci per qualsiasi minimo errore, paralizza le nostre iniziative, azzittisce le nostre idee, ingigantisce le nostre paure e può farci cadere nella depressione.
Ci dice che non siamo mai abbastanza, a cominciare dal nostro aspetto fisico.
Inoltre, il Critico ci spinge a non ascoltare i nostri reali bisogni (e questo fa sì che non troviamo mai soddisfazione); e spesso questo ci porta ad essere molto critici o aggressivi verso tutto il mondo che ci circonda.
Insomma, buona parte del nostro malessere, ansie, blocchi e infelicità può provenire proprio dal Critico Interiore. Questa voce è spesso così abituale, da non riconoscerla nemmeno, e addirittura finiamo col credere che noi siamo quello che ci dice.
Questo libro invece insegna a riconoscerla come una parte di noi (mossa dal desiderio di proteggerci, ma che può finire col distruggerci), a distaccarcene per evitare le sue influenze negative, fino a collaborare con lei per trasformare le sue indicazioni in un sostegno positivo.
Un libro prezioso per imparare ad essere noi a dirigere la nostra vita, invece del nostro Critico incontentabile.

• "Il codice dell'anima"

(James Hillman - Adelphi).

Se hai voglia di esplorare il territorio "magico" della ricerca della propria vocazione.
Il famoso psicanalista, usando gli esempi di personaggi famosi, ci conduce in un viaggio tra psicologia, filosofia e misticismo, alla ricerca del "daimon", la forza interiore che normalmente chiamiamo "vocazione" o "chiamata". Una forza che parla il "codice dell'anima", ovvero quello del nostro destino.

• "Le bugie con cui viviamo - L'arte di autoingannarsi"

(Eduardo Giannetti - Newton & Compton)

Il rapporto più intimo e al tempo stesso più sleale che abbiamo nella nostra vita è sicuramente quello con noi stessi. Una parte della nostra mente riesce astutamente e paradossalmente a ingannarne un'altra.
L'autore analizza da un punto di vista etico le implicazioni e le conseguenze di questa ipocrisia interiore, sia sul singolo che sulla collettività. Egli smaschera la nostra tendenza a riconoscere prontamente nelle intenzioni altrui l'interesse personale e la parzialità che invece nascondiamo abilmente a noi stessi.
Il tema del libro è fondamentale per comprendere quanto siamo tutti inclini a ingannarci, i motivi per cui lo facciamo, le conseguenze anche drammatiche, e la possibilità di raggiungere una maggior onestà con se stessi.

• "Le carezze come nutrimento - I gesti e le parole che ci fanno stare bene"

(Giacomo Magrograssi - Baldini Castoldi Dalai)

E' carezza tutto quello che, riconoscendo l'esistenza di un altro essere umano, comporta uno scambio affettivo, anche se minimo. Basta ascoltare con attenzione, annuire sorridendo, sfiorare una spalla, fare un complimento gradito, per "accarezzare" il nostro interlocutore.
Le carezze sono importanti in tutte le fasi della nostra vita: sono un vero e proprio nutrimento che, se ci viene dato con abbondanza, ci permette - in età adulta - di essere soddisfatti e provare piacere, di recepire le carezze che ci danno gli altri e di essere in grado di darne.

• "La tua mente può cambiare"

(Sharon Begley - Rizzoli)

«Fino a che punto il nostro cervello può cambiare?
Per trovare una risposta esauriente, alcuni dei massimi scienziati e monaci buddisti si confrontano e scambiano punti di vista nella residenza del Dalai Lama. Due approcci diversi ma che, in realtà, e come scoprirete nel libro, hanno molto in comune».

Moltissime persone sono convinte di non poter cambiare, e specificamente che è impossibile cambiare il proprio carattere, mentalità, modo di essere.
Il che - a volte - può anche essere un alibi per non provarci nemmeno... ;-)
Ma anche la scienza, per lungo tempo, è stata convinta che il cervello (e le sue capacità) non cambiasse. Si pensava che i neuroni rimanessero gli stessi dalla nascita alla morte (a differenza delle altre cellule, che si rinnovano costantemente).
Negli ultimi anni la visione scientifica è cambiata; è stato sviluppato il concetto di "neuroplasticità", per cui il cervello cambia in seguito agli stimoli, e può persino compensare i danni subiti in una certa area, attivandone altre alternative.
Insomma, come tutto nell'Universo, anche il nostro cervello (e quindi noi) è in continua trasformazione; sta a noi usare questo possibilità al meglio. :-D

• "Sette mosse per liberarsi dall'ansia"

(Robert L. Leahy - Raffaello Cortina)

«In Europa, il 16% della popolazione soffre di ansia e addirittura il 38% si dichiara quotidianamente alle prese con qualche tipo di assillo.
Partendo da tre principi ampiamente dimostrati dalle ricerche scientifiche (le persone provano meno ansia quando non rimuginano; l'inquietudine nasce dall'incapacità di sopportare l'incertezza; gli inquieti temono le emozioni), l'autore propone nel suo saggio una serie di strategie e di esempi pratici per ritrovare la serenità perduta. Seguendo le sue indicazioni, imparerete cosa fare e cosa evitare verificando di persona i risultati ottenuti.»

Le 7 mosse vincenti
  1. Stabilite quando serve agitarsi davvero
  2. Accettate la realtà e poi provate a cambiarla
  3. Mettete in discussione il vostro modo di pensare
  4. Recuperate la fiducia in voi stessi
  5. Trasformate il fallimento in opportunità
  6. Usate meglio le vostre emozioni
  7. Assumete il controllo del vostro tempo

• "Come crescere un bambino ottimista"

(Martin E.P. Seligman - Sperling & Kupfer)

«La sfida per imparare a "pensare positivo" si gioca sin dai primi anni di vita. Ne è convinto l'autore di questo stimolante saggio, celebre psicologo e ideatore del Penn Prevention Project, un programma per rafforzare l'autostima.
L'ottimismo, dice, non è semplicemente un dono di natura, ma si può apprendere e affinare attraverso precise strategie. Riusciremo così a infondere nei nostri bambini una maggiore fiducia in se stessi, svelando loro il segreto per accogliere il futuro con entusiasmo».

Ho pensato di segnalare questo libro perché spesso ho notato che i genitori, nell'intento di proteggere ed educare i figli ad affrontare la vita, trasmettono loro le proprie paure.
Come sa chiunque conosca un po' di psicologia o affini, questo strategia non funziona. Vivere basandosi sulle paure porta essenzialmente a chiudersi, difendersi e bloccarsi, perdendo così le capacità di godere la vita e cogliere le occasioni.
Ecco perché credo che l'assunto di questo libro sia molto utile, per quelli che desiderano realmente la felicità per i figli. Una felicità che non può mai giungere seguendo la paura, ma vivendo con entusiasmo, fiducia e forza interiore.

"Tutti i libri del mondo non ti danno la felicità,
però in segreto ti rinviano a te stesso."

(Hermann Hesse)


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